Tag Archives: Bolzano Sud

(2) Green mobility: nuovi bus Sasa confermati a gasolio, abbiamo dei pozzi petroliferi in provincia di Bolzano? Le risposte contraddittorie della politica dei trasporti provinciale contro il metano/biometano, perché?

4 Lug

(2) Green mobility: nuovi bus Sasa confermati a gasolio, abbiamo dei pozzi petroliferi in provincia di Bolzano? Le risposte contraddittorie della politica dei trasporti provinciale contro il metano/biometano, perché? (intervento pubblicato su salto.bz)

 La nuova stazione di rifornimento di Seta a Modena con tre nuovi bus Solaris a metano. A Bolzano, invece, i bus a metano vecchi saranno sostituiti con altri a gasolio, l'epoca del metano è sulla via del tramonto. Perché? Per una ortodossia "idrogeno-elettrica" basata più su incongruenze che su fatti con il paravento dei bus a idrogeno e, in futuro, elettrici. Ma i conti non tornano affatto. Fonte: Michele De Luca

La nuova stazione di rifornimento di Seta a Modena con tre nuovi bus Solaris a metano. A Bolzano, invece, i bus a metano vecchi saranno sostituiti con altri a gasolio, l’epoca del metano è sulla via del tramonto. Perché? Per una ortodossia “idrogeno-elettrica” basata più su incongruenze che su fatti con il paravento dei bus a idrogeno e, in futuro, elettrici. Ma i conti non tornano affatto. Fonte: Michele De Luca

 

Fonte: Iveco

Fonte: Iveco

 

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Fonte: welt – Zukunft Erdgas

 

Fonte: Mercedes Benz

Fonte: Mercedes Benz

 

Fonte: Mercedes Benz

Fonte: Mercedes Benz

A Trento in arrivo altri 22 autobus a metano invece a Bolzano… solo gasolio?

28 Apr

A Trento in arrivo altri 22 autobus a metano invece a Bolzano… solo gasolio? (intervento pubblicato su metanoauto.com)

Uno degli otto Scania a metano comprati nel 2015 con la livrea di Trentino Trasporti. In Trentino metano sì, in Alto Adige no e perché mai?

“Piano Clima Energia Alto Adige 2050”: belle parole ma smentite dai fatti per il trasporto pubblico locale

3 Ago

Sono andato a riprendere il Piano Energia Alto Adige 2050 – Südtirol Klimaland, uscito nel giugno 2011 (la data è importante), poiché c’è un paragrafo dedicato al trasporto pubblico locale, il 3.5.5.2 (pag. 40):

(…) Entro il 2025 nelle zone urbane saranno utilizzati unicamente veicoli del TPL a zero emissioni (azionamento elettrico, a idrogeno, a metano) e anche nel trasporto extraurbano sarà rafforzato l’impiego di simili tecnologie, procedendo poi alla sostituzione totale della flotta di veicoli entro il 2050.

Bene, allora in tale ottica si comprendono i 5 bus a idrogeno in servizio da un paio d’anni e la notizia di acquistarne altri 20 fra il 2016 e il 2020. Tralascio l’aspetto dei costi perché altrimenti mi dilungo troppo mentre così la capacità di rifornimento della centrale H2 di Bolzano Sud raggiunge il suo limite strutturale (per quanto se ne sa). Il tutto, ed è questo l’aspetto grave, senza alcuna informazione sul rinnovo dei bus ora in circolazione e che cominciano ad avere qualche annetto sulle spalle, si vedano i bus a metano della Sasa, comprati fra il 2000 ed il 2007 e quindi hanno dagli 8 ai 15 anni.

L'ultimo autobus a metano comprato da Sasa nel 2007, un BredaMenarini Avancity LU/3P/CNG, poi più nulla... solo gasolio...(fonte: www.sasabz.it)

L’ultimo autobus a metano comprato da Sasa nel 2007, poi più nulla… (fonte: http://www.sasabz.it)

Ora, giusto nel 2011 dovrebbe essere maturata quella (sciagurata ed insulsa) decisione di comprare quei 150 bus a gasolio quale tentativo, non va dimenticato, di porre rimedio al mancato rinnovo delle flotte di Sasa e Sad fra il 2007 e il 2011 tanto è vero che circolavano bus vetusti di circa 20 anni. Qualcuno in Provincia dormiva e con i bilanci ancora rosei?

