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Metrobus, di nuovo bus a gasolio! – Metrobus, wieder Dieselbusse!

14 Apr

Decisione della Giunta Provinciale di Bolzano per la realizzazione del Metrobus fra Bolzano e Caldaro annunciata durante la conferenza stampa dell’8 aprile dal presidente della Provincia. Ed ecco subito la frase che fa rizzare le orecchie:  “il bando per l’acquisto dei primi 6 mezzi a emissioni ridotte è infatti già partito”.

Il tutto si risolve il giorno dopo con un articolo sul giornale Alto Adige e, nella scheda, si parla espressamente di “mezzi a gasolio Euro 6”.

Reazione immediata la mia e così il giorno dopo il giornale Alto Adige ha pubblicato una mia lettera che contesta questa decisione. Sabato 13 aprile il mio intervento è stato ripreso anche dal Corriere dell’Alto Adige.

E’ evidente e chiaro il concerto che anche in Provincia di Bolzano ormai il partito “no metano” oppure “pro gasolio”, vedete voi quale categoria scegliere, appare ormai aver definitivamente preso il sopravvento.

Giusto per ricordare, ecco il comunicato della Provincia di Bolzano del 19.3.2012 sulla visita a Nantes e questo l’articolo del giornale “Alto Adige”. Nessuno, proprio nessuno che si sia accorto che i mezzi a Nantes sono dei Mercedes Citaro a metano???

Il Mercedes Citaro a metano del Metrobus a Nantes in Francia. – Der Mercedes Citaro mit Erdgasantrieb in Nantes (Frankreich). (Foto: media.daimler.com)

Qui la galleria fotografica completa – Die vollständige Fotogalerie.

Reazioni: fino ad oggi non pervenute, come al solito, d’altronde.

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Am 8. April 2013 hat die Südtiroler Landesregierung entschieden, dass der Metrobus Bozen-Kaltern realisiert wird. Hier die offizielle Mitteilung des LPA. Diese Aussage waren ein bisschen unklar: “Befahren werden soll die Metrobuslinie mit umweltfreundlichen Bussen, für deren sechs bereits eine Ausschreibung zum Ankauf eingeleitet worden ist.”

Ich es aber schon geahnt, dass man wieder Dieselbusse kaufen würde. Der oben genannte Artikel des “Alto Adige” hat es bestätigt.

In der Tageszeitung “Dolomiten” wurde am 11. April meine Stellungnahme veröffentlicht.

Dass in den Ämtern der Südtiroler Landesregierung eine “Kein Erdgas” bzw. “Pro Diesel”-Meinung herrscht, ist ja mehr als eine Tatsache.

Die Politikerdelegation, die in Nantes war, hat gar nicht gemerkt, dass die Busse dort mit Erdgasantrieb unterwesgs sind. Scheinbar nicht, siehe die LPA-Mitteilung vom 20. März 2012.  Auch die Reportage nach der Pressekonferenz bestätigt, dass die Delegation die Erdgasbusse ganz einfach übersehen hat. Komplimente!

Wie immer – bis heute – keine Reaktionen. Na ja, wie üblich!

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Nuovi bus SAD: la sola rifilata con i bus a gasolio – Neue Sad-Busse: die Mogelpackung der Dieselbusse

20 Feb

Ecco, gran pavese per i bus della SAD con il comunicato emesso dalla Provincia di Bolzano. Altro che bus verdi, un bel colore “green” per far credere di aver fatto il grande sforzo di aver rinnovato la flotta dei bus di SAD e Sasa. Invece, diciamola tutta, hanno scelto bus a gasolio perché hanno dovuto sostituire un gran numero di bus vetusti visto che negli anni scorsi si sono “scordati” di rinnovare progressivamente le flotte visto che si era privilegiato il finanziamento dei treni provinciali. Col risultato più semplice: prendere bus a gasolio.

