Tag Archives: metano liquido

Sadobre a Campo di Trens (Bz): metano liquido, inaugurazione e assenze

20 Ott

Distributore LNG alla Sadobre a Campo di Trens con l’assenza di Provincia e A22, forse per quanto non fatto negli ultimi dieci anni? E poi il nuovo piano di A22…

Intervento pubblicato su salto.bz

Immagine dell’impianto durante la cerimonia di inaugurazione del 19 ottobre 2018. (© foto di Michele De Luca)

Il folto pubblico di operatori del trasporto pesante presente all’inaugurazione. (© foto di Michele De Luca)

 

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Camion, inquinamento e il nulla di fatto

15 Feb

In pianura padana le aziende di trasporto si spostano sui nuovi camion a GNL, qui da noi si fa finta di nulla? “Strategie” solo di lungo termine ma senza quelle a breve?

Intervento pubblicato su salto.bz

Il distributore L-CNG di Brembate (Bergamo) inaugurato il 9 febbraio 2018. Impianti simili se ne stanno aprendo di continuo ma nell’Euroregione Tirolo – Alto-Adige – Trentino (ma pure nella Germania meridionale) ad oggi non c’è ancora nulla di tutto questo.  (© Michele De Luca – tutti i diritti riservati)

Trattrici a GNL che viene stoccato in serbatoi criogenici. Equipaggati con due serbatoi, l’autonomia è di ben 1.600 km. (© Michele De Luca – tutti i diritti riservati)

Sasa “in-house”, ma ora come si va avanti?

29 Ott

Dopo l’approvazione pro entrata Provincia, come sta Sasa? Malissimo per la flotta, ancor peggio il rinnovo di cui NON si parla. E l’inquinamento… e la politica assente…

Approfondimento pubblicato su salto.bz

(…) Consiglio allora di ascoltare la relazione dell’ing. Andrea Bottazzi (dal minuto 8’10”), direttore direttore manutenzione mezzi di Tper (Trasporto Persone Emilia Romagna) al recente convegno tenutosi a Bologna il 29 settembre scorso. Si senta cosa dice l’ing. Bottazzi sui bus a gasolio (dal minuto 26’44”). Il suo intervento di circa 20 minuti dovrebbe finalmente chiarire a molti che quello che si sta facendo qui da noi nella “provincia green” con i massicci acquisti di bus a gasolio è semplicemente… fuori dal tempo.(…)

Per chi volesse approfondire la tematica del tpl e delle trazioni alternative, il video della prima parte del convegno del 29 settembre 2017 a Bologna.

 

Alto Adige: le ‘capriole’ sui carburanti alternativi

11 Ott

Rispondere “fischi per fiaschi” sui carburanti alternativi dimostrando di non avere una strategia complessiva. A questo punto è ormai chiaro che qualcosa proprio non va.

Intervento pubblicato su salto.bz

(da East Bay Clean Cities – Pixabay )

Due impianti di rifornimento di metano liquido, a sinistra quello di Padova Interporto con il serbatoio criogenico montato verticalmente e quello di Castel San Pietro Terme (Bo) con serbatoio montato in orizzontale. (da Interporto Padova e Ham Italia)

Autobrennero (A22): metano, finalmente la risposta, ma bisogna essere sempre bollati come “polemici” e come “critica immeritata” quando si chiede chiarezza e si evidenziano contraddizioni?

7 Set

Con velocità a tratti sorprendente l’A22 ha risposto, parzialmente beninteso, alla mia lettera di cui al precedente post ma solo su sollecito del direttore dell’Alto Adige, Alberto Faustini.

A22 Autobrennero

Ebbene, mi attendo dai vertici di A22 completezza e trasparenza dell’informazione, la società è privata ma di proprietà quasi pubblica di enti di cui sono cittadino e con vertici di nomina in sostanza pubblica, a maggior ragione se dovesse diventare “in house”. Sul tema erano anni che attendevo risposte, anche come utente (pagante) di Autobrennero (e come tanti altri utenti), e che hanno risposto solo su Sua richiesta. Per inciso, le informazioni fornite non ci sono sul sito dell’A22, né sono mai state fornite dai vertici di A22 e non credo nemmeno alle conferenze stampa annuali o alle assemblee dei soci.

Quindi quando viene scritto di “polemica” e di mia “critica immeritata”, alla A22 si dovrebbe pensare invece di migliorare la comunicazione esterna perché le notizie dell’autunno 2007 (!) hanno creato molte e forti aspettative fra chi guida mezzi a metano. Se si fossero fornite queste informazioni regolarmente, anche dei ritardi dovuti soprattutto alla scadenza della concessione, di certo non avrei scritto tante volte.

