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Consiglio provinciale altoatesino e trasporto pubblico: come decidere sulla base di pregiudizi – Südtiroler Landatg und ÖPNV: abstimmen nach Vorurteilen

22 Nov

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Un autobus interurbano Scania a metano e, nelle foto piccole, gli autori delle singole affermazioni in Consiglio Provinciale. Da sinistra, Blaas, Steger e Mussner. - Ein Uberlandbus mit Erdgasantrieb von Scania und, in den kleinen Fotos, die "nichtwissenden" LA Blaas und Steger, sowie LR Mussner.

Un autobus interurbano Scania Euro VI a metano e, nelle foto piccole, gli autori delle singole affermazioni in Consiglio Provinciale. Da sinistra, i consiglieri Blaas, Steger e l’assessore Mussner. – Ein Überlandbus mit Erdgasantrieb Euro VI von Scania und, in den kleinen Fotos, die “nichtwissenden” LA Blaas und Steger, sowie LR Mussner. Copyright Michele De Luca – Lavis, 13.11.2015

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A Verona autobus sempre più a metano, a Bolzano e in provincia sempre e solo gasolio – In Verona bald nur Erdgasbusse, in Bozen und Südtirol hingegen nur neue Dieselbusse

27 Ott

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Leserbrief veröffentlicht in der FF

CorriereAltoAdige_Lettere_trasporti_metano_snobbato_27102015

Lettera pubblicata sul Corriere dell’Alto Adige il 27.10.2015 – Trasporti – Metano snobbato

Leserbrief veröffentlicht von der Tageszeitung "Dolomiten" am 28. Oktober 2015 - Erdgas oder Diesel - Neue Busse und die Klimaziele

Leserbrief veröffentlicht von der Tageszeitung “Dolomiten” am 28. Oktober 2015 – Erdgas oder Diesel – Neue Busse und die Klimaziele

 

Verona_bus_Atv_Scania_metano

I nuovi autobus a metano presentati ufficialmente la settimana scorsa a Verona – Die neuen Erdgasbusse, die vorige Woche in Verona offiziell vorgestellt wurden

Alto Adige: nuovi bus a idrogeno – forse – in arrivo ma le domande aperte sono ancora molte

26 Gen

Nuovi autobus a idrogeno in arrivo? Sì oppure forse visto che dipenderà dai contributi europei stando a quanto dichiarato dall’assessore competente Mussner.

Certo stona quanto affermato quando fa il confronto fra autobus a idrogeno e a gasolio, dimenticandosi totalmente dell’alternativa a metano, ma non sorprende visto il palese ed evidente credito di cui il puzzolio gode all’interno dell’amministrazione provinciale, giustificato da ampie arrampicate sugli specchi come ho spiegato diverse volte su questo blog, e quindi di chi scrive le note dell’assessore che, con ogni probabilità, si limita a ripetere quanto gli viene indicato dai suoi uffici.

Per il resto le problematiche che, in perfetta solitudine (non considero talune polemiche sterili che sono state sollevate a livello politico sui bus e che sono state facilmente smentite dalla parte interessate, ma le mie considerazioni invece devono avere colto nel segno visto che ci si limita sempre al silenzio…), ho sollevato negli ultimi due anni rimangono tutte lì, come ho evidenziato nella lettera pubblicata dal “Corriere dell’Alto Adige” il 24 gennaio 2015.

Curioso che di questa faccenda non se ne occupi praticamente nessuno: cittadini/e, partiti politici, associazioni ambientaliste. Ignoranza o cos’altro?

"Trasporti - Strategie carenti"

“Corriere dell’Alto Adige – Lettere – Trasporti – Strategie carenti”

Sasa: bilancio annuale con le solite capriole sui nuovi bus a gasolio e a idrogeno. Esimio Pagani, la coerenza è diversa dal NON dare risposte o smentire ciò che è stato detto nel 2012!

24 Apr

Leggo dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

Al riguardo, Pagani ha illustrato i dati relativi alle emissioni dei nuovi autobus a gasolio «Eev Solaris», del tutto simili a quelle dei veicoli Sasa a metano, che pure rappresentano il 45% del totale del parco mezzi. «Queste non sono chiacchiere, ma cifre reali, che sgombrano il campo dalle polemiche pretestuose e scorrette che a volte vengono sollevate contro i nostri autobus – ha aggiunto Pagani – Per quanto riguarda la riduzione dei valori inquinanti siamo dunque i migliori in Italia e tra i primi anche in Europa».

