Tag Archives: idrometano

Nuovi bus e le solite risposte noiose

6 Giu

A febbraio la risposta a un’interrogazione provinciale ripete come uno stanco ritornello stonato i motivi per la scelta pro-gasolio. Il “muro di gomma” perfetto.

Articolo pubblicato su salto.bz

(da http://www.sasabz.it – elaborazione mdl)

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Idrogeno, fra orgoglio e tante domande

21 Mag

La celebrazione del milione di km percorsi a idrogeno poteva essere un’occasione per chiarire alcuni aspetti del progetto H2 e di quanto si vorrà fare in futuro, però…

Articolo pubblicato su salto.bz

 

 

Il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, durante il saluto inaugurale.

Il presidente del CdA dell’IIT, Dieter Theiner, durante la sua relazione.

Il direttore tecnico generale di A22, Carlo Costa, durante il suo intervento.

Trento 14 – Bolzano 0

18 Gen

A Trento hanno appena acquistato 14 bus a metano, a Bolzano ci attende invece una slavina di bus a gasolio. Perché? Cosa dirà il presidente di Sasa in Consiglio Comunale?

Articolo pubblicato su salto.bz

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Rinnovo flotta Sasa: 48 bus a gasolio (forse) in arrivo e a nessuno importa qualcosa?

9 Ott

Mi chiedo se sono l’unico ad interessarsi di questa questione. Forse sì, ma veramente non capisco perché nessuno ne parli, soprattutto a livello politico. Eppure si tratta di decisioni strategiche e in ballo ci sono oltre 10 milioni di Euro (pubblici) di spesa.

Mi spiego: già nel 2011/12 furono acquistati bus a gasolio (42), coperti dalla “foglia di fico” dei (5) bus a idrogeno e con affermazioni del presidente Pagani e dell’ex direttore Rampelotto secondo cui erano più puliti rispetto a quelli a metano in base a anche ad una presunte prove mai pubblicate. Peccato che la CATP in Francia abbia dimostrato, dati alla mano diffusi a giugno 2016, che quelle affermazioni erano non propriamente corrette.

Ora ci risiamo. 48 bus da sostituire, di nuovo dovrebbero essere tutti a gasolio stando alle informazioni raccolte negli ultimi 12 mesi, ma il presidente Pagani a Merano non l’ha detto, perché è brutto oggi parlare di bus a gasolio, forse meglio dire solo Euro 6? Il tutto, non fosse altro, in perfetto disaccordo con il “Piano Clima Alto Adige 2050” che prevederebbe per il 2025 solo autobus a trazione alternativa (idrogeno, elettrici e metano). Se si comprassero diesel, questi sarebbero in servizio almeno fino al 2028/29. se si considera che oggi si prevede una vita utile dei bus di almeno 12 anni, standard scelto dalla Giunta Provinciale di recente Come la mettiamo?

Oltretutto nessuno dice che se si compreranno di nuovo a gasolio (che notoriamente è disponibile in molti pozzi della nostra Provincia… alla faccia delle tante balle sulla autarchia energetica e sulla mobilità elettrica…), ciò significa nuovamente d’impedire di sfruttare in futuro il biometano e l’idrometano (e bisognerebbe capire perché presso la centrale H2 di Bolzano Sud non abbiamo realizzato un distributore di idrometano mentre lasciamo all’Abruzzo di fare questa scelta!).

L’impressione è sempre la solita: comprare bus al massimo risparmio, come avvenuto nel 2011/12 nell’indifferenza generale e magari per evitare di dover ammodernare l’impianto di rifornimento presso il deposito di Sasa, anche se altrove si pensa diversamente e si trovano soluzioni innovative.

Nei giorni scorsi sono state pubblicate mie lettere sul giornale Dolomiten (in risposta ad un’altra lettera) e sul Corriere dell’Alto Adige, che riporto qui sotto. Sull’Alto Adige fino ad oggi nulla, pazienza.

