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Idrogeno, fra orgoglio e tante domande

21 Mag

La celebrazione del milione di km percorsi a idrogeno poteva essere un’occasione per chiarire alcuni aspetti del progetto H2 e di quanto si vorrà fare in futuro, però…

Articolo pubblicato su salto.bz

 

 

Il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, durante il saluto inaugurale.

Il presidente del CdA dell’IIT, Dieter Theiner, durante la sua relazione.

Il direttore tecnico generale di A22, Carlo Costa, durante il suo intervento.

Sasa: qualcosa a Merano non è stato detto, casualmente?

28 Set

Sasa: qualcosa a Merano non è stato detto, casualmente? (approfondimento pubblicato su salto.bz)

Interessante l’intervento dei rappresentanti di Sasa al Consiglio Comunale di Merano (Stefano Pagani e Petra Piffer) il 15 settembre scorso, però su alcuni aspetti si è… glissato elegantemente. Potete già immaginare quali.
Abbiate pazienza per la lunghezza del pezzo, questa volta ho ritenuto opportuno citare testualmente il presidente di Sasa.
Pensare di affrontare questi temi in poche righe è praticamente impossibile, con buona pace di Twitter & compagnia.

Stadtgemeinde Meran – Comune di Merano Città di Bolzano – Stadt Bozen Comune di Laives – Stadtgemeinde Leifers Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano Florian Mussner Richard Theiner

L'intervento del presidente di Sasa, Stefano Pagani, con la direttrice Petra Piffer durante la seduta del Consiglio Comunale del 15 settembre scorso. Tanti dati positivi ma sulla scelta della trazione per i prossimi 48 bus che andranno a sostituirne altrettanti vetusti purtroppo non se n'è parlato. Fonte: www.comune.merano.bz.it

L’intervento del presidente di Sasa, Stefano Pagani, con la direttrice Petra Piffer durante la seduta del Consiglio Comunale del 15 settembre scorso. Tanti dati positivi ma sulla scelta della trazione per i prossimi 48 bus che andranno a sostituirne altrettanti vetusti purtroppo non se n’è parlato. Fonte: http://www.comune.merano.bz.it

(1) Green Mobility: autobus a idrogeno, finalmente i primi numeri, in arrivo anche bus elettrici ma con l’incognita dei costi. La città di Bolzano ringrazia ma chi decide queste strategie?

2 Lug

(1) Green Mobility: autobus a idrogeno, finalmente i primi numeri, in arrivo anche bus elettrici ma con l’incognita dei costi. La città di Bolzano ringrazia ma chi decide queste strategie? (intervento pubblicato su salto.bz)

Un autobus elettrico, a sinistra, in uso a Hannover (Germania), che forse si vedranno anche a Bolzano mentre l'esperienza dei bus a idrogeno appare positiva, ma con l'incognita dei costi e del limite temporale d'utilizzo.

Un autobus elettrico, a sinistra, in uso a Hannover (Germania), che forse si vedranno anche a Bolzano mentre l’esperienza dei bus a idrogeno appare positiva, ma con l’incognita dei costi e del limite temporale d’utilizzo. (fonte: http://www.solarisbus.comhttp://www.sta.bz.it)

Green Mobility: domande aperte e molti dubbi sulla politica provinciale per un trasporto pubblico davvero ecologico (2)

28 Mar

Green Mobility: domande aperte e molti dubbi sulla politica provinciale per un trasporto pubblico davvero ecologico (2) (intervento pubblicato su salto.bz)

Un bus a metano di Sasa immatricolato nel 2000, quindi con 16 anni di servizio sul groppone.

Un bus a metano di Sasa immatricolato nel 2000, quindi con 16 anni di servizio sul groppone. (foto mdl)

 

La nuvoletta nera che esce dallo scarico di uno dei "nuovi" bus a gasolio Solaris acquistati solo tre anni fa...

La nuvoletta nera che esce dallo scarico di uno dei “nuovi” bus a gasolio Solaris acquistati solo tre anni fa… (foto mdl)

Mobilita’ ecologica, quale strategia per il futuro in provincia di Bolzano? Fra idrogeno e occasioni perse

10 Set

Un mio intervento pubblicato su salto.bz.

Un’occasione di riflessione che, come sempre, non smuoverà di un millimetro i decisori provinciali trattandosi di decisioni strategiche che dispiegheranno i propri effetti nei prossimi 5/10/15 e oltre anni.