Corriere dell'Alto Adige, 23.4.2014

Corriere dell’Alto Adige, 23.4.2014

Esimio presidente Pagani, che sul tema ha elegantemente glissato poco tempo fa NON rispondendomi tempo fa sul giornale “Alto Adige”, guardi che le “polemiche pretestuose e scorrette” sono le NON risposte che Sasa (e Provincia) non hanno mai dato, anzi aggravate dalla arzigogolata (per non dire “originale”) risposta data di recente dall’assessore provinciale Mussner, su cui mi sono ampiamente soffermato.

Basta scorrere questo blog per capire che sono le scelte “a monte” che non convincono. Arrivare a dire oggi che i bus a gasolio sono del tutto simili a quelli a metano, vuol dire IN OGNI CASO smentire ciò che l’ex direttore Rampelotto ha affermato nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi bus del 22 dicembre 2012.

Giusto per rinfrescarLe la memoria, il “Corriere dell’Alto Adige” del 23 dicembre 2012 riferiva queste parole dell’ex direttore Rampelotto, mai smentite per inciso:

“Ben 18omila euro il costo di ogni bus, «tra i più convenienti», come ha sottolineato Rampelotto. Veicoli all’avanguardia con una caratteristica: non saranno a metano, ma a gasolio. «Questi sono autobus di ultima generazione – ha spiegato il vertice della Sasa – e i più ecologici sul mercato europeo: certamente il sistema migliore sarebbe quello a idrogeno, ma i costi sono notevolmente più alti e dobbiamo anche aspettare di produrlo qui a Bolzano». I nuovi autobus si classificano nello standard Eev, un’evoluzione dell’Euro 5. «Abbiamo condotto degli studi – ha aggiunto Rampelotto – scoprendo che gli attuali autobus a metano si classificano come un Euro 3: per questo motivo questi nuovi mezzi rappresentano anche un’innovazione dal punto di vista ecologico».

Corriere dell'Alto Adige, 23.12.2012

Corriere dell’Alto Adige, 23.12.2012

“Studi” che la risposta dell’ex Assessore Widmann aveva, nei fatti, smentito come base per l’acquisto dei nuovi bus, ma tant’è. Peraltro neanche un mese dopo sempre l’ex direttore Rampelotto veniva così citato dal “Corriere dell’Alto Adige” il 18 gennaio 2013:

“Un’ulteriore buona notizia è data dall’entrata in funzione dei nuovi mezzi a gasolio «Euro 5 Eev», secondo Rampelotto simili nell’efficienza a quelli a metano. «Già a fine mese avremo su strada i nuovi bus da 18 metri, e a febbraio quelli da 12 metri. I pollicini da nove metri entreranno in funzione a marzo. In totale, si tratta di 20 bus a Bolzano e 15 a Merano». “

Corriere dell'Alto Adige, 18.1.2013

Corriere dell’Alto Adige, 18.1.2013

Curiosamente il “salto all’indietro” dopo ulteriori mie lettere ai giornali, ma guardo caso, eh!

Carta canta, stimato presidente Pagani, altro che storie.

Veniamo alla tematica dei bus a idrogeno, sempre dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

“Il fiore all’occhiello è comunque rappresentato dai 5 autobus (il 3,14% del totale) alimentati a idrogeno: «Si tratta degli autobus a cella a combustibile – ha ricordato Pagani – che la Provincia ha introdotto nella nostra flotta grazie al progetto europeo chiamato Chic (Clean hydrogen in European cities, ndr). Il progetto pilota sulla diffusione dei carburanti alternativi, svolto con il sostegno dell’Unione Europea ed anche in collaborazione con l’A22, sta dando ottimi risultati». Senza voler entrare nella polemica sui costi dell’operazione, da alcuni considerati eccessivi (si tratta di oltre g milioni di euro), Pagani ha spiegato: «Gli autobus sono stati acquistati dalla Provincia e quindi questa spesa non è pesata sulle spalle della Sasa II mio giudizio su questo progetto pilota è fortemente positivo, perché mette Bolzano al centro dell’innovazione tecnologica, assieme a grandi città come Londra, Milano ed Oslo. Inoltre, anche se la manutenzione di questi autobus viene affidata ad un’officina autorizzata della casa produttrice EvoBus, il progetto mette in circolo professionalità elevate su tutto il territorio ed anche per i nostri collaboratori. Infine, anche se nessuno è in grado di dire quale sarà lo sviluppo futuro di questa tecnologia, credo che sia giusto credere e investire nell’idrogeno, in quanto è l’unica fonte alternativa completamente non inquinante».”

