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Metrobus Oltradige: neanche la livrea…

19 Apr

Non sarà un gran tema, ma non si era promesso un “tram-look” al Metrobus dell’Oltradige? All’estero si fa proprio diversamente come dimostra l’esempio di Copenhagen.

Articolo pubblicato su salto.bz

Il bus Scania Lion’s City CNG a biometano della linea BRT a Copenhagen
(foto da http://www.mynewsdesk.com/dk/scaniadk)

 

A22 e camion a metano: in attesa delle risposte di Autobrennero (A22)

2 Set

Dopo gli articoli su “Alto Adige” e sul “Trentino” del 20 agosto, di cui ho riferito nel precedente post, i due giornali hanno pubblicato la medesima lettera (sul “Trentino” il 25 agosto, il giorno dopo l'”Alto Adige“) che ho inviato contestando apertamente la presunta inesistenza dei camion a metano affermata dal presidente di A22, Walter Pardatscher e tornando sui consueti temi.

Lettera al giornale "Alto Adige" - 26.8.2015 - "Memoria corta - Le parole di A22 sul metano"

Lettera al giornale “Alto Adige” – 26.8.2015 – “Memoria corta – Le parole di A22 sul metano”

Lettera al giornale "Trentino" - 25.8.2015 - "Memoria corta - Le parole di A22 sul metano"

Lettera al giornale “Trentino” – 25.8.2015 – “Memoria corta – Le parole di A22 sul metano”

Il direttore dell’Alto Adige/Trentino, Alberto Faustini, ha invitato il presidente Pardatscher e l’a.d. Duiella a rispondere. È ormai trascorsa una settimana e sono portato a pensare che non ci sarà nessuna presa di posizione dopo la corbelleria detta dal presidente Pardatscher. Il che mi dà un po’ da pensare sulla competenza in materia del presidente. Essendo nominato e non lavorando gratis (cosa che non cambierà di certo se l’A22 diventasse una società “in house” pubblica), mi sarei aspettato una preparazione decisamente diversa.

Bus a idrogeno: guasti a ripetizione con prototipi costati un occhio della testa… a “Pantalone”

31 Mar

Premesso che guasti ne possono capitare, però… L’articolo qui sotto del “Corriere dell’Alto Adige” del 20.3.2014 probabilmente vale più di qualsiasi considerazione. E pare che non siano i primi guasti di questi bus. che sono oggetto anche di un’interrogazione in Consiglio Provinciale ad oggi rimasta senza risposta.

E torna la domanda: pagare fiori di quattrini (1,1 milioni di Euro a bus!) con fondi pubblici (europei, ma soprattutto, provinciali) per fare le prove su strada per un costruttore privato?

Intanto continuano a circolare su strada a Bolzano vecchi bus Euro 0, come giusto pandant agli ipermoderni bus a idrogeno. Giova ricordare che con i 5,5 milioni di Euro spesi per i cinque prototipi Citaro H2 si sarebbero potuti comprare circa 25 bus a metano che, se fatti funzionare con biometano, avrebbero ottenuto quasi lo stesso risultato in termini di emissioni di CO2. Occorre aggiungere altro?

Forse sì, che la testardaggine e, mettiamoci pure, l’ottusità di certe decisioni è palese. Ovviamente solo coloro che hanno preso queste decisioni, con una notevole dose di NON trasparenza (è assai utile ricordalo), continueranno a giustificare con fantasmagoriche arrampicate sugli specchi tale iniziativa. Ne riparleremo di certo a fine progetto quando questi autobus rimarranno sul groppone a Provincia, STA, IIT, Sasa e compagnia cantante. Che magari poi si inventeranno di comprarne altri per giustificare i 15,6 milioni di Euro spesi (= gettati al vento), 10 da parte di Autobrennero + altri 800 mila per un distributore INUTILE per auto H2 e 5,6 da parte della Provincia, per la centrale di idrogeno di Bolzano Sud.  Un inciso a futura memoria.

CorriereAltoAdige_Bolzano_guastobusidrogeno_20032014

“Autobus a idrogeno in panne – Intervengono i vigili urbani” – Corriere dell’Alto Adige, Bolzano, 20 marzo 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Nuovi bus SAD: la sola rifilata con i bus a gasolio (2) – Neue Sad-Busse: die Mogelpackung der Dieselbusse (2)

22 Feb

Lettera pubblicata il 21 febbraio 2014 su il “Corriere dell’Alto Adige”.