Ne riparleremo di certo fra qualche anno su quelli che ritengo errori “unidirezionali” che si stanno combinando qui in Alto Adige-Südtirol, sempre con la convinzione “Wir sind die Besten!”.

Uno dei cinque bus a idrogeno del progetto UE Chic, acquistati nel 2013. Davvero unica soluzione possibile per il futuro di breve e medio periodo?

Uno dei cinque bus a idrogeno del progetto UE Chic, acquistati nel 2013. Davvero unica soluzione possibile per il futuro di breve e medio periodo?

 

Sasa: bilancio annuale con le solite capriole sui nuovi bus a gasolio e a idrogeno. Esimio Pagani, la coerenza è diversa dal NON dare risposte o smentire ciò che è stato detto nel 2012!

24 Apr

Leggo dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

Al riguardo, Pagani ha illustrato i dati relativi alle emissioni dei nuovi autobus a gasolio «Eev Solaris», del tutto simili a quelle dei veicoli Sasa a metano, che pure rappresentano il 45% del totale del parco mezzi. «Queste non sono chiacchiere, ma cifre reali, che sgombrano il campo dalle polemiche pretestuose e scorrette che a volte vengono sollevate contro i nostri autobus – ha aggiunto Pagani – Per quanto riguarda la riduzione dei valori inquinanti siamo dunque i migliori in Italia e tra i primi anche in Europa».

Corriere dell'Alto Adige, 23.4.2014

Corriere dell’Alto Adige, 23.4.2014

Esimio presidente Pagani, che sul tema ha elegantemente glissato poco tempo fa NON rispondendomi tempo fa sul giornale “Alto Adige”, guardi che le “polemiche pretestuose e scorrette” sono le NON risposte che Sasa (e Provincia) non hanno mai dato, anzi aggravate dalla arzigogolata (per non dire “originale”) risposta data di recente dall’assessore provinciale Mussner, su cui mi sono ampiamente soffermato.

Basta scorrere questo blog per capire che sono le scelte “a monte” che non convincono. Arrivare a dire oggi che i bus a gasolio sono del tutto simili a quelli a metano, vuol dire IN OGNI CASO smentire ciò che l’ex direttore Rampelotto ha affermato nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi bus del 22 dicembre 2012.

Giusto per rinfrescarLe la memoria, il “Corriere dell’Alto Adige” del 23 dicembre 2012 riferiva queste parole dell’ex direttore Rampelotto, mai smentite per inciso:

“Ben 18omila euro il costo di ogni bus, «tra i più convenienti», come ha sottolineato Rampelotto. Veicoli all’avanguardia con una caratteristica: non saranno a metano, ma a gasolio. «Questi sono autobus di ultima generazione – ha spiegato il vertice della Sasa – e i più ecologici sul mercato europeo: certamente il sistema migliore sarebbe quello a idrogeno, ma i costi sono notevolmente più alti e dobbiamo anche aspettare di produrlo qui a Bolzano». I nuovi autobus si classificano nello standard Eev, un’evoluzione dell’Euro 5. «Abbiamo condotto degli studi – ha aggiunto Rampelotto – scoprendo che gli attuali autobus a metano si classificano come un Euro 3: per questo motivo questi nuovi mezzi rappresentano anche un’innovazione dal punto di vista ecologico».

Corriere dell'Alto Adige, 23.12.2012

Corriere dell’Alto Adige, 23.12.2012

“Studi” che la risposta dell’ex Assessore Widmann aveva, nei fatti, smentito come base per l’acquisto dei nuovi bus, ma tant’è. Peraltro neanche un mese dopo sempre l’ex direttore Rampelotto veniva così citato dal “Corriere dell’Alto Adige” il 18 gennaio 2013:

“Un’ulteriore buona notizia è data dall’entrata in funzione dei nuovi mezzi a gasolio «Euro 5 Eev», secondo Rampelotto simili nell’efficienza a quelli a metano. «Già a fine mese avremo su strada i nuovi bus da 18 metri, e a febbraio quelli da 12 metri. I pollicini da nove metri entreranno in funzione a marzo. In totale, si tratta di 20 bus a Bolzano e 15 a Merano». “

Corriere dell'Alto Adige, 18.1.2013

Corriere dell’Alto Adige, 18.1.2013

Curiosamente il “salto all’indietro” dopo ulteriori mie lettere ai giornali, ma guardo caso, eh!

