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Trentino: minibus a idrogeno, poche notizie, spreco pazzesco

14 Apr

Dell’indagine annunciata poco tempo fa sui fantasmagorici minibus a idrogeno e relativa stazione di rifornimento di Panchià non s’è saputo più nulla. Di recente il tema è stato ripreso a margine di una denuncia del Comitato Antispreco di Cavalese.

Personalmente sono stato citato dal giornale Trentino un mesetto fa ma di reazioni, come al solito, manco una.

Rimane l’amarezza di dover constatare come certe scelte sono state prese per motivi ufficiali di “ricerca”, il che fa sinceramente, ancora oggi, sorridere. I mondiali di sci nordico della Val di Fiemme sono stati solo un pretesto per acquistare bus ibridi-gasolio e per i due minibus a idrogeno. Di scelte più con i piedi per terra come bus e minibus a metano, manco l’ombra. Il tutto con la provincia di Trento coinvolta nel progetto europeo Biomaster che sostiene l’utilizzo del biometano. Più contraddittorio di così, anzi un bel cortocircuito.

C’è stata anche un’interrogazione al Consiglio Provinciale di Trento il 29.1.2014. La risposta dell’assessore Gilmozzi del 5.3.2014 lascia, per davvero, il tempo che trova. D’altronde, che tipo di risposta ci si poteva aspettare da chi ha finanziato tale progetto: “L’organizzazione di un capillare e puntuale servizio all’utenza, in termini di frequenza delle corse e di completezza del servizio, coniugato al perseguimento degli obiettivi di politica ambientale fondati sulla mobilità sostenibile e sull’impiego di risorse rinnovabili, conferma la validità e la vantaggiosità della scelta operata.” 

Ci manca solo la pernacchia finale, quindi ce la aggiungo idealmente io. Tanto i 4,5 milioni di Euro fra distributore (1,4) e minibus (3,1) li paga Pantalone… no?

Uno dei mibus a idrogeno su di una strada in montagna (da www.ttspa.it)

Uno dei minibus a idrogeno su di una strada in montagna (foto da http://www.ttspa.it)

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24 stazioni di rifornimento di idrogeno in Alto Adige entro il 2020? La fantasia supera la realta’… – 24 Wasserstofftansktellen in Südtirol bis 2020? Bluff oder was…

7 Mag

Il Fatto Quotidiano, rubrica motori 2.0, ha pubblicato un articolo a firma di Lucio Valetti il 4 maggio in cui si legge, oltre ad una panoramica H2 in Europa e nel mondo (cose note, fra l’altro), afferma:

“Si parte dall’Alto Adige, con l’obbiettivo di dotare la regione di 24 stazioni di produzione e distribuzione di idrogeno entro il 2020. E non lontano dal casello di Bolzano Sud  si sta già realizzando (fine dei lavori prevista entro quest’anno) un impianto di produzione e distribuzione con un potenziale di  250 metri cubi di idrogeno all’ora, l’equivalente di 650mila litri di benzina, capace di approvvigionare 50 autobus o mille auto. Il progetto si  inserisce in quello di un’altra “autostrada a idrogeno” da Modena a Monaco di Baviera, con un distributore ogni cento chilometri.”

La cosa curiosa, peraltro la prima volta che emerge, sono le ben 24 stazioni H2 previste entro il 2020. Domanda: per quali veicoli?  E chi le paga? Pantalone?

La novità è stata ripresa dal giornale Tageszeitung il 6 maggio. Proseguo in tedesco… weiter auf Deutsch.

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Die Südtiroler Tageszeitung hat die Nachricht in einem Artikel am 6. Mai auf ihrer Internetseite veröffentlicht. Ich habe mit einer ziemlich langen Stellungnahme darauf reagiert, siehe die Kommentare zum Artikel.

Link zur STageszeitung leider nicht mehr verfügbar (Update 8.9.2016)