Nessuno ha nulla da dire in proposito? Eppure si stratta si scelte strategiche per il futuro. Oppure i decisori sono sempre solo propensi al blablabla…? Dobbiamo di nuovo perdere l’occasione di prendere una decisione alternativa e lungimirante per il futuro?

Corriere dell'Alto Adige - Lettera - "Il diesel domina", 6.10.2016

Dolomiten - Leserbriefe - Oeffentlicher Nahverkehr - "arum keine Erdgasbusse", 4. Oktober 2016

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(3) Idrometano, l’occasione persa e colta altrove

25 Set
(3) Idrometano, l’occasione persa e colta altrove (intervento pubblicato su salto.bz)
La realtà è che in Alto Adige si perdono occasioni rispetto a quanto invece si è affermato pubblicamente solo pochi anni fa… e così qualcuno questo carburante alternativo lo utilizzerà altrove. Bravi! Piacerebbe sapere cosa ne pensano coloro che ne parlavano (a questo punto, a vanvera?) negli anni scorsi.
Ma sì, dai, tutti bus a gasolio e ci togliamo di mezzo ‘sta rottura di bus a metano e quel rompiballe che continua a scrivere.
Davvero un bel “Piano Clima 2050”.
 
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Un furgone a idrometano di A22 presentato nel maggio 2011. Che fine ha fatto?

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La Panda a idrometano del progetto Tis conclusosi nel 2012: tutto in un cassetto?

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Uno dei bus Solaris a metano che verranno alimentati a idrometano nell’ambito del progetto della regione Abruzzo.

Sasa e il suo presidente: “Unfit to lead”?

23 Ago

Mi chiedo, dopo aver letto l’articolo (… a più mani?) sull’Alto Adige e su salto.bz – Fakten und Meinungen, fatti e opinioni del fulgido presidente di Sasa, Stefano Pagani, se egli “ci è o ci fa”.
Sarò irriverente, ma confondere le “mele” (questione bus a gasolio o a metano) e le “pere” (la possibile gara europea che rischia di estromettere Sasa dalla gestione del tpl nella Città di Bolzano – Stadt Bozen), facendo un excursus sulla “decarbonizzazione” e i bus elettrici (ma chi glielo ha suggerito?), mi dà tanto l’impressione di una “arrampicata sugli specchi di sesto grado”. Sembra un comunicato (confusionario) da MinCulPop, quasi per “intenerire” i lettori quando forse invece c’è il timore di perdere la seggiola da 27mila Euro all’anno?

Ci pensi bene, caro Pagani, se Lei e il Suo ex direttore aveste comprato bus a metano nel 2011/2012, oggi potreste giocare la carta di dire “siamo particolari, attenti all’ambiente, ci meritiamo l’affidamento diretto del servizio”. Li avete comprati invece a gasolio, state dismettendo pian piano la flotta di bus a metano (c’è da rinnovare l’impianto di rifornimento ma pare non vogliate farlo!), a questo punto “siete come gli altri” e il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano (o la Giunta con l’assessore Florian Mussner) probabilmente metterà a gara il servizio salvo che il sindaco Renzo Caramaschi e/o l’assessora Marialaura Lorenzini non intraprendano qualche iniziativa politica.

Un bel trappolone, voluto o non voluto non lo so, ma così pare essere. Per me chi gestisce oggi Sasa è semplicemente “unfit to lead” non fosse altro per totale mancanza di lungimiranza.
In calce all’articolo pubblicato su salto.bz c’è una mia dettagliata presa di posizione. Potete ben immaginare di che tenore…

P.S. Affermare che “SASA appartiene alla Comunità ed è questa appartenenza che determina le sue scelte”, vuole dire che è la comunità che ha fatto le scelte (scriteriate) nel recente passato? Citando Totò, “ma mi faccia il piacere”!

Qui il link all’articolo del presidente Pagani e mia relativa replica in calce.

L'imbarazzante (altrimenti non si può definire) intervento del presidente di Sasa, Stefano Pagani, sul giornale "Alto Adige" del 21 agosto 2016.

