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Domande per il presidente Sasa… ma non sarebbe compito della politica?

13 Gen

Mercoledì 17 gennaio 2018, dalle ore 11.30, ci sarà una diretta sulla pagina Facebook del giornale Alto Adige con il direttore di Sasa. Io ho posto una serie di domande, ben note se avete letto i precedenti post. Sono curioso se verrà data risposta visti i precedenti non propriamente positivi.

Mi pongo adesso un semplice quesito. Queste domande sono quelle che la politica avrebbe dovuto porsi e porre in occasione dei vari dibattiti su Sasa e la sua trasformazione in società “in-house” e, in generale, sul trasporto pubblico locale delle tre città servite (Bolzano, Laives e Merano). Domande che, però, non sono mai state poste, né sono stati approfonditi i relativi temi nonostante che ne scriva ormai da quasi dieci anni.

In poche parole, la politica è stata un po’… distratta?

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Trasporto pubblico urbano: Sasa, e ora come si va avanti?

22 Nov

La società in-house è fatta e ora? A parte le consuete dichiarazioni generiche, che lasciano il tempo che trovano, quali sono i piani futuri concreti di e per Sasa?

Approfondimento pubblicato su salto.bz

Sasa “in-house”, ma ora come si va avanti?

29 Ott

Dopo l’approvazione pro entrata Provincia, come sta Sasa? Malissimo per la flotta, ancor peggio il rinnovo di cui NON si parla. E l’inquinamento… e la politica assente…

Approfondimento pubblicato su salto.bz

(…) Consiglio allora di ascoltare la relazione dell’ing. Andrea Bottazzi (dal minuto 8’10”), direttore direttore manutenzione mezzi di Tper (Trasporto Persone Emilia Romagna) al recente convegno tenutosi a Bologna il 29 settembre scorso. Si senta cosa dice l’ing. Bottazzi sui bus a gasolio (dal minuto 26’44”). Il suo intervento di circa 20 minuti dovrebbe finalmente chiarire a molti che quello che si sta facendo qui da noi nella “provincia green” con i massicci acquisti di bus a gasolio è semplicemente… fuori dal tempo.(…)

Per chi volesse approfondire la tematica del tpl e delle trazioni alternative, il video della prima parte del convegno del 29 settembre 2017 a Bologna.

 

Enigma Sasa e le tante domande aperte

2 Set

Sasa rimane un argomento attuale perché troppi quesiti sono sul tavolo e, a quanto pare, nessuno ha voglia di parlarne. Solo per la manovra in-house o cos’altro?

Intervento pubblicato su salto.bz

 

Il vecchio bus di Sasa, Mercedes Citaro, Euro 3 diesel con quasi un milione di km sul groppone citato nell’intervento. (Fonte: http://www.sasabz.it)

Sasa, “in-house” e rinnovo della flotta

9 Ago

Torna d’attualità il progetto di trasformare la Sasa in società “in-house” per evitare la gara del 2018. Ma quali prospettive dopo e quali gli investimenti per la flotta?

Approfondimento pubblicato su salto.bz

Bus Sasa a gasolio (© Michele De Luca, tutti i diritti riservati)

Costi flotta bus Brescia Trasporti 2006-2016 (fonte: YouTube Radio Vera)

Sasa: con l’in-house il problema non cambia, anzi diventa in-diesel

1 Dic

Nei giorni scorsi i media locali (nell’ordine Corriere dell’Alto Adige, Dolomiten e FF) hanno pubblicato la mia lettera che evidenzia soprattutto la contraddittorietà dell’acquisto dei bus diesel rispetto al Piano Clima 2050, aspetto di cui parlo da anni e che pare imbarazzare non poco i vertici di Sasa e la Provincia che non sanno più che “scuse” trovare per giustificare l’acquisto all’ingrosso di bus diesel. Per tacere dell’aspetto ambientale, ma basta leggere qui.

Notizia freschissima, la Giunta Provinciale ha (o avrebbe) deciso di optare per la soluzione “in-house” per le linee urbane di Sasa a Bolzano, Merano e Laives. Vedremo. Di certo l’articolo della Tageszeitung, l’unico che ne parla, riferisce dell’ingresso della Provincia con una quota minoritaria ma che poi “detterebbe legge” nella gestione.

Per carità, tanto la Provincia decideva praticamente già tutto nella gestione delle linee di Sasa, perfino le pensiline delle fermate, e finanzia l’acquisto dei bus e finanzia con i rimborsi chilometrici la Sasa stessa. I Comuni, che paiono applaudire alla soluzione politica del problema, parrebbero così estromessi dalla gestione. Stanno vacillando le seggiole dei vertici di Sasa e del CdA, notaio inerte di scelte prese probabilmente altrove, ancor di più domani? Se va bene così… contenti tutti.

