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Green Mobility: domande aperte e molti dubbi sulla politica provinciale per un trasporto pubblico davvero ecologico (2)

28 Mar

Green Mobility: domande aperte e molti dubbi sulla politica provinciale per un trasporto pubblico davvero ecologico (2) (intervento pubblicato su salto.bz)

Un bus a metano di Sasa immatricolato nel 2000, quindi con 16 anni di servizio sul groppone.

Un bus a metano di Sasa immatricolato nel 2000, quindi con 16 anni di servizio sul groppone. (foto mdl)

 

La nuvoletta nera che esce dallo scarico di uno dei "nuovi" bus a gasolio Solaris acquistati solo tre anni fa...

La nuvoletta nera che esce dallo scarico di uno dei “nuovi” bus a gasolio Solaris acquistati solo tre anni fa… (foto mdl)

Come giustificare i bus a idrogeno in salsa bolzanina: le arrampicate sugli specchi del direttore della STA

6 Apr

Fa certo tenerezza leggere le “convinzioni” del direttore della STA nell’intervista rilasciata a salto.bz nel novembre scorso.

Premesso che la STA era ed è coinvolta appieno, difficilmente vi si troveranno delle critiche visto che sono coloro che questa sola la stanno portando avanti. Ma vediamo un po’.

I dati sono assolutamente trasparenti. Sì certo, se la si racconta così pare tutto o.k., peccato che mesi, se non anni, nonostante tante richieste, le cifre sono rimaste top secret e ci si è dovuti arrabattare fra dati sparsi un po’ qua e là. Alla fine la cifra viene fuori: 13,5 milioni di Euro di cui (solo) un terzo coperto da contributi UE.

“… si tratta di un’occasione unica, vale a dire quella di posizionarci come polo tecnologico all’avanguardia nell’ambito della mobilità ecologica.” Sarebbe però da spiegare perché non si parla di metano, di biometano e perché poi si sono compranti “all’ingrosso” decine e decine di bus a gasolio. Polo d’avanguardia? Di che cosa? Come centro per fare test di autobus costruiti in Germania???

Guardi, capisco che ogni volta che vengono spesi dei soldi pubblici subito c’è qualcuno che storce il naso. Ho sentito addirittura lamentele sul fatto che gli autobus sarebbero troppo silenziosi! Io penso che investire in tecnologia e innovazione abbia delle ricadute sul lungo periodo. Non è questione di storcere il naso. Qui la questione è che bisogna agire di testa e con riguardo al portafoglio che è di tutti i contribuenti. Investire in tecnologie? Certo, facendo costruire una centrale di idrogeno sproporzionata per bus che ci sono e non ci sono e per auto che, annunciate da anni, non si vedono ancora oppure sono, come i bus, a livello di prototipi. E anche quelle annunciate costeranno circa 70/80 mila Euro.

E vogliamo dire che con 9 milioni di Euro, al netto del contributo UE, si potevano comprare una quarantina di autobus a metano che, come ho già indicato qualche tempo fa, hanno costi di carburante pari a meno della metà, come risultato dalla ricerca di Trentino Trasporti. Senza dimenticarci dei costi (assurdi) della centrale di idrogeno a Bolzano Sud: 15,6 milioni di Euro (di cui 10 dati dall’Autobrennero) più altri 800mila Euro di soldi dell’A22 che verranno sperperati per un inutile distributori stradale di idrogeno per auto H2… che non ci sono.

Nessuno parla poi del fatto che Sasa si è trovata in mezzo alle gambe questi bus, ha “riconvertito” alcuni controllori di biglietti in autisti e, di fatto, si è vista imporre questo progetto dalla Provincia, il che la dice lunga dell’autonomia della Sasa stessa. Ma si sa che nel tpl tutto avviene tutto alla luce… di candela, di certo mai la Sasa si lamenterà di essersi trovata fra i piedi questi cinque bus a idrogno mentre nel contempo manda sulle strade vecchi bus a gasolio Euro 0.

Caro dott. Dejaco, avete fatto della NON trasparenza il motto di questo progetto H2 facendo finta di nulla delle mie innumerevoli lettere ai giornali. Avete rifilato una sola colossale ai cittadini di Bolzano e ve ne vantate pure. Ma per favore!

Mi permetto un consiglio: la pagina sulla “trasparenza amministrativa” sul sito web della STA è a dir poco scarna. Se poi si legge pure che “Con la pubblicazione delle seguenti informazioni e dati, la STA assolve tutti gli obblighi dell'”amministrazione trasparente” ai sensi dell’art. 18 del decreto legge n. 83 del 22.06.2012.” Cioè si crea una sezione, si inseriscono pochissime informazioni e si è adempiuto agli obblighi di legge. Una seconda volta: ma per favore!

Strutture Trrasporto Alto Adige spa

Strutture Trasporto Alto Adige Spa

Bolzano: autobus a idrogeno fra lodi sperticate, fatti e le non risposte del presidente della Sasa

24 Nov

C’era da immaginarselo. L’arrivo dei bus a idrogeno a Bolzano ha scatenato l’interesse dei media. Peccato che alla fin fine ci sia un po’ dimenticati delle problematiche che, come al solito, solo io ho sollevato.

Il “gran pavese” è stato sollevato grazie alla presentazione avvenuta venerdì 15 novembre. Qui gli articoli del giorno successivo pubblicati dall’Alto Adige, dal Corriere dell’Alto Adige e dal Dolomiten. E’ seguita l’intervista del 17 novembre al presidente della Sasa Pagani sull’Alto Adige.

Ecco,  a questo punto sono intervenuto con alcune lettere sul giornale.

Le prime due pubblicate dall’Alto Adige e dal Dolomiten il 20 novembre 2013. Il giorno successivo dal Corriere dell’Alto Adige.

Alla sollecitazione del direttore dell’Alto Adige, ha preso posizione (caspita che novità!) il presidente della Sasa rispondendo alla mia lettera il 22 novembre 2013. Ecco, se c’è un esempio di come NON rispondere alle domande, questo può essere un caso di scuola. Per Sasa tutto è stato chiarito… due anni fa, io sarei in malafede perché avrei ricevuto le risposte… due anni fa, con un contorno di dati ridondanti e insignificanti rispetto ai quesiti che avevo posto. Uno strano concetto di comunicazione quello di Sasa: si danno risposte e queste sono “scolpite nella roccia”, anche di fronte a domande che vanno ben oltre e magari in due anni un po’ di cose sono cambiate. Nel tpl (trasporto pubblico locale) è evidente che avere a che fare con qualcuno che pone domande secche e dirette non si è abituati.

Mi vengono in mente altre domande sulla risposta datami dal presidente Pagani, ma preferisco non aggiungere altre questioni che andrebbero a snaturare i punti centrali da me sollevati.

Con l’occasione ne approfitto per segnalare l’articolo pubblicato su salto.bz il 18 novembre 2013. Al di là dell’intervista al responsabile del progetto per la STA (giusto per complicare le cose visto che qui gli enti ricompresi a vario titolo nel progetto sono Sasa, Provincia, STA, IIT, un intreccio alquanto singolare), sono interessanti i commenti e, guarda caso, c’è chi si chiede se alla fine non era meglio utilizzare i filobus…