Archivio | gennaio, 2013

Quando le parole contano e la coerenza… è in vacanza!

20 Gen

Tutta la vicenda Sasa e dei suoi bus a gasolio è apparsa fin dall’inizio dubbia con l’aver scelto mezzi a gasolio sulla base di dati ed affermazioni che ho cercato di confutare, purtroppo nell’indifferenza generale.

Ma quello che è capitato in questi giorni ha dell’incredibile e, legittimamente, dà molto da pensare.

Andiamo per ordine.

In occasione della citata presentazione dei nuovi bus a gasolio, dove chi scrive queste righe ebbe un’accoglienza non propriamente cordiale, ci fu poi tutto un tentativo, evidentemente scatenato dalla mia iniziale presenza, di giustificare la scelta del gasolio. Qui l’articolo di presentazione sull’Alto Adige. Ne è evidente l’articolo del giorno successivo del “Corriere dell’Alto Adige”. In tale articolo viene affermato quanto segue: “Ben “180mila euro il costo di ogni bus, «tra i più convenienti», come ha sottolineato Rampelotto. Veicoli all’avanguardia con una caratteristica: non saranno a metano, ma a gasolio. «Questi sono autobus di ultima generazione — ha spiegato il vertice della Sasa — e i più ecologici sul mercato europeo: certamente il sistema migliore sarebbe quello a idrogeno, ma i costi sono notevolmente più alti e dobbiamo anche aspettare di produrlo qui a Bolzano». I nuovi autobus si classificano nello standard Eev, un’evoluzione dell’Euro 5. «Abbiamo condotto degli studi–ha aggiunto Rampelotto — scoprendo che gli attuali autobus a metano si classificano come un Euro 3: per questo motivo questi nuovi mezzi rappresentano anche un’innovazione dal punto di vista ecologico»

Ebbene, a soli 26 giorni da quell’articolo, un altro articolo del medesimo giornale il 18 gennaio 2013, in occasione di un intervento del dirigente Sasa presso la Commissione Consiliare Mobilità del Comune di Bolzano mi fa sobbalzare sulla sedia leggendo questa breve frase: “Un’ulteriore buona notizia è data dall’entrata in funzione dei nuovi mezzi a gasolio “Euro 5 EEW” (…V…), secondo Rampelotto simili nell’efficienza a quelli a metano.

PREGO????

Prima si sparano dei dati, che ho dimostrato essere perlomeno dubbi, ora si dice il contrario, anzi di più? A che pro questa giravolta? Forse l’effetto di talune informazioni che il sottoscritto ha inviato al Direttore Generale del Comune e che poi sono state girate al direttore della Sasa?

Informazioni che ho ricevuto a Norimberga in Germania in occasione di un convegno sui bus a metano e sul loro futuro utilizzo. Convegno al quale ho dedicato un approfondimento pubblicato il 12 gennaio 2013.

Il buco e… il biometano – Das Loch und das… Bioerdgas

2 Gen

Trovato un buco su di un autobus della Sasa, scrivo una lettera ed il Corriere dell’Alto Adige, con riferimento ancora alla questione della scelta inappropriata dei bus a gasolio, ne fa un articolo pubblicato il 20 dicembre 2012 essendosi interessato al tema e ne viene fuori anche una dichiarazione un po’ scocciata del presidente della Sasa quando gli si è chiesto espressamente una dichiarazione sull’acquisto dei bus a gasolio.

In risposta a quest’ultima ho scritto al giornale il 20 dicembre ’12 la seguente lettera (che non è stata pubblicata…):