Leserbrief, der am 21. Februar 2014 in der Tageszeitung “Dolomiten” veröffentlicht wurde.

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus - Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (foto da/von www.provincia.bz.it/usp - Thomas Ohnewein)

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus – Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (Foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp – Thomas Ohnewein)

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Alcuni nuovi Mercedes Citaro a gasolio della SAD – Einige neue Mercedes Citaro mit Dieselantrieb der SAD (Foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp)

Nuovi bus SAD: la sola rifilata con i bus a gasolio – Neue Sad-Busse: die Mogelpackung der Dieselbusse

20 Feb

Ecco, gran pavese per i bus della SAD con il comunicato emesso dalla Provincia di Bolzano. Altro che bus verdi, un bel colore “green” per far credere di aver fatto il grande sforzo di aver rinnovato la flotta dei bus di SAD e Sasa. Invece, diciamola tutta, hanno scelto bus a gasolio perché hanno dovuto sostituire un gran numero di bus vetusti visto che negli anni scorsi si sono “scordati” di rinnovare progressivamente le flotte visto che si era privilegiato il finanziamento dei treni provinciali. Col risultato più semplice: prendere bus a gasolio.

Ma ecco la sola: il 23 agosto 2011 si parla di “160 bus a metano in arrivo. Chi scrive queste righe ha chiesto conferma per ben tre volte alla Sad, MAI avuto un riscontro, quindi si può partire dal presupposto che quel dato fosse stato fornito. Poi la ben nota serie di dati, smentiti poi in seguito, con cui si è certo di giustificare la scelta del gasolio, una volta appurata che quella era la scelte e non quella annunciata sul giornale e per “tirare la volata” ai fantasmagorici e costosissimi bus a idrogeno.

Al di là degli aspetti ambientali, catastrofale la conseguenza diretta visto che tali bus a gasolio non potranno usare né il biometano, né eventualmente le miscele metano-idrogeno (idrometano), la sola si concretizza ulteriormente nei costi del carburante. Una recente ricerca di Trentino Trasporti, vedasi sotto, dice chiaramente che un bus a gasolio costa oltre il doppio in carburante che un bus  metano. Altro non c’è proprio da dire se non riportare quello che è scritto in merito al trasporto pubblico locale nel piano clima “Energia-Alto Adige-2050”: ” Entro il 2025 nelle zone urbane saranno utilizzati unica-mente veicoli del TPL a zero emissioni (azionamento elettrico, a idrogeno, a metano) e anche nel trasporto extra urbano sarà rafforzato l’impiego di simili tecnologie, procedendo poi alla sostituzione totale della flotta di veicoli entro il 2050.”

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welcher der günstigste ist.

Ultima cosa: come immaginavo, il famoso “Metrobus” in salsa bolzanin-caldarese è un semplice bus a 18 metri, ovviamente diesel, che nulla ha a che fare con i Metrobus di Nantes e di Nancy che peraltro sono a metano.

Ecco il tanto Metrobus dell'Oltradge: neint'altro che un normale bus a gasolio di 18 metri con i colori del logo turistico Alto Adige - Südtirol. Und endlich der Metrobus, nichts anderes als ein gewoenlicher 18-Meter-Bus mit Dieselantrieb und Südtirol -Tourismuslogo. (Fonte: www.provincia.bz.it/usp)

Ecco il tanto decantato ed annunciato Metrobus dell’Oltradge: nient’altro che un normale bus a gasolio di 18 metri Mercedes Citaro con i colori del logo turistico Alto Adige – Südtirol. Und endlich der Metrobus, nichts anderes als ein gewöhnlicher 18-Meter-Bus Mercedes Citaro mit Dieselantrieb und mit Südtirol-Tourismuslogo. (Fonte: http://www.provincia.bz.it/usp)

Na ja, wie schön: immer noch Dieselbusse. Komplimente. Niemand erinnert sich aber, dass SAD-GD und Geschäftsführer Maccioni im August 2011 über den Ankauf von 160 Erdgasbussen gesprochen hat. Dies hat er nie dementiert trotz meiner Anfragen.

Und jetzt kam heraus, wie viel hätte man sparen können, wenn man Erdgasbusse gekauft hätte: siehe meinen Leserbrief in den Dolomiten vom 13. Februar: wo ich die Daten der Recherche von Trentino Trasporti veröffentlicht habe. Selbstverständlich hat niemand dagegen reagiert, wie immer “offizielle” Funkstille seitens der SAD und des Landes.