Un aspetto però lascia perplessi. Si parla tanto di libero mercato e via discorrendo, poi però si mantiene il monopolio pubblico sulle linee con il solo spauracchio delle gare europee. Nella delibera del Comune di Bolzano che perorava la soluzione “in-house”, presaa tale e quale anche da Merano e Laives, vi sono solo affermazioni di principio, non c’è una sola riga sui conti, sulle prospettive economiche e via discorrendo, neanche una simulazione di cosa sarebbe potuto accadere se fosse arrivata, ad esempio, BusItalia, Deutsche Bahn o Ratp. Certo, la decisione è politica, ma non si venga a parlare di “libero mercato”.

Lettera "Nuovi autobus - Puzza di gasolio", Corriere dell'Alto Adige, 17 novembre 2016

Lettera “Nuovi autobus – Puzza di gasolio”, Corriere dell’Alto Adige, 17 novembre 2016

 

Leserbrief - Tageszeitung "Dolomiten" - "Und wieder Dieselbusse - Enttäuschend und ärgerlich", 19./20. November 2016

Leserbrief – Tageszeitung “Dolomiten” – “Und wieder Dieselbusse – Enttäuschend und ärgerlich”, 19./20. November 2016

 

FF - Leserbriefe - "Kein gutes Signal" - 47/2016

FF – Leserbriefe – “Kein gutes Signal” – 47/2016

Sasa: tutti la vogliono “in-house”, ma in realtà cosa vuole veramente la Provincia?

29 Ott

Il cosiddetto “atto di indirizzo” del Consiglio Comunale di Bolzano del 25 ottobre, formalizzato nella delibera n. 98/2016, è l’atto formale con cui l’amministrazione comunale bolzanina intende “spingere” la Provincia a creare una società “in-house” per evitare la gara europea della concessione delle linee prevista per il 2017.

Ma la Provincia ne ha veramente intenzione? Oppure questo atto, come quelli dei comuni di Merano e Laives (se n’è parlato al recente vertice fra Bolzano e Laives), è solo un tentativo in extremis per evitare una decisione (forse) già delineata e (forse), di fatto, politicamente già presa? Finora, stando a quanto letto sulla stampa, non pare che la Provincia intenda farlo.

Quali i motivi? Ne trovo uno su cui da anni, ma per la questione della scelta della trazione (pro metano e contro gasolio), sto battendo: il rinnovo della flotta. Si sa che sono ben 48 bus a dover essere sostituiti (forse 4 di meno considerando i 4 bus elettrici per la nuova linea polo tecnologico-centro?).

Il taglio nel bilancio provinciale 2017

Ma c’è una recente notizia che, se la interpreto bene, dà da pensare. Nella bozza di bilancio provinciale per il 2017, presentata di recente, il settore mobilità ha un calo di risorse di ben 29 milioni. Ma non si sa che cosa sia stato tagliato. Di certo è che appare determinante il fatto che la Giunta Provinciale intenda in futuro rimborsare ai futuri nuovi/vecchi concessionari solo una quota di ammortamento per km. Quindi nessun finanziamento diretto per l’acquisto.

Il tutto lo spiega la delibera 289/2016 della Giunta Provinciale (riguardava il contributo per i bus del consorzio Libus):

A fine novembre 2018 scadono le concessioni esistenti per il servizio pubblico di linea. In futuro questi servizi saranno messi in gara e saranno compensati secondo un prezzo unitario determinato a chilometro. In tale prezzo unitario dovrebbero essere compresi i costi per l’acquisto di nuovi autobus. In questo modo, dall’anno 2019, gli offerenti dei servizi dovranno acquistare gli autobus attenendosi ai criteri di qualità previsti dal contratto di servizio senza che vengano erogati da parte della Provincia ulteriori contributi di investimento. Ciò sprona i gestori dei servizi a mantenere in condizioni migliori e più efficienti il proprio parco veicolare.

Ci saranno ancora acquisti di bus finanziati dalla Provincia?

Ma alla fine, in questo periodo ormai di transizione verso le gare, verranno acquistati questi bus? Se verrà fatto come con i bus Libus, quindi con un contributo calcolato solo per la durata residua dell’attuale concessione, Sasa (e quindi i Comuni di Bolzano, Merano e Lavies) non ha di certo i fondi necessari. Si continuerà con bus sempre più vecchi? Come uscirne? Bella domanda…

Anche se, mi sia permesso esprimere questa critica, mi chiedo perché dal 2012 in poi Sasa non abbia previsto il rinnovo della flotta, ma questo ce lo potrebbero dire solamente i vertici di Sasa… ma ne dubito…

Perché non un nuovo concessionario? Ma manca il confronto fra le due ipotesi e mancano i dati da confrontare

Provocatoriamente, un soggetto che non fosse Sasa gestirebbe in modo peggiore o migliore il servizio? Questo aspetto non è mai stato affrontato. Quindi appare ben difficile dire se sia meglio l’attuale società (Sasa) o un altro gestore (privato, pubblico, nazionale o estero che sia). Senza dati e informazioni il confronto oggi non è possibile. Come si possa essere quindi schierati per una o per l’altra ipotesi, questo non lo comprendo proprio.

Per il resto rimando alla mia recente analisi fatta su salto.bz: Sasa, «quo vadis»? Un’analisi

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