Tag Archives: Bolzano Sud

Idrogeno, fra orgoglio e tante domande

21 Mag

La celebrazione del milione di km percorsi a idrogeno poteva essere un’occasione per chiarire alcuni aspetti del progetto H2 e di quanto si vorrà fare in futuro, però…

Articolo pubblicato su salto.bz

 

 

Il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, durante il saluto inaugurale.

Il presidente del CdA dell’IIT, Dieter Theiner, durante la sua relazione.

Il direttore tecnico generale di A22, Carlo Costa, durante il suo intervento.

Rinnovo flotta Sasa: 48 bus a gasolio (forse) in arrivo e a nessuno importa qualcosa?

9 Ott

Mi chiedo se sono l’unico ad interessarsi di questa questione. Forse sì, ma veramente non capisco perché nessuno ne parli, soprattutto a livello politico. Eppure si tratta di decisioni strategiche e in ballo ci sono oltre 10 milioni di Euro (pubblici) di spesa.

Mi spiego: già nel 2011/12 furono acquistati bus a gasolio (42), coperti dalla “foglia di fico” dei (5) bus a idrogeno e con affermazioni del presidente Pagani e dell’ex direttore Rampelotto secondo cui erano più puliti rispetto a quelli a metano in base a anche ad una presunte prove mai pubblicate. Peccato che la CATP in Francia abbia dimostrato, dati alla mano diffusi a giugno 2016, che quelle affermazioni erano non propriamente corrette.

Ora ci risiamo. 48 bus da sostituire, di nuovo dovrebbero essere tutti a gasolio stando alle informazioni raccolte negli ultimi 12 mesi, ma il presidente Pagani a Merano non l’ha detto, perché è brutto oggi parlare di bus a gasolio, forse meglio dire solo Euro 6? Il tutto, non fosse altro, in perfetto disaccordo con il “Piano Clima Alto Adige 2050” che prevederebbe per il 2025 solo autobus a trazione alternativa (idrogeno, elettrici e metano). Se si comprassero diesel, questi sarebbero in servizio almeno fino al 2028/29. se si considera che oggi si prevede una vita utile dei bus di almeno 12 anni, standard scelto dalla Giunta Provinciale di recente Come la mettiamo?

Oltretutto nessuno dice che se si compreranno di nuovo a gasolio (che notoriamente è disponibile in molti pozzi della nostra Provincia… alla faccia delle tante balle sulla autarchia energetica e sulla mobilità elettrica…), ciò significa nuovamente d’impedire di sfruttare in futuro il biometano e l’idrometano (e bisognerebbe capire perché presso la centrale H2 di Bolzano Sud non abbiamo realizzato un distributore di idrometano mentre lasciamo all’Abruzzo di fare questa scelta!).

L’impressione è sempre la solita: comprare bus al massimo risparmio, come avvenuto nel 2011/12 nell’indifferenza generale e magari per evitare di dover ammodernare l’impianto di rifornimento presso il deposito di Sasa, anche se altrove si pensa diversamente e si trovano soluzioni innovative.

Nei giorni scorsi sono state pubblicate mie lettere sul giornale Dolomiten (in risposta ad un’altra lettera) e sul Corriere dell’Alto Adige, che riporto qui sotto. Sull’Alto Adige fino ad oggi nulla, pazienza.

Nessuno ha nulla da dire in proposito? Eppure si stratta si scelte strategiche per il futuro. Oppure i decisori sono sempre solo propensi al blablabla…? Dobbiamo di nuovo perdere l’occasione di prendere una decisione alternativa e lungimirante per il futuro?

Corriere dell'Alto Adige - Lettera - "Il diesel domina", 6.10.2016

Dolomiten - Leserbriefe - Oeffentlicher Nahverkehr - "arum keine Erdgasbusse", 4. Oktober 2016

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(3) Green Mobility: troppe possibilita’ per la mobilita’ alternativa sono state gettate al vento, perché?

