Tag Archives: IIT

Idrogeno, fra orgoglio e tante domande

21 Mag

La celebrazione del milione di km percorsi a idrogeno poteva essere un’occasione per chiarire alcuni aspetti del progetto H2 e di quanto si vorrà fare in futuro, però…

Articolo pubblicato su salto.bz

 

 

Il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, durante il saluto inaugurale.

Il presidente del CdA dell’IIT, Dieter Theiner, durante la sua relazione.

Il direttore tecnico generale di A22, Carlo Costa, durante il suo intervento.

Klimamobility 2017, imbarazzo idrogeno?

24 Apr

Edizione di Klimamobility 2017 in archivio, tante idee ma applicabili? Comunicazione a zero e le domande (tante) sull’idrogeno fra bus e nuove stazioni di rifornimento.

Articolo pubblicato su salto.bz

 

La tavola rotonda finale di Klimamobility 2017 sul tema della mobilità a idrogeno ed elettrica (© tutti i diritti riservati)

 

La presentazione dell’ing. Günther Burger a Klimamobility 2017 (© tutti i diritti riservati)

Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd: viel geredet, aber die Kritikpunkten bleiben unangetastet

6 Giu

1. mit den 9 Millionen Euro für die H2-Busse hätte man ca. 40 Erdgasbusse kaufen können. Nein, es müssen H2-Busse sein und so sind in der Busflotte von Sasa ca. 25 Dieselbusse, die vor dem Jahr 2000 angekauft wurden! Kompliment!

2. die Kosten der Errichtung dieser Anlage sind weiterhin nicht vollständig erklärt worden, weder wurde mitgeteilt, in welcher Höhe die jährliche Wartungs– und Betriebskosten der H2-Zentrale sich belaufen werden, ganz zu schweigen wie viel der IIT jährlich kostet…

3. Trotz der Medienberichte, gibt es bis heute keine H2-Fahrzeuge auf dem Markt, vielleicht werden ein paar Modelle in den nächsten Jahre kommen, völlig offen sind die Preise dieser Autos. Wenn schon heute Otto-Normalverbraucher die Aufpreise von Erdgasautos nicht zahlen will, da will ich sehen, ob die sicherlich saftigen Aufpreise für H2-Autos bezahlt werden.

4. Man spricht von 525.000 Liter Benzin bzw. 440.000 Liter Diesel, die man ersetzen kann. Schön, aber wann und mit welchen Fahrzeugen?

5. Die Brennerautobahn baut neben der H2-Zentrale eine große H2-Tankstelle für sage und schreibe 800.000 Euro aber dann ist die Realisierung des seit Jahren beschlossenen Erdgastankstellennetzes auf der A22 fast völlig noch auf dem Papier mit vielen Grüßen an die vielen Erdgasautofahrer, die auf diese EGT seit 2007 warten!!

6. die von Dr. Huber angekündigten Kosten von 12/13 Euro pro 100 Km sind, aus heutiger Sicht, nicht konkurrenzfähig: ein auf Erdgas umgerüstetes ähnlichen Hyundai ix35 mit 2 Liter Motor würde pro 100 Km Kosten von ca. 5,3 Euro pro 100 Km verzeichnen. Als mit H2 unterwegs zu sein kostet also ca. 120%-130% mehr als mit Erdgas! Selbstverständlich macht das IIT immer Vergleiche mit Benzin- und Dieselautos, aber nie mit Erdgasautos! Und wenn man Erdgasautos mit Bioerdgas betankt, ist der CO2-Ausstoss fast auf Null, wie H2- oder EV-Autos.

7. ich finde die Kommunikation und P.R.-Arbeit in einem Projekt von ca. 30 Millionen Euro (Zentrale + Busse) regelrecht katastrophal: spärliche Infos, lange Perioden mit Funkstille, keine Miteinbeziehung der Bevölkerung. Also alles “ipse dixit” und nur schweigen wenn Fragen bzw. man sich kritisch zum Projekt geäußert hat.

8. Will man eine Pressekonferenz einberufen und auf diese Fragen ENDLICH antworten?

Von Bioerdgas und synthetischen Erdgas kann man beim IIT nichts anfangen. Schade nur das Länder wie Dänemark, Schweden, Finnland und Norwegen, die in der Vergangenheit sich für H2 eingesetzt haben, heute für das öffentliche und private Verkehrt verstärkt auf Bioerdgas setzen. Hat jemand diese ganze Entwicklung verschlafen?