Man hat die ganze Wasserstoffbus-Angelegenheit hoch-gepumpt (über diese Geldverschwendung könnte man Bücher schreiben…) und diese (1,1 Mio. € pro Stück) sind des öfteren auch außer Betrieb. Super, man hat Prototypen gekauft (!) und die öffentliche Hand hat dafür bezahlt! Wirklich schlau. Aber was macht man nicht, um eine “Green region” zu sein!

Wie bei den 41 neuen Sasa-Bussen, auch bei der SAD hat man dann die einfachste Lösung für die neuen Busse gewählt. Natürlich werden dann die Steuerzähler die Dieselkosten tragen werden. Wie ich bereits mehrmals geschrieben habe: Null-Strategie, man wollte nur beim Ankauf kräftig sparen, aber die Dieselrechnung werden wohl die Steuerzahler zahlen müssen.

Und wohlgemerkt alles im Gegensatz zur Strategie “Klimaplan Energie Südtirol 2050”). Vielleicht haben einige Landesstellen die Seite 40 gar nicht gelesen: “Fahrzeuge des ÖPNV in innerstädtischen Einsatzgebie-ten werden innerhalb 2025 zur Gänze auf emissionsarme Antriebssysteme (Strom, Wasserstoff, Methan) umge-stellt. Auch im Überlandverkehr werden verstärkt solche Technologien eingesetzt. Dort sollte die Fahrzeugpalette innerhalb 2050 vollständig umgestellt sein.”

Ecco un "vero" Metrobus, qui un Iveco Crealis a metano per il servizio Stanway a Nancy.  Hier ein Beispiel eines "wahren" Metrobus, einen Iveco Crealis mit Erdgasantrieb fuer den Stanway in Nancy. (da/von www.iveco.com)

Ecco un “vero” Metrobus, qui un Iveco Crealis a metano per il servizio Stanway a Nancy. Hier ein Beispiel eines “wahren” Metrobus, einen Iveco Crealis mit Erdgasantrieb für den Stanway in Nancy. (da/von http://www.iveco.com)

Autobus a metano/biometano, perché a Bolzano no? – Erdgas-/Bioerdgas-Busse, wieso nicht in Bozen?

19 Nov

Mentre si stanno celebrando i fasti della nuova era dell’idrogeno a Bolzano con il contorno di 41 nuovi autobus a gasolio (ma questo non lo si dice), esempi di come autobus a metano vengano riforniti con biometano allo scopo di ridurre quasi a zero le emissioni di CO2 ce ne sono sempre di più. Cito due esempi significativi, da una parte i nuovi Mercedes Citaro a metano della cittadina danese di Fredericia, dall’altra i Man a metano che prenderanno servizio nella contea norvegese di Østfold (che comprende le città di Sarpsborg).

In ambedue i casi gli autobus nuovi a metano/biometano sostituiscono vecchi a gasolio. Quindi, perché in due Paesi che sono da anni votati all’idrogeno e alle auto elettriche sì, qui a Bolzano no?

Con buona pace di tutti i bei discorsi di ieri sui bus a gasolio e di oggi sui bus a idrogeno, ma ai dirigenti di Sasa, Sta, Provincia, ecc. questi trend erano evidentemente sconosciuti. E dire che bastava dare un’occhiata al web…

Uno dei nuovi autobus a metano presso il distributore di biometano a Sarpsborg - Einer der neuen Erdgasbusse an der Bioerdgastankstelle in Sarpsborg (Foto: www.sarpsborg.com)

Uno dei nuovi autobus a metano presso il distributore di biometano a Sarpsborg – Einer der neuen Erdgasbusse an der Bioerdgastankstelle in Sarpsborg (Foto: http://www.sarpsborg.com)

Während man sich in Bozen über die H2-Bussen freut, scheint man in anderen teilen Europas viel konkreter zu sein. Zwei Beispiele zeigen wie man alte Dieselbusse nicht mit neuen ersetzt sondern mit Erdgasbusse, die mit Bioerdgas betankt werden mit dem Ziel die CO2-Emissionen fast zu annullieren. Na ja, also als ich mehrmals behauptet habe, dass die alten Sasa-Busse durch Erdgasbusse als mit neuen Dieselbussen zu ersetzen gewesen wären, scheint also nicht so eine weit entfernte Idee. Das ist in Fredericia (Dänemark) passiert, wo 11 neue Mercedes Citaro Erdgasbusse alte Dieselbusse ersetzt haben, sowie in der Østfold-Region  (Norwegen) wo 97 alte Dieselbusse durch neue Man Lion’s City mit Erdgasantrieb ersetzt worden sind.