Ma ecco la sola: il 23 agosto 2011 si parla di “160 bus a metano in arrivo. Chi scrive queste righe ha chiesto conferma per ben tre volte alla Sad, MAI avuto un riscontro, quindi si può partire dal presupposto che quel dato fosse stato fornito. Poi la ben nota serie di dati, smentiti poi in seguito, con cui si è certo di giustificare la scelta del gasolio, una volta appurata che quella era la scelte e non quella annunciata sul giornale e per “tirare la volata” ai fantasmagorici e costosissimi bus a idrogeno.

Al di là degli aspetti ambientali, catastrofale la conseguenza diretta visto che tali bus a gasolio non potranno usare né il biometano, né eventualmente le miscele metano-idrogeno (idrometano), la sola si concretizza ulteriormente nei costi del carburante. Una recente ricerca di Trentino Trasporti, vedasi sotto, dice chiaramente che un bus a gasolio costa oltre il doppio in carburante che un bus  metano. Altro non c’è proprio da dire se non riportare quello che è scritto in merito al trasporto pubblico locale nel piano clima “Energia-Alto Adige-2050”: ” Entro il 2025 nelle zone urbane saranno utilizzati unica-mente veicoli del TPL a zero emissioni (azionamento elettrico, a idrogeno, a metano) e anche nel trasporto extra urbano sarà rafforzato l’impiego di simili tecnologie, procedendo poi alla sostituzione totale della flotta di veicoli entro il 2050.”

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welcher der günstigste ist.

Ultima cosa: come immaginavo, il famoso “Metrobus” in salsa bolzanin-caldarese è un semplice bus a 18 metri, ovviamente diesel, che nulla ha a che fare con i Metrobus di Nantes e di Nancy che peraltro sono a metano.

Ecco il tanto Metrobus dell'Oltradge: neint'altro che un normale bus a gasolio di 18 metri con i colori del logo turistico Alto Adige - Südtirol. Und endlich der Metrobus, nichts anderes als ein gewoenlicher 18-Meter-Bus mit Dieselantrieb und Südtirol -Tourismuslogo. (Fonte: www.provincia.bz.it/usp)

Ecco il tanto decantato ed annunciato Metrobus dell’Oltradge: nient’altro che un normale bus a gasolio di 18 metri Mercedes Citaro con i colori del logo turistico Alto Adige – Südtirol. Und endlich der Metrobus, nichts anderes als ein gewöhnlicher 18-Meter-Bus Mercedes Citaro mit Dieselantrieb und mit Südtirol-Tourismuslogo. (Fonte: http://www.provincia.bz.it/usp)

Na ja, wie schön: immer noch Dieselbusse. Komplimente. Niemand erinnert sich aber, dass SAD-GD und Geschäftsführer Maccioni im August 2011 über den Ankauf von 160 Erdgasbussen gesprochen hat. Dies hat er nie dementiert trotz meiner Anfragen.

Und jetzt kam heraus, wie viel hätte man sparen können, wenn man Erdgasbusse gekauft hätte: siehe meinen Leserbrief in den Dolomiten vom 13. Februar: wo ich die Daten der Recherche von Trentino Trasporti veröffentlicht habe. Selbstverständlich hat niemand dagegen reagiert, wie immer “offizielle” Funkstille seitens der SAD und des Landes.

Man hat die ganze Wasserstoffbus-Angelegenheit hoch-gepumpt (über diese Geldverschwendung könnte man Bücher schreiben…) und diese (1,1 Mio. € pro Stück) sind des öfteren auch außer Betrieb. Super, man hat Prototypen gekauft (!) und die öffentliche Hand hat dafür bezahlt! Wirklich schlau. Aber was macht man nicht, um eine “Green region” zu sein!

Wie bei den 41 neuen Sasa-Bussen, auch bei der SAD hat man dann die einfachste Lösung für die neuen Busse gewählt. Natürlich werden dann die Steuerzähler die Dieselkosten tragen werden. Wie ich bereits mehrmals geschrieben habe: Null-Strategie, man wollte nur beim Ankauf kräftig sparen, aber die Dieselrechnung werden wohl die Steuerzahler zahlen müssen.

