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A Verona autobus sempre più a metano, a Bolzano e in provincia sempre e solo gasolio – In Verona bald nur Erdgasbusse, in Bozen und Südtirol hingegen nur neue Dieselbusse

27 Ott

Intervento pubblicato su salto.bz

Beitrag veröffentlicht auf salto.bz

Leserbrief veröffentlicht in der FF

CorriereAltoAdige_Lettere_trasporti_metano_snobbato_27102015

Lettera pubblicata sul Corriere dell’Alto Adige il 27.10.2015 – Trasporti – Metano snobbato

Leserbrief veröffentlicht von der Tageszeitung "Dolomiten" am 28. Oktober 2015 - Erdgas oder Diesel - Neue Busse und die Klimaziele

Leserbrief veröffentlicht von der Tageszeitung “Dolomiten” am 28. Oktober 2015 – Erdgas oder Diesel – Neue Busse und die Klimaziele

 

Verona_bus_Atv_Scania_metano

I nuovi autobus a metano presentati ufficialmente la settimana scorsa a Verona – Die neuen Erdgasbusse, die vorige Woche in Verona offiziell vorgestellt wurden

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La risposta di Sasa sui bus senza aria condizionata: qualche dubbio rimane

29 Lug

Qui sotto la risposta del presidente della Sasa, Pagani, alla mia lettera sul “Corriere dell’Alto Adige” di oggi.

Ne prendo atto, ma l’impressione è che “alla fine della fiera” venga lasciata agli autisti l’iniziativa se attivare o disattivare l’aria condizionata.

Corriere dell'Alto Adige, 29.7.2014

Corriere dell’Alto Adige, 29.7.2014

Sasa: bilancio annuale con le solite capriole sui nuovi bus a gasolio e a idrogeno. Esimio Pagani, la coerenza è diversa dal NON dare risposte o smentire ciò che è stato detto nel 2012!

24 Apr

Leggo dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

Al riguardo, Pagani ha illustrato i dati relativi alle emissioni dei nuovi autobus a gasolio «Eev Solaris», del tutto simili a quelle dei veicoli Sasa a metano, che pure rappresentano il 45% del totale del parco mezzi. «Queste non sono chiacchiere, ma cifre reali, che sgombrano il campo dalle polemiche pretestuose e scorrette che a volte vengono sollevate contro i nostri autobus – ha aggiunto Pagani – Per quanto riguarda la riduzione dei valori inquinanti siamo dunque i migliori in Italia e tra i primi anche in Europa».

Corriere dell'Alto Adige, 23.4.2014

Corriere dell’Alto Adige, 23.4.2014

Esimio presidente Pagani, che sul tema ha elegantemente glissato poco tempo fa NON rispondendomi tempo fa sul giornale “Alto Adige”, guardi che le “polemiche pretestuose e scorrette” sono le NON risposte che Sasa (e Provincia) non hanno mai dato, anzi aggravate dalla arzigogolata (per non dire “originale”) risposta data di recente dall’assessore provinciale Mussner, su cui mi sono ampiamente soffermato.

Basta scorrere questo blog per capire che sono le scelte “a monte” che non convincono. Arrivare a dire oggi che i bus a gasolio sono del tutto simili a quelli a metano, vuol dire IN OGNI CASO smentire ciò che l’ex direttore Rampelotto ha affermato nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi bus del 22 dicembre 2012.

Giusto per rinfrescarLe la memoria, il “Corriere dell’Alto Adige” del 23 dicembre 2012 riferiva queste parole dell’ex direttore Rampelotto, mai smentite per inciso:

“Ben 18omila euro il costo di ogni bus, «tra i più convenienti», come ha sottolineato Rampelotto. Veicoli all’avanguardia con una caratteristica: non saranno a metano, ma a gasolio. «Questi sono autobus di ultima generazione – ha spiegato il vertice della Sasa – e i più ecologici sul mercato europeo: certamente il sistema migliore sarebbe quello a idrogeno, ma i costi sono notevolmente più alti e dobbiamo anche aspettare di produrlo qui a Bolzano». I nuovi autobus si classificano nello standard Eev, un’evoluzione dell’Euro 5. «Abbiamo condotto degli studi – ha aggiunto Rampelotto – scoprendo che gli attuali autobus a metano si classificano come un Euro 3: per questo motivo questi nuovi mezzi rappresentano anche un’innovazione dal punto di vista ecologico».