Wohlgemerkt, das fand in zwei Ländern statt, wo Wasserstoff und elektrische Autos seit Jahren hochaktuell sind. Aber das konnte scheinbar in Bozen nicht passieren, wieso?

Viel wurde schön geredet über die neuen Dieselbussen von Bozen, heute über die H2-Busse, aber scheinbar waren die Entscheidungsträger der Sasa, STA, des Landes, usw. nicht in der Lage diese Trends im Ausland zu erkennen. Es wäre sehr einfach gewesen, d.h. ein bisschen im Web nachzuschauen…

I nuovi Mercedes Citaro a metano della Sydtrafik della città danese di Fredericia – Die neuen Mercedes Citaro mit Erdgasantrieb der Sydtrafik im dänischen Fredericia . (Foto da/von http://www.sydtrafik.dk)

Arrivano i bus a idrogeno di Provincia-STA-Sasa-IIT-ecc. … la consueta presa in giro!

18 Set

Giusto come un omaggio al post-ferragosto, grande rilievo alla notizia dei bus a idrogeno il 18 agosto sul “Corriere dell’Alto Adige” e sul “Corriere del Trentino” (pubblicato pure sul “Corriere A.A.).

Una bella sviolinata senza ovviamente mai rispondere o prendere posizione, neanche lontanamente, alle tematiche da me sollevate.

Magari il direttore della Sasa avrebbe potuto spiegare come mai prendere in carico questi iper-costosi bus a idrogeno comprati dalla Provincia di Bolzano per il tramite della STA per il “brillante” progetto europeo Chic sostenuto dall’IIT e dall’altra aver perorato la scelta di 41 autobus a gasolio, peraltro con argomentazioni un po’… così, ma ne abbiamo parlato fin troppe volte qui su questo blog.

I cittadini di Bolzano saranno contenti: ben 5, diconsi 5, autobus a idrogeno, dall’altra 41 autobus a gasolio, il resto della flotta sempre più vetusto… e nessuno dice nulla. Complimenti vivissimi.

In merito ho spedito alla redazione del “Corriere dell’Alto Adige” la sottostante lettera il 27 agosto e, visto che non è stata pubblicata, rispedita il 12 settembre. Finora non è stata pubblicata…

