Sasa: bilancio annuale con le solite capriole sui nuovi bus a gasolio e a idrogeno. Esimio Pagani, la coerenza è diversa dal NON dare risposte o smentire ciò che è stato detto nel 2012!

24 Apr

Leggo dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

Al riguardo, Pagani ha illustrato i dati relativi alle emissioni dei nuovi autobus a gasolio «Eev Solaris», del tutto simili a quelle dei veicoli Sasa a metano, che pure rappresentano il 45% del totale del parco mezzi. «Queste non sono chiacchiere, ma cifre reali, che sgombrano il campo dalle polemiche pretestuose e scorrette che a volte vengono sollevate contro i nostri autobus – ha aggiunto Pagani – Per quanto riguarda la riduzione dei valori inquinanti siamo dunque i migliori in Italia e tra i primi anche in Europa».

Corriere dell'Alto Adige, 23.4.2014

Corriere dell’Alto Adige, 23.4.2014

Esimio presidente Pagani, che sul tema ha elegantemente glissato poco tempo fa NON rispondendomi tempo fa sul giornale “Alto Adige”, guardi che le “polemiche pretestuose e scorrette” sono le NON risposte che Sasa (e Provincia) non hanno mai dato, anzi aggravate dalla arzigogolata (per non dire “originale”) risposta data di recente dall’assessore provinciale Mussner, su cui mi sono ampiamente soffermato.

Basta scorrere questo blog per capire che sono le scelte “a monte” che non convincono. Arrivare a dire oggi che i bus a gasolio sono del tutto simili a quelli a metano, vuol dire IN OGNI CASO smentire ciò che l’ex direttore Rampelotto ha affermato nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi bus del 22 dicembre 2012.

Giusto per rinfrescarLe la memoria, il “Corriere dell’Alto Adige” del 23 dicembre 2012 riferiva queste parole dell’ex direttore Rampelotto, mai smentite per inciso:

“Ben 18omila euro il costo di ogni bus, «tra i più convenienti», come ha sottolineato Rampelotto. Veicoli all’avanguardia con una caratteristica: non saranno a metano, ma a gasolio. «Questi sono autobus di ultima generazione – ha spiegato il vertice della Sasa – e i più ecologici sul mercato europeo: certamente il sistema migliore sarebbe quello a idrogeno, ma i costi sono notevolmente più alti e dobbiamo anche aspettare di produrlo qui a Bolzano». I nuovi autobus si classificano nello standard Eev, un’evoluzione dell’Euro 5. «Abbiamo condotto degli studi – ha aggiunto Rampelotto – scoprendo che gli attuali autobus a metano si classificano come un Euro 3: per questo motivo questi nuovi mezzi rappresentano anche un’innovazione dal punto di vista ecologico».

Corriere dell'Alto Adige, 23.12.2012

Corriere dell’Alto Adige, 23.12.2012

“Studi” che la risposta dell’ex Assessore Widmann aveva, nei fatti, smentito come base per l’acquisto dei nuovi bus, ma tant’è. Peraltro neanche un mese dopo sempre l’ex direttore Rampelotto veniva così citato dal “Corriere dell’Alto Adige” il 18 gennaio 2013:

“Un’ulteriore buona notizia è data dall’entrata in funzione dei nuovi mezzi a gasolio «Euro 5 Eev», secondo Rampelotto simili nell’efficienza a quelli a metano. «Già a fine mese avremo su strada i nuovi bus da 18 metri, e a febbraio quelli da 12 metri. I pollicini da nove metri entreranno in funzione a marzo. In totale, si tratta di 20 bus a Bolzano e 15 a Merano». “

Corriere dell'Alto Adige, 18.1.2013

Corriere dell’Alto Adige, 18.1.2013

Curiosamente il “salto all’indietro” dopo ulteriori mie lettere ai giornali, ma guardo caso, eh!

Carta canta, stimato presidente Pagani, altro che storie.

Veniamo alla tematica dei bus a idrogeno, sempre dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

“Il fiore all’occhiello è comunque rappresentato dai 5 autobus (il 3,14% del totale) alimentati a idrogeno: «Si tratta degli autobus a cella a combustibile – ha ricordato Pagani – che la Provincia ha introdotto nella nostra flotta grazie al progetto europeo chiamato Chic (Clean hydrogen in European cities, ndr). Il progetto pilota sulla diffusione dei carburanti alternativi, svolto con il sostegno dell’Unione Europea ed anche in collaborazione con l’A22, sta dando ottimi risultati». Senza voler entrare nella polemica sui costi dell’operazione, da alcuni considerati eccessivi (si tratta di oltre g milioni di euro), Pagani ha spiegato: «Gli autobus sono stati acquistati dalla Provincia e quindi questa spesa non è pesata sulle spalle della Sasa II mio giudizio su questo progetto pilota è fortemente positivo, perché mette Bolzano al centro dell’innovazione tecnologica, assieme a grandi città come Londra, Milano ed Oslo. Inoltre, anche se la manutenzione di questi autobus viene affidata ad un’officina autorizzata della casa produttrice EvoBus, il progetto mette in circolo professionalità elevate su tutto il territorio ed anche per i nostri collaboratori. Infine, anche se nessuno è in grado di dire quale sarà lo sviluppo futuro di questa tecnologia, credo che sia giusto credere e investire nell’idrogeno, in quanto è l’unica fonte alternativa completamente non inquinante».”

Ammetto che è ormai stancante continuare a ribattere a queste scelte, visto il “muro di gomma” , cioè le non risposte dei vari soggetti interessati, innalzato sui vari argomenti, ma un po’ di domande e numeri riassuntivi fanno al caso, repetita iuvant:

  1. con i 9 milioni di Euro del progetto Chic messi dalla Provincia si potevano comprare una quarantina di bus a metano oppure qualche unità di meno e ampliare la capacità di rifornimento di metano, che non ci sarebbe stata per nuovi bus a metano;
  2. il progetto Chic è stato di fatto imposto dalla Provincia (sarebbe forse meglio dire dall’IIT?) alla Sasa, altro che storie, ma si sa che nel tpl non si bisticcia fra enti e società, soprattutto con chi deve darti i soldi per comprare nuovi autobus;
  3. scelte a monte: nello stesso piano energia Alto Adige 2050 si parla di bus a metano (e idrogeno) ma sarebbe bastato vedere all’estero come i bus a metano, fatti andare a biometano, sono uno strumento per combattere le emissioni di CO2 (-90%), ma forse né in Provincia né in Sasa si dispone di collegamenti internet e quindi non si era in grado di fare qualche verifica via web, vero? Ma, soprattutto, sono state fatte valutazioni, analisi, confronto di costi fra i vari carburanti? E chi ha preso la decisione di acquisto dei bus a gasolio: Consiglio di Amministrazione, Provincia, Presidente, Direttore Generale o chi ancora?
  4. progetto Chic: cinque autobus, di cui due solo in circolazione (e prendiamo atto che l’incidente avvenuto di recente col bus n. 430 è stato un errore dell’autista) ma, ci si dimentica, dei 15,6 milioni di Euro di costo della centrale di idrogeno di Bolzano Sud e senza sapere QUANTO costa un kg di idrogeno, cui si aggiungono ulteriori 800mila Euro per un distributore di idrogeno, immagino per le vetture del progetto HyFive (ci tornerò sopra prossimamente).

    Corrire dell'Alto Adige, 23.4.2014

    Corrire dell’Alto Adige, 23.4.2014

  5. infine mi si spieghi come mai se da una parte si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili dei carburanti, come mai allora si sono comprati 42 bus a gasolio (senza contare il centinaio della Sad)?
  6. magari sarebbe anche “carino” sapere cosa si pensa della comparazione fra costi dei carburanti effettuata da Trentino Trasporti nell’autunno 2013, che nuovamente allego qui sotto, dato su cui NESSUNO si è MAI preso la briga di commentare, forse perché un dato tanto eclatante?

Tante domande, mai nessuna risposta, ma invece accuse di fare polemiche pretestuose. Ognuno se ne faccia una propria idea leggendo quanto sopra.

 

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

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