18 Lug

(3) Green Mobility: troppe possibilità per la mobilità alternativa sono state gettate al vento, perché? (intervento pubblicato su salto.bz)

L'impianto di Wärtsilä Norge che produce biometano per i bus della capitale norvegese. Curiosità: la marca dei bus è la Solaris, la stessa marca dei bus comprati a Bolzano nel 2011/12. Solo che qui a Bolzano sono stati comprati a gasolio... per non essere dipendenti dalle fonti energetiche fuori provincia...! A dimostrazione del marchiano errore di prospettiva che fu fatto allora per il capoluogo altoatesino (fui l'unico a denunciarlo...), ma si sa che allora l'obiettivo era quello di spendere meno all'atto dell'acquisto pari ad una lungimiranza della lunghezza... del proprio naso.

L’impianto di Wärtsilä Norge che produce biometano per i bus della capitale norvegese. Curiosità: la marca dei bus è la Solaris, la stessa marca dei bus comprati a Bolzano nel 2011/12. Solo che qui a Bolzano sono stati comprati a gasolio… per non essere dipendenti dalle fonti energetiche fuori provincia…! A dimostrazione del marchiano errore di prospettiva che fu fatto allora per il capoluogo altoatesino (fui l’unico a denunciarlo…), ma si sa che allora l’obiettivo era quello di spendere meno all’atto dell’acquisto pari ad una lungimiranza della lunghezza… del proprio naso.

(2) Green mobility: nuovi bus Sasa confermati a gasolio, abbiamo dei pozzi petroliferi in provincia di Bolzano? Le risposte contraddittorie della politica dei trasporti provinciale contro il metano/biometano, perché?

4 Lug

(2) Green mobility: nuovi bus Sasa confermati a gasolio, abbiamo dei pozzi petroliferi in provincia di Bolzano? Le risposte contraddittorie della politica dei trasporti provinciale contro il metano/biometano, perché? (intervento pubblicato su salto.bz)

 La nuova stazione di rifornimento di Seta a Modena con tre nuovi bus Solaris a metano. A Bolzano, invece, i bus a metano vecchi saranno sostituiti con altri a gasolio, l'epoca del metano è sulla via del tramonto. Perché? Per una ortodossia "idrogeno-elettrica" basata più su incongruenze che su fatti con il paravento dei bus a idrogeno e, in futuro, elettrici. Ma i conti non tornano affatto. Fonte: Michele De Luca

La nuova stazione di rifornimento di Seta a Modena con tre nuovi bus Solaris a metano. A Bolzano, invece, i bus a metano vecchi saranno sostituiti con altri a gasolio, l’epoca del metano è sulla via del tramonto. Perché? Per una ortodossia “idrogeno-elettrica” basata più su incongruenze che su fatti con il paravento dei bus a idrogeno e, in futuro, elettrici. Ma i conti non tornano affatto. Fonte: Michele De Luca

 

Fonte: Iveco

Fonte: Iveco

 

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Fonte: welt – Zukunft Erdgas

 

Fonte: Mercedes Benz

Fonte: Mercedes Benz

 

Fonte: Mercedes Benz

Fonte: Mercedes Benz

A Trento in arrivo altri 22 autobus a metano invece a Bolzano… solo gasolio?

28 Apr

A Trento in arrivo altri 22 autobus a metano invece a Bolzano… solo gasolio? (intervento pubblicato su metanoauto.com)

Uno degli otto Scania a metano comprati nel 2015 con la livrea di Trentino Trasporti. In Trentino metano sì, in Alto Adige no e perché mai?

“Piano Clima Energia Alto Adige 2050”: belle parole ma smentite dai fatti per il trasporto pubblico locale

3 Ago

Sono andato a riprendere il Piano Energia Alto Adige 2050 – Südtirol Klimaland, uscito nel giugno 2011 (la data è importante), poiché c’è un paragrafo dedicato al trasporto pubblico locale, il 3.5.5.2 (pag. 40):

(…) Entro il 2025 nelle zone urbane saranno utilizzati unicamente veicoli del TPL a zero emissioni (azionamento elettrico, a idrogeno, a metano) e anche nel trasporto extraurbano sarà rafforzato l’impiego di simili tecnologie, procedendo poi alla sostituzione totale della flotta di veicoli entro il 2050.