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Prendo atto delle rassicurazioni date sull’autobus 244 della Sasa col buco e che è stato riparato. Che mercoledì non fosse in servizio, non corrisponde al vero in quanto, manco a farlo apposta, l’ho incrociato in piazza Verdi alle ore 8.30. Ma tant’è.
Invece riguardo la scelta del gasolio rispetto al metano sulla lapidaria affermazione del presidente Pagani che “E’ stato scritto e detto di tutto e di più, ciclicamente torna fuori questa polemica, guardiamo avanti”, non accetto che si liquidi ciò con una battuta, peraltro piuttosto infelice, che nei fatti non vuole affrontare la questione. Facile affermare ciò quando i bus sono stati già acquistati! Cosa vuol dire “Guardiamo avanti”?
A differenza di quanto scritto nell’articolo, la “polemica” non è stata affrontata per nulla! La scelta fatta poteva e doveva essere ripensata quando ciò era possibile come è stato fatto di recente a Padova, dove si è cambiata l’iniziale scelta dei mezzi a gasolio acquistandone a metano. Ai forti dubbi espressi sulla scelta pro gasolio, che Sasa e Provincia hanno basato su dati più che discutibili, dubbi confermati in pieno dalla stessa risposta dell’Assessore Provinciale Widmann ad un’interrogazione dei Verdi in Consiglio Provinciale, non c’è mai stata una risposta, zero assoluto. Si è andati avanti imperterriti senza ripensarci neanche un attimo.
Per non essere posti di fronte a nuove sorprese pro diesel, quando i bus più vecchi a metano dovranno essere sostituti, saranno di nuovo scelti “ecologici” bus a gasolio? C’è un’assoluta carenza di lungimiranza di queste scelte pensate, come si è fatto ad esempio a Roma, solo per risparmiare all’atto dell’acquisto dei mezzi ma che impediranno in futuro di poter utilizzare il biometano nella lotta alle emissioni di CO2.
E’ noto questo ai vertici della Sasa ed al suo consiglio di amministrazione oppure si fa finta di nulla? Ah sì, certo, si dirà che stanno arrivando ben cinque bus a idrogeno con una spesa semplicemente spropositata. Da una parte di risparmia rifilando bus a gasolio ai bolzanini che circoleranno sulle strade della città per i prossimi 15 anni, dall’altra si sperperano con leggerezza soldi con i quali si sarebbero potuti acquistare ben 30 bus a metano. La matematica non è un’opinione.
La cosa si commenta da sé, altro che “polemica”. “Guardiamo avanti”: per cortesia, non si prendano in giro i cittadini come peraltro s’intende fare con i bus ibridi a gasolio pensati per il futuro Metrobus. A Nantes questi mezzi sono a metano. Dunque, a cosa stanno “guardando avanti” Sasa e Provincia? A continuare imperterriti nel fare scelte radicalmente sbagliate?
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Curiosamente la lettera è stata poi pubblicata il 23 dicembre dal giornale “Alto Adige”, nessuna reazione da parte di Sasa…

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Während einer Fahrt im veralteten Bus Nr. 244 der Sasa hatte ich ein Loch im Boden entdeckt. Demzufolge habe ich darüber die it. Zeitungen angeschrieben. Bei der Angelegenheit habe ich mich wieder über die rätselhafte Entscheidung über den Ankauf der Dieselbusse geäußert. Der “Corriere dell’Alto Adige” machte daraus einen Artikel, wobei man den Sasa-Vorsitzender auch über die Angelegenheit der Dieselbusse nachfragte. Aufgrund der diesbezüglichen Erklärung habe ich der Zeitung eine E-Mail geschickt  (Text oben), die aber nicht veröffentlicht wurde…

Am 23. Dezember hat dann die Tageszeitung “Alto Adige” den Brief vollständig veröffentlicht. Sasa-Reaktionen: keine.

Lettera inviata al Corriere dell’Alto Adige il 26.12.2012… e non pubblicata

1 Gen

La questione dei nuovi bus a Bolzano assume toni singolari. Non si mette in discussione la scelta, anzi la necessità di rinnovare la flotta in parte piuttosto vetusta, ma quello che appare alquanto discutibile è stata la scelta a monte di optare per il gasolio invece che per il metano. E’ ben noto che a Padova l’iniziale decisione di acquistare bus a gasolio è stata, dopo proteste assai vivaci, rivista a favore del metano. A Bolzano proteste zero, compreso il silenzio assordante delle associazioni ambientaliste.

Certo, la capacità di approvvigionamento di bus a metano è satura nel deposito Sasa, ma anche qui non si comprende come si continui a ribadire questa circostanza quando sarebbe bastata una semplice decisione: ampliarne la capacità! I costi peraltro non sarebbero stati di certo enormi, anzi.

E’ curioso che quasi l’intera presentazione sia stata incentrata con un battere in continuazione sui presunti vantaggi del gasolio contro il metano, va da sé che la mia breve presenza indesiderata sul posto deve aver scaturito tale effetto.

Un fatto è certo: la scelta dei bus a gasolio è stata fatta sulla base di un semplice tornaconto economico, comprensibilissimo per carità, cioè risparmiare al massimo sull’acquisto anche per la vetustà dei bus da sostituire, causata peraltro dal mancato rinnovo della flotta negli anni scorsi per i mancati finanziamenti della Provincia e non è un segreto visto che gli stessi vertici della Sasa ne avevano parlato negli anni scorsi. D’altronde gli importi messi a base d’asta per i restanti bus col bando in corso del 7 dicembre sono chiari. Ovvio che i bus a metano, costando 20/30mila Euro in più, sono stati scartati essenzialmente per questo motivo.

