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Sasa: minibus elettrico e i 50 bus a gasolio in arrivo – Sasa: der Minielektrobus und die zukünftigen 50 Dieselbusse

7 Ago

Dopo l’articolo pubblicato su salto.bz, ecco tre lettere pubblicate sul tema dai giornali locali (in ordine cronologico: Dolomiten, Corriere dell’Alto Adige e Alto Adige). Risponderà mai la Sasa tramite il suo presidente Stefano Pagani? Chissà…

Nach dem auf salto.bz veröffentlichten Beitrag, hier unten die drei Leserbriefe, die von den Lokalzeitungen veröffentlicht wurden (in chronologischer Reihe: Dolomiten, Corriere dell’Alto Adige und Alto Adige), Wird die Sasa endlich Farbe bekennen mit dem Vorsitzenden Stefano Pagani? Wer weiß…

 

Dolomiten, "E-Bus für Sasa aber Dieselbusse en gros", 3.8.2016

Dolomiten, “E-Bus für Sasa – Aber Dieselbusse en gros”, 3.8.2016

CorriereAltoAdige_lettera_Autobus_Sasa_Una_flotta_vetusta_04082016

Corriere dell’Alto Adige, “Autobus Sasa . Una flotta vetusta”, 4.8.2016

Alto_Adige_Lettere_Il_bussetto_elettrico_e_i_veri_problemi_07082016

Alto Adige, “Sasa non dà risposte. Il “bussetto” elettrico e i veri problemi”, 7.8.2016

Trentino: minibus a idrogeno, fra inchiesta e smantellamento del distributore, come volevasi dimostrare!

17 Gen

CVD, cioè come volevasi dimostrare. L’articolo del Trentino di oggi sui minibus a idrogeno (“Addio bus a idrogeno, un sogno pagato salato”) non abbisogna di tanti commenti se non che era facile che si arrivasse a tale conclusione, che forse conclusione ancora non è.

Certo che se adesso si dovessero spendere altri 500mila Euro per un distributore di idrogeno a Trento, magari a carico di A22, che nel frattempo sta facendo riposare dolci sonni al progetto dei distributori di metano (e gpl) deliberato nell’autunno 2007, non si sa se bisogna indignarsi, arrabbiarsi o cos’altro.

Posso solo dire che “l’avevo detto” tante volte su questo blog, addirittura a febbraio 2013 su metanoauto.comMagra consolazione, davvero.

I due minibus a idrogeno inutilizzati nell’autorimessa di Predazzo, fotografati dal “Trentino” a settembre 2014. (foto da trentinocorrierealpi.gelocal.it)

Una vicenda incredibile fra stazione di rifornimento abbandonata (ed ora smantellata) minibus abbandonati nel deposito di Predazzo, con un’inchiesta partita a gennaio 2014  che dovrebbe essere ancora in corso e da cui è venuta fuori la, per certi versi, sconcertante affermazione che tale acquisto fu “imposto” da parte della Provincia Autonoma di Trento.

E magari fra un po’ ci verrà comunicato che l’inchiesta non ha portato a rilievi di carattere penale, salvo interventi della magistratura contabile, e che quindi finirà a “tarallucci e vino”. I cittadini trentini, ne sono sicuro, “ringrazieranno sentitamente”.

Trentino, prolungamento “esperimento” e poi… smantellamento dell’impianto di rifornimento d’idrogeno di Panchia’: una colossale presa in giro!

27 Feb

La vicenda dei costosissimi minibus a idrogeno di Trentino Trasporti in Val di Fiemme, in cui è in corso un’indagine che, temo, finirà in una bolla di sapone, si è arricchita di un’altra puntata un paio di settimane fa ed ora è sceso il silenzio.

“Nuova puntata” in quanto il giornale “Trentino” ha riferito che la “sperimentazione” proseguirà “… per completare i lavori, «vista l’esigenza di concludere i contratti in essere per la manutenzione dei minibus e per l’esercizio dell’impianto, di poter smantellare il distributore provvisorio a Panchià e di poter al contempo terminare la sperimentazione in atto e completare così l’analisi tecnica relativamente all’efficacia di suddetta tecnologia innovativa»“.

Cerchiamo di riassumere. In Val di Fiemme, dove da anni si attende che vengano realizzati un paio di distributori di metano richiesti da chi vi ci abita e dai tanti turisti che vengono a trascorrerci le vacanze, si è invece realizzato l’impianto di rifornimento H2 di Panchià.

Della “provvisorietà” di questo impianto c’è però da strabuzzare gli occhi. Ora, prendendo i dati che sono espressi nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 1757 del 19.8.2011, si può leggere che: “di dare atto che il finanziamento degli interventi complementari relativi ai
“sistemi infrastrutturali di rifornimento e deposito”, programmati per
1.379.000,00 = (€ 6.000.000,00 – 4.621.000,00)”.

Con quella cifra, siamo chiari, si sarebbero potuti realizzare almeno QUATTRO distributori di metano per auto. Ma al di là di questa considerazione, che renderà furibondi coloro che vorrebbero risparmiare un bel po’ in termini di spesa di carburante rispetto a benzina e gasolio e dare pure una mano all’ambiente, ora si viene a sapere che la struttura era PROVVISORIA! Dalle foto che feci qualche tempo all’impianto non si direbbe. Ma nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 162 del 7.2.2014 lo si legge!

Curioso che una decina di giorni prima s’era letto sul giornale “Trentino” che: “Dalle carte è emerso che l’affare è stato imposto da piazza Dante a Trentino Trasporti. La società aveva sollevato più di una perplessità, proprio per il costo eccessivo. Era stato fatto notare anche che gli autobus a idrogeno permettono di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero ma che risultati simili possono essere raggiunti con mezzi a biometano e con costi pari a un decimo.”

A questo punto, a parti i “balletti” di Trentino Trasporti nelle dichiarazioni, forse per non “urtare” la sensibilità di qualcuno,  si fa ben fatica a capire come ora si possa “digerire” una spesa di quasi 1,4 milioni di Euro per una struttura “provvisoria”. I contribuenti trentini, immagino, avranno buon diritto ad essere giusto un po’ incavolati.

Giusto per rinfrescare la memoria, ecco le foto da me scattate a marzo 2013. E’ davvero difficile parlare di “stazione provvisoria”!

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

© Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

“La forza trainante per emissioni zero”: sembra oggi un po’ (tanto) una presa per i fondelli – © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell'idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell’idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati