Tag Archives: mobilità

Sasa, quando i fatti… infastidiscono

24 Nov

Conferenza stampa di Sasa sulla soddisfazione degli utenti e gli scenari della concessione in scadenza nel 2018. Ma quando si comincia a parlar d’altro i toni cambiano.

Articolo pubblicato su salto.bz.

 

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La conferenza stampa di Sasa del 23 novembre 2016 (foto da TGR Rai).

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Mobilita’ alternativa: la figuraccia del governo provinciale

11 Nov

In Consiglio Provinciale nessuna risposta sulla possibilità della società “in-house” per Sasa e una figuraccia monumentale sui bus diesel. I Comuni cosa faranno ora?

Intervento pubblicato su salto.bz

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Sasa: tutti la vogliono “in-house”, ma in realtà cosa vuole veramente la Provincia?

29 Ott

Il cosiddetto “atto di indirizzo” del Consiglio Comunale di Bolzano del 25 ottobre, formalizzato nella delibera n. 98/2016, è l’atto formale con cui l’amministrazione comunale bolzanina intende “spingere” la Provincia a creare una società “in-house” per evitare la gara europea della concessione delle linee prevista per il 2017.

Ma la Provincia ne ha veramente intenzione? Oppure questo atto, come quelli dei comuni di Merano e Laives (se n’è parlato al recente vertice fra Bolzano e Laives), è solo un tentativo in extremis per evitare una decisione (forse) già delineata e (forse), di fatto, politicamente già presa? Finora, stando a quanto letto sulla stampa, non pare che la Provincia intenda farlo.

Quali i motivi? Ne trovo uno su cui da anni, ma per la questione della scelta della trazione (pro metano e contro gasolio), sto battendo: il rinnovo della flotta. Si sa che sono ben 48 bus a dover essere sostituiti (forse 4 di meno considerando i 4 bus elettrici per la nuova linea polo tecnologico-centro?).

Il taglio nel bilancio provinciale 2017

Ma c’è una recente notizia che, se la interpreto bene, dà da pensare. Nella bozza di bilancio provinciale per il 2017, presentata di recente, il settore mobilità ha un calo di risorse di ben 29 milioni. Ma non si sa che cosa sia stato tagliato. Di certo è che appare determinante il fatto che la Giunta Provinciale intenda in futuro rimborsare ai futuri nuovi/vecchi concessionari solo una quota di ammortamento per km. Quindi nessun finanziamento diretto per l’acquisto.

Il tutto lo spiega la delibera 289/2016 della Giunta Provinciale (riguardava il contributo per i bus del consorzio Libus):

A fine novembre 2018 scadono le concessioni esistenti per il servizio pubblico di linea. In futuro questi servizi saranno messi in gara e saranno compensati secondo un prezzo unitario determinato a chilometro. In tale prezzo unitario dovrebbero essere compresi i costi per l’acquisto di nuovi autobus. In questo modo, dall’anno 2019, gli offerenti dei servizi dovranno acquistare gli autobus attenendosi ai criteri di qualità previsti dal contratto di servizio senza che vengano erogati da parte della Provincia ulteriori contributi di investimento. Ciò sprona i gestori dei servizi a mantenere in condizioni migliori e più efficienti il proprio parco veicolare.

Ci saranno ancora acquisti di bus finanziati dalla Provincia?

Ma alla fine, in questo periodo ormai di transizione verso le gare, verranno acquistati questi bus? Se verrà fatto come con i bus Libus, quindi con un contributo calcolato solo per la durata residua dell’attuale concessione, Sasa (e quindi i Comuni di Bolzano, Merano e Lavies) non ha di certo i fondi necessari. Si continuerà con bus sempre più vecchi? Come uscirne? Bella domanda…

Anche se, mi sia permesso esprimere questa critica, mi chiedo perché dal 2012 in poi Sasa non abbia previsto il rinnovo della flotta, ma questo ce lo potrebbero dire solamente i vertici di Sasa… ma ne dubito…

Perché non un nuovo concessionario? Ma manca il confronto fra le due ipotesi e mancano i dati da confrontare

Provocatoriamente, un soggetto che non fosse Sasa gestirebbe in modo peggiore o migliore il servizio? Questo aspetto non è mai stato affrontato. Quindi appare ben difficile dire se sia meglio l’attuale società (Sasa) o un altro gestore (privato, pubblico, nazionale o estero che sia). Senza dati e informazioni il confronto oggi non è possibile. Come si possa essere quindi schierati per una o per l’altra ipotesi, questo non lo comprendo proprio.