Ach ja, man will sich von den fossilen Treibstoffen unabhängig machen. Und was machen Land, STA, Sad und Sasa: ca. 100 Dieselbusse ankaufen! Super, könnte mir das irgendwie rationell erklären?

Beiseite, ich hatte mich am 19. Mai für die Eröffnung angemeldet. Am 4. Juni (!) wurde mir aber die Teilnahme seitens des IIT verweigert. Das sagt schon alles über IIT, A22 und Land & Co.: Kritik ist unerwünscht. Transparenz à la Südtirol.

Screenshot aus dem Beitrag der Tagesschau von Rai Südtirol vom 5. Juni 2014

Screenshot aus dem Beitrag der Tagesschau von Rai Südtirol vom 5. Juni 2014, 20 Uhr.

Inaugurazione centrale d’idrogeno di Bolzano Sud: tante parole, tante e consuete contraddizioni

6 Giu

L’inaugurazione in pompa magna della centrale di idrogeno e le informazioni fornite danno più di un’occasione per scuotere la testa. Premesso che al sottoscritto il giorno prima dell’inaugurazione è stata impedita la possibilità di partecipare, immagino in quanto domande scomode avrebbero gravemente turbato il clima festoso, si continua a fare, come recita il detto popolare, i conti senza l’oste.

Nuovamente sono stati forniti dati sui costi della struttura, di nuovo però diversi e puntualmente incompleti da quelli forniti a gocce negli anni passati da cui si può capire un costo per le casse pubbliche locali e UE di circa 30 milioni di Euro fra centrale e bus, quindi certo non poco rispetto a quanto m’è capitato di leggere.

Nulla poi su quello che saranno i costi di gestione e nulla su quanto costa l’IIT alle tasche dei cittadini. Si parla di sostituire tot mila litri di benzina e gasolio. Peccato che di mezzi in produzione di serie non ce ne siano e si confida solo nel futuro che tante delusioni però ha riservato nel passato nonostante tanti annunci. Si apprende che i costi dell’auto che verrà data in affitto siano di 12/13 Euro per 100 km, nonostante peraltro si voglia produrre idrogeno nei momenti in cui pare l’energia non costi nulla. Ciò però si comprende se si considera che il processo di idrolisi è quello più costoso in termini energetici per produrre idrogeno. Facendo due conti, su di un’auto similare a metano risulta che i costi siano di circa 5,3 Euro per 100 km. Hai voglia di convincere il normale consumatore a scegliere tali auto, quando mai ci saranno sul mercato contrariamente a quello che m’è capitato di sentire in qualche tg.

Ulteriormente si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili, ma in contemporanea alla costruzione della centrale H2 si sono acquistati ben 150 bus a gasolio che circoleranno per i prossimi 10/15 anni mentre nei paesi scandinavi si sta investendo nel trasporto pubblico con bus a metano e facendoli andare a biometano ottenendo lo stesso risultato, cioè quello di azzerare le emissioni di CO2 come con i costosissimi bus a idrogeno. Ma forse di questo all’IIT ed in Provincia non ne erano al corrente anche se bastava fare una breve ricerca su internet per rendersene conto.

Circa l’investimento di Autobrennero, questo impianto non porta nulla ad una maggiore sostenibilità del traffico. Trovo a dir poco discutibile la scelta non solo di investire nella centrale ma quello di costruire un impianto di rifornimento di idrogeno con diverse colonnine di rifornimento che rimarrà praticamente sempre deserto per mancanza di vetture visto che, per ora, di produzione in serie di auto H2, di cui si è vaticinato per anni, non se ne vede nulla. Non solo, ma fa arrabbiare che nel contempo il piano per la realizzazione di dodici distributori di metano, questi sì davvero utili per auto che già circolano e in costante aumento, si sia impantanato non si capisce bene dove e con un solo impianto realizzato a Nogaredo Est, che fra l’altro in poco tempo ha raccolto valutazioni pessime da parte degli utenti, e nonostante siano già pronti ben otto punti di allaccio ai metanodotti. E, naturalmente, di metano liquido per i trasporti pesanti non se ne parla, anche qui perché probabilmente non si sono per nulla osservate le tendenze del settore. Quindi altro che “corridoio verde”.

