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Arrivano i bus a idrogeno di Provincia-STA-Sasa-IIT-ecc. … la consueta presa in giro!

18 Set

Giusto come un omaggio al post-ferragosto, grande rilievo alla notizia dei bus a idrogeno il 18 agosto sul “Corriere dell’Alto Adige” e sul “Corriere del Trentino” (pubblicato pure sul “Corriere A.A.).

Una bella sviolinata senza ovviamente mai rispondere o prendere posizione, neanche lontanamente, alle tematiche da me sollevate.

Magari il direttore della Sasa avrebbe potuto spiegare come mai prendere in carico questi iper-costosi bus a idrogeno comprati dalla Provincia di Bolzano per il tramite della STA per il “brillante” progetto europeo Chic sostenuto dall’IIT e dall’altra aver perorato la scelta di 41 autobus a gasolio, peraltro con argomentazioni un po’… così, ma ne abbiamo parlato fin troppe volte qui su questo blog.

I cittadini di Bolzano saranno contenti: ben 5, diconsi 5, autobus a idrogeno, dall’altra 41 autobus a gasolio, il resto della flotta sempre più vetusto… e nessuno dice nulla. Complimenti vivissimi.

In merito ho spedito alla redazione del “Corriere dell’Alto Adige” la sottostante lettera il 27 agosto e, visto che non è stata pubblicata, rispedita il 12 settembre. Finora non è stata pubblicata…

Leggo dal Corriere del 18 agosto che i bus a idrogeno sono definiti come “sfida entusiasmante”. I bus a idrogeno in realtà li definirei come una costosa presa in giro. Non si finisce, infatti, mai di leggere di questi fantasmagorici mezzi, soprattutto è curioso che si sorvoli sempre sui costi di quest’operazione essendo palese che l’unico obiettivo è quello di farsi nominare “regione green”, una vera patacca per nascondere sotto il tappeto una realtà che è ben differente. Ci si dimentica, ad esempio, che questi bus costeranno 9 milioni di Euro alle casse pubbliche locali ed europee, anche se pare siano compresi i costi del personale e di gestione. Sta di fatto che costano sempre uno sproposito. Non si hanno dati di quanto costerà un pieno rispetto ai bus a gasolio e a metano e quali saranno i costi di gestione effettivi. Inoltre si tratta di una “piccola serie provvisoria” di bus, come si legge dalla presentazione del rappresentante del costruttore al prossimo convegno di Klimamobility, dunque con soldi pubblici si pagherà la sperimentazione del produttore. Se i costi di produzione rimarranno tali, si sussurra cinque volte un bus normale, è evidente che, finito l’esperimento e se tali bus saranno ancora marcianti dopo cinque anni, rimarranno sempre e solo cinque. Poi la centrale d’idrogeno, 16 milioni di Euro, di cui 10 spesi dall’A22 per rifornire bus che circoleranno a Bolzano ma mai sull’autostrada e bisognerebbe spiegarlo un po’ agli azionisti di Autobrennero ed agli utenti (che continuano peraltro ad attendere ben più concretamente le colonnine di metano del progetto varato dal CdA nell’ormai lontano 2007), per una struttura che, stando alle informazioni di A22 reperite sul web, doveva essere già pronta nel 2011 mentre ora si parla, se va bene, dell’estate del 2014. Impianto che rifornirà i 5 bus ma con una capacità teorica per ben 25 bus o 1000 auto, che oggi semplicemente non esistono. A Brugg in Svizzera si è realizzato un impianto solo per i cinque bus del progetto europeo Chic spendendo 1,8 milioni di Euro. Perché si sia sviluppata una centrale così sovradimensionata a Bolzano non lo si capiva già anni fa e non lo si comprende a tutt’oggi. Sì, perché del tanto annunciato sviluppo dell’auto a idrogeno, a parte costosi prototipi o modelli in serie limitatissima, non si è realizzato finora un bel nulla nonostante tanti roboanti e fin troppo ottimistici annunci. C’è poi da chiedersi chi pagherà i rifornimenti mobili della Linde, indicati nell’articolo, e dubito fortemente che si tratti del tanto decantato “idrogeno verde” prodotto da fonti rinnovabili. Sui costi si glissa sempre e ad oggi non è calcolabile il costo complessivo di quest’avventura H2 in un intreccio inestricabile fra IIT, Provincia, Sasa e STA (nonostante l’importanza di questa società, il suo scarno sito web da tempo è offline…). Il tutto con il paradosso che, se da una parte si spende e spande per questi mirabolanti bus che “azzerano le emissioni”, dall’altra però è bene ricordare che si sono rifilati ai bolzanini ben 41 bus rigorosamente a gasolio, giustificando la scelta con informazioni del tutto parziali e incomplete, per non dire altro, quando poi l’interesse era alquanto evidentemente puntato solo al massimo risparmio all’atto dell’acquisto. Un grave errore strategico commesso di recente da tante aziende del tpl, guarda caso pure a Milano che a sua volta ha speso 9,9 milioni di Euro per soli 3 bus a idrogeno per il progetto Chic e relativa stazione di rifornimento ma che acquisterà ben 250 nuovi bus… a gasolio! Stessa deleteria scelta per il Metrobus, con bus che si afferma già acquistati ma che non si sono mai visti, gara d’acquisto compresa, quando in Francia il Metrobus di Nantes, visionato in loco dalla delegazione provincial-comunale qualche tempo fa, e lo Stanway di Nancy sono a metano e nessuno pare essersene accorto. Con il solo costo della centrale di Bolzano Sud e dei bus H2 si sarebbero potuti comprare oltre 110 bus a metano con riduzione quasi a zero degli inquinanti e che, se riforniti con biometano, avrebbero azzerato quasi del tutto le emissioni di CO2. Mi chiedo in conclusione quando mai chi di dovere si metterà a ragionare su questi dati, peraltro da me più volte indicati ma che sono sempre caduti in un (imbarazzato?) silenzio.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

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Kosten des H2-Projekts in Bozen: immer offene Fragen trotz “Stellungnahme”

16 Mag

Na ja, es hat gedauert bis der IIT durch Direktor Klauser reagiert hat bezüglich der Kosten der H2-Zentrale in Bozen Süd. Am 11. Mai erschien einen Leserbrief in den Dolomiten, was aber noch mehr Konfusion mit Zahlen und Fakten mit sich bringte.

Habe mit einem am 15. Mai veröffentlichten Brief in den Dolomiten darauf reagiert über die Unklarheit des gesamten Projektes und die diesbezüglich notwendigen Finanzmitteln. Mal sehen ob jemand darauf reagiert.

Ziemlich kurios ist es allemal, dass der IIT immer mit Leserbriefe antwortet. Nie eine Pressemitteilung, nie eine Reaktion der STA oder des Landes. Das viel mit diesem Projekt nicht stimmt ist klar. Nur ist es merkwürdig, dass nur wenige dies beanstanden.

Gli enti coinvolti nel progetto H2 di Bolzano Sud. - Die involvierten Körperschaften im H2-Projekt von Bozen Süd.

Gli enti coinvolti nel progetto H2 di Bolzano Sud. – Die involvierten Körperschaften im H2-Projekt von Bozen Süd.

Lettere ai giornali su idrogeno e rete distributori di metano, ovviamente senza mai ricevere risposte…

20 Mar

Il “Corriere dell’Alto Adige” il 12 marzo ha pubblicato una mia lettera con riferimento ai dati, piuttosto sorprendenti, riferiti dal presidente dell’IIT ad un incontro con il ministro per l’ambiente Clini e di cui ha riferito il medesimo giornale l’8 marzo. Reazioni: nessuna.

Evidentemente si ha timore di rispondermi o forse proprio non si ha idea di cosa rispondermi?

Fra l’altro:  che fine ha fatto la visita prevista per il 25 febbraio della III Commissione Legislativa Provinciale alla Centrale d’idrogeno? Saltata forse per lo scrutinio dei voti? Mistero… ma anche scarsa trasparenza dell’attività di tali commissioni.

Il giornale “Alto Adige” ha poi pubblicato un mio intervento l’11 marzo in risposta ad una lettera di un lettore che si chiedeva come mai non fossero diffuse in Trentino-Alto Adige le vetture a metano, riprendendo una notizia dello stesso giornale del 12 febbraio.

Anche in questo caso: reazioni, critiche, proposte non pervenute.

Ma quanto costano alla fine questi bus a idrogeno??? Fra costi che lievitano ed altro ancora.

3 Mar

La questione dei bus a idrogeno non finisce mai di sorprendere. Ora pare che costino ulteriori 3 milioni di Euro in più, leggasi l’articolo del giornale “Alto Adige” del 24 febbraio 2013.

All’iniziale  articolo che ha scatenato la vicenda sul giornale “Alto Adige”, ha preso posizione il 21 febbraio il dr. Huber dell’IIT con argomentazioni un po’, anzi alquanto discutibili.

In merito a tale articolo ho preso una posizione molto netta che è stata pubblicata dallo stesso giornale il giorno 28 febbraio. Reazioni finora: nessuna.

Giusto il giorno dopo alle elezioni politiche la III Commissione Legislativa del Consiglio Provinciale di Bolzano ha o avrebbe visitato la centrale di Bolzano Sud. Ad oggi non s’è saputo nulla della visita o se questa è slittata ad altra data. Trasparenza: non pervenuta. E perchè non invitare anche me? Chissà mai perché…

“Lahme H2-Busse”

2 Mar

Am 19. Februar hat die Südtiroler Tageszeitung einen Artikel zur “Lahmen H2-Busse” veröffentlicht plus eine Mail des IIT-Vorsitezenden.

Darauf habe ich einen Lesebrief der Tageszeitung zukommen lassen, der nie veröffentlicht wurde. Wahrscheinlich war der Brief… uninteressant? Schade!