Corriere dell'Alto Adige, 23.12.2012

Corriere dell’Alto Adige, 23.12.2012

“Studi” che la risposta dell’ex Assessore Widmann aveva, nei fatti, smentito come base per l’acquisto dei nuovi bus, ma tant’è. Peraltro neanche un mese dopo sempre l’ex direttore Rampelotto veniva così citato dal “Corriere dell’Alto Adige” il 18 gennaio 2013:

“Un’ulteriore buona notizia è data dall’entrata in funzione dei nuovi mezzi a gasolio «Euro 5 Eev», secondo Rampelotto simili nell’efficienza a quelli a metano. «Già a fine mese avremo su strada i nuovi bus da 18 metri, e a febbraio quelli da 12 metri. I pollicini da nove metri entreranno in funzione a marzo. In totale, si tratta di 20 bus a Bolzano e 15 a Merano». “

Corriere dell'Alto Adige, 18.1.2013

Corriere dell’Alto Adige, 18.1.2013

Curiosamente il “salto all’indietro” dopo ulteriori mie lettere ai giornali, ma guardo caso, eh!

Carta canta, stimato presidente Pagani, altro che storie.

Veniamo alla tematica dei bus a idrogeno, sempre dal “Corriere dell’Alto Adige” del 23 aprile 2014:

“Il fiore all’occhiello è comunque rappresentato dai 5 autobus (il 3,14% del totale) alimentati a idrogeno: «Si tratta degli autobus a cella a combustibile – ha ricordato Pagani – che la Provincia ha introdotto nella nostra flotta grazie al progetto europeo chiamato Chic (Clean hydrogen in European cities, ndr). Il progetto pilota sulla diffusione dei carburanti alternativi, svolto con il sostegno dell’Unione Europea ed anche in collaborazione con l’A22, sta dando ottimi risultati». Senza voler entrare nella polemica sui costi dell’operazione, da alcuni considerati eccessivi (si tratta di oltre g milioni di euro), Pagani ha spiegato: «Gli autobus sono stati acquistati dalla Provincia e quindi questa spesa non è pesata sulle spalle della Sasa II mio giudizio su questo progetto pilota è fortemente positivo, perché mette Bolzano al centro dell’innovazione tecnologica, assieme a grandi città come Londra, Milano ed Oslo. Inoltre, anche se la manutenzione di questi autobus viene affidata ad un’officina autorizzata della casa produttrice EvoBus, il progetto mette in circolo professionalità elevate su tutto il territorio ed anche per i nostri collaboratori. Infine, anche se nessuno è in grado di dire quale sarà lo sviluppo futuro di questa tecnologia, credo che sia giusto credere e investire nell’idrogeno, in quanto è l’unica fonte alternativa completamente non inquinante».”

Ammetto che è ormai stancante continuare a ribattere a queste scelte, visto il “muro di gomma” , cioè le non risposte dei vari soggetti interessati, innalzato sui vari argomenti, ma un po’ di domande e numeri riassuntivi fanno al caso, repetita iuvant:

  1. con i 9 milioni di Euro del progetto Chic messi dalla Provincia si potevano comprare una quarantina di bus a metano oppure qualche unità di meno e ampliare la capacità di rifornimento di metano, che non ci sarebbe stata per nuovi bus a metano;
  2. il progetto Chic è stato di fatto imposto dalla Provincia (sarebbe forse meglio dire dall’IIT?) alla Sasa, altro che storie, ma si sa che nel tpl non si bisticcia fra enti e società, soprattutto con chi deve darti i soldi per comprare nuovi autobus;
  3. scelte a monte: nello stesso piano energia Alto Adige 2050 si parla di bus a metano (e idrogeno) ma sarebbe bastato vedere all’estero come i bus a metano, fatti andare a biometano, sono uno strumento per combattere le emissioni di CO2 (-90%), ma forse né in Provincia né in Sasa si dispone di collegamenti internet e quindi non si era in grado di fare qualche verifica via web, vero? Ma, soprattutto, sono state fatte valutazioni, analisi, confronto di costi fra i vari carburanti? E chi ha preso la decisione di acquisto dei bus a gasolio: Consiglio di Amministrazione, Provincia, Presidente, Direttore Generale o chi ancora?
  4. progetto Chic: cinque autobus, di cui due solo in circolazione (e prendiamo atto che l’incidente avvenuto di recente col bus n. 430 è stato un errore dell’autista) ma, ci si dimentica, dei 15,6 milioni di Euro di costo della centrale di idrogeno di Bolzano Sud e senza sapere QUANTO costa un kg di idrogeno, cui si aggiungono ulteriori 800mila Euro per un distributore di idrogeno, immagino per le vetture del progetto HyFive (ci tornerò sopra prossimamente).