Nulla in merito poi allo stoccaggio di energia e di eventuali progetti PtG (Power-to-Gas), ossia produzione di idrogeno da fonti rinnovabili per produrre metano sintetico con progetti che sono in corso a livello europeo, a latere nulla in merito al biometano che pare essere sconosciuto in Sudtirolo. Come sempre immagino che non riceverò risposta alcuna, d’altronde la trasparenza, alla pari della comunicazione, paiono proprio non essere di casa a Bolzano Sud.

Screenshot dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Screenshot dal servizio dal TG3 del Trentino-Alto Adige del 5.6.2014, ore 19.30.

Inaugurazione della centrale d’idrogeno a Bolzano Sud: non sono ammesse critiche? – Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd: keine Kritik erlaubt?

5 Giu

Oggi è prevista l’inaugurazione in pompa magna della centrale d’idrogeno di Bolzano Sud. Trovo un articolo in cui è contenuto l’invito all’inaugurazione e il 19 maggio invio la mia richiesta di partecipare. Nella stessa giornata arriva rapida la conferma da parte dell’IIT.

Finalmente, penso, avrò occasione di poter porre, come giornalista (e come cittadino), qualche domanda, che ho postato qui su questo blog e nelle innumerevoli lettere ai giornali, che ormai da diversi anni pongo su questo progetto.

Ieri, giusto un giorno prima, la sorpresa: partecipazione respinta, è “un evento riservato per ospiti con invito personale non aperto al pubblico”. Ma ai media era stato inviato, no? Altrimenti non si spiegano i vari articoli apparsi.

Ne prendo atto, specifico che sono giornalista e che avrei voluto partecipare per porre delle domande e con l’occasione chiedo che venga fatta una conferenza stampa sul tema visto che in questi anni non è mai stata fatta.

Oggi e nei prossimi giorni sono, però, curioso del riscontro mediatico che avrà questa inaugurazione. Perché allora vorrà dire che avranno partecipato pure giornalisti e  che il mio invito è stato (assai probabilmente) respinto perché spesso ho espresso critiche, evidentemente non gradite, al progetto.

La cosa dà, ovviamente, da pensare e molto, no?

=======

Heute findet die Eröffnung der Wasserstoffzentrale in Bozen Süd statt. Habe vor einigen Tagen die Einladung zu dieser Eröffnung auf einer Website gefunden und habe mich am 19. Mai angemeldet. Am selben Tag kommt die Bestätigung seitens des IIT.

Endlich – habe ich gedacht – werde ich die Möglichkeit haben als Journalist (und als normaler Bürger) die Fragen zu stellen, die ich in den letzten Jahren auf diesem Blog und in zahlreichen Leserbriefe gestellt habe.

Gestern, also nur einen Tag vorher, aber die Überraschung: meine Teilnahme wurde widerrufen, es handle sich um eine “reservierte Veranstaltung für Gäste mit Personaleinladung nicht dem Publikum zugänglich”. Aber den Medien wurde die Einladung zugeschickt, oder? Sonst versteht man nicht, wieso darüber die Medien berichtet haben.

Ich nehme also dies zur Kenntnis, präzisiere dass ich Journalist bin und wollte einige Fragen stellen und bei der Gelegenheit frage, dass eine Pressekonferenz zum Thema organisiert werden sollte, da diese in den letzten Jahren nie stattfand.

Mal sehen was heute und in den darauf folgenden Tagen in den Medien über diese Eröffnung berichtet wird. Weil dann wird ziemlich klar sein, dass auch Journalisten teilgenommen haben, also eingeladen wurden, und dass meine Teilnahme einfach abgewiesen wurde, weil (höchstwahrscheinlich) ich mich des öfteren kritisch darüber geäußert habe.

Da wird man ein bisschen nachdenklich, oder?

Invito all’inaugurazione della centrale H2 di Bolzano Sud – Die Einladung zur Eröffnung der H2-Zentrale in Bozen Süd

Centrale d’idrogeno a Bolzano Sud: paga Pantalone!

1 Giu

In vista dell’inaugurazione ufficiale del 5 giugno 2014 della centrale H2 di Bolzano Sud, di cui più sotto si può leggere l’invit, i giornali locali hanno pubblicato quasi in contemporanea una mia lettera (il Corriere dell’Alto Adige il 17 maggio, l’Alto Adige il 31 maggio) che ha preso lo spunto dopo una salubre pedalata dietro ad un vetusto bus a gasolio.

Per il resto basta leggere i miei post precedenti per rendersi conto della “trovata” di questa centrale di idrogeno.