Tanto è vero che nell’agosto 2011 uscì quella notizia in parte sballata, poiché si parlava di 160 bus a metano e non è mai stata smentita dal diretto interessato dopo ben tre tentativi di avere una sua presa di posizione (e-mail, fax e telefono) e da allora chi scrive queste righe ha iniziato a “scocciare” e “rompere i cabbasisi” alle aziende di tpl locale, tuttora assai impermeabili a parlare e comunicare, e relativi enti locali dopo aver casualmente appreso che invece si trattava di mezzi a puzzolio (= gasolio).

Quindi, nel 2011 si approva il piano Energia Alto Adige 2050 e nel contempo si vanno a ordinare 150, questa la cifra effettiva, bus a gasolio! Qui sta tutta l’incongruenza con il citato Piano Energia Alto Adige 2050 e quindi “la mano destra non sapeva cosa faceva la mano sinistra”. Se consideriamo, infatti, che i bus urbani ed extraurbani stanno e staranno in strada per ben oltre 10 anni, a maggior ragione quella frase “Entro il 2025…” è stata smentita dai fatti. Fra l’altro nel 2011 si era di certo ben informati che si sarebbe passati dalla normativa Euro V – EVV alla Euro VI, forse che si voleva pure risparmiare questo salto tecnologico che ha reso i bus a gasolio più cari?

Veniamo ora al metano. Rileggendo il paragrafo il metano rientra nei veicoli del tpl a “zero emissioni” ma in una recente corrispondenza con l’Assessore Provinciale Florian Mussner, mi si dice chenon ci sono vantaggi dei bus a metano rispetto ai bus a gasolio”. Qualcosa non mi torna allora visto che nel Piano 2050 rientrano fra i papabili per il tpl pulito, o no?

Forse sono sciocchi quelli che invece li stanno comprando ad esempio nei paesi scandinavi alimentandoli a biometano, tra l’altro pure per il trasporto interurbano, ma anche in Spagna e in Francia e… a Pescara. Sta di fatto che qualche schema che allego qui sotto ne dimostra il vantaggio anche nei confronti dei limiti Euro VI e simili tabelle per i bus a gasolio non li ho visti. Tralasciando il vantaggio economico del carburante (dal 30 a 40% in meno circa, considerando i prezzi commerciali) e di rumore.

Confronto limite emissioni Euro VI e le emissioni di un motore a metano Scania per bus e camion (fonte: Scania).

Confronto limite emissioni Euro VI e le emissioni di un motore a metano Scania per bus e camion (fonte: Scania).

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction CO2

Iveco Bus Natural Gas Emission Reduction CO2

Delle due l’una: o chi ha scritto la frase del Piano Energia era rinchiuso in una torre d’avorio e gli uffici provinciali non ne sapevano nulla oppure… non so nemmeno io, perché se da cittadino (e giornalista) ci ho messo poco tempo a scoprire quest’incongruenza, nelle aziende di tpl e negli uffici amministrativi e provinciali… non lo sapeva nessuno, ma proprio nessuno?

A latere voglio anche aggiungere che sono davvero stufo di sentire dire che i bus a metano della Sasa hanno avuto problemi. Sarà vero, non lo metto in dubbio, ma per onestà intellettuale non si possono paragonare i bus a metano che la Sasa ha oggi (vecchi, per l’appunto, da sette anni in su, con costi di manutenzione in inevitabile crescita come è per qualsiasi veicolo vecchio) e relative problematiche con quelli attuali Euro VI. Sono “mondi” di differenza!

Ecco perché, al di là del fine condivisibile di avere un trasporto pubblico pulito con i bus a idrogeno con emissioni CO2 azzerate, questi finiscono con il diventare una “foglia di fico” enorme rispetto alle (scellerate) scelte pro gasolio e alle non scelte attuali (per quanto a mia conoscenza) del mancato rinnovo della flotta che rischia di contraddistinguere anche questa legislatura provinciale (2014-2019) visto che, salvo novità di questi giorni, non ce n’è traccia alcuna. E, beninteso, non saranno certo 20 bus nuovi a idrogeno a cambiare questa situazione.