Ammetto che è ormai stancante continuare a ribattere a queste scelte, visto il “muro di gomma” , cioè le non risposte dei vari soggetti interessati, innalzato sui vari argomenti, ma un po’ di domande e numeri riassuntivi fanno al caso, repetita iuvant:

  1. con i 9 milioni di Euro del progetto Chic messi dalla Provincia si potevano comprare una quarantina di bus a metano oppure qualche unità di meno e ampliare la capacità di rifornimento di metano, che non ci sarebbe stata per nuovi bus a metano;
  2. il progetto Chic è stato di fatto imposto dalla Provincia (sarebbe forse meglio dire dall’IIT?) alla Sasa, altro che storie, ma si sa che nel tpl non si bisticcia fra enti e società, soprattutto con chi deve darti i soldi per comprare nuovi autobus;
  3. scelte a monte: nello stesso piano energia Alto Adige 2050 si parla di bus a metano (e idrogeno) ma sarebbe bastato vedere all’estero come i bus a metano, fatti andare a biometano, sono uno strumento per combattere le emissioni di CO2 (-90%), ma forse né in Provincia né in Sasa si dispone di collegamenti internet e quindi non si era in grado di fare qualche verifica via web, vero? Ma, soprattutto, sono state fatte valutazioni, analisi, confronto di costi fra i vari carburanti? E chi ha preso la decisione di acquisto dei bus a gasolio: Consiglio di Amministrazione, Provincia, Presidente, Direttore Generale o chi ancora?
  4. progetto Chic: cinque autobus, di cui due solo in circolazione (e prendiamo atto che l’incidente avvenuto di recente col bus n. 430 è stato un errore dell’autista) ma, ci si dimentica, dei 15,6 milioni di Euro di costo della centrale di idrogeno di Bolzano Sud e senza sapere QUANTO costa un kg di idrogeno, cui si aggiungono ulteriori 800mila Euro per un distributore di idrogeno, immagino per le vetture del progetto HyFive (ci tornerò sopra prossimamente).

    Corrire dell'Alto Adige, 23.4.2014

    Corrire dell’Alto Adige, 23.4.2014

  5. infine mi si spieghi come mai se da una parte si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili dei carburanti, come mai allora si sono comprati 42 bus a gasolio (senza contare il centinaio della Sad)?
  6. magari sarebbe anche “carino” sapere cosa si pensa della comparazione fra costi dei carburanti effettuata da Trentino Trasporti nell’autunno 2013, che nuovamente allego qui sotto, dato su cui NESSUNO si è MAI preso la briga di commentare, forse perché un dato tanto eclatante?

Tante domande, mai nessuna risposta, ma invece accuse di fare polemiche pretestuose. Ognuno se ne faccia una propria idea leggendo quanto sopra.

 

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

Provincia di Bolzano: le “non risposte” sull’acquisto dei bus a gasolio e le consuete arrampicate sugli specchi

8 Apr

Diciamola tutta. Che della vicenda dei bus a gasolio ci sia qualcosa che non va, l’ho evidenziato e sottolineato da quando ho aperto questo blog.

Ma le risposte che sono state date dall’attuale assessore ai trasporti Mussner per il tramite del direttore dell’Ufficio provinciale trasporto persone, riconoscibile dalla sigla “GB” sulla risposta all’interrogaztione in Consiglio provinciale da parte del consigliere Pöder, lasciano davvero perplessi, anzi suscitano ancor più domande.