Per il resto rimando alla mia recente analisi fatta su salto.bz: Sasa, «quo vadis»? Un’analisi

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Trasporto pubblico locale: Sasa, le gare pubbliche del 2018 e domande tuttora senza risposta

11 Mag

Trasporto pubblico locale: Sasa, le gare pubbliche del 2018 e domande tuttora senza risposta (intervento pubblicato su salto.bz)

Sasa, l'incognita della gara pubblica del 2018 ma su altri temi... silenzio.

Sasa, l’incognita della gara pubblica del 2018 ma su altri temi… silenzio.

Green Mobility: domande aperte e molti dubbi sulla politica provinciale per un trasporto pubblico davvero ecologico (2)

28 Mar

Green Mobility: domande aperte e molti dubbi sulla politica provinciale per un trasporto pubblico davvero ecologico (2) (intervento pubblicato su salto.bz)

Un bus a metano di Sasa immatricolato nel 2000, quindi con 16 anni di servizio sul groppone.

Un bus a metano di Sasa immatricolato nel 2000, quindi con 16 anni di servizio sul groppone. (foto mdl)

 

La nuvoletta nera che esce dallo scarico di uno dei "nuovi" bus a gasolio Solaris acquistati solo tre anni fa...

La nuvoletta nera che esce dallo scarico di uno dei “nuovi” bus a gasolio Solaris acquistati solo tre anni fa… (foto mdl)

Green Mobility: autarchia energetica e come andare a sbattere diritti contro un muro! (1)

21 Mar

Green Mobility: autarchia energetica e come andare a sbattere diritti contro un muro! (1) (intervento pubblicato su salto.bz)

Scatto durante il convegno Klimamobilty il 17 marzo 2016.

Scatto fotografico durante il convegno Klimamobilty il 17 marzo 2016. (fonte http://www.instagram.com/fieramesse)

 

Provincia di Bolzano: gruppo di lavoro sulla mobilita’ verde… e io? Provinz Bozen: Arbeitsgruppe “Green Mobility”… und ich?

8 Ott

Dalla Giunta: mobilita’ verde, impegno specifico e nuovo gruppo di lavoro

Interessante notizia, solo che leggendola vedo che siedono al “tavolo della mobilità verde” alcuni attori che negli ultimi anni hanno fatto davvero pochino per la mobilità verde oggi disponibile fra mancato sviluppo della rete di distributori di metano, dell’aver dormito sul discorso del metano liquido (GNL) per i mezzi pesanti (… e poi ci si lamenta delle emissioni di ossidi di azoto – NOx – sull’A22…), tacendo della questione dell’acquisto passato (e purtroppo futuro, di cui NESSUNO, ma NESSUNO parla nonostante siano in ballo investimenti da milioni di Euro, una vergogna!) di bus a gasolio con buona pace della “green region”. Io sono disponibile a qualsiasi confronto, lo è però questo nuovo “tavolo”? Oppure incuto… timore?

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Green Mobility: Landesregierung setzt Arbeitsgruppe ein

Ziemlich kurios, dass in dieser Arbeitsgruppe einige Akteure sitzen, die für die nachhaltige private und öffentliche Mobilität sehr, aber sehr wenig getan habe (könnte sagen fast nichts oder nur Dieselfahrzeuge bevorzugt haben). Ach ja, ich bin nicht dabei, aber das war… leider selbstverständlich.

Mobilita’ ecologica, quale strategia per il futuro in provincia di Bolzano? Fra idrogeno e occasioni perse

10 Set

Un mio intervento pubblicato su salto.bz.

Un’occasione di riflessione che, come sempre, non smuoverà di un millimetro i decisori provinciali trattandosi di decisioni strategiche che dispiegheranno i propri effetti nei prossimi 5/10/15 e oltre anni.

Ne riparleremo di certo fra qualche anno su quelli che ritengo errori “unidirezionali” che si stanno combinando qui in Alto Adige-Südtirol, sempre con la convinzione “Wir sind die Besten!”.

Uno dei cinque bus a idrogeno del progetto UE Chic, acquistati nel 2013. Davvero unica soluzione possibile per il futuro di breve e medio periodo?

Uno dei cinque bus a idrogeno del progetto UE Chic, acquistati nel 2013. Davvero unica soluzione possibile per il futuro di breve e medio periodo?

 

Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (1)

22 Giu

Interessante la trasmissione Passpartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (purtroppo non c’è un link diretto).

Piazza Walther a Bolzano ripresa all'inizio della trasmissione.

Piazza Walther a Bolzano ripresa all’inizio della trasmissione.