Bene, allora in tale ottica si comprendono i 5 bus a idrogeno in servizio da un paio d’anni e la notizia di acquistarne altri 20 fra il 2016 e il 2020. Tralascio l’aspetto dei costi perché altrimenti mi dilungo troppo mentre così la capacità di rifornimento della centrale H2 di Bolzano Sud raggiunge il suo limite strutturale (per quanto se ne sa). Il tutto, ed è questo l’aspetto grave, senza alcuna informazione sul rinnovo dei bus ora in circolazione e che cominciano ad avere qualche annetto sulle spalle, si vedano i bus a metano della Sasa, comprati fra il 2000 ed il 2007 e quindi hanno dagli 8 ai 15 anni.

L'ultimo autobus a metano comprato da Sasa nel 2007, un BredaMenarini Avancity LU/3P/CNG, poi più nulla... solo gasolio...(fonte: www.sasabz.it)

L’ultimo autobus a metano comprato da Sasa nel 2007, poi più nulla… (fonte: http://www.sasabz.it)

Ora, giusto nel 2011 dovrebbe essere maturata quella (sciagurata ed insulsa) decisione di comprare quei 150 bus a gasolio quale tentativo, non va dimenticato, di porre rimedio al mancato rinnovo delle flotte di Sasa e Sad fra il 2007 e il 2011 tanto è vero che circolavano bus vetusti di circa 20 anni. Qualcuno in Provincia dormiva e con i bilanci ancora rosei?

Tanto è vero che nell’agosto 2011 uscì quella notizia in parte sballata, poiché si parlava di 160 bus a metano e non è mai stata smentita dal diretto interessato dopo ben tre tentativi di avere una sua presa di posizione (e-mail, fax e telefono) e da allora chi scrive queste righe ha iniziato a “scocciare” e “rompere i cabbasisi” alle aziende di tpl locale, tuttora assai impermeabili a parlare e comunicare, e relativi enti locali dopo aver casualmente appreso che invece si trattava di mezzi a puzzolio (= gasolio).

Quindi, nel 2011 si approva il piano Energia Alto Adige 2050 e nel contempo si vanno a ordinare 150, questa la cifra effettiva, bus a gasolio! Qui sta tutta l’incongruenza con il citato Piano Energia Alto Adige 2050 e quindi “la mano destra non sapeva cosa faceva la mano sinistra”. Se consideriamo, infatti, che i bus urbani ed extraurbani stanno e staranno in strada per ben oltre 10 anni, a maggior ragione quella frase “Entro il 2025…” è stata smentita dai fatti. Fra l’altro nel 2011 si era di certo ben informati che si sarebbe passati dalla normativa Euro V – EVV alla Euro VI, forse che si voleva pure risparmiare questo salto tecnologico che ha reso i bus a gasolio più cari?

Veniamo ora al metano. Rileggendo il paragrafo il metano rientra nei veicoli del tpl a “zero emissioni” ma in una recente corrispondenza con l’Assessore Provinciale Florian Mussner, mi si dice chenon ci sono vantaggi dei bus a metano rispetto ai bus a gasolio”. Qualcosa non mi torna allora visto che nel Piano 2050 rientrano fra i papabili per il tpl pulito, o no?

Forse sono sciocchi quelli che invece li stanno comprando ad esempio nei paesi scandinavi alimentandoli a biometano, tra l’altro pure per il trasporto interurbano, ma anche in Spagna e in Francia e… a Pescara. Sta di fatto che qualche schema che allego qui sotto ne dimostra il vantaggio anche nei confronti dei limiti Euro VI e simili tabelle per i bus a gasolio non li ho visti. Tralasciando il vantaggio economico del carburante (dal 30 a 40% in meno circa, considerando i prezzi commerciali) e di rumore.

Confronto limite emissioni Euro VI e le emissioni di un motore a metano Scania per bus e camion (fonte: Scania).

Confronto limite emissioni Euro VI e le emissioni di un motore a metano Scania per bus e camion (fonte: Scania).

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction CO2

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction CO2

Delle due l’una: o chi ha scritto la frase del Piano Energia era rinchiuso in una torre d’avorio e gli uffici provinciali non ne sapevano nulla oppure… non so nemmeno io, perché se da cittadino (e giornalista) ci ho messo poco tempo a scoprire quest’incongruenza, nelle aziende di tpl e negli uffici amministrativi e provinciali… non lo sapeva nessuno, ma proprio nessuno?