Leggo dal Corriere del 18 agosto che i bus a idrogeno sono definiti come “sfida entusiasmante”. I bus a idrogeno in realtà li definirei come una costosa presa in giro. Non si finisce, infatti, mai di leggere di questi fantasmagorici mezzi, soprattutto è curioso che si sorvoli sempre sui costi di quest’operazione essendo palese che l’unico obiettivo è quello di farsi nominare “regione green”, una vera patacca per nascondere sotto il tappeto una realtà che è ben differente. Ci si dimentica, ad esempio, che questi bus costeranno 9 milioni di Euro alle casse pubbliche locali ed europee, anche se pare siano compresi i costi del personale e di gestione. Sta di fatto che costano sempre uno sproposito. Non si hanno dati di quanto costerà un pieno rispetto ai bus a gasolio e a metano e quali saranno i costi di gestione effettivi. Inoltre si tratta di una “piccola serie provvisoria” di bus, come si legge dalla presentazione del rappresentante del costruttore al prossimo convegno di Klimamobility, dunque con soldi pubblici si pagherà la sperimentazione del produttore. Se i costi di produzione rimarranno tali, si sussurra cinque volte un bus normale, è evidente che, finito l’esperimento e se tali bus saranno ancora marcianti dopo cinque anni, rimarranno sempre e solo cinque. Poi la centrale d’idrogeno, 16 milioni di Euro, di cui 10 spesi dall’A22 per rifornire bus che circoleranno a Bolzano ma mai sull’autostrada e bisognerebbe spiegarlo un po’ agli azionisti di Autobrennero ed agli utenti (che continuano peraltro ad attendere ben più concretamente le colonnine di metano del progetto varato dal CdA nell’ormai lontano 2007), per una struttura che, stando alle informazioni di A22 reperite sul web, doveva essere già pronta nel 2011 mentre ora si parla, se va bene, dell’estate del 2014. Impianto che rifornirà i 5 bus ma con una capacità teorica per ben 25 bus o 1000 auto, che oggi semplicemente non esistono. A Brugg in Svizzera si è realizzato un impianto solo per i cinque bus del progetto europeo Chic spendendo 1,8 milioni di Euro. Perché si sia sviluppata una centrale così sovradimensionata a Bolzano non lo si capiva già anni fa e non lo si comprende a tutt’oggi. Sì, perché del tanto annunciato sviluppo dell’auto a idrogeno, a parte costosi prototipi o modelli in serie limitatissima, non si è realizzato finora un bel nulla nonostante tanti roboanti e fin troppo ottimistici annunci. C’è poi da chiedersi chi pagherà i rifornimenti mobili della Linde, indicati nell’articolo, e dubito fortemente che si tratti del tanto decantato “idrogeno verde” prodotto da fonti rinnovabili. Sui costi si glissa sempre e ad oggi non è calcolabile il costo complessivo di quest’avventura H2 in un intreccio inestricabile fra IIT, Provincia, Sasa e STA (nonostante l’importanza di questa società, il suo scarno sito web da tempo è offline…). Il tutto con il paradosso che, se da una parte si spende e spande per questi mirabolanti bus che “azzerano le emissioni”, dall’altra però è bene ricordare che si sono rifilati ai bolzanini ben 41 bus rigorosamente a gasolio, giustificando la scelta con informazioni del tutto parziali e incomplete, per non dire altro, quando poi l’interesse era alquanto evidentemente puntato solo al massimo risparmio all’atto dell’acquisto. Un grave errore strategico commesso di recente da tante aziende del tpl, guarda caso pure a Milano che a sua volta ha speso 9,9 milioni di Euro per soli 3 bus a idrogeno per il progetto Chic e relativa stazione di rifornimento ma che acquisterà ben 250 nuovi bus… a gasolio! Stessa deleteria scelta per il Metrobus, con bus che si afferma già acquistati ma che non si sono mai visti, gara d’acquisto compresa, quando in Francia il Metrobus di Nantes, visionato in loco dalla delegazione provincial-comunale qualche tempo fa, e lo Stanway di Nancy sono a metano e nessuno pare essersene accorto. Con il solo costo della centrale di Bolzano Sud e dei bus H2 si sarebbero potuti comprare oltre 110 bus a metano con riduzione quasi a zero degli inquinanti e che, se riforniti con biometano, avrebbero azzerato quasi del tutto le emissioni di CO2. Mi chiedo in conclusione quando mai chi di dovere si metterà a ragionare su questi dati, peraltro da me più volte indicati ma che sono sempre caduti in un (imbarazzato?) silenzio.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

E vai con lo spreco: 9,9 milioni di Euro per tre bus a idrogeno e stazione di rifornimento!

28 Lug

Ecco, notiziona estiva per lo spreco H2 in salsa meneghina: arrivano gli autobus a idrogeno per una “svolta antismog”.

La cosa impressionante sono i costi (sempre dall’articolo) visto che il «pacchetto H» è costato in tutto 9,9 milioni di Euro:

800.000 Euro da parte di ATM
3,5 milioni la UE
4,2 regione Lomabrdia
1.4 Comune di Milano

Fra l’altro i tre MB Citaro a idrogeno (5,4 milioni di Euro riprendendo il costo unitario di Bolzano e di Brugg, il resto probabilmente per la stazione di rifornimento…) sono dei modelli preserie e legittimamente viene il dubbio di chi sia l’effettivo beneficiario di questa spesa mostruosa…

Ecco, per 9,9 milioni di Euro si potevano comprare una QUARANTINA di autobus a metano e, facendoli andare a biometano, si riducevano le emissioni di CO2 del 90% circa. E comunque col metano “normale” già c’era un risparmio dal 10 al 20% delle emissioni di CO2, sorvolando, ma mica tanto, poi sulle estreme basse emissioni di NOx, CO e HC e zero particolato.

E fra l’altro di certo a Milano, anche se nell’articolo non lo si scrive, l’idrogeno sarà ricavato dal metano, sai che trovata!!!

Domanda: a chi giova tutto ciò? Per avere una patacca “green” da appore sui vari siti internet di chi ha finanziato il progetto?

Uno dei tre bus a idrogeno di ATM del progetto europeo Chic. (Fonte: ATM)

Uno dei tre bus a idrogeno di ATM del progetto europeo Chic. (Fonte: ATM)