Incominciamo dai dati forniti, peraltro per la prima volta, nonostante tante domande poste pubblicamente fra lettere a giornali. Si parla di costi di 0,6034 €/km per i mezzi a gasolio e di 0,6672 €/km per i bus a metano. Come sono stati calcolati questi dati è un mistero. Tra l’altro si aggiunge che non è ricompreso il maggior costo di acquisto dei bus a metano, peraltro senza nemmeno specificare a quanto ammontano. Strano però che tempo addietro alla GTT di Torino risulta che un bus a metano consente nell’arco della vita del mezzo di risparmiare 80mila Euro, così da poter autofinanziare l’acquisto di nuovi mezzi e che aziende di trasporto tipo Parma (dati forniti in occasione di un incontro ICBI) o Brescia (sentita Brescia Mobilità di persona tempo addietro) questi maggiori costi non risultano. Non è che per caso per i bus a metano della Sasa sta cominciando a farsi sentire l’età di questi mezzi, che peraltro circolano tutti i giorni a Bolzano e Merano, e che dunque la manutenzione cominci a diventare un peso oneroso sul bilancio visto che negli anni scorsi il rinnovo della flotta, come ben noto, non c’è stato?

Altro aspetto che viene evidenziato: i bus a metano sono solo cittadini. Allora perché Sasa utilizza i bus Man a metano da 18 metri nella tratta Bolzano-Merano? A dimostrazione che questi mezzi possono avere anche utilizzo extraurbano, o no?

L’apoteosi della contro-informazione arriva quando si deve giustificare l’acquisto di mezzi a gasolio.

Si parte con la favoletta della perdita di potenza per i bus a metano, cosa smentita da diversi costruttori come Solaris, Volvo, MenariniBus, Mercedes, Scania (quest’ultima mi ha contattato per telefono) e al link si trovano le varie risposte pervenutemi.

Poi si parte in una serie di dati che non si sa la fonte: accelerazione di 11 secondi per arrivare a 30 km/h per i bus a metano, di 7 secondi per i bus a gasolio. Fonte: ignota.

Maggior peso di 1 tonnellata (!) per i bus a metano. Dato che appare davvero spropositato considerando che i bus a metano utilizzano bombole in composito. Fonte: sconosciuta. Come mai, ad esempio, allora nel catalogo Solaris non risulta alcun maggiore peso per i modelli CNG (a metano)?

Ci sarebbero pochi produttori di bus a metano, peccato che altrettanto si possa dire per i bus a gasolio. Sono sempre gli stessi.

L’impianto di rifornimento della Sasa non sarebbe sufficiente per poter rifornire tutti i bus. Allora perché non si è previsto un ampliamento della struttura di rifornimento, invece che, ad esempio, buttare dalla finestra 5,6 milioni di Euro per l’idrolizzatore della centrale di idrogeno di Bolzano Sud? Della serie: si capisce che non c’è traccia di una minima strategia ambientale nel tpl e ci si è “persi” a seguire la chimera dell’idrogeno.

Veniamo poi al discorso emissioni. Dire che si siano forniti a dati sbalorditivi è dire poco. Innanzitutto non è citata la fonte della tabella inserita ma quello che lascia più stupito è la voce “Erwartete Emissionen” che nulla ha a che fare con i dati di omologazione. Giusto per ricordarsi, nella risposta dell’allora assessore Widmann dd. 4.5.2012 (risposta curata dall’ing. Dario Ansaloni) all’interrogazione del gruppo Verde del 30.3.2012, venivano fatti ben altri ragionamenti che venivano smentiti poi nel proseguo della risposta. Infatti si riportava che “i dati di omologazione e certificazione a livello europeo sono di per sé una valida garanzia”.

Allora a che scopo l’ing. Burger si sbizzarrisce in uno sproloquio di considerazioni pseudo-tecniche senza citazione di fonte alcuna con il clou raggiunto parlando delle perdite dei metanodotti (!), di emissioni cancerogene e via discorrendo, evidentemente aggiunte ad abundantiam forse per “impressionare” chi dovesse leggere la risposta?

Non lo dico io in merito alla diminuzione delle emissioni di CO2, ma lo dice, ad esempio, la Stadtwerke Augsburg che si ottiene una riduzione delle emissioni di CO2 sia col metano (-10%) che con il biometano (-90%).