Ebbene, la panoramica delle auto ecologiche inizia con una puntatina… al passato visto che al minuto 9′ della trasmissione ci si sofferma su una vettura elettrica, che però non si nomina. Si tratta della Th!nk che di diritto era da iscrivere fra le auto storiche visto che si tratta di un modello che non viene più prodotto ormai dal 2011 visto che chi l’ha prodotta in varie fasi è fallito quattro volte e ci si è scottata le dita pure la Ford. Problemi: costi elevati, prezzo finale elevato, poca produzione… peraltro un refrain che coinvolge un po’ anche le auto EV d’oggi.

La Th!nk in piazza Walther a Bolzano, auto elettrica la cui produzione è terminata nel 2011 in Europa e nel 2012 negli Stati Uniti.

La Th!nk in piazza Walther a Bolzano, auto elettrica la cui produzione è terminata nel 2011 in Europa e nel 2012 negli Stati Uniti.

Se la “… capacità di capire dove va il mondo…” (cit. Ezio Zermiani) la si misura con la Th!nk, auto fuori produzione da quattro anni, buonanotte!

Dal minuto 11′ sul metano, lascio perdere e non commento quanto detto dal quel “signore” che si fa definire “giornalista” quando non lo è e si vanta pure di non esserlo e gestisce un sito velinaro che viene definito e definisce “rivista“. Se si vuole sapere qualcosa sul metano per auto, consiglio andare su metanoauto.com. Sul biometano, cerchiamo di non essere ridicoli. Basta attraversare il Brennero e il biometano lo si trova e ci si può rifornire ormai da anni. Di quale “sperimentazione” ci sia ancora bisogno, non si sa, solo gli allocchi ci cascano. In Alto Adige il biometano, per la cronaca e a prescindere dalla vergognosa situazione italiana tuttora di stallo, è stato letteralmente snobbato per l’impiego nell’autotrazione, vedasi il demente caso dei bus a gasolio di cui ormai da quattro anni ho dedicato questo blog.

Parla dimetano e biometano un pseudo-"giornalista"... lasciamo perdere, per favore!

Parla di metano e biometano un pseudo-“giornalista” di una “rivista”… lasciamo perdere, per favore!

Al minuto 13’15 “siparietto” con il Sindaco di Bolzano, anche se è sembrato giusto poco spontaneo. Ecco, anche quest’auto (la Renault “Fluence Z.E.” elettrica, ho linkato la pagina in inglese visto che quella italiana è obsoleta) sarebbe stata da inserire fra le auto “storiche” perché pure questa è andata fuori produzione nel 2013 per scarso successo commerciale (costo, pesantezza, scarsa autonomia, pochi modelli venduti, ecc.) alla pari della citata Th!nk e risulta oggi prodotta solo in Corea del Sud.

La Renault Fluence Z.E. del primo cittadino di Bolzano, ormai da ascriversi alla categoria "youngtimers".

La Renault Fluence Z.E. del primo cittadino di Bolzano, ormai da ascriversi alla categoria “youngtimers”.

Dal minuto 15’30” circa si parla di idrogeno. “Energia autarchica” la definisce il conduttore… vabbeh, peccato che ci si sia del tutto “smarriti” sulle altre alternative. Il ritorno in piazza, dopo il video di H2AltoAdige, si parla di STA per il progetto idrogeno. Per la verità sarebbe da fare un po’ di chiarezza di chi fa cosa, ma forse è solo un dettaglio… Giusto per la cronaca, alla STA potrebbero anche investire nel proprio sito internet visto il ruolo che svolgono…  vedasi sotto che razza di sito minimalista e del tutto fuori da qualsiasi regola di comunicazione per un sito istituzionale.

Il sito web della STA Alto Adige. Nonostante il ruolo nel trasporto pubblico, una vera e propria misera comunicativa nel web made in Sudtirolo.

Il sito web della STA Alto Adige. Nonostante il ruolo nel trasporto pubblico, una vera e propria miseria comunicativa nel web 2.0 made in Sudtirolo.

Davanti al bus a idrogeno del progetto Chic.

Davanti al bus a idrogeno del progetto Chic.

Dopo la presentazione (un po’ lunghetta e a tratti semplicistica) del direttore della STA Dejaco, al minuto 19′ è arrivata la responsabile del progetto Chic in ambito di STA, Marlene Rinner, che evidentemente ha voluto rispondere alla mia lettera che era stata pubblicata proprio quel giorno sul Dolomiten (vedi post precedente). Spiacenti, ma parlare solo della riduzione della CO2 (190 t di CO2 dall’introduzione dei cinque bus), beh è un po’ fuorviante. Altro che “quando si parla mobilità alternativa si parla di risparmio di denaro” e “bisogna spostare l’idea dal risparmio economico a quello ambientale” come ha riferito il conduttore.