Poi dovrei accennare all’Autobrennero e al suo progetto di green corridor, ma preferisco per ora finire qui poiché, nonostante la promessa, mi sono nuovamente dilungato.

Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (2)

24 Giu

Riprendo il commento alla trasmissionePasspartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Rammento che il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (non c’è, infatti, un link diretto).

Al minuto 32’50” di parla di “conversione dell’Autobrennero all’idrogeno. Tutto bene, tutto ecologico, solo che sommessamente mi chiedo come mai dall’autunno 2007 non si siano ancora realizzato il programma di ben dodici distributori di metano, che ben si rivolge ad una platea di utenti molto più ampia di quella a idrogeno (10 auto in circolazione…). Solo tre sono in esercizio: i due ormai storici di Campogalliano Ovest ed Est, a cui si è aggiunto Nogaredo Est da dicembre 2013. E il resto? Sul perché sia slittato di anno in anno tale programma non si sa nulla, si presume per la questione del rinnovo della concessione alla A22, se non che il nuovo (e per ora ultimo) calendario vede il protrarsi del progetto fino al 2018, notizia che si è ricavata dalla risposta ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale. Ad oggi, questo calendario non si trova da nessuna parte sul sito web di Autobrennero, anzi pare essere del tutto sparito con il nuovo sito.

L'articolo della Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

L’articolo della Neue Südtiroler Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

Non solo, ho i miei grossi dubbi se tali impianti sono agibili per i camion. Sì, perché ne cominciano a circolare. E taciamo pure del fatto che l’A22 non ha fatto, per quanto a mia conoscenza, nulla per il metano liquido (GNL) che darebbe un contributo notevole a ridurre l’inquinamento prodotto da camion, vera piaga della A22. Eppure bastava osservare gli sviluppi della materia sul web ma si sa che “non si vogliono avere camion che portano metano liquido su e giù per l’autostrada”, come mi fu riferito un paio d’anni fa. Camion questi che già funzionano a metano o con miscela metano-gasolio (DDF). Se, come afferma l’a.d. Walter Pardatscher “l’A22 ragiona in termini di energie alternative”, perché quanto ho appena scritto non si affronta? Poi si parla di colonnine elettriche in autostrada, ma per quante vetture circolanti? Insomma, sembra che A22 abbia solo lo sguardo volto verso un futuro a idrogeno ed elettrico, peraltro neanche tanto sicuro, ma le altre alternative, assai più concrete e attuali, paiono rimanere per strada. “Ci piace molto il ragionamento dell’idrogeno” e “cerchiamo di dare una spinta”. Posso capire, va bene, ma 5 milioni di € circa per gli edifici della centrale di Bolzano Sud, più altri 800mila € per il distributore H2… non è che ci si è troppo sbilanciati per una sola alternativa? E temo che questi mezzi siano stati sottratti alla realizzazione dei distributori di metano, purtroppo. O.K. che le auto H2 sono oggi “realtà”… però a che prezzi? E senza una rete di distribuzione. Ma questo aprirebbe una parentesi troppo ampia.

L'intervista all'a.d. di A22, Pardatscher.

L’intervista all’a.d. di A22, Walter Pardatscher.

Sulle affermazioni al minuto 38’30” di Ezio Zermiani che “per Jean Todt entro il 2020 avremo 16 milioni di auto a idrogeno in Europa”, mi permetto proprio di dubitarlo. Se guardiamo alle roboanti affermazioni, a livello di ubriacatura mediatica, sulle prospettive di sviluppo del mercato delle auto elettriche negli anni passati (es. un Motor Show a Bologna in cui sembrava che nel giro di pochi anni le auto EV sarebbero state dappertutto…) e vediamo cosa ne è venuto fuori oggi, personalmente starei un po’ cauto a fare o riportare simili dichiarazioni ultra-ottimistiche Ne riparleremo fra cinque anni per vedere chi aveva indovinato in queste che non sono altro che previsioni.

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle "16 milioni di auto a idrogeno nel 2020".

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle “16 milioni di auto a idrogeno nel 2020”.

Interessante l’aspetto del carsharing. Forse l’informazione che è mancata era che le VW Up! a disposizione sono a metano. Sulle Up! elettriche, giusto un confronto di prezzi: quella metano costa da 13.750 €, quella elettrica da 27.150 € …  Ci meravigliamo poi della scarsa diffusione delle auto EV…

carsharing Rai Tre Alto Adige

L’intervista alla responsabile del carsharing, Cristina Larcher.

Dal minuto 46’15” si passa a parlare di mobilità elettrica con i rappresentanti di Aew e Sel, settore in cui le due società fusionande si sono affacciate solo di recente (ma che non hanno fatto nulla negli scorsi anni per il metano, come ho evidenziato poco tempo fa). A parte le caratteristiche delle offerte e dei punti attuali di ricarica, appare opportuno evidenziare la dichiarazione dell’ing. Massimo Minighini di Aew e che “la rete di ricarica va, deve andare di pari passo con l’aumento del parco veicoli elettrici” e che “non ha senso realizzare colonnine dappertutto che poi non vengono utilizzate”. Il conduttore ha evidenziato con la domanda “prima l’uovo o la gallina” tale paradosso a cui il rappresentante di Sel, Sergio Fedele, ha detto che serve una “rete minima” anche se c’è da chiedersi con quanti punti. E’ lo stesso dilemma per gli altri carburanti alternativi, come il metano o l’idrogeno: se c’è la rete i veicoli si comprano e viceversa. Semmai, nonostante il tamburo battente pro auto elettriche da anni, in provincia di Bolzano risultano solo 100 auto EV con una prospettiva di arrivare al 2020 a 1.000. A mio avviso un bel ridimensionamento rispetto a tante previsioni “sparate” negli anni passati, anche a livello locale.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell'intervista sulla mobilità elettrica.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell’intervista sulla mobilità elettrica.

Emblematica la sottostante immagine: si tratta della Opel Ampera (alias Chevrolet Volt), auto Erev (auto elettrica con motore che ricarica la batteria una volta che questa sia vuota), con cui Aew e Sel fanno p.r. per la mobilità elettrica. Come già per altre due auto apparse in trasmissione (Th!nk e Renault Fluence Z.E.) pure la Ampera/Volt è entrata nel novero delle auto “cessate”, almeno in Europa visto che il nuovo modello verrà venduto solo in Nordamerica e… chissà mai perché…

La Opel "Ampera" di Aew e Sel, peccato che... ne sia cessata la produzione e che non verrà più' venduta in Europa.

La Opel “Ampera” con i loghi di Aew e Sel, solo che… ne è cessata la produzione e che non verrà più’ venduta in Europa.

La trasmissione poi è proseguita senza ulteriori episodi da commentare.

Ecco, piacerebbe che magari anche qualche “voce critica” o “voce informata” indipendente venisse pure ascoltata in tali occasioni. Beninteso, l’obiettivo di informare su temi importanti della mobilità per l’oggi e il domani è stato centrato. Forse soffermarsi anche con qualche dato che avesse fatto da contraltare a talune voci fin troppo entusiastiche, a mio avviso avrebbe anche concretizzato la trasmissione. Altrimenti si rischia col finire con il solito assunto che “siamo i più bravi” e che siamo “l’ombelico del mondo”, brutto vizio assai provincialotto.

 (2 – fine)

Inaugurazione centrale d’idrogeno di Bolzano Sud: tante parole, tante e consuete contraddizioni

6 Giu

L’inaugurazione in pompa magna della centrale di idrogeno e le informazioni fornite danno più di un’occasione per scuotere la testa. Premesso che al sottoscritto il giorno prima dell’inaugurazione è stata impedita la possibilità di partecipare, immagino in quanto domande scomode avrebbero gravemente turbato il clima festoso, si continua a fare, come recita il detto popolare, i conti senza l’oste.

Nuovamente sono stati forniti dati sui costi della struttura, di nuovo però diversi e puntualmente incompleti da quelli forniti a gocce negli anni passati da cui si può capire un costo per le casse pubbliche locali e UE di circa 30 milioni di Euro fra centrale e bus, quindi certo non poco rispetto a quanto m’è capitato di leggere.