A voler “fare le pulci”, diciamocela tutta:

–        apprendo ufficialmente, notizia positiva, che verrà realizzato l’impianto a Nogaredo Ovest ma dico anche: era ora!
–        la decisione della rete di distributori di metano (e gpl) è stata presa dal CdA di A22 il 19.10.2007, come riferirono i media, strano che ci siano voluti poi ben due anni per arrivare ad uno studio di fattibilità;
–        nessuna risposta sulla problematica dell’inquinamento, né sull’aver evidenziato che il presidente Pardatscher non era al corrente dei camion a metano, né degli allacciamenti per i futuri distributori di metano della società che egli presiede;
–        nessuna risposta sulla tematica del metano liquido (LNG) per i camion e della mancata partecipazione ai progetti UE dei “Blue corridor”;
–        nessuna risposta sul fatto che non si è previsto che i camion a metano (CNG) potrebbero rifornirsi nella futura rete di distributori prevista e relative conseguenze visto che i distributori sono stati messi o saranno probabilmente installati dove si riforniscono le auto.

Non nascondo che sono fortemente preoccupato a leggere che si vuole trasferire ai futuri subconcessionari delle aree di servizio la realizzazione dei distributori di metano, c’è il concreto rischio che non si realizzino mai. Non ne comprendo il motivo quando per l’idrogeno a confronto “non si è badato a spendere”.

Punto finale: se i vertici di A22 e relativi uffici di competenza sono stati spesso presi in contropiede da un cittadino più informato di loro, se ne dovranno pur fare una ragione. Ma a quel punto mi chiedo dove stia la loro autorevolezza e, soprattutto, competenza in tale specifico ambito. Questione che, come cittadino e, torno a ripetere, utente pagante, ritengo rilevante e non di secondo piano.

Non si possono, infatti, creare aspettative di rilievo, visto che il piano di distributori di metano era ed è ambizioso e lo riconosco, ci mancherebbe altro visto che nessun’altra autostrada italiana ha mai preso una decisione del genere. Ma sono  per l’appunto trascorsi ormai parecchi anni dal 2007. E che non si sono considerati gli sviluppi del trasporto pesante a metano GNC e GNL.

Ecco quindi la risposta di A22 pubblicata il 4 settembre 2015:

AltoAdige_Lettere_risposta_A22_04092015

P.S. riguardo al distributore di Nogaredo Est, ecco cosa succede in una giornata di forte traffico alla colonnina di metano. (riporto quanto ho inserito sulla mia pagina FB il 30 agosto 2015)

La fila al distributore di metano di Nogaredo Est il 30 agosto 2015 ale ore 12.39, con inspiegabilmente uno dei due erogatori non disponibile.

La fila al distributore di metano di Nogaredo Est il 30 agosto 2015 ale ore 12.39, con inspiegabilmente uno dei due erogatori non disponibile.

Questa la situazione al distributore di metano sulla A22 a Nogaredo Est il 30 agosto 2015 alle 12:49. Una fila che avrebbe comportato almeno 30/40 minuti di attesa.
Non comprensibile perché dei due erogatori, uno non veniva utilizzato e l’accesso impedito con dei coni, nonostante ci fosse la luce verde accesa sul lato chiuso della colonnina.


Ammetto di non averlo chiesto all’addetto, perché di certo avrei avuto un tono piuttosto alterato e, infatti, me ne sono andato via come molte altre auto a metano.
Ovviamente NESSUNA indicazione di problemi al rifornimento sui pannelli a messaggio variabile di questo servizio “a mezzo servizio” ma non è certo una novità.
Certo, c’era molto traffico ed era da attendersi un po’ di fila, ma questo è l’ennesimo disservizio di tale area di servizio (che fra il resto è alquanto fatiscente). Tenuto conto che sono, come tutti, utente dell’A22, nonché cittadino degli enti azionisti come Comune di Bolzano, Provincia di Bolzano e Regione TAA, mi piacerebbe che il presidente Pardatscher, l’a.d. Duiella e il direttore tecnico Costa rispondessero visto che l’impianto del metano E’ dell’A22.

Con buona pace di coloro che in provincia di Bolzano come in quella di Trento hanno puntato tutto sull’idrogeno. Se non si è capaci di garantire rifornimenti veloci e capillari per gli attuali carburanti alternativi, voglio proprio vedere per le altre alternative in futuro.Tante chiacchiere, assai poco costrutto, zero strategie: questa è la realtà oggi.