L'ing. Rinner, a sinistra, durante il suo intervento.

L’ing. Rinner, a sinistra, durante il suo intervento.

“Tanta gente si fissa sui costi di acquisto di questi autobus ma non tiene conto che con questa tecnologia facciamo qualcosa per l’ambiente, per la salute, abbattiamo le emissioni del CO2 e altre emissioni nocive, anche del particolato e questo contribuisce alla salute…” Eh no, cara ing. Rinner. Qui il problema va visto nel suo complesso. Come ho già evidenziato tante volte, il medesimo risultato e in scala assai più grande si sarebbe ottenuto comprando autobus a metano. Con i 5,5 milioni di Euro spesi per i 5 bus H2 si potevano comprare circa 23/24 autobus a metano con tutti i benefici che ne conseguivano in termini di quasi assenza di particolato, di NO2 (biossido di azoto) e pure di diminuzione di CO2 ( -10% che diventa -90% col biometano). Questo avrebbe potuto avvenire parallelamente all’acquisto dei bus H2 invece Provincia e Sasa hanno deciso di comprare al massimo risparmio e puntato al gasolio (solo all’acquisto, i conti del carburante e dell’additivo adblue vorrei vederli…) solo ed esclusivamente per ovviare alla tremenda vetustà dei mezzi Sasa visto che fra 2007 e 2013 grossi acquisti di bus non sono avvenuti. E nessuno ne ha mai spiegato le ragioni. Facendo delle incredibili capriole per cercare di giustificare tali acquisti, ma è tutto ben documentato su questo blog.  C’è inoltre un altro punto: il ragionamento non cambierà se e quando si acquisteranno altri 20 bus H2 entro il 2020. Che non copriranno MAI la flotta Sasa (e Sad). A prescindere che i contributi UE in futuro saranno ben inferiori (si parla di 200mila Euro per mezzo), quindi i bus H2 costeranno grosso modo circa il doppio rispetto ad un bus a metano (dato appreso alla fiera UITP di Milano l’8 giugno 2015), oggi non c’è nessuna indicazione  di cosa si vorrà fare del restante della flotta a differenza delle scelte programmate, ad esempio, in Trentino. Un silenzio assordante che fa pensare che si ripeta nuovamente il massiccio acquisto di altri (stramaledetti) bus a gasolio pensando di risparmiare. Ah sì? Andate a parlarne con l’ing Bottazzi della Tper di Bologna: dice esattamente le stesse cose che sto ripetendo da quattro anni a questa parte. Guardate Parigi: nel progetto bus2025 c’è spazio per bus ibridi (anche se con tale soluzione il gasolio rientra dalla finestra) e, udite udite, autobus a biometano. Di bus H2 manco l’ombra. Domanda: “chi è lo scemo adesso”? (è un modo di dire, beninteso, prima che qualcuno si ritenga in qualche modo offeso). Anche perché i soldi per comprare i bus sono pubblici, quindi di certo è relativa l’affermazione che non bisogna guardare ai costi dei bus. Lo si vada a dire ai cittadini che utilizzano ancora bus vecchi a Bolzano!

Dopo il video di spiegazione sui bus H2, dal minuto 24′ circa via al presidente di Sasa Pagani davanti al vecchio bus d’antan. Mi soffermo solo su di una frase sul “confort dei mezzi” e che “di recente sono stati rinnovati una quarantina di autobus”. Ecco, caro presidente Pagani, perché ha glissato sul fatto, dopo aver sentito le stra-lodi per i bus a idrogeno, che questi sono a gasolio? E che poi tanto silenziosi non sono? Giusto per curiosità!

Il presidente di Sasa Pagani, un'eleganza di... altre cinture.

Il presidente di Sasa Pagani, un’eleganza di… altre cinture.

 (1 – continua)

 

“Green mobility” Alto Adige: un pannicello caldo, ma nessun piano per la mobilita’ sostenibile oggi a disposizione

17 Dic

L’editoriale sul “Corriere dell’Alto Adige” del 14 dicembre 2014 mi ha indotto a prendere posizione sul tema con pubblicazione oggi sempre sul “Corriere“.

Rimango in attesa di qualche segno da parte di coloro che se ne occupano a livello provinciale. Ma temo che la scelta sarà nuovamente un rigoroso quanto significativo silenzio.

Il caso di Toni Visentini - "Mobilità verde, buona idea ma troppe contraddizioni"

Il caso di Toni Visentini – “Mobilità verde, buona idea ma troppe contraddizioni”

"La svolta green - La mia rinuncia è sufficiente"

“La svolta green – La mia rinuncia è sufficiente?”