Nulla poi su quello che saranno i costi di gestione e nulla su quanto costa l’IIT alle tasche dei cittadini. Si parla di sostituire tot mila litri di benzina e gasolio. Peccato che di mezzi in produzione di serie non ce ne siano e si confida solo nel futuro che tante delusioni però ha riservato nel passato nonostante tanti annunci. Si apprende che i costi dell’auto che verrà data in affitto siano di 12/13 Euro per 100 km, nonostante peraltro si voglia produrre idrogeno nei momenti in cui pare l’energia non costi nulla. Ciò però si comprende se si considera che il processo di idrolisi è quello più costoso in termini energetici per produrre idrogeno. Facendo due conti, su di un’auto similare a metano risulta che i costi siano di circa 5,3 Euro per 100 km. Hai voglia di convincere il normale consumatore a scegliere tali auto, quando mai ci saranno sul mercato contrariamente a quello che m’è capitato di sentire in qualche tg.

Ulteriormente si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili, ma in contemporanea alla costruzione della centrale H2 si sono acquistati ben 150 bus a gasolio che circoleranno per i prossimi 10/15 anni mentre nei paesi scandinavi si sta investendo nel trasporto pubblico con bus a metano e facendoli andare a biometano ottenendo lo stesso risultato, cioè quello di azzerare le emissioni di CO2 come con i costosissimi bus a idrogeno. Ma forse di questo all’IIT ed in Provincia non ne erano al corrente anche se bastava fare una breve ricerca su internet per rendersene conto.

Circa l’investimento di Autobrennero, questo impianto non porta nulla ad una maggiore sostenibilità del traffico. Trovo a dir poco discutibile la scelta non solo di investire nella centrale ma quello di costruire un impianto di rifornimento di idrogeno con diverse colonnine di rifornimento che rimarrà praticamente sempre deserto per mancanza di vetture visto che, per ora, di produzione in serie di auto H2, di cui si è vaticinato per anni, non se ne vede nulla. Non solo, ma fa arrabbiare che nel contempo il piano per la realizzazione di dodici distributori di metano, questi sì davvero utili per auto che già circolano e in costante aumento, si sia impantanato non si capisce bene dove e con un solo impianto realizzato a Nogaredo Est, che fra l’altro in poco tempo ha raccolto valutazioni pessime da parte degli utenti, e nonostante siano già pronti ben otto punti di allaccio ai metanodotti. E, naturalmente, di metano liquido per i trasporti pesanti non se ne parla, anche qui perché probabilmente non si sono per nulla osservate le tendenze del settore. Quindi altro che “corridoio verde”.

Nulla in merito poi allo stoccaggio di energia e di eventuali progetti PtG (Power-to-Gas), ossia produzione di idrogeno da fonti rinnovabili per produrre metano sintetico con progetti che sono in corso a livello europeo, a latere nulla in merito al biometano che pare essere sconosciuto in Sudtirolo. Come sempre immagino che non riceverò risposta alcuna, d’altronde la trasparenza, alla pari della comunicazione, paiono proprio non essere di casa a Bolzano Sud.

Screenshot dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Screenshot dal servizio dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Inaugurazione della centrale d’idrogeno a Bolzano Sud: non sono ammesse critiche? – Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd: keine Kritik erlaubt?

5 Giu

Oggi è prevista l’inaugurazione in pompa magna della centrale d’idrogeno di Bolzano Sud. Trovo un articolo in cui è contenuto l’invito all’inaugurazione e il 19 maggio invio la mia richiesta di partecipare. Nella stessa giornata arriva rapida la conferma da parte dell’IIT.

Finalmente, penso, avrò occasione di poter porre, come giornalista (e come cittadino), qualche domanda, che ho postato qui su questo blog e nelle innumerevoli lettere ai giornali, che ormai da diversi anni pongo su questo progetto.

Ieri, giusto un giorno prima, la sorpresa: partecipazione respinta, è “un evento riservato per ospiti con invito personale non aperto al pubblico”. Ma ai media era stato inviato, no? Altrimenti non si spiegano i vari articoli apparsi.

Ne prendo atto, specifico che sono giornalista e che avrei voluto partecipare per porre delle domande e con l’occasione chiedo che venga fatta una conferenza stampa sul tema visto che in questi anni non è mai stata fatta.

Oggi e nei prossimi giorni sono, però, curioso del riscontro mediatico che avrà questa inaugurazione. Perché allora vorrà dire che avranno partecipato pure giornalisti e  che il mio invito è stato (assai probabilmente) respinto perché spesso ho espresso critiche, evidentemente non gradite, al progetto.