P.S. Se avessi scritto questo post qualche ora fa, avrei dovuto riempirlo di asterischi per coprire gli improperi che mi ballavano in testa.

P.S. n. 2: perché non si montano gli erogatori europei NGV1 in modo tale da poter rendere possibile il self-service? Lo prevedeva il D.M. 11.9.2008, lo prevede l’attuale D.M. 31.3.2014.

A22 e camion a metano: in attesa delle risposte di Autobrennero (A22)

2 Set

Dopo gli articoli su “Alto Adige” e sul “Trentino” del 20 agosto, di cui ho riferito nel precedente post, i due giornali hanno pubblicato la medesima lettera (sul “Trentino” il 25 agosto, il giorno dopo l'”Alto Adige“) che ho inviato contestando apertamente la presunta inesistenza dei camion a metano affermata dal presidente di A22, Walter Pardatscher e tornando sui consueti temi.

Lettera al giornale "Alto Adige" - 26.8.2015 - "Memoria corta - Le parole di A22 sul metano"

Lettera al giornale “Alto Adige” – 26.8.2015 – “Memoria corta – Le parole di A22 sul metano”

Lettera al giornale "Trentino" - 25.8.2015 - "Memoria corta - Le parole di A22 sul metano"

Lettera al giornale “Trentino” – 25.8.2015 – “Memoria corta – Le parole di A22 sul metano”

Il direttore dell’Alto Adige/Trentino, Alberto Faustini, ha invitato il presidente Pardatscher e l’a.d. Duiella a rispondere. È ormai trascorsa una settimana e sono portato a pensare che non ci sarà nessuna presa di posizione dopo la corbelleria detta dal presidente Pardatscher. Il che mi dà un po’ da pensare sulla competenza in materia del presidente. Essendo nominato e non lavorando gratis (cosa che non cambierà di certo se l’A22 diventasse una società “in house” pubblica), mi sarei aspettato una preparazione decisamente diversa.

Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (2)

24 Giu

Riprendo il commento alla trasmissionePasspartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Rammento che il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (non c’è, infatti, un link diretto).

Al minuto 32’50” di parla di “conversione dell’Autobrennero all’idrogeno. Tutto bene, tutto ecologico, solo che sommessamente mi chiedo come mai dall’autunno 2007 non si siano ancora realizzato il programma di ben dodici distributori di metano, che ben si rivolge ad una platea di utenti molto più ampia di quella a idrogeno (10 auto in circolazione…). Solo tre sono in esercizio: i due ormai storici di Campogalliano Ovest ed Est, a cui si è aggiunto Nogaredo Est da dicembre 2013. E il resto? Sul perché sia slittato di anno in anno tale programma non si sa nulla, si presume per la questione del rinnovo della concessione alla A22, se non che il nuovo (e per ora ultimo) calendario vede il protrarsi del progetto fino al 2018, notizia che si è ricavata dalla risposta ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale. Ad oggi, questo calendario non si trova da nessuna parte sul sito web di Autobrennero, anzi pare essere del tutto sparito con il nuovo sito.

L'articolo della Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

L’articolo della Neue Südtiroler Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

Non solo, ho i miei grossi dubbi se tali impianti sono agibili per i camion. Sì, perché ne cominciano a circolare. E taciamo pure del fatto che l’A22 non ha fatto, per quanto a mia conoscenza, nulla per il metano liquido (GNL) che darebbe un contributo notevole a ridurre l’inquinamento prodotto da camion, vera piaga della A22. Eppure bastava osservare gli sviluppi della materia sul web ma si sa che “non si vogliono avere camion che portano metano liquido su e giù per l’autostrada”, come mi fu riferito un paio d’anni fa. Camion questi che già funzionano a metano o con miscela metano-gasolio (DDF). Se, come afferma l’a.d. Walter Pardatscher “l’A22 ragiona in termini di energie alternative”, perché quanto ho appena scritto non si affronta? Poi si parla di colonnine elettriche in autostrada, ma per quante vetture circolanti? Insomma, sembra che A22 abbia solo lo sguardo volto verso un futuro a idrogeno ed elettrico, peraltro neanche tanto sicuro, ma le altre alternative, assai più concrete e attuali, paiono rimanere per strada. “Ci piace molto il ragionamento dell’idrogeno” e “cerchiamo di dare una spinta”. Posso capire, va bene, ma 5 milioni di € circa per gli edifici della centrale di Bolzano Sud, più altri 800mila € per il distributore H2… non è che ci si è troppo sbilanciati per una sola alternativa? E temo che questi mezzi siano stati sottratti alla realizzazione dei distributori di metano, purtroppo. O.K. che le auto H2 sono oggi “realtà”… però a che prezzi? E senza una rete di distribuzione. Ma questo aprirebbe una parentesi troppo ampia.