Und wohlgemerkt alles im Gegensatz zur Strategie “Klimaplan Energie Südtirol 2050”). Vielleicht haben einige Landesstellen die Seite 40 gar nicht gelesen: “Fahrzeuge des ÖPNV in innerstädtischen Einsatzgebie-ten werden innerhalb 2025 zur Gänze auf emissionsarme Antriebssysteme (Strom, Wasserstoff, Methan) umge-stellt. Auch im Überlandverkehr werden verstärkt solche Technologien eingesetzt. Dort sollte die Fahrzeugpalette innerhalb 2050 vollständig umgestellt sein.”

Ecco un "vero" Metrobus, qui un Iveco Crealis a metano per il servizio Stanway a Nancy.  Hier ein Beispiel eines "wahren" Metrobus, einen Iveco Crealis mit Erdgasantrieb fuer den Stanway in Nancy. (da/von www.iveco.com)

Ecco un “vero” Metrobus, qui un Iveco Crealis a metano per il servizio Stanway a Nancy. Hier ein Beispiel eines “wahren” Metrobus, einen Iveco Crealis mit Erdgasantrieb für den Stanway in Nancy. (da/von http://www.iveco.com)

La risposta al presidente Pagani sui bus a idrogeno & compagnia, finora non pubblicata…

1 Dic

Questa la riposta al presidente della Sasa Pagani alla sua lettera del 22 novembre, di cui al precedente post, ed inviata al giornale Alto Adige, purtroppo ad oggi, a distanza di ormai 10 giorni, non ancora pubblicata.

Egregio direttore, mi consenta di replicare all’intervento del presidente della Sasa Pagani del 22 novembre. Rispedisco seccamente al mittente l’inconsistente accusa di malafede. Aver avuto un incontro ormai due anni fa, quasi fosse stata una benevolenza, lascia trasparire un concetto di comunicazione piuttosto singolare se poi s’intende rimanere graniticamente fermi a dati che si sono rivelati per buona parte fallaci. E’ normale dunque che i ragionamenti e le domande vadano ben oltre, o no? Il presidente Pagani ha del tutto aggirato i temi da me posti riferendo di tutt’altro e non ha risposto sul progressivo mancato rinnovo della flotta negli anni passati e relative responsabilità, sul minor costo del metano rispetto al gasolio, sul prezzo dei bus che non corrispondeva a quello dichiarato nell’intervista del 17 novembre, sull’alternativa scartata dei bus a metano, sull’uso del biometano e dell’idrometano, sul fatto che il progetto idrogeno sia stato imposto dalla Provincia. Nessuna risposta poi sul Metrobus a gasolio rispetto a quello francese a metano. Non è poi propriamente elegante che mi si accusi indirettamente d’essere un sostenitore degli attuali fornitori energetici, cosa su cui posso solamente ridere. A mio avviso è stata un’occasione sprecata malamente l’aver puntato solo al massimo risparmio nell’acquisto dei 41 nuovi bus solo a gasolio a differenza di quanto avviene in altre città italiane ed estere. In parallelo avanti con i paraocchi col progetto idrogeno a totale discapito di una strategia complessiva che comprenda altre soluzioni. Sull’idrogeno, magari parliamo del punto di rifornimento H2 di Brugg in Svizzera, pensato per rifornire altrettanti ed eguali 5 bus a idrogeno del progetto Chic, che è costato circa 1,8 milioni di Euro. La centrale di Bolzano Sud è costata invece 15,6 milioni di Euro, forse per accaparrarsi il titolo di “Green Region”? Leggendo che i bus a idrogeno dovrebbero costare “meno” in futuro, ma sempre il doppio di quello di un bus normale, si è portati a pensare che se ne vogliano acquistare altri nei prossimi anni. Tanto mica vengono pagati di tasca propria da chi decide tali acquisti. Rimane in ogni caso la sgradevole sensazione che le domande e le valutazioni critiche nel tpl non siano molto gradite, nonostante pur sempre trattasi di servizio pubblico e di fondi pubblici, dunque della collettività. Altrove su tali temi si discute e ci si confronta pubblicamente, qui invece si è stati messi di fronte a scelte predeterminate e preconfezionate, beninteso purtroppo nel disinteresse generalizzato di enti, associazioni e degli stessi cittadini.  