La cosa dà, ovviamente, da pensare e molto, no?

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Heute findet die Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd statt. Habe vor einigen Tagen die Einladung zu dieser Eröffnung auf einer Website gefunden und habe mich am 19. Mai angemeldet. Am selben Tag kommt die Bestätigung seitens des IIT.

Endlich – habe ich gedacht – werde ich die Möglichkeit haben als Journalist (und als normaler Bürger) die Fragen zu stellen, die ich in den letzten Jahren auf diesem Blog und in zahlreichen Leserbriefe gestellt habe.

Gestern, also nur einen Tag vorher, aber die Überraschung: meine Teilnahme wurde widerrufen, es handle sich um eine “reservierte Veranstaltung für Gäste mit Personaleinladung nicht dem Publikum zugänglich”. Aber den Medien wurde die Einladung zugeschickt, oder? Sonst versteht man nicht, wieso darüber die Medien berichtet haben.

Ich nehme also dies zur Kenntnis, präzisiere dass ich Journalist bin und wollte einige Fragen stellen und bei der Gelegenheit frage, dass eine Pressekonferenz zum Thema organisiert werden sollte, da diese in den letzten Jahren nie stattfand.

Mal sehen was heute und in den darauf folgenden Tagen in den Medien über diese Eröffnung berichtet wird. Weil dann wird ziemlich klar sein, dass auch Journalisten teilgenommen haben, also eingeladen wurden, und dass meine Teilnahme einfach abgewiesen wurde, weil (höchstwahrscheinlich) ich mich des öfteren kritisch darüber geäußert habe.

Da wird man ein bisschen nachdenklich, oder?

Invito all’inaugurazione della centrale H2 di Bolzano Sud – Die Einladung zur Eröffnung der H2-Zentrale in Bozen Süd

Centrale d’idrogeno a Bolzano Sud: paga Pantalone!

1 Giu

In vista dell’inaugurazione ufficiale del 5 giugno 2014 della centrale H2 di Bolzano Sud, di cui più sotto si può leggere l’invit, i giornali locali hanno pubblicato quasi in contemporanea una mia lettera (il Corriere dell’Alto Adige il 17 maggio, l’Alto Adige il 31 maggio) che ha preso lo spunto dopo una salubre pedalata dietro ad un vetusto bus a gasolio.

Per il resto basta leggere i miei post precedenti per rendersi conto della “trovata” di questa centrale di idrogeno.

Corriere dell'Alto Adige - Lettere - "Troppi autobus inquinanti e troppi soldi per l'idrogeno", 17.5.2014

Corriere dell’Alto Adige – Lettere – “Troppi autobus inquinanti e troppi soldi per l’idrogeno”, 17.5.2014

 

 

 

 

 

 

 

 

Inaugurazione-Centrale-H2-Bolzano-05062014  (file pdf)

"La critica - L'autobus a idrogeno e il signor Pantalone"

“La critica – L’autobus a idrogeno e il signor Pantalone”, 31.5.2014

Idrogeno: come continuare a raccontare favole senza citare mai i costi e le alternative

15 Mag

Di tanto in tanto spuntano articoli a lodare e magnificare il progetto idrogeno di Bolzano, giusto per il 5 giugno, quando verrà inaugurata ‘sta centrale H2 di Bolzano Sud. Ecco, un articolo come quello apparso in questi giorni sul sito del prestigioso “Corriere della Sera” con il titolo “Gas realizzato con il surplus della produzione idroelettrica – Da Monaco a Modena: ecco l’autostrada dell’idrogenofa sinceramente arrabbiare e indignare.

Si va avanti imperterriti, dritti per la propria strada avendo speso finora:

9 milioni di Euro (al netto dei contributi europei) per quella “genialata” dei bus a idrogeno;

15,6 milioni di Euro per la centrale H2 di Bolzano Sud, di cui 10 messi dall’Autobrennero (a cui aggiungere altri 800mila Euro per il distributore per auto…);

– per tacere poi di tutti gli altri costi fra IIT e il progetto delle auto a idrogeno HyFIVE

Ma naturalmente orecchie tappate per magari sfruttare, adesso che ormai c’è, questa centrale per produrre “metano sintetico“, cioè dall’idrogeno prodotto con “energie rinnovabili” con il concetto di “Power-to-Gas” (PtG), cose peraltro mica poi tanto campate in aria visto che ciò è, ad esempio, al centro del progetto europeo Helmeth. E magari si sarebbero potuti rifornire quegli autobus a metano che non si è voluto comprare per le assai discutibili tesi che si sono tirate fuori anche di recente. Occasioni su occasioni perse!