    Corrire dell'Alto Adige, 23.4.2014

    Corrire dell’Alto Adige, 23.4.2014

  5. infine mi si spieghi come mai se da una parte si afferma di volersi affrancare dalle fonti fossili dei carburanti, come mai allora si sono comprati 42 bus a gasolio (senza contare il centinaio della Sad)?
  6. magari sarebbe anche “carino” sapere cosa si pensa della comparazione fra costi dei carburanti effettuata da Trentino Trasporti nell’autunno 2013, che nuovamente allego qui sotto, dato su cui NESSUNO si è MAI preso la briga di commentare, forse perché un dato tanto eclatante?

Tante domande, mai nessuna risposta, ma invece accuse di fare polemiche pretestuose. Ognuno se ne faccia una propria idea leggendo quanto sopra.

 

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

Prima i guasti, ora l’incidente: la saga della sola dei bus a idrogeno del progetto Chic – H2-Bus-Unfall, wie “Chic”!

5 Apr

Prima i guasti, ora l’incidente di cui non si sanno ancora le cause. Ma i bus a idrogeno continuano a circolare.

Qui l’articolo del giornale “Alto Adige” online del 3 aprile 2014 con un paio di miei commenti su questa situazione un po’ particolare su cui mi sono soffermato diverse volte qui su questo blog. Qui invece l’articolo uscito sulla versione cartacea un po’ più dettagliato e sembra che i freni non abbiano funzionato dalla ricostruzione fatta.

Fra l’altro qui si parla che ogni bus costa 1,3 milioni di Euro, si impara sempre qualcosa di nuovo dopo gli iniziali 1,1 milioni. Ma che dopo cinque anni debba essere cambiata la cella di combustibile e “riconvertire” con un motore a metano: ma chi ha riferito al giornale tale informazione? Avevo chiesto tempo fa alla responsabile del progetto Chic nel cantone svizzero d’Aargau che cosa se ne facesssero dei bus alla fine del progetto e mi aveva semplicemente risposto che avrebbero continuato ad usarli.

Qui la “perla” del presidente Pagani della serie: nessun guasto, non sappiamo cos’è successo, i bus rimangono in circolazione! Come dire: sfidare la fortuna sperando che non succeda nulla in futuro? Ovviamente è l’auspicio, ma se, sfortunatamente dovesse succedere di nuovo qualcosa? Anche perché non mi risulta, se la memoria non m’inganna, che sia mai successo qualcosa del genere con i bus tradizionali a gasolio e a metano.

Dal giornale “Alto Adige” di oggi si legge che la “scatola nera” verrà spedita in Germania. Bene, così di quanto avvenuto tutto cadrà nel dimenticatoio e non sapremo mai cosa sarà veramente successo. Scommettiamo?

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Was soll’s, 150 Meter ungebremste Geisterfahrt auf dem sündteueren 1,1 (oder 1,3?) Millionen Euro H2-Bus und niemand weiß wieso? Hauptsache beruhigen, minimieren, usw. Die H2-Busse verkehren ordentlich weiter, aber die Black Box vom Bus wird nach Deutschland geschickt. Ich wette, dass man darüber nie mehr etwas wissen wird.

Es war nur ein Wunder, dass niemand vom ungebremsten Bus nicht erfasst wurde. Oh ja, das war wirklich “Chic”.

Man kann aber ein bisschen überrascht sein, dass man bei den deutschsprachigen Medien so “neutral & kurz” darüber berichtet hat, siehe mal Stol.it und Suedtirolnews.it (hier wurde sogar ein Foto eines VanHool-H2-Bus veröffentlicht, dass weder mit dem Unfall noch mit den H2-Bussen zu tun hat, die in Bozen eingesetzt werden).

 

Il bus ad idrogeno coinvolto, nell’incidente, foto: Minisini (link alla foto del giornale “Alto Adige” online, http://altoadige.gelocal.it)

La mia contro-replica pubblicata dal giornale Alto Adige, vogliamo parlarne ma seriamente?

6 Dic

Il 3 dicembre 2013 il giornale “Alto Adige” ha pubblicato la mia contro-replica al presidente della Sasa Pagani.