Corriere dell'Alto Adige - Lettere - "Troppi autobus inquinanti e troppi soldi per l'idrogeno", 17.5.2014

Corriere dell’Alto Adige – Lettere – “Troppi autobus inquinanti e troppi soldi per l’idrogeno”, 17.5.2014

 

 

 

 

 

 

 

 

Inaugurazione-Centrale-H2-Bolzano-05062014  (file pdf)

"La critica - L'autobus a idrogeno e il signor Pantalone"

“La critica – L’autobus a idrogeno e il signor Pantalone”, 31.5.2014

Idrogeno: come continuare a raccontare favole senza citare mai i costi e le alternative

15 Mag

Di tanto in tanto spuntano articoli a lodare e magnificare il progetto idrogeno di Bolzano, giusto per il 5 giugno, quando verrà inaugurata ‘sta centrale H2 di Bolzano Sud. Ecco, un articolo come quello apparso in questi giorni sul sito del prestigioso “Corriere della Sera” con il titolo “Gas realizzato con il surplus della produzione idroelettrica – Da Monaco a Modena: ecco l’autostrada dell’idrogenofa sinceramente arrabbiare e indignare.

Si va avanti imperterriti, dritti per la propria strada avendo speso finora:

9 milioni di Euro (al netto dei contributi europei) per quella “genialata” dei bus a idrogeno;

15,6 milioni di Euro per la centrale H2 di Bolzano Sud, di cui 10 messi dall’Autobrennero (a cui aggiungere altri 800mila Euro per il distributore per auto…);

– per tacere poi di tutti gli altri costi fra IIT e il progetto delle auto a idrogeno HyFIVE

Ma naturalmente orecchie tappate per magari sfruttare, adesso che ormai c’è, questa centrale per produrre “metano sintetico“, cioè dall’idrogeno prodotto con “energie rinnovabili” con il concetto di “Power-to-Gas” (PtG), cose peraltro mica poi tanto campate in aria visto che ciò è, ad esempio, al centro del progetto europeo Helmeth. E magari si sarebbero potuti rifornire quegli autobus a metano che non si è voluto comprare per le assai discutibili tesi che si sono tirate fuori anche di recente. Occasioni su occasioni perse!

Riporto il mio commento, nel caso in cui… diciamo “casualmente”…  non venisse pubblicato:

Bell’articolo… ma i fatti sono ben altri. Intanto non si indicano i costi di questo progetto: 9 milioni (al netto dei contributi UE) per i cinque bus a idrogeno (e ne circolano solo due…), 15,6 milioni di Euro per la centrale (di cui 10 messi dall’Autobrennero) e bisognerebbe un po’ spiegare come mai a Brugg in Svizzera per l’analogo progetto Chic ne hanno spesi 1,8 milioni di Euro!
Poi il progetto è in fortissimo ritardo. E sulla rete di distributori le notizie sono vecchie come il cucco, peccato che finora non si sia realizzato nulla. Sono anni che se ne parla, si stanno buttando i soldi dalla finestra e le soluzioni attuabili OGGI c’erano già. Con i 9 milioni di Euro dei bus a idrogeno si potevano comprare una quarantina (!) di bus a metano e farli funzionare a biometano col risultato di AZZERARE le emissioni di CO2. Ma siccome chi ha deciso ha deciso di farsi bello per attaccarsi sul petto la patacca di “green region”, ecco i bus H2. Ed intanto a Bolzano circolano ancora un bel po’ di autobus vecchi a gasolio e, giusto che bisogna “affrancarsi dalle fonti fossili” si sono comprati per Bolzano 42 bus… a gasolio!!!!!!  E con i 15,6 milioni di Euro della centrale si potevano comprare ben 70 bus a metano!
I miei innumerevoli interventi dell’ultimo triennio, rimasti nel 99,9% dei casi senza alcuna risposta da parte di chi sta curando questo progetto H2 a Bolzano, sono raccolti nel mio blog: https://michelebolzano.wordpress.com

 

I Mercedes Citaro H2 in servizio a Bolzano, fra l’altro 2 su 5 acquistati: uno spreco pazzesco per essere definiti “green region”, tanto paga… Pantalone! (foto da http://www.corriere.it/scienze)

 

Centrale idrogeno a Bolzano Sud, ci mancava solo il distributore H2 per le auto! Cui prodest?

5 Feb

Ebbene sì, ci si stava “disintossicando” dalla centrale d’idrogeno di Bolzano Sud ed ecco saltare fuori una nuova “variante” del dissennato e costosissimo progetto (per le tasche dei cittadini) e che fa “uscire dal cappello” un nuovo “regalo”: un bel distributore di idrogeno per auto! Ne ha dato notizia il giornale “Alto Adige” domenica 2 febbraio 2014.