A latere voglio anche aggiungere che sono davvero stufo di sentire dire che i bus a metano della Sasa hanno avuto problemi. Sarà vero, non lo metto in dubbio, ma per onestà intellettuale non si possono paragonare i bus a metano che la Sasa ha oggi (vecchi, per l’appunto, da sette anni in su, con costi di manutenzione in inevitabile crescita come è per qualsiasi veicolo vecchio) e relative problematiche con quelli attuali Euro VI. Sono “mondi” di differenza!

Ecco perché, al di là del fine condivisibile di avere un trasporto pubblico pulito con i bus a idrogeno con emissioni CO2 azzerate, questi finiscono con il diventare una “foglia di fico” enorme rispetto alle (scellerate) scelte pro gasolio e alle non scelte attuali (per quanto a mia conoscenza) del mancato rinnovo della flotta che rischia di contraddistinguere anche questa legislatura provinciale (2014-2019) visto che, salvo novità di questi giorni, non ce n’è traccia alcuna. E, beninteso, non saranno certo 20 bus nuovi a idrogeno a cambiare questa situazione.

Poi dovrei accennare all’Autobrennero e al suo progetto di green corridor, ma preferisco per ora finire qui poiché, nonostante la promessa, mi sono nuovamente dilungato.

Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (2)

24 Giu

Riprendo il commento alla trasmissionePasspartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Rammento che il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (non c’è, infatti, un link diretto).

Al minuto 32’50” di parla di “conversione dell’Autobrennero all’idrogeno. Tutto bene, tutto ecologico, solo che sommessamente mi chiedo come mai dall’autunno 2007 non si siano ancora realizzato il programma di ben dodici distributori di metano, che ben si rivolge ad una platea di utenti molto più ampia di quella a idrogeno (10 auto in circolazione…). Solo tre sono in esercizio: i due ormai storici di Campogalliano Ovest ed Est, a cui si è aggiunto Nogaredo Est da dicembre 2013. E il resto? Sul perché sia slittato di anno in anno tale programma non si sa nulla, si presume per la questione del rinnovo della concessione alla A22, se non che il nuovo (e per ora ultimo) calendario vede il protrarsi del progetto fino al 2018, notizia che si è ricavata dalla risposta ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale. Ad oggi, questo calendario non si trova da nessuna parte sul sito web di Autobrennero, anzi pare essere del tutto sparito con il nuovo sito.

L'articolo della Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

L’articolo della Neue Südtiroler Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

Non solo, ho i miei grossi dubbi se tali impianti sono agibili per i camion. Sì, perché ne cominciano a circolare. E taciamo pure del fatto che l’A22 non ha fatto, per quanto a mia conoscenza, nulla per il metano liquido (GNL) che darebbe un contributo notevole a ridurre l’inquinamento prodotto da camion, vera piaga della A22. Eppure bastava osservare gli sviluppi della materia sul web ma si sa che “non si vogliono avere camion che portano metano liquido su e giù per l’autostrada”, come mi fu riferito un paio d’anni fa. Camion questi che già funzionano a metano o con miscela metano-gasolio (DDF). Se, come afferma l’a.d. Walter Pardatscher “l’A22 ragiona in termini di energie alternative”, perché quanto ho appena scritto non si affronta? Poi si parla di colonnine elettriche in autostrada, ma per quante vetture circolanti? Insomma, sembra che A22 abbia solo lo sguardo volto verso un futuro a idrogeno ed elettrico, peraltro neanche tanto sicuro, ma le altre alternative, assai più concrete e attuali, paiono rimanere per strada. “Ci piace molto il ragionamento dell’idrogeno” e “cerchiamo di dare una spinta”. Posso capire, va bene, ma 5 milioni di € circa per gli edifici della centrale di Bolzano Sud, più altri 800mila € per il distributore H2… non è che ci si è troppo sbilanciati per una sola alternativa? E temo che questi mezzi siano stati sottratti alla realizzazione dei distributori di metano, purtroppo. O.K. che le auto H2 sono oggi “realtà”… però a che prezzi? E senza una rete di distribuzione. Ma questo aprirebbe una parentesi troppo ampia.

L'intervista all'a.d. di A22, Pardatscher.

L’intervista all’a.d. di A22, Walter Pardatscher.