Ad oggi nessuna ulteriore “contro reazione”, ma ovviamente non ci sarà.

Una curiosità: oggi ho notato nel deposito bus Sasa ben tre dei cinque mezzi a idrogeno fermi. E’ una sperimentazione con cinque bus o con due bus su strada?

Che queste “prove su strada” le paghino i di fatto i contribuenti con ben 9 milioni di Euro in cinque anni, beninteso al netto del contributo UE di 4,5 milioni di Euro… la cosa si commenta da sé.

Sasa… “dove vai se l’idrogeno non ce l’hai”…?

La risposta al presidente Pagani sui bus a idrogeno & compagnia, finora non pubblicata…

1 Dic

Questa la riposta al presidente della Sasa Pagani alla sua lettera del 22 novembre, di cui al precedente post, ed inviata al giornale Alto Adige, purtroppo ad oggi, a distanza di ormai 10 giorni, non ancora pubblicata.

Egregio direttore, mi consenta di replicare all’intervento del presidente della Sasa Pagani del 22 novembre. Rispedisco seccamente al mittente l’inconsistente accusa di malafede. Aver avuto un incontro ormai due anni fa, quasi fosse stata una benevolenza, lascia trasparire un concetto di comunicazione piuttosto singolare se poi s’intende rimanere graniticamente fermi a dati che si sono rivelati per buona parte fallaci. E’ normale dunque che i ragionamenti e le domande vadano ben oltre, o no? Il presidente Pagani ha del tutto aggirato i temi da me posti riferendo di tutt’altro e non ha risposto sul progressivo mancato rinnovo della flotta negli anni passati e relative responsabilità, sul minor costo del metano rispetto al gasolio, sul prezzo dei bus che non corrispondeva a quello dichiarato nell’intervista del 17 novembre, sull’alternativa scartata dei bus a metano, sull’uso del biometano e dell’idrometano, sul fatto che il progetto idrogeno sia stato imposto dalla Provincia. Nessuna risposta poi sul Metrobus a gasolio rispetto a quello francese a metano. Non è poi propriamente elegante che mi si accusi indirettamente d’essere un sostenitore degli attuali fornitori energetici, cosa su cui posso solamente ridere. A mio avviso è stata un’occasione sprecata malamente l’aver puntato solo al massimo risparmio nell’acquisto dei 41 nuovi bus solo a gasolio a differenza di quanto avviene in altre città italiane ed estere. In parallelo avanti con i paraocchi col progetto idrogeno a totale discapito di una strategia complessiva che comprenda altre soluzioni. Sull’idrogeno, magari parliamo del punto di rifornimento H2 di Brugg in Svizzera, pensato per rifornire altrettanti ed eguali 5 bus a idrogeno del progetto Chic, che è costato circa 1,8 milioni di Euro. La centrale di Bolzano Sud è costata invece 15,6 milioni di Euro, forse per accaparrarsi il titolo di “Green Region”? Leggendo che i bus a idrogeno dovrebbero costare “meno” in futuro, ma sempre il doppio di quello di un bus normale, si è portati a pensare che se ne vogliano acquistare altri nei prossimi anni. Tanto mica vengono pagati di tasca propria da chi decide tali acquisti. Rimane in ogni caso la sgradevole sensazione che le domande e le valutazioni critiche nel tpl non siano molto gradite, nonostante pur sempre trattasi di servizio pubblico e di fondi pubblici, dunque della collettività. Altrove su tali temi si discute e ci si confronta pubblicamente, qui invece si è stati messi di fronte a scelte predeterminate e preconfezionate, beninteso purtroppo nel disinteresse generalizzato di enti, associazioni e degli stessi cittadini.  

L'iniziativa europea Chic: 5 bus a idrogeno, 13,5 milioni la spesa dichiarata, 9 a carico della Provincia con cui, è utile ricordarlo, si sarebbero potuti comprare circa  45 bus nuovi che avrebbero potuto consentire il rinnovo totale della flotta Sasa. Peccato che nessuno ci abbia pensato.

L’iniziativa europea Chic: 5 bus a idrogeno, 13,5 milioni la spesa dichiarata, 9 a carico della Provincia di Bolzanocon cui, è utile ricordarlo, si sarebbero potuti comprare circa 45 bus nuovi che avrebbero potuto consentire il rinnovo totale della flotta Sasa. Peccato che nessuno ci abbia pensato.