Inaugurazione centrale d’idrogeno di Bolzano Sud: tante parole, tante e consuete contraddizioni

6 Giu

L’inaugurazione in pompa magna della centrale di idrogeno e le informazioni fornite danno più di un’occasione per scuotere la testa. Premesso che al sottoscritto il giorno prima dell’inaugurazione è stata impedita la possibilità di partecipare, immagino in quanto domande scomode avrebbero gravemente turbato il clima festoso, si continua a fare, come recita il detto popolare, i conti senza l’oste.

Nuovamente sono stati forniti dati sui costi della struttura, di nuovo però diversi e puntualmente incompleti da quelli forniti a gocce negli anni passati da cui si può capire un costo per le casse pubbliche locali e UE di circa 30 milioni di Euro fra centrale e bus, quindi certo non poco rispetto a quanto m’è capitato di leggere.

Nulla poi su quello che saranno i costi di gestione e nulla su quanto costa l’IIT alle tasche dei cittadini. Si parla di sostituire tot mila litri di benzina e gasolio. Peccato che di mezzi in produzione di serie non ce ne siano e si confida solo nel futuro che tante delusioni però ha riservato nel passato nonostante tanti annunci. Si apprende che i costi dell’auto che verrà data in affitto siano di 12/13 Euro per 100 km, nonostante peraltro si voglia produrre idrogeno nei momenti in cui pare l’energia non costi nulla. Ciò però si comprende se si considera che il processo di idrolisi è quello più costoso in termini energetici per produrre idrogeno. Facendo due conti, su di un’auto similare a metano risulta che i costi siano di circa 5,3 Euro per 100 km. Hai voglia di convincere il normale consumatore a scegliere tali auto, quando mai ci saranno sul mercato contrariamente a quello che m’è capitato di sentire in qualche tg.

Ulteriormente si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili, ma in contemporanea alla costruzione della centrale H2 si sono acquistati ben 150 bus a gasolio che circoleranno per i prossimi 10/15 anni mentre nei paesi scandinavi si sta investendo nel trasporto pubblico con bus a metano e facendoli andare a biometano ottenendo lo stesso risultato, cioè quello di azzerare le emissioni di CO2 come con i costosissimi bus a idrogeno. Ma forse di questo all’IIT ed in Provincia non ne erano al corrente anche se bastava fare una breve ricerca su internet per rendersene conto.

Circa l’investimento di Autobrennero, questo impianto non porta nulla ad una maggiore sostenibilità del traffico. Trovo a dir poco discutibile la scelta non solo di investire nella centrale ma quello di costruire un impianto di rifornimento di idrogeno con diverse colonnine di rifornimento che rimarrà praticamente sempre deserto per mancanza di vetture visto che, per ora, di produzione in serie di auto H2, di cui si è vaticinato per anni, non se ne vede nulla. Non solo, ma fa arrabbiare che nel contempo il piano per la realizzazione di dodici distributori di metano, questi sì davvero utili per auto che già circolano e in costante aumento, si sia impantanato non si capisce bene dove e con un solo impianto realizzato a Nogaredo Est, che fra l’altro in poco tempo ha raccolto valutazioni pessime da parte degli utenti, e nonostante siano già pronti ben otto punti di allaccio ai metanodotti. E, naturalmente, di metano liquido per i trasporti pesanti non se ne parla, anche qui perché probabilmente non si sono per nulla osservate le tendenze del settore. Quindi altro che “corridoio verde”.

Nulla in merito poi allo stoccaggio di energia e di eventuali progetti PtG (Power-to-Gas), ossia produzione di idrogeno da fonti rinnovabili per produrre metano sintetico con progetti che sono in corso a livello europeo, a latere nulla in merito al biometano che pare essere sconosciuto in Sudtirolo. Come sempre immagino che non riceverò risposta alcuna, d’altronde la trasparenza, alla pari della comunicazione, paiono proprio non essere di casa a Bolzano Sud.

Screenshot dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Screenshot dal servizio dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

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