Riporto il mio commento, nel caso in cui… diciamo “casualmente”…  non venisse pubblicato:

Bell’articolo… ma i fatti sono ben altri. Intanto non si indicano i costi di questo progetto: 9 milioni (al netto dei contributi UE) per i cinque bus a idrogeno (e ne circolano solo due…), 15,6 milioni di Euro per la centrale (di cui 10 messi dall’Autobrennero) e bisognerebbe un po’ spiegare come mai a Brugg in Svizzera per l’analogo progetto Chic ne hanno spesi 1,8 milioni di Euro!
Poi il progetto è in fortissimo ritardo. E sulla rete di distributori le notizie sono vecchie come il cucco, peccato che finora non si sia realizzato nulla. Sono anni che se ne parla, si stanno buttando i soldi dalla finestra e le soluzioni attuabili OGGI c’erano già. Con i 9 milioni di Euro dei bus a idrogeno si potevano comprare una quarantina (!) di bus a metano e farli funzionare a biometano col risultato di AZZERARE le emissioni di CO2. Ma siccome chi ha deciso ha deciso di farsi bello per attaccarsi sul petto la patacca di “green region”, ecco i bus H2. Ed intanto a Bolzano circolano ancora un bel po’ di autobus vecchi a gasolio e, giusto che bisogna “affrancarsi dalle fonti fossili” si sono comprati per Bolzano 42 bus… a gasolio!!!!!!  E con i 15,6 milioni di Euro della centrale si potevano comprare ben 70 bus a metano!
I miei innumerevoli interventi dell’ultimo triennio, rimasti nel 99,9% dei casi senza alcuna risposta da parte di chi sta curando questo progetto H2 a Bolzano, sono raccolti nel mio blog: https://michelebolzano.wordpress.com

 

I Mercedes Citaro H2 in servizio a Bolzano, fra l’altro 2 su 5 acquistati: uno spreco pazzesco per essere definiti “green region”, tanto paga… Pantalone! (foto da http://www.corriere.it/scienze)

 

Come giustificare i bus a idrogeno in salsa bolzanina: le arrampicate sugli specchi del direttore della STA

6 Apr

Fa certo tenerezza leggere le “convinzioni” del direttore della STA nell’intervista rilasciata a salto.bz nel novembre scorso.

Premesso che la STA era ed è coinvolta appieno, difficilmente vi si troveranno delle critiche visto che sono coloro che questa sola la stanno portando avanti. Ma vediamo un po’.

I dati sono assolutamente trasparenti. Sì certo, se la si racconta così pare tutto o.k., peccato che mesi, se non anni, nonostante tante richieste, le cifre sono rimaste top secret e ci si è dovuti arrabattare fra dati sparsi un po’ qua e là. Alla fine la cifra viene fuori: 13,5 milioni di Euro di cui (solo) un terzo coperto da contributi UE.

“… si tratta di un’occasione unica, vale a dire quella di posizionarci come polo tecnologico all’avanguardia nell’ambito della mobilità ecologica.” Sarebbe però da spiegare perché non si parla di metano, di biometano e perché poi si sono compranti “all’ingrosso” decine e decine di bus a gasolio. Polo d’avanguardia? Di che cosa? Come centro per fare test di autobus costruiti in Germania???

Guardi, capisco che ogni volta che vengono spesi dei soldi pubblici subito c’è qualcuno che storce il naso. Ho sentito addirittura lamentele sul fatto che gli autobus sarebbero troppo silenziosi! Io penso che investire in tecnologia e innovazione abbia delle ricadute sul lungo periodo. Non è questione di storcere il naso. Qui la questione è che bisogna agire di testa e con riguardo al portafoglio che è di tutti i contribuenti. Investire in tecnologie? Certo, facendo costruire una centrale di idrogeno sproporzionata per bus che ci sono e non ci sono e per auto che, annunciate da anni, non si vedono ancora oppure sono, come i bus, a livello di prototipi. E anche quelle annunciate costeranno circa 70/80 mila Euro.