L'iniziativa europea Chic: 5 bus a idrogeno, 13,5 milioni la spesa dichiarata, 9 a carico della Provincia con cui, è utile ricordarlo, si sarebbero potuti comprare circa  45 bus nuovi che avrebbero potuto consentire il rinnovo totale della flotta Sasa. Peccato che nessuno ci abbia pensato.

L’iniziativa europea Chic: 5 bus a idrogeno, 13,5 milioni la spesa dichiarata, 9 a carico della Provincia di Bolzanocon cui, è utile ricordarlo, si sarebbero potuti comprare circa 45 bus nuovi che avrebbero potuto consentire il rinnovo totale della flotta Sasa. Peccato che nessuno ci abbia pensato.

Arrivano i bus a idrogeno di Provincia-STA-Sasa-IIT-ecc. … la consueta presa in giro!

18 Set

Giusto come un omaggio al post-ferragosto, grande rilievo alla notizia dei bus a idrogeno il 18 agosto sul “Corriere dell’Alto Adige” e sul “Corriere del Trentino” (pubblicato pure sul “Corriere A.A.).

Una bella sviolinata senza ovviamente mai rispondere o prendere posizione, neanche lontanamente, alle tematiche da me sollevate.

Magari il direttore della Sasa avrebbe potuto spiegare come mai prendere in carico questi iper-costosi bus a idrogeno comprati dalla Provincia di Bolzano per il tramite della STA per il “brillante” progetto europeo Chic sostenuto dall’IIT e dall’altra aver perorato la scelta di 41 autobus a gasolio, peraltro con argomentazioni un po’… così, ma ne abbiamo parlato fin troppe volte qui su questo blog.

I cittadini di Bolzano saranno contenti: ben 5, diconsi 5, autobus a idrogeno, dall’altra 41 autobus a gasolio, il resto della flotta sempre più vetusto… e nessuno dice nulla. Complimenti vivissimi.

In merito ho spedito alla redazione del “Corriere dell’Alto Adige” la sottostante lettera il 27 agosto e, visto che non è stata pubblicata, rispedita il 12 settembre. Finora non è stata pubblicata…