Carta canta, stimato presidente Pagani, altro che storie.

Veniamo alla tematica dei bus a idrogeno, sempre dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

“Il fiore all’occhiello è comunque rappresentato dai 5 autobus (il 3,14% del totale) alimentati a idrogeno: «Si tratta degli autobus a cella a combustibile – ha ricordato Pagani – che la Provincia ha introdotto nella nostra flotta grazie al progetto europeo chiamato Chic (Clean hydrogen in European cities, ndr). Il progetto pilota sulla diffusione dei carburanti alternativi, svolto con il sostegno dell’Unione Europea ed anche in collaborazione con l’A22, sta dando ottimi risultati». Senza voler entrare nella polemica sui costi dell’operazione, da alcuni considerati eccessivi (si tratta di oltre g milioni di euro), Pagani ha spiegato: «Gli autobus sono stati acquistati dalla Provincia e quindi questa spesa non è pesata sulle spalle della Sasa II mio giudizio su questo progetto pilota è fortemente positivo, perché mette Bolzano al centro dell’innovazione tecnologica, assieme a grandi città come Londra, Milano ed Oslo. Inoltre, anche se la manutenzione di questi autobus viene affidata ad un’officina autorizzata della casa produttrice EvoBus, il progetto mette in circolo professionalità elevate su tutto il territorio ed anche per i nostri collaboratori. Infine, anche se nessuno è in grado di dire quale sarà lo sviluppo futuro di questa tecnologia, credo che sia giusto credere e investire nell’idrogeno, in quanto è l’unica fonte alternativa completamente non inquinante».”

Ammetto che è ormai stancante continuare a ribattere a queste scelte, visto il “muro di gomma” , cioè le non risposte dei vari soggetti interessati, innalzato sui vari argomenti, ma un po’ di domande e numeri riassuntivi fanno al caso, repetita iuvant:

  1. con i 9 milioni di Euro del progetto Chic messi dalla Provincia si potevano comprare una quarantina di bus a metano oppure qualche unità di meno e ampliare la capacità di rifornimento di metano, che non ci sarebbe stata per nuovi bus a metano;
  2. il progetto Chic è stato di fatto imposto dalla Provincia (sarebbe forse meglio dire dall’IIT?) alla Sasa, altro che storie, ma si sa che nel tpl non si bisticcia fra enti e società, soprattutto con chi deve darti i soldi per comprare nuovi autobus;
  3. scelte a monte: nello stesso piano energia Alto Adige 2050 si parla di bus a metano (e idrogeno) ma sarebbe bastato vedere all’estero come i bus a metano, fatti andare a biometano, sono uno strumento per combattere le emissioni di CO2 (-90%), ma forse né in Provincia né in Sasa si dispone di collegamenti internet e quindi non si era in grado di fare qualche verifica via web, vero? Ma, soprattutto, sono state fatte valutazioni, analisi, confronto di costi fra i vari carburanti? E chi ha preso la decisione di acquisto dei bus a gasolio: Consiglio di Amministrazione, Provincia, Presidente, Direttore Generale o chi ancora?
  4. progetto Chic: cinque autobus, di cui due solo in circolazione (e prendiamo atto che l’incidente avvenuto di recente col bus n. 430 è stato un errore dell’autista) ma, ci si dimentica, dei 15,6 milioni di Euro di costo della centrale di idrogeno di Bolzano Sud e senza sapere QUANTO costa un kg di idrogeno, cui si aggiungono ulteriori 800mila Euro per un distributore di idrogeno, immagino per le vetture del progetto HyFive (ci tornerò sopra prossimamente).

    Corrire dell'Alto Adige, 23.4.2014

    Corrire dell’Alto Adige, 23.4.2014

  5. infine mi si spieghi come mai se da una parte si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili dei carburanti, come mai allora si sono comprati 42 bus a gasolio (senza contare il centinaio della Sad)?
  6. magari sarebbe anche “carino” sapere cosa si pensa della comparazione fra costi dei carburanti effettuata da Trentino Trasporti nell’autunno 2013, che nuovamente allego qui sotto, dato su cui NESSUNO si è MAI preso la briga di commentare, forse perché un dato tanto eclatante?

Tante domande, mai nessuna risposta, ma invece accuse di fare polemiche pretestuose. Ognuno se ne faccia una propria idea leggendo quanto sopra.