Sulle affermazioni al minuto 38’30” di Ezio Zermiani che “per Jean Todt entro il 2020 avremo 16 milioni di auto a idrogeno in Europa”, mi permetto proprio di dubitarlo. Se guardiamo alle roboanti affermazioni, a livello di ubriacatura mediatica, sulle prospettive di sviluppo del mercato delle auto elettriche negli anni passati (es. un Motor Show a Bologna in cui sembrava che nel giro di pochi anni le auto EV sarebbero state dappertutto…) e vediamo cosa ne è venuto fuori oggi, personalmente starei un po’ cauto a fare o riportare simili dichiarazioni ultra-ottimistiche Ne riparleremo fra cinque anni per vedere chi aveva indovinato in queste che non sono altro che previsioni.

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle "16 milioni di auto a idrogeno nel 2020".

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle “16 milioni di auto a idrogeno nel 2020”.

Interessante l’aspetto del carsharing. Forse l’informazione che è mancata era che le VW Up! a disposizione sono a metano. Sulle Up! elettriche, giusto un confronto di prezzi: quella metano costa da 13.750 €, quella elettrica da 27.150 € …  Ci meravigliamo poi della scarsa diffusione delle auto EV…

carsharing Rai Tre Alto Adige

L’intervista alla responsabile del carsharing, Cristina Larcher.

Dal minuto 46’15” si passa a parlare di mobilità elettrica con i rappresentanti di Aew e Sel, settore in cui le due società fusionande si sono affacciate solo di recente (ma che non hanno fatto nulla negli scorsi anni per il metano, come ho evidenziato poco tempo fa). A parte le caratteristiche delle offerte e dei punti attuali di ricarica, appare opportuno evidenziare la dichiarazione dell’ing. Massimo Minighini di Aew e che “la rete di ricarica va, deve andare di pari passo con l’aumento del parco veicoli elettrici” e che “non ha senso realizzare colonnine dappertutto che poi non vengono utilizzate”. Il conduttore ha evidenziato con la domanda “prima l’uovo o la gallina” tale paradosso a cui il rappresentante di Sel, Sergio Fedele, ha detto che serve una “rete minima” anche se c’è da chiedersi con quanti punti. E’ lo stesso dilemma per gli altri carburanti alternativi, come il metano o l’idrogeno: se c’è la rete i veicoli si comprano e viceversa. Semmai, nonostante il tamburo battente pro auto elettriche da anni, in provincia di Bolzano risultano solo 100 auto EV con una prospettiva di arrivare al 2020 a 1.000. A mio avviso un bel ridimensionamento rispetto a tante previsioni “sparate” negli anni passati, anche a livello locale.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell'intervista sulla mobilità elettrica.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell’intervista sulla mobilità elettrica.

Emblematica la sottostante immagine: si tratta della Opel Ampera (alias Chevrolet Volt), auto Erev (auto elettrica con motore che ricarica la batteria una volta che questa sia vuota), con cui Aew e Sel fanno p.r. per la mobilità elettrica. Come già per altre due auto apparse in trasmissione (Th!nk e Renault Fluence Z.E.) pure la Ampera/Volt è entrata nel novero delle auto “cessate”, almeno in Europa visto che il nuovo modello verrà venduto solo in Nordamerica e… chissà mai perché…

La Opel "Ampera" di Aew e Sel, peccato che... ne sia cessata la produzione e che non verrà più' venduta in Europa.

La Opel “Ampera” con i loghi di Aew e Sel, solo che… ne è cessata la produzione e che non verrà più’ venduta in Europa.

La trasmissione poi è proseguita senza ulteriori episodi da commentare.

Ecco, piacerebbe che magari anche qualche “voce critica” o “voce informata” indipendente venisse pure ascoltata in tali occasioni. Beninteso, l’obiettivo di informare su temi importanti della mobilità per l’oggi e il domani è stato centrato. Forse soffermarsi anche con qualche dato che avesse fatto da contraltare a talune voci fin troppo entusiastiche, a mio avviso avrebbe anche concretizzato la trasmissione. Altrimenti si rischia col finire con il solito assunto che “siamo i più bravi” e che siamo “l’ombelico del mondo”, brutto vizio assai provincialotto.