Leggo dal Corriere del 18 agosto che i bus a idrogeno sono definiti come “sfida entusiasmante”. I bus a idrogeno in realtà li definirei come una costosa presa in giro. Non si finisce, infatti, mai di leggere di questi fantasmagorici mezzi, soprattutto è curioso che si sorvoli sempre sui costi di quest’operazione essendo palese che l’unico obiettivo è quello di farsi nominare “regione green”, una vera patacca per nascondere sotto il tappeto una realtà che è ben differente. Ci si dimentica, ad esempio, che questi bus costeranno 9 milioni di Euro alle casse pubbliche locali ed europee, anche se pare siano compresi i costi del personale e di gestione. Sta di fatto che costano sempre uno sproposito. Non si hanno dati di quanto costerà un pieno rispetto ai bus a gasolio e a metano e quali saranno i costi di gestione effettivi. Inoltre si tratta di una “piccola serie provvisoria” di bus, come si legge dalla presentazione del rappresentante del costruttore al prossimo convegno di Klimamobility, dunque con soldi pubblici si pagherà la sperimentazione del produttore. Se i costi di produzione rimarranno tali, si sussurra cinque volte un bus normale, è evidente che, finito l’esperimento e se tali bus saranno ancora marcianti dopo cinque anni, rimarranno sempre e solo cinque. Poi la centrale d’idrogeno, 16 milioni di Euro, di cui 10 spesi dall’A22 per rifornire bus che circoleranno a Bolzano ma mai sull’autostrada e bisognerebbe spiegarlo un po’ agli azionisti di Autobrennero ed agli utenti (che continuano peraltro ad attendere ben più concretamente le colonnine di metano del progetto varato dal CdA nell’ormai lontano 2007), per una struttura che, stando alle informazioni di A22 reperite sul web, doveva essere già pronta nel 2011 mentre ora si parla, se va bene, dell’estate del 2014. Impianto che rifornirà i 5 bus ma con una capacità teorica per ben 25 bus o 1000 auto, che oggi semplicemente non esistono. A Brugg in Svizzera si è realizzato un impianto solo per i cinque bus del progetto europeo Chic spendendo 1,8 milioni di Euro. Perché si sia sviluppata una centrale così sovradimensionata a Bolzano non lo si capiva già anni fa e non lo si comprende a tutt’oggi. Sì, perché del tanto annunciato sviluppo dell’auto a idrogeno, a parte costosi prototipi o modelli in serie limitatissima, non si è realizzato finora un bel nulla nonostante tanti roboanti e fin troppo ottimistici annunci. C’è poi da chiedersi chi pagherà i rifornimenti mobili della Linde, indicati nell’articolo, e dubito fortemente che si tratti del tanto decantato “idrogeno verde” prodotto da fonti rinnovabili. Sui costi si glissa sempre e ad oggi non è calcolabile il costo complessivo di quest’avventura H2 in un intreccio inestricabile fra IIT, Provincia, Sasa e STA (nonostante l’importanza di questa società, il suo scarno sito web da tempo è offline…). Il tutto con il paradosso che, se da una parte si spende e spande per questi mirabolanti bus che “azzerano le emissioni”, dall’altra però è bene ricordare che si sono rifilati ai bolzanini ben 41 bus rigorosamente a gasolio, giustificando la scelta con informazioni del tutto parziali e incomplete, per non dire altro, quando poi l’interesse era alquanto evidentemente puntato solo al massimo risparmio all’atto dell’acquisto. Un grave errore strategico commesso di recente da tante aziende del tpl, guarda caso pure a Milano che a sua volta ha speso 9,9 milioni di Euro per soli 3 bus a idrogeno per il progetto Chic e relativa stazione di rifornimento ma che acquisterà ben 250 nuovi bus… a gasolio! Stessa deleteria scelta per il Metrobus, con bus che si afferma già acquistati ma che non si sono mai visti, gara d’acquisto compresa, quando in Francia il Metrobus di Nantes, visionato in loco dalla delegazione provincial-comunale qualche tempo fa, e lo Stanway di Nancy sono a metano e nessuno pare essersene accorto. Con il solo costo della centrale di Bolzano Sud e dei bus H2 si sarebbero potuti comprare oltre 110 bus a metano con riduzione quasi a zero degli inquinanti e che, se riforniti con biometano, avrebbero azzerato quasi del tutto le emissioni di CO2. Mi chiedo in conclusione quando mai chi di dovere si metterà a ragionare su questi dati, peraltro da me più volte indicati ma che sono sempre caduti in un (imbarazzato?) silenzio.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Il buco e… il biometano – Das Loch und das… Bioerdgas

2 Gen

Trovato un buco su di un autobus della Sasa, scrivo una lettera ed il Corriere dell’Alto Adige, con riferimento ancora alla questione della scelta inappropriata dei bus a gasolio, ne fa un articolo pubblicato il 20 dicembre 2012 essendosi interessato al tema e ne viene fuori anche una dichiarazione un po’ scocciata del presidente della Sasa quando gli si è chiesto espressamente una dichiarazione sull’acquisto dei bus a gasolio.