L'intervista all'a.d. di A22, Pardatscher.

L’intervista all’a.d. di A22, Walter Pardatscher.

Sulle affermazioni al minuto 38’30” di Ezio Zermiani che “per Jean Todt entro il 2020 avremo 16 milioni di auto a idrogeno in Europa”, mi permetto proprio di dubitarlo. Se guardiamo alle roboanti affermazioni, a livello di ubriacatura mediatica, sulle prospettive di sviluppo del mercato delle auto elettriche negli anni passati (es. un Motor Show a Bologna in cui sembrava che nel giro di pochi anni le auto EV sarebbero state dappertutto…) e vediamo cosa ne è venuto fuori oggi, personalmente starei un po’ cauto a fare o riportare simili dichiarazioni ultra-ottimistiche Ne riparleremo fra cinque anni per vedere chi aveva indovinato in queste che non sono altro che previsioni.

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle "16 milioni di auto a idrogeno nel 2020".

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle “16 milioni di auto a idrogeno nel 2020”.

Interessante l’aspetto del carsharing. Forse l’informazione che è mancata era che le VW Up! a disposizione sono a metano. Sulle Up! elettriche, giusto un confronto di prezzi: quella metano costa da 13.750 €, quella elettrica da 27.150 € …  Ci meravigliamo poi della scarsa diffusione delle auto EV…

carsharing Rai Tre Alto Adige

L’intervista alla responsabile del carsharing, Cristina Larcher.

Dal minuto 46’15” si passa a parlare di mobilità elettrica con i rappresentanti di Aew e Sel, settore in cui le due società fusionande si sono affacciate solo di recente (ma che non hanno fatto nulla negli scorsi anni per il metano, come ho evidenziato poco tempo fa). A parte le caratteristiche delle offerte e dei punti attuali di ricarica, appare opportuno evidenziare la dichiarazione dell’ing. Massimo Minighini di Aew e che “la rete di ricarica va, deve andare di pari passo con l’aumento del parco veicoli elettrici” e che “non ha senso realizzare colonnine dappertutto che poi non vengono utilizzate”. Il conduttore ha evidenziato con la domanda “prima l’uovo o la gallina” tale paradosso a cui il rappresentante di Sel, Sergio Fedele, ha detto che serve una “rete minima” anche se c’è da chiedersi con quanti punti. E’ lo stesso dilemma per gli altri carburanti alternativi, come il metano o l’idrogeno: se c’è la rete i veicoli si comprano e viceversa. Semmai, nonostante il tamburo battente pro auto elettriche da anni, in provincia di Bolzano risultano solo 100 auto EV con una prospettiva di arrivare al 2020 a 1.000. A mio avviso un bel ridimensionamento rispetto a tante previsioni “sparate” negli anni passati, anche a livello locale.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell'intervista sulla mobilità elettrica.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell’intervista sulla mobilità elettrica.

Emblematica la sottostante immagine: si tratta della Opel Ampera (alias Chevrolet Volt), auto Erev (auto elettrica con motore che ricarica la batteria una volta che questa sia vuota), con cui Aew e Sel fanno p.r. per la mobilità elettrica. Come già per altre due auto apparse in trasmissione (Th!nk e Renault Fluence Z.E.) pure la Ampera/Volt è entrata nel novero delle auto “cessate”, almeno in Europa visto che il nuovo modello verrà venduto solo in Nordamerica e… chissà mai perché…

La Opel "Ampera" di Aew e Sel, peccato che... ne sia cessata la produzione e che non verrà più' venduta in Europa.

La Opel “Ampera” con i loghi di Aew e Sel, solo che… ne è cessata la produzione e che non verrà più’ venduta in Europa.

La trasmissione poi è proseguita senza ulteriori episodi da commentare.