 (2 – fine)

Inaugurazione centrale d’idrogeno di Bolzano Sud: tante parole, tante e consuete contraddizioni

6 Giu

L’inaugurazione in pompa magna della centrale di idrogeno e le informazioni fornite danno più di un’occasione per scuotere la testa. Premesso che al sottoscritto il giorno prima dell’inaugurazione è stata impedita la possibilità di partecipare, immagino in quanto domande scomode avrebbero gravemente turbato il clima festoso, si continua a fare, come recita il detto popolare, i conti senza l’oste.

Nuovamente sono stati forniti dati sui costi della struttura, di nuovo però diversi e puntualmente incompleti da quelli forniti a gocce negli anni passati da cui si può capire un costo per le casse pubbliche locali e UE di circa 30 milioni di Euro fra centrale e bus, quindi certo non poco rispetto a quanto m’è capitato di leggere.

Nulla poi su quello che saranno i costi di gestione e nulla su quanto costa l’IIT alle tasche dei cittadini. Si parla di sostituire tot mila litri di benzina e gasolio. Peccato che di mezzi in produzione di serie non ce ne siano e si confida solo nel futuro che tante delusioni però ha riservato nel passato nonostante tanti annunci. Si apprende che i costi dell’auto che verrà data in affitto siano di 12/13 Euro per 100 km, nonostante peraltro si voglia produrre idrogeno nei momenti in cui pare l’energia non costi nulla. Ciò però si comprende se si considera che il processo di idrolisi è quello più costoso in termini energetici per produrre idrogeno. Facendo due conti, su di un’auto similare a metano risulta che i costi siano di circa 5,3 Euro per 100 km. Hai voglia di convincere il normale consumatore a scegliere tali auto, quando mai ci saranno sul mercato contrariamente a quello che m’è capitato di sentire in qualche tg.

Ulteriormente si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili, ma in contemporanea alla costruzione della centrale H2 si sono acquistati ben 150 bus a gasolio che circoleranno per i prossimi 10/15 anni mentre nei paesi scandinavi si sta investendo nel trasporto pubblico con bus a metano e facendoli andare a biometano ottenendo lo stesso risultato, cioè quello di azzerare le emissioni di CO2 come con i costosissimi bus a idrogeno. Ma forse di questo all’IIT ed in Provincia non ne erano al corrente anche se bastava fare una breve ricerca su internet per rendersene conto.

Circa l’investimento di Autobrennero, questo impianto non porta nulla ad una maggiore sostenibilità del traffico. Trovo a dir poco discutibile la scelta non solo di investire nella centrale ma quello di costruire un impianto di rifornimento di idrogeno con diverse colonnine di rifornimento che rimarrà praticamente sempre deserto per mancanza di vetture visto che, per ora, di produzione in serie di auto H2, di cui si è vaticinato per anni, non se ne vede nulla. Non solo, ma fa arrabbiare che nel contempo il piano per la realizzazione di dodici distributori di metano, questi sì davvero utili per auto che già circolano e in costante aumento, si sia impantanato non si capisce bene dove e con un solo impianto realizzato a Nogaredo Est, che fra l’altro in poco tempo ha raccolto valutazioni pessime da parte degli utenti, e nonostante siano già pronti ben otto punti di allaccio ai metanodotti. E, naturalmente, di metano liquido per i trasporti pesanti non se ne parla, anche qui perché probabilmente non si sono per nulla osservate le tendenze del settore. Quindi altro che “corridoio verde”.

Nulla in merito poi allo stoccaggio di energia e di eventuali progetti PtG (Power-to-Gas), ossia produzione di idrogeno da fonti rinnovabili per produrre metano sintetico con progetti che sono in corso a livello europeo, a latere nulla in merito al biometano che pare essere sconosciuto in Sudtirolo. Come sempre immagino che non riceverò risposta alcuna, d’altronde la trasparenza, alla pari della comunicazione, paiono proprio non essere di casa a Bolzano Sud.

Screenshot dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Screenshot dal servizio dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Inaugurazione della centrale d’idrogeno a Bolzano Sud: non sono ammesse critiche? – Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd: keine Kritik erlaubt?