Ma poi chi ha deciso effettivamente di acquistare i bus a gasolio? La Provincia o le aziende Sasa e Sad? E chi ha preso le decisioni: i CdA, i direttori generali, qualche funzionario? Insomma di domande ce ne sono a iosa, domande che rimangono tuttora senza risposta, anche perché la situazione è tutt’altro che chiara.

Fra l’altro, l’aver comprato bus a gasolio va del tutto contro a quello che vi è indicato nel piano clima  Alto Adige 2050, che ho già citato in passato. E con buona pace del fatto di volersi smarcare dalle fonti fossili. Sì certo, comprando bus a gasolio, giustificando l’acquisto che non vi sono più differenze rispetto ai bus a metano. Bella coerenza davvero. Ma per favore! Peccato che per rientrare nella norma Euro VI i veicoli a gasolio hanno dovuto montare proprio quel bel po’ di aggeggi citati nella risposta, mentre per quelli a metano le modifiche sono state minimali. Ah sì dimenticavo, c’era “qualcuno” che a suo tempo affermava che i diesel EEV erano il massimo dell’ecologia… (si veda articoli dell’Alto Adige, Corriere Alto Adige e Dolomiten) “scordandosi” che c’erano bus a metano Euro 5 e EEV che avevano emissioni già in linea con le norme Euro VI, vero? Dirigente che incentrò la presentazione su questo bus dopo avermi cacciato dalla conferenza stampa, giusto rinfrescare la memoria.

Sul discorso trasparenza si ammette quasi di non aver controllo sulle proprie società controllate e ci si impegna a verificare “se e quando” verrà applicata la “trasparenza amministrativa”. Da una parte pare che “qualcuno” abbia imposto l’acquisto dei bus a gasolio, dall’altra sembra quasi che ci si lavi le mani sul discorso trasparenza, una parola davvero poco di moda nel tpl.

Facciamo un piccolo giro di orizzonte su chi ha recentemente comprato autobus a metano in Italia: Lecce, Modena, L’Aquila, Brescia, Bologna, Prato, Verona, Pescara, Vicenza, Gallarate, Mestre, Piacenza, Bologna aeroporto, Pescara/Montesilvano, Padova. Per tacere dei nuovi 8 bus a metano Euro VI che comprerà Trentino Trasporti per la città di Trento nel settembre 2014. E sorvolo sui diversi esempi che pervengono dai paesi scandinavi dove i bus a metano vengono impiegati, guarda caso, per farli andare a biometano nell’ottica della riduzione delle emissioni di CO2, altro che idrogeno!

No, proprio non ci siamo. E, soprattutto, la risposta sa tanto di presa in giro.

Giusto che ci si siamo, alcuni diagrammi con indicazione della fonte, of course. Che parlano decisamente di più rispetto alla tabella anonima pubblicata nella risposta dell’assessore prov.le Mussner.

Anfia_scenario_emissioni_euro_VI

Il deposito dei bus della NEOPLAN Väst dove si trovano ben 90 bus a biometano della  Keolis Sverige AB. (foto da www.mantruckandbus.no)

Il deposito dei bus della NEOPLAN Väst dove si trovano ben 90 bus a biometano della Keolis Sverige AB. (foto da http://www.mantruckandbus.no)

Il bilancio delle emissioni "Well To Wheel" fra i vari carburanti (fonte: NGVA Europe)

Il bilancio delle emissioni “Well-To-Wheel” fra i vari carburanti (fonte: NGVA Europe)

Le emissioni del motore per camion e bus a metano Cummins montato su veicoli Renault (fonte: Renault Suisse)

Le emissioni del motore per camion e bus a metano Cummins montato su veicoli Renault (fonte: Renault Suisse)

I vari livelli di emissioni a confronto con le emissioni del motore a metano Iveco Cursor (fonte: IVECO)

I vari livelli di emissioni a confronto con le emissioni del motore a metano Iveco Cursor (fonte: IVECO)

Scenario emissioni bus normativa Euro VI e motori Man a metano per bus. (fonte: MAN)

Scenario emissioni bus normativa Euro VI e motori Man a metano per bus. (fonte: MAN)

Emissoni del bus MAN EcoCity a metano a confronto con le emissioni Euro 5 ed EEV.

Emissoni del bus MAN EcoCity a metano a confronto con le emissioni Euro 5 ed EEV.