Ma veniamo alle affermazioni che a dir poco sorprendenti che ho letto nell’articolo del 24 dicembre. La norma Euro V EEV, contrariamente a quanto affermato, è rispettata anche dai bus a metano, tanto che i Solaris Urbino 12 ci sono anche in versione a metano EEV con motori Cummins come di altri costruttori. Di recente poi sono stati addirittura presentati motori Euro VI a metano.

Cosa c’entri l’idrogeno non si sa se non che con la modica spesa di 30 milioni di Euro fra centrale, bus e manutenzione la Provincia ne metterà in strada la strabiliante cifra di cinque. La cosa si commenta facilmente da sé dal punto di vista economico, cioè una follia.

Fra l’altro l’utilizzo del metano per 35 mezzi avrebbe consentito di ottenere subito un risparmio annuo di circa 224 tonnellate di CO2. Se fosse stato già disponibile il biometano il risparmio delle emissioni di CO2 sarebbe stato di ben 2.123 ton. di CO2 all’anno (cifre stimate su dati comparativi della SWA di Augsburg). I dati parlano da sé, altro che idrogeno! Tralasciando i minori costi di rifornimento che avrebbero compensato ampiamente il maggior prezzo d’acquisto.

Con i nuovi 35 bus a gasolio tutto questo non sarà possibile: ecco il madornale errore strategico di cui accennavo sopra con buona pace dei tanti progetti di risparmio delle emissioni di CO2 di cui sempre si parla. E se consideriamo che tali bus circoleranno per almeno 10, se non 15 anni, si capisce che razza di autogol sia stato fatto.

Fra l’altro si dice che il rifornimento dei bus a metano comporta un consumo d’energia elettrica. Bene, ma non è tutta energia rinnovabile quella che abbiamo qui in provincia di Bolzano, dunque CO2-free? Perché se prendiamo il dato fornito di 3,6 t. di CO2 per bus a metano, quali saranno le emissioni di un autobus H2, visto che per produrre l’idrogeno necessario ci vorranno quantità immense di energia elettrica?

Tralasciando la circostanza che le elaborazioni per il futuro danno un aumento costante del prezzo del gasolio rispetto al metano e, se ciò avvenisse, sarebbero dolori per le casse pubbliche e per gli utenti, dunque per i cittadini.

Sul test accennato che i bus a metano raggiungerebbero solo i valori dell’Euro III, dalla stessa risposta che diede l’assessore prov.le Widmann in Consiglio Provinciale con la nota del 4 maggio 2012 non è dato, infatti, di sapere su che autobus (Euro ?) è stato fatto il test e su quale ciclo di prova d’omologazione. Nella stessa risposta s’informava però che non erano stati fatti test su bus a metano Euro V ed EEV e che “i dati di omologazione e certificazione a livello europeo sono di per sé una valida garanzia”. Quindi, di grazia, di cosa si è parlato alla presentazione? E sorgono anche più che legittimi dubbi su tale citato test, forse utilizzato strumentalmente per avere un argomento utile pro gasolio e, soprattutto, pro idrogeno? Il test, infatti, è stato effettuato dall’IIT direttamente impegnato nel progetto idrogeno.

Un’ultima cosa: sono stato apostrofato in modo assai sgradevole per la seconda volta come “lobbista del metano”. A parte quest’affermazione che è una balla colossale, basta semplicemente informarsi in merito ed il web, ma non solo, è una fonte d’informazione incomparabile a partire dai siti dei produttori d’autobus. Per il resto, come ho già scritto più volte, non ho alcun interesse commerciale nel settore. Semmai, come cittadino, mi sembra che porre domande su scelte e spese finanziate da soldi pubblici, vale a dire di tutti, sia più che legittimo, ancor di più in questa vicenda sempre più strana dei bus a gasolio e a idrogeno fatta di affermazioni e contraddizioni palesi. Annoto in conclusione che quanto vado affermando da svariati mesi pare dare molto fastidio e non ne comprendo il motivo, lo ritengo però un sintomo piuttosto preoccupante.

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Legittimo pubblicare o non pubblicare lettere ed interventi.

Quando un responsabile di un’azienda di fatto pubblica fa affermazioni che meritano di essere smentite, le argomentazioni non possono essere brevi. Altrimenti è facile essere accusati di controbattere con battute di poche righe. Ma se alla fine una lettera come sopra non viene pubblicata…