5 Giu

Oggi è prevista l’inaugurazione in pompa magna della centrale d’idrogeno di Bolzano Sud. Trovo un articolo in cui è contenuto l’invito all’inaugurazione e il 19 maggio invio la mia richiesta di partecipare. Nella stessa giornata arriva rapida la conferma da parte dell’IIT.

Finalmente, penso, avrò occasione di poter porre, come giornalista (e come cittadino), qualche domanda, che ho postato qui su questo blog e nelle innumerevoli lettere ai giornali, che ormai da diversi anni pongo su questo progetto.

Ieri, giusto un giorno prima, la sorpresa: partecipazione respinta, è “un evento riservato per ospiti con invito personale non aperto al pubblico”. Ma ai media era stato inviato, no? Altrimenti non si spiegano i vari articoli apparsi.

Ne prendo atto, specifico che sono giornalista e che avrei voluto partecipare per porre delle domande e con l’occasione chiedo che venga fatta una conferenza stampa sul tema visto che in questi anni non è mai stata fatta.

Oggi e nei prossimi giorni sono, però, curioso del riscontro mediatico che avrà questa inaugurazione. Perché allora vorrà dire che avranno partecipato pure giornalisti e  che il mio invito è stato (assai probabilmente) respinto perché spesso ho espresso critiche, evidentemente non gradite, al progetto.

La cosa dà, ovviamente, da pensare e molto, no?

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Heute findet die Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd statt. Habe vor einigen Tagen die Einladung zu dieser Eröffnung auf einer Website gefunden und habe mich am 19. Mai angemeldet. Am selben Tag kommt die Bestätigung seitens des IIT.

Endlich – habe ich gedacht – werde ich die Möglichkeit haben als Journalist (und als normaler Bürger) die Fragen zu stellen, die ich in den letzten Jahren auf diesem Blog und in zahlreichen Leserbriefe gestellt habe.

Gestern, also nur einen Tag vorher, aber die Überraschung: meine Teilnahme wurde widerrufen, es handle sich um eine “reservierte Veranstaltung für Gäste mit Personaleinladung nicht dem Publikum zugänglich”. Aber den Medien wurde die Einladung zugeschickt, oder? Sonst versteht man nicht, wieso darüber die Medien berichtet haben.

Ich nehme also dies zur Kenntnis, präzisiere dass ich Journalist bin und wollte einige Fragen stellen und bei der Gelegenheit frage, dass eine Pressekonferenz zum Thema organisiert werden sollte, da diese in den letzten Jahren nie stattfand.

Mal sehen was heute und in den darauf folgenden Tagen in den Medien über diese Eröffnung berichtet wird. Weil dann wird ziemlich klar sein, dass auch Journalisten teilgenommen haben, also eingeladen wurden, und dass meine Teilnahme einfach abgewiesen wurde, weil (höchstwahrscheinlich) ich mich des öfteren kritisch darüber geäußert habe.

Da wird man ein bisschen nachdenklich, oder?

Invito all’inaugurazione della centrale H2 di Bolzano Sud – Die Einladung zur Eröffnung der H2-Zentrale in Bozen Süd

Centrale d’idrogeno a Bolzano Sud: paga Pantalone!

1 Giu

In vista dell’inaugurazione ufficiale del 5 giugno 2014 della centrale H2 di Bolzano Sud, di cui più sotto si può leggere l’invit, i giornali locali hanno pubblicato quasi in contemporanea una mia lettera (il Corriere dell’Alto Adige il 17 maggio, l’Alto Adige il 31 maggio) che ha preso lo spunto dopo una salubre pedalata dietro ad un vetusto bus a gasolio.

Per il resto basta leggere i miei post precedenti per rendersi conto della “trovata” di questa centrale di idrogeno.

Corriere dell'Alto Adige - Lettere - "Troppi autobus inquinanti e troppi soldi per l'idrogeno", 17.5.2014

Corriere dell’Alto Adige – Lettere – “Troppi autobus inquinanti e troppi soldi per l’idrogeno”, 17.5.2014

 

 

 

 

 

 

 

 

Inaugurazione-Centrale-H2-Bolzano-05062014  (file pdf)

"La critica - L'autobus a idrogeno e il signor Pantalone"

“La critica – L’autobus a idrogeno e il signor Pantalone”, 31.5.2014