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Sasa: Inc.cool.8, avanti con i 38 bus diesel

15 Apr

Così, come se nulla fosse, Sasa sta preparando l’acquisto di 38 bus a gasolio. Nell’indifferenza generale e nella paralisi totale di chi dovrebbe dire qualcosa.

Articolo pubblicato su salto.bz

Il presidente di Sasa, Stefano Pagani (screenshot dal TGR Trentino-Alto Adige delle ore 14 del 15.4.2017 – http://www.rai.it/tgr)

Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (2)

24 Giu

Riprendo il commento alla trasmissionePasspartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Rammento che il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (non c’è, infatti, un link diretto).

Al minuto 32’50” di parla di “conversione dell’Autobrennero all’idrogeno. Tutto bene, tutto ecologico, solo che sommessamente mi chiedo come mai dall’autunno 2007 non si siano ancora realizzato il programma di ben dodici distributori di metano, che ben si rivolge ad una platea di utenti molto più ampia di quella a idrogeno (10 auto in circolazione…). Solo tre sono in esercizio: i due ormai storici di Campogalliano Ovest ed Est, a cui si è aggiunto Nogaredo Est da dicembre 2013. E il resto? Sul perché sia slittato di anno in anno tale programma non si sa nulla, si presume per la questione del rinnovo della concessione alla A22, se non che il nuovo (e per ora ultimo) calendario vede il protrarsi del progetto fino al 2018, notizia che si è ricavata dalla risposta ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale. Ad oggi, questo calendario non si trova da nessuna parte sul sito web di Autobrennero, anzi pare essere del tutto sparito con il nuovo sito.

L'articolo della Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

L’articolo della Neue Südtiroler Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

Non solo, ho i miei grossi dubbi se tali impianti sono agibili per i camion. Sì, perché ne cominciano a circolare. E taciamo pure del fatto che l’A22 non ha fatto, per quanto a mia conoscenza, nulla per il metano liquido (GNL) che darebbe un contributo notevole a ridurre l’inquinamento prodotto da camion, vera piaga della A22. Eppure bastava osservare gli sviluppi della materia sul web ma si sa che “non si vogliono avere camion che portano metano liquido su e giù per l’autostrada”, come mi fu riferito un paio d’anni fa. Camion questi che già funzionano a metano o con miscela metano-gasolio (DDF). Se, come afferma l’a.d. Walter Pardatscher “l’A22 ragiona in termini di energie alternative”, perché quanto ho appena scritto non si affronta? Poi si parla di colonnine elettriche in autostrada, ma per quante vetture circolanti? Insomma, sembra che A22 abbia solo lo sguardo volto verso un futuro a idrogeno ed elettrico, peraltro neanche tanto sicuro, ma le altre alternative, assai più concrete e attuali, paiono rimanere per strada. “Ci piace molto il ragionamento dell’idrogeno” e “cerchiamo di dare una spinta”. Posso capire, va bene, ma 5 milioni di € circa per gli edifici della centrale di Bolzano Sud, più altri 800mila € per il distributore H2… non è che ci si è troppo sbilanciati per una sola alternativa? E temo che questi mezzi siano stati sottratti alla realizzazione dei distributori di metano, purtroppo. O.K. che le auto H2 sono oggi “realtà”… però a che prezzi? E senza una rete di distribuzione. Ma questo aprirebbe una parentesi troppo ampia.

L'intervista all'a.d. di A22, Pardatscher.

L’intervista all’a.d. di A22, Walter Pardatscher.

Sulle affermazioni al minuto 38’30” di Ezio Zermiani che “per Jean Todt entro il 2020 avremo 16 milioni di auto a idrogeno in Europa”, mi permetto proprio di dubitarlo. Se guardiamo alle roboanti affermazioni, a livello di ubriacatura mediatica, sulle prospettive di sviluppo del mercato delle auto elettriche negli anni passati (es. un Motor Show a Bologna in cui sembrava che nel giro di pochi anni le auto EV sarebbero state dappertutto…) e vediamo cosa ne è venuto fuori oggi, personalmente starei un po’ cauto a fare o riportare simili dichiarazioni ultra-ottimistiche Ne riparleremo fra cinque anni per vedere chi aveva indovinato in queste che non sono altro che previsioni.

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle "16 milioni di auto a idrogeno nel 2020".

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle “16 milioni di auto a idrogeno nel 2020”.

Interessante l’aspetto del carsharing. Forse l’informazione che è mancata era che le VW Up! a disposizione sono a metano. Sulle Up! elettriche, giusto un confronto di prezzi: quella metano costa da 13.750 €, quella elettrica da 27.150 € …  Ci meravigliamo poi della scarsa diffusione delle auto EV…

carsharing Rai Tre Alto Adige

L’intervista alla responsabile del carsharing, Cristina Larcher.