 

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

Prima i guasti, ora l’incidente: la saga della sola dei bus a idrogeno del progetto Chic – H2-Bus-Unfall, wie “Chic”!

5 Apr

Prima i guasti, ora l’incidente di cui non si sanno ancora le cause. Ma i bus a idrogeno continuano a circolare.

Qui l’articolo del giornale “Alto Adige” online del 3 aprile 2014 con un paio di miei commenti su questa situazione un po’ particolare su cui mi sono soffermato diverse volte qui su questo blog. Qui invece l’articolo uscito sulla versione cartacea un po’ più dettagliato e sembra che i freni non abbiano funzionato dalla ricostruzione fatta.

Fra l’altro qui si parla che ogni bus costa 1,3 milioni di Euro, si impara sempre qualcosa di nuovo dopo gli iniziali 1,1 milioni. Ma che dopo cinque anni debba essere cambiata la cella di combustibile e “riconvertire” con un motore a metano: ma chi ha riferito al giornale tale informazione? Avevo chiesto tempo fa alla responsabile del progetto Chic nel cantone svizzero d’Aargau che cosa se ne facesssero dei bus alla fine del progetto e mi aveva semplicemente risposto che avrebbero continuato ad usarli.

Qui la “perla” del presidente Pagani della serie: nessun guasto, non sappiamo cos’è successo, i bus rimangono in circolazione! Come dire: sfidare la fortuna sperando che non succeda nulla in futuro? Ovviamente è l’auspicio, ma se, sfortunatamente dovesse succedere di nuovo qualcosa? Anche perché non mi risulta, se la memoria non m’inganna, che sia mai successo qualcosa del genere con i bus tradizionali a gasolio e a metano.

Dal giornale “Alto Adige” di oggi si legge che la “scatola nera” verrà spedita in Germania. Bene, così di quanto avvenuto tutto cadrà nel dimenticatoio e non sapremo mai cosa sarà veramente successo. Scommettiamo?

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Was soll’s, 150 Meter ungebremste Geisterfahrt auf dem sündteueren 1,1 (oder 1,3?) Millionen Euro H2-Bus und niemand weiß wieso? Hauptsache beruhigen, minimieren, usw. Die H2-Busse verkehren ordentlich weiter, aber die Black Box vom Bus wird nach Deutschland geschickt. Ich wette, dass man darüber nie mehr etwas wissen wird.

Es war nur ein Wunder, dass niemand vom ungebremsten Bus nicht erfasst wurde. Oh ja, das war wirklich “Chic”.

Man kann aber ein bisschen überrascht sein, dass man bei den deutschsprachigen Medien so “neutral & kurz” darüber berichtet hat, siehe mal Stol.it und Suedtirolnews.it (hier wurde sogar ein Foto eines VanHool-H2-Bus veröffentlicht, dass weder mit dem Unfall noch mit den H2-Bussen zu tun hat, die in Bozen eingesetzt werden).

 

Il bus ad idrogeno coinvolto, nell’incidente, foto: Minisini (link alla foto del giornale “Alto Adige” online, http://altoadige.gelocal.it)

Bus a idrogeno: guasti a ripetizione con prototipi costati un occhio della testa… a “Pantalone”

31 Mar

Premesso che guasti ne possono capitare, però… L’articolo qui sotto del “Corriere dell’Alto Adige” del 20.3.2014 probabilmente vale più di qualsiasi considerazione. E pare che non siano i primi guasti di questi bus. che sono oggetto anche di un’interrogazione in Consiglio Provinciale ad oggi rimasta senza risposta.

E torna la domanda: pagare fiori di quattrini (1,1 milioni di Euro a bus!) con fondi pubblici (europei, ma soprattutto, provinciali) per fare le prove su strada per un costruttore privato?

Intanto continuano a circolare su strada a Bolzano vecchi bus Euro 0, come giusto pandant agli ipermoderni bus a idrogeno. Giova ricordare che con i 5,5 milioni di Euro spesi per i cinque prototipi Citaro H2 si sarebbero potuti comprare circa 25 bus a metano che, se fatti funzionare con biometano, avrebbero ottenuto quasi lo stesso risultato in termini di emissioni di CO2. Occorre aggiungere altro?

Forse sì, che la testardaggine e, mettiamoci pure, l’ottusità di certe decisioni è palese. Ovviamente solo coloro che hanno preso queste decisioni, con una notevole dose di NON trasparenza (è assai utile ricordalo), continueranno a giustificare con fantasmagoriche arrampicate sugli specchi tale iniziativa. Ne riparleremo di certo a fine progetto quando questi autobus rimarranno sul groppone a Provincia, STA, IIT, Sasa e compagnia cantante. Che magari poi si inventeranno di comprarne altri per giustificare i 15,6 milioni di Euro spesi (= gettati al vento), 10 da parte di Autobrennero + altri 800 mila per un distributore INUTILE per auto H2 e 5,6 da parte della Provincia, per la centrale di idrogeno di Bolzano Sud.  Un inciso a futura memoria.

CorriereAltoAdige_Bolzano_guastobusidrogeno_20032014

“Autobus a idrogeno in panne – Intervengono i vigili urbani” – Corriere dell’Alto Adige, Bolzano, 20 marzo 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Hurra, der erste H2-Bus ist da… alles schöngeredet!

26 Ago

Eine einzige Nachricht in der Tageszeitung “Dolomiten” am 10. August über die Ankunft des ersten H2-Bus in Bozen. Alles schön, alles gut, aber nie wird über die Kehrseiten dieses Projektes (z.B. Kosten und Sinnhaftigkeit) geredet. Wohlgemerkt, es scheint, dass die STA die Pressemitteilung nur der “Dolomiten” zugeschickt hat, eine eigenartige P.R.-Initiative seitens einer Landesgesellschaft, die gar nicht imstande ist, eine eigene Internetseite zu verwalten.

Die Nachricht wurde auch vom Portal Stol übernommen. (Link leider nicht mehr erreichbar… Update 8.9.2016)

Am 14. August hat die “Dolomiten” meinen Leserbrief veröffentlicht. Reaktionen? Überhaupt nichts, wie üblich. Effekt “Gummimauer” scheinbar erreicht, oder?

Der erste mit Wasserstoff betriebene Brennstoffzellen-Bus der SASA (aus http://www.stol.it)

Elezioni e presentazioni, una slide è sufficiente – Wahlen und Vorstellungen, eine Slide genügt

31 Lug

Un progetto da 30,9 milioni di Euro, ma le cifre esatte non sono note visto che andrebbero aggiunti anche i costi dell’IIT, attivo da anni. Ma per gli autobus a idrogeno è bastata una slide per riassumere il progetto da parte dell’assessore provinciale Widmann il 30 luglio, ovviamente sempre senza alcun dato sulle cifre spese e sui contributi europei a copertura. Se questa è trasparenza…

A ben guardare c’è il logo della Sasa e a questo punto si comincia a capire perchè l’ormai ex direttore della Sasa in pensione solo i bus H2 sono ideali per la riduzione delle emissioni di CO2 in occasione della presentazione dei nuovi bus… a gasolio. Complimenti, intanto però, come scritto tante volte, da una parte 5 bus a idrogeno, dall’altra 41 bus a gasolio. Una coerenza… ineccepibile nella sua contraddizione!

La scarna slide riservata alla mobilità pubblica sostenibile.

La scarna slide riservata alla mobilità pubblica sostenibile.

 

Vom H2-Projekt kennt man die exakten Kosten nicht, wobei auch die Kosten des IIT hinzugefügt werden sollten. Im Rahmen der Pressekonferenz des LR Widmann vom 30. Juli genügte scheinbar nur eine Slide, um das Projekt der Wasserstoffbusse wieder einmal zu präsentieren, wohlgemerkt ohne jegliche Daten über Kosten und diesbezüglichen Beiträge seitens der UE. Wenn man das als Transparenz bezeichnen kann…

Kurios, auf dem Bus wurde der Sasa-Logo angebracht. Na ja, jetzt hat man die Erklärung, wieso der ehemalige Sasa-Direktor erklärte, dass nur die H2-Busse die beste Lösung sind, um die CO2-Emissionen zu reduzieren… anlässlich der Vorstellung der Dieselbusse. Kompliment! Aber, wie mehrmals berichtet, 5 H2-Busse und auf der anderen Seite wurden 41 Dieselbusse angekauft. Perfekte Kohärenz…  unantastbar widersprüchlich!

Die einzige Slide, die der nachhaltigen Mobilität gewidmet wurde.

Die einzige Slide, die der nachhaltigen Mobilität gewidmet wurde.