Ecco cosa si celava dietro la criptica delibera n. 50  del 28.1.2014 della nuova Giunta provinciale altoatesina. Invito a leggerla per capirci qualcosa. Nuovamente: dov’è la trasparenza in tutto questo?

Ma come? Non era già stato costruito? Basta vedere qui sotto. La foto della colonnina di idrogeno presso la centrale H2 di Bolzano Sud è stata scattata il 28 settembre 2013 in occasione dell’Enertour organizzato nell’ambito del Festival dell’Innovazione.

Ed intanto l’A22 arranca sul progetto dei distributori di metano in autostrada dimostrando una strategia che più strabica non può essere e trascurando del tutto il trasporto pesante su gomma a metano e a metano liquido. Sempre in ritardo, nonostante 8 distributori abbiano già il punto di allaccio pronto (evidentemente si è pronti a pagare gli allacci un anno dopo la realizzazione anche se gli impianti non saranno pronti…), credo sia sufficiente dire che con 800.000 Euro si sarebbero potuti costruire almeno 3 dei distributori di metano che si attendono ormai dal 2007.

In definitiva: cui prodest questo progetto H2? Cosa c’azzecca l’Autobrennero in tutto questo progetto? I pensieri cominciano a correre, forse fin troppo.

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)

La colonnina per il rifornimento di idrogeno alla centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da ben 800.000 Euro? L’erogatore di idrogeno è in mano del direttore dell’IIT, Huber. (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)

Arrivano i bus a idrogeno di Provincia-STA-Sasa-IIT-ecc. … la consueta presa in giro!

18 Set

Giusto come un omaggio al post-ferragosto, grande rilievo alla notizia dei bus a idrogeno il 18 agosto sul “Corriere dell’Alto Adige” e sul “Corriere del Trentino” (pubblicato pure sul “Corriere A.A.).

Una bella sviolinata senza ovviamente mai rispondere o prendere posizione, neanche lontanamente, alle tematiche da me sollevate.

Magari il direttore della Sasa avrebbe potuto spiegare come mai prendere in carico questi iper-costosi bus a idrogeno comprati dalla Provincia di Bolzano per il tramite della STA per il “brillante” progetto europeo Chic sostenuto dall’IIT e dall’altra aver perorato la scelta di 41 autobus a gasolio, peraltro con argomentazioni un po’… così, ma ne abbiamo parlato fin troppe volte qui su questo blog.

I cittadini di Bolzano saranno contenti: ben 5, diconsi 5, autobus a idrogeno, dall’altra 41 autobus a gasolio, il resto della flotta sempre più vetusto… e nessuno dice nulla. Complimenti vivissimi.

In merito ho spedito alla redazione del “Corriere dell’Alto Adige” la sottostante lettera il 27 agosto e, visto che non è stata pubblicata, rispedita il 12 settembre. Finora non è stata pubblicata…