L’imbarazzante (altrimenti non si può definire) intervento del presidente di Sasa, Stefano Pagani, sul giornale “Alto Adige” del 21 agosto 2016.

“Autobus, ecologia o economia?”, le trattative Provincia-Sasa e il fantasma dell’affidamento “in house”

14 Ago

Ieri la pubblicazione sul giornale Alto Adige, di un mio intervento sul consueto tema. Se ne vorrà mai parlare a livello istituzionale? Mi si rizzano i capelli in testa quando leggo nel comunicato provinciale dell’11 agosto 2016 che “…anche la SASA ha avviato dei colloqui per il rinnovo della propria flotta di autobus”.

Cosa si sta discutendo fra l’assessore Florian Mussner, il direttore della mobilità Günther Burger e il presidente di Sasa Stefano Pagani… una carrettata di bus a gasolio?

E la politica bolzanina cosa fa, è al mare? E cosa ne è della possibile assegnazione “in house” che prima si prevede nella legge provinciale sulla mobilità e poi pare essere impossibile?

Giornale Alto Adige, Lettera aperta, "Autobus, ecologia o economia?", 13.8.2016

Giornale Alto Adige, Lettera aperta, “Autobus, ecologia o economia?”, 13.8.2016

Fra accuse e difese dei minibus a idrogeno trentini: l’errore sta però a monte

29 Gen

Divampano la discussione sulla questione dei minibus a idrogeno trentini.

E’ arrivata la presa di posizione del direttore generale di Trentino Trasporti con la presa di posizione dell’assessore prov.le ai trasporti, ma non poteva essere altrimenti.

Prontamente è arrivata l’accusa che questi minibus sarebbero invece sempre fermi.

Il problema, diciamolo subito, è stato all’origine, quando questi minibus sono stati acquistati con delibere apparentemente legittime. Il problema è se è mai stata fatta un’analisi comparativa fra le diverse trazioni. Inequivocabile è il fatto che con quei soldi si sarebbero comprati un bel po’ di minibus a metano. Considerando soprattutto la penuria di denari pubblici, questo è il punto fondamentale. Ecco perché m’attendo poco da questa indagine. Salvo che gli organi preposti non ravvisino proprio la mancanza di questa analisi. Ma anche in questo caso dubito che si arriverà mai a “condanne” o altro.

Comunque ecco il testo della delibera della Giunta provinciale Trentina del 19.8.2011 che deliberò lo stanziamento per questi minibus. Andare a contestare una deliberazione del genere… la vedo gran dura se non per la burocraticità del tutto, della trasparenza poi…

Si legga un po’ questo mio post del 9.4.2013.

Qui è da mettere in conto il discorso dell’opportunità di fare questa sperimentazione. E qui entrano in gioco la competenza e la professionalità di chi ha operato queste scelte. Senza voler essere tranchant, mi sembra un déjà vu che fa il paio con i bus Civis di Bologna. Anche lì furono scelte errate a far spendere un mucchio di soldi per nulla quando sarebbe bastato guardare ad altre iniziative similari all’estero per capire che il progetto era fallimentare.

E a ciò si coniuga la scelta di Trentino Trasporti di continuare a comprare autobus a gasolio tralasciando completamente i bus a metano. Bontà loro di voler pagare 40% in più il carburante, non poter sfruttare il biometano e l’idrometano. Ma sappiamo che Trento fa ormai parte del “partito no metano nel tpl”, che tanti aderenti ha in Italia (Bolzano compresa, s’intende!). Come al solito “paga Pantalone”. Anche in questo caso basterebbe dare un’occhiata a ciò che succede in Norvegia e in Danimarca. E non serve andarci di persona lì, basta cercare un po’ sulla rete. Vero?

Minibus a idrogeno: si sapeva fin dall’inizio che era uno spreco di denaro pubblico. (foto da http://trentinocorrierealpi.gelocal.it)