Ecco, piacerebbe che magari anche qualche “voce critica” o “voce informata” indipendente venisse pure ascoltata in tali occasioni. Beninteso, l’obiettivo di informare su temi importanti della mobilità per l’oggi e il domani è stato centrato. Forse soffermarsi anche con qualche dato che avesse fatto da contraltare a talune voci fin troppo entusiastiche, a mio avviso avrebbe anche concretizzato la trasmissione. Altrimenti si rischia col finire con il solito assunto che “siamo i più bravi” e che siamo “l’ombelico del mondo”, brutto vizio assai provincialotto.

 (2 – fine)

Idrogeno: il silenzio sul progetto del distributore per auto da 800mila Euro a Bolzano Sud

18 Feb

Questo il testo di una lettera finora non pubblicata dai media locali a commento dell’articolo uscito sul giornale “Alto Adige” il 2 febbraio 2014, quindi ognuno si faccia pure una propria idea su questo progetto a cui la nuova Giunta Provinciale ha dato il proprio assenso con la criptica delibera n. 50 del 28 gennaio scorso:

“Leggendo l’articolo di domenica, 2 febbraio, sulla centrale e sul distributore di idrogeno di Bolzano Sud non c’è che da rimanere sbigottiti. Si snocciolano dati, previsioni, numeri che sono basati su di una realtà che, però, oggi non esiste e non si sa quando e, soprattutto, se si avvererà. “Rifornimenti di idrogeno con benefici per l’ecosistema” e poi “necessità di realizzare una rete capillare di distributori”. Bello, peccato che non ci sia un solo mezzo di serie prodotto, ci sono solo i costosi prototipi dei bus H2 del progetto Chic pagati con i soldi dei contribuenti locali ed europei. Di auto neanche a parlarne salvo qualche miniserie dai costi spropositati tanto che si danno in leasing e in perdita per chi le costruisce, di camion neanche a parlarne. Quindi cosa sono i “700mila litri di benzina risparmiati” di cui all’articolo? Poi la ciliegina del distributore, questa sì uno schiaffo. A me risulta che una colonnina che eroga idrogeno nell’impianto c’è già, quindi che necessità c’è di spendere ben 800mila € per un ulteriore impianto di erogazione che andrà a rifornire auto oggi inesistenti e per chissà quanto ancora? Parlare di 720 e poi di 1080 veicoli da rifornire adesso fa sinceramente arrabbiare. Perché il tutto è una colossale presa in giro per chi oggi invece realmente cerca di inquinare meno visto che chi viaggia a metano attende dal 2007 la realizzazione dei punti di rifornimento, e solo Nogaredo Est ha aperto a fine dicembre, peraltro andando a risparmiare qualche migliaio di Euro avendo preferito installare erogatori italiani non adatti al self-service! La cosa che fa davvero inviperire è che si siano già realizzati 8 dei 12 punti di allaccio ai metanodotti, ma la realizzazione dei distributori è ulteriormente slittata in là fino a fine 2016.
Che si stia facendo il passo assai più lungo della gamba lo dimostra la rete di 27 distributori di metano in Tirolo e da lì si capisce che razza di strategia strabica, se mai esiste poi, si sta seguendo in provincia di Bolzano. E di quali “dieci e poi 15 bus a idrogeno” si sta parlando? Si ha forse intenzione di comprarne altri a spese dei cittadini spendendo il doppio, se non il triplo o il quadruplo di quello che costano i bus tradizionali? Il dubbio è più che lecito vista la confusione che è stata fatta di recente sui costi di acquisto degli ultimi bus, che, è bene ricordarlo sono rigorosamente a gasolio ed acquistati sulla base di dati farlocchi mentre nel Nordeuropa si comprano bus a metano per farli funzionare a biometano. Il bello è poi che se mentre in Europa si stanno pian piano vedendo camion a metano e a metano liquido, sulla tratta dell’Autobrennero tale sviluppo è stato totalmente ignorato. Quindi strategia zero. Il che dà la misura del nonsenso dei soldi spesi dall’Autobrennero, che sono soldi pubblici e soldi degli utenti dell’autostrada, se mai lo si fosse dimenticato. E con 800 mila € per un distributore di idrogeno che servirà a nessuno, si potevano costruire almeno 3 dei 12 impianti di metano attesi da anni sull’autostrada. C’è realmente da chiedersi il perché di questo buttare, non investire, tutti questi soldi pubblici ma l’impressione è che si senta sempre e solamente una campana ignorando qualsiasi alternativa e ogni critica. Infatti, di risposte non ne arriva una, che sia una. Bella trasparenza, per davvero.”

A22 - La via dell'idrogeno

 

 

 

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL  ©, tutti i diritti riservati)

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)