E vogliamo dire che con 9 milioni di Euro, al netto del contributo UE, si potevano comprare una quarantina di autobus a metano che, come ho già indicato qualche tempo fa, hanno costi di carburante pari a meno della metà, come risultato dalla ricerca di Trentino Trasporti. Senza dimenticarci dei costi (assurdi) della centrale di idrogeno a Bolzano Sud: 15,6 milioni di Euro (di cui 10 dati dall’Autobrennero) più altri 800mila Euro di soldi dell’A22 che verranno sperperati per un inutile distributori stradale di idrogeno per auto H2… che non ci sono.

Nessuno parla poi del fatto che Sasa si è trovata in mezzo alle gambe questi bus, ha “riconvertito” alcuni controllori di biglietti in autisti e, di fatto, si è vista imporre questo progetto dalla Provincia, il che la dice lunga dell’autonomia della Sasa stessa. Ma si sa che nel tpl tutto avviene tutto alla luce… di candela, di certo mai la Sasa si lamenterà di essersi trovata fra i piedi questi cinque bus a idrogno mentre nel contempo manda sulle strade vecchi bus a gasolio Euro 0.

Caro dott. Dejaco, avete fatto della NON trasparenza il motto di questo progetto H2 facendo finta di nulla delle mie innumerevoli lettere ai giornali. Avete rifilato una sola colossale ai cittadini di Bolzano e ve ne vantate pure. Ma per favore!

Mi permetto un consiglio: la pagina sulla “trasparenza amministrativa” sul sito web della STA è a dir poco scarna. Se poi si legge pure che “Con la pubblicazione delle seguenti informazioni e dati, la STA assolve tutti gli obblighi dell'”amministrazione trasparente” ai sensi dell’art. 18 del decreto legge n. 83 del 22.06.2012.” Cioè si crea una sezione, si inseriscono pochissime informazioni e si è adempiuto agli obblighi di legge. Una seconda volta: ma per favore!

Strutture Trrasporto Alto Adige spa

Strutture Trasporto Alto Adige Spa

Bus a idrogeno: guasti a ripetizione con prototipi costati un occhio della testa… a “Pantalone”

31 Mar

Premesso che guasti ne possono capitare, però… L’articolo qui sotto del “Corriere dell’Alto Adige” del 20.3.2014 probabilmente vale più di qualsiasi considerazione. E pare che non siano i primi guasti di questi bus. che sono oggetto anche di un’interrogazione in Consiglio Provinciale ad oggi rimasta senza risposta.

E torna la domanda: pagare fiori di quattrini (1,1 milioni di Euro a bus!) con fondi pubblici (europei, ma soprattutto, provinciali) per fare le prove su strada per un costruttore privato?

Intanto continuano a circolare su strada a Bolzano vecchi bus Euro 0, come giusto pandant agli ipermoderni bus a idrogeno. Giova ricordare che con i 5,5 milioni di Euro spesi per i cinque prototipi Citaro H2 si sarebbero potuti comprare circa 25 bus a metano che, se fatti funzionare con biometano, avrebbero ottenuto quasi lo stesso risultato in termini di emissioni di CO2. Occorre aggiungere altro?

Forse sì, che la testardaggine e, mettiamoci pure, l’ottusità di certe decisioni è palese. Ovviamente solo coloro che hanno preso queste decisioni, con una notevole dose di NON trasparenza (è assai utile ricordalo), continueranno a giustificare con fantasmagoriche arrampicate sugli specchi tale iniziativa. Ne riparleremo di certo a fine progetto quando questi autobus rimarranno sul groppone a Provincia, STA, IIT, Sasa e compagnia cantante. Che magari poi si inventeranno di comprarne altri per giustificare i 15,6 milioni di Euro spesi (= gettati al vento), 10 da parte di Autobrennero + altri 800 mila per un distributore INUTILE per auto H2 e 5,6 da parte della Provincia, per la centrale di idrogeno di Bolzano Sud.  Un inciso a futura memoria.

CorriereAltoAdige_Bolzano_guastobusidrogeno_20032014

“Autobus a idrogeno in panne – Intervengono i vigili urbani” – Corriere dell’Alto Adige, Bolzano, 20 marzo 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.