In risposta a quest’ultima ho scritto al giornale il 20 dicembre ’12 la seguente lettera (che non è stata pubblicata…):

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Prendo atto delle rassicurazioni date sull’autobus 244 della Sasa col buco e che è stato riparato. Che mercoledì non fosse in servizio, non corrisponde al vero in quanto, manco a farlo apposta, l’ho incrociato in piazza Verdi alle ore 8.30. Ma tant’è.
Invece riguardo la scelta del gasolio rispetto al metano sulla lapidaria affermazione del presidente Pagani che “E’ stato scritto e detto di tutto e di più, ciclicamente torna fuori questa polemica, guardiamo avanti”, non accetto che si liquidi ciò con una battuta, peraltro piuttosto infelice, che nei fatti non vuole affrontare la questione. Facile affermare ciò quando i bus sono stati già acquistati! Cosa vuol dire “Guardiamo avanti”?
A differenza di quanto scritto nell’articolo, la “polemica” non è stata affrontata per nulla! La scelta fatta poteva e doveva essere ripensata quando ciò era possibile come è stato fatto di recente a Padova, dove si è cambiata l’iniziale scelta dei mezzi a gasolio acquistandone a metano. Ai forti dubbi espressi sulla scelta pro gasolio, che Sasa e Provincia hanno basato su dati più che discutibili, dubbi confermati in pieno dalla stessa risposta dell’Assessore Provinciale Widmann ad un’interrogazione dei Verdi in Consiglio Provinciale, non c’è mai stata una risposta, zero assoluto. Si è andati avanti imperterriti senza ripensarci neanche un attimo.
Per non essere posti di fronte a nuove sorprese pro diesel, quando i bus più vecchi a metano dovranno essere sostituti, saranno di nuovo scelti “ecologici” bus a gasolio? C’è un’assoluta carenza di lungimiranza di queste scelte pensate, come si è fatto ad esempio a Roma, solo per risparmiare all’atto dell’acquisto dei mezzi ma che impediranno in futuro di poter utilizzare il biometano nella lotta alle emissioni di CO2.
E’ noto questo ai vertici della Sasa ed al suo consiglio di amministrazione oppure si fa finta di nulla? Ah sì, certo, si dirà che stanno arrivando ben cinque bus a idrogeno con una spesa semplicemente spropositata. Da una parte di risparmia rifilando bus a gasolio ai bolzanini che circoleranno sulle strade della città per i prossimi 15 anni, dall’altra si sperperano con leggerezza soldi con i quali si sarebbero potuti acquistare ben 30 bus a metano. La matematica non è un’opinione.
La cosa si commenta da sé, altro che “polemica”. “Guardiamo avanti”: per cortesia, non si prendano in giro i cittadini come peraltro s’intende fare con i bus ibridi a gasolio pensati per il futuro Metrobus. A Nantes questi mezzi sono a metano. Dunque, a cosa stanno “guardando avanti” Sasa e Provincia? A continuare imperterriti nel fare scelte radicalmente sbagliate?
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Curiosamente la lettera è stata poi pubblicata il 23 dicembre dal giornale “Alto Adige”, nessuna reazione da parte di Sasa…

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Während einer Fahrt im veralteten Bus Nr. 244 der Sasa hatte ich ein Loch im Boden entdeckt. Demzufolge habe ich darüber die it. Zeitungen angeschrieben. Bei der Angelegenheit habe ich mich wieder über die rätselhafte Entscheidung über den Ankauf der Dieselbusse geäußert. Der “Corriere dell’Alto Adige” machte daraus einen Artikel, wobei man den Sasa-Vorsitzender auch über die Angelegenheit der Dieselbusse nachfragte. Aufgrund der diesbezüglichen Erklärung habe ich der Zeitung eine E-Mail geschickt  (Text oben), die aber nicht veröffentlicht wurde…

Am 23. Dezember hat dann die Tageszeitung “Alto Adige” den Brief vollständig veröffentlicht. Sasa-Reaktionen: keine.