Leggo dal Corriere del 18 agosto che i bus a idrogeno sono definiti come “sfida entusiasmante”. I bus a idrogeno in realtà li definirei come una costosa presa in giro. Non si finisce, infatti, mai di leggere di questi fantasmagorici mezzi, soprattutto è curioso che si sorvoli sempre sui costi di quest’operazione essendo palese che l’unico obiettivo è quello di farsi nominare “regione green”, una vera patacca per nascondere sotto il tappeto una realtà che è ben differente. Ci si dimentica, ad esempio, che questi bus costeranno 9 milioni di Euro alle casse pubbliche locali ed europee, anche se pare siano compresi i costi del personale e di gestione. Sta di fatto che costano sempre uno sproposito. Non si hanno dati di quanto costerà un pieno rispetto ai bus a gasolio e a metano e quali saranno i costi di gestione effettivi. Inoltre si tratta di una “piccola serie provvisoria” di bus, come si legge dalla presentazione del rappresentante del costruttore al prossimo convegno di Klimamobility, dunque con soldi pubblici si pagherà la sperimentazione del produttore. Se i costi di produzione rimarranno tali, si sussurra cinque volte un bus normale, è evidente che, finito l’esperimento e se tali bus saranno ancora marcianti dopo cinque anni, rimarranno sempre e solo cinque. Poi la centrale d’idrogeno, 16 milioni di Euro, di cui 10 spesi dall’A22 per rifornire bus che circoleranno a Bolzano ma mai sull’autostrada e bisognerebbe spiegarlo un po’ agli azionisti di Autobrennero ed agli utenti (che continuano peraltro ad attendere ben più concretamente le colonnine di metano del progetto varato dal CdA nell’ormai lontano 2007), per una struttura che, stando alle informazioni di A22 reperite sul web, doveva essere già pronta nel 2011 mentre ora si parla, se va bene, dell’estate del 2014. Impianto che rifornirà i 5 bus ma con una capacità teorica per ben 25 bus o 1000 auto, che oggi semplicemente non esistono. A Brugg in Svizzera si è realizzato un impianto solo per i cinque bus del progetto europeo Chic spendendo 1,8 milioni di Euro. Perché si sia sviluppata una centrale così sovradimensionata a Bolzano non lo si capiva già anni fa e non lo si comprende a tutt’oggi. Sì, perché del tanto annunciato sviluppo dell’auto a idrogeno, a parte costosi prototipi o modelli in serie limitatissima, non si è realizzato finora un bel nulla nonostante tanti roboanti e fin troppo ottimistici annunci. C’è poi da chiedersi chi pagherà i rifornimenti mobili della Linde, indicati nell’articolo, e dubito fortemente che si tratti del tanto decantato “idrogeno verde” prodotto da fonti rinnovabili. Sui costi si glissa sempre e ad oggi non è calcolabile il costo complessivo di quest’avventura H2 in un intreccio inestricabile fra IIT, Provincia, Sasa e STA (nonostante l’importanza di questa società, il suo scarno sito web da tempo è offline…). Il tutto con il paradosso che, se da una parte si spende e spande per questi mirabolanti bus che “azzerano le emissioni”, dall’altra però è bene ricordare che si sono rifilati ai bolzanini ben 41 bus rigorosamente a gasolio, giustificando la scelta con informazioni del tutto parziali e incomplete, per non dire altro, quando poi l’interesse era alquanto evidentemente puntato solo al massimo risparmio all’atto dell’acquisto. Un grave errore strategico commesso di recente da tante aziende del tpl, guarda caso pure a Milano che a sua volta ha speso 9,9 milioni di Euro per soli 3 bus a idrogeno per il progetto Chic e relativa stazione di rifornimento ma che acquisterà ben 250 nuovi bus… a gasolio! Stessa deleteria scelta per il Metrobus, con bus che si afferma già acquistati ma che non si sono mai visti, gara d’acquisto compresa, quando in Francia il Metrobus di Nantes, visionato in loco dalla delegazione provincial-comunale qualche tempo fa, e lo Stanway di Nancy sono a metano e nessuno pare essersene accorto. Con il solo costo della centrale di Bolzano Sud e dei bus H2 si sarebbero potuti comprare oltre 110 bus a metano con riduzione quasi a zero degli inquinanti e che, se riforniti con biometano, avrebbero azzerato quasi del tutto le emissioni di CO2. Mi chiedo in conclusione quando mai chi di dovere si metterà a ragionare su questi dati, peraltro da me più volte indicati ma che sono sempre caduti in un (imbarazzato?) silenzio.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Kosten des H2-Projekts in Bozen: immer offene Fragen trotz “Stellungnahme”

16 Mag

Na ja, es hat gedauert bis der IIT durch Direktor Klauser reagiert hat bezüglich der Kosten der H2-Zentrale in Bozen Süd. Am 11. Mai erschien einen Leserbrief in den Dolomiten, was aber noch mehr Konfusion mit Zahlen und Fakten mit sich bringte.

Habe mit einem am 15. Mai veröffentlichten Brief in den Dolomiten darauf reagiert über die Unklarheit des gesamten Projektes und die diesbezüglich notwendigen Finanzmitteln. Mal sehen ob jemand darauf reagiert.

Ziemlich kurios ist es allemal, dass der IIT immer mit Leserbriefe antwortet. Nie eine Pressemitteilung, nie eine Reaktion der STA oder des Landes. Das viel mit diesem Projekt nicht stimmt ist klar. Nur ist es merkwürdig, dass nur wenige dies beanstanden.

Gli enti coinvolti nel progetto H2 di Bolzano Sud. - Die involvierten Körperschaften im H2-Projekt von Bozen Süd.

Gli enti coinvolti nel progetto H2 di Bolzano Sud. – Die involvierten Körperschaften im H2-Projekt von Bozen Süd.