Dal minuto 46’15” si passa a parlare di mobilità elettrica con i rappresentanti di Aew e Sel, settore in cui le due società fusionande si sono affacciate solo di recente (ma che non hanno fatto nulla negli scorsi anni per il metano, come ho evidenziato poco tempo fa). A parte le caratteristiche delle offerte e dei punti attuali di ricarica, appare opportuno evidenziare la dichiarazione dell’ing. Massimo Minighini di Aew e che “la rete di ricarica va, deve andare di pari passo con l’aumento del parco veicoli elettrici” e che “non ha senso realizzare colonnine dappertutto che poi non vengono utilizzate”. Il conduttore ha evidenziato con la domanda “prima l’uovo o la gallina” tale paradosso a cui il rappresentante di Sel, Sergio Fedele, ha detto che serve una “rete minima” anche se c’è da chiedersi con quanti punti. E’ lo stesso dilemma per gli altri carburanti alternativi, come il metano o l’idrogeno: se c’è la rete i veicoli si comprano e viceversa. Semmai, nonostante il tamburo battente pro auto elettriche da anni, in provincia di Bolzano risultano solo 100 auto EV con una prospettiva di arrivare al 2020 a 1.000. A mio avviso un bel ridimensionamento rispetto a tante previsioni “sparate” negli anni passati, anche a livello locale.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell'intervista sulla mobilità elettrica.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell’intervista sulla mobilità elettrica.

Emblematica la sottostante immagine: si tratta della Opel Ampera (alias Chevrolet Volt), auto Erev (auto elettrica con motore che ricarica la batteria una volta che questa sia vuota), con cui Aew e Sel fanno p.r. per la mobilità elettrica. Come già per altre due auto apparse in trasmissione (Th!nk e Renault Fluence Z.E.) pure la Ampera/Volt è entrata nel novero delle auto “cessate”, almeno in Europa visto che il nuovo modello verrà venduto solo in Nordamerica e… chissà mai perché…

La Opel "Ampera" di Aew e Sel, peccato che... ne sia cessata la produzione e che non verrà più' venduta in Europa.

La Opel “Ampera” con i loghi di Aew e Sel, solo che… ne è cessata la produzione e che non verrà più’ venduta in Europa.

La trasmissione poi è proseguita senza ulteriori episodi da commentare.

Ecco, piacerebbe che magari anche qualche “voce critica” o “voce informata” indipendente venisse pure ascoltata in tali occasioni. Beninteso, l’obiettivo di informare su temi importanti della mobilità per l’oggi e il domani è stato centrato. Forse soffermarsi anche con qualche dato che avesse fatto da contraltare a talune voci fin troppo entusiastiche, a mio avviso avrebbe anche concretizzato la trasmissione. Altrimenti si rischia col finire con il solito assunto che “siamo i più bravi” e che siamo “l’ombelico del mondo”, brutto vizio assai provincialotto.

 (2 – fine)

Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (1)

22 Giu

Interessante la trasmissione Passpartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (purtroppo non c’è un link diretto).

Piazza Walther a Bolzano ripresa all'inizio della trasmissione.

Piazza Walther a Bolzano ripresa all’inizio della trasmissione.

Ebbene, la panoramica delle auto ecologiche inizia con una puntatina… al passato visto che al minuto 9′ della trasmissione ci si sofferma su una vettura elettrica, che però non si nomina. Si tratta della Th!nk che di diritto era da iscrivere fra le auto storiche visto che si tratta di un modello che non viene più prodotto ormai dal 2011 visto che chi l’ha prodotta in varie fasi è fallito quattro volte e ci si è scottata le dita pure la Ford. Problemi: costi elevati, prezzo finale elevato, poca produzione… peraltro un refrain che coinvolge un po’ anche le auto EV d’oggi.

La Th!nk in piazza Walther a Bolzano, auto elettrica la cui produzione è terminata nel 2011 in Europa e nel 2012 negli Stati Uniti.

La Th!nk in piazza Walther a Bolzano, auto elettrica la cui produzione è terminata nel 2011 in Europa e nel 2012 negli Stati Uniti.

Se la “… capacità di capire dove va il mondo…” (cit. Ezio Zermiani) la si misura con la Th!nk, auto fuori produzione da quattro anni, buonanotte!

Dal minuto 11′ sul metano, lascio perdere e non commento quanto detto dal quel “signore” che si fa definire “giornalista” quando non lo è e si vanta pure di non esserlo e gestisce un sito velinaro che viene definito e definisce “rivista“. Se si vuole sapere qualcosa sul metano per auto, consiglio andare su metanoauto.com. Sul biometano, cerchiamo di non essere ridicoli. Basta attraversare il Brennero e il biometano lo si trova e ci si può rifornire ormai da anni. Di quale “sperimentazione” ci sia ancora bisogno, non si sa, solo gli allocchi ci cascano. In Alto Adige il biometano, per la cronaca e a prescindere dalla vergognosa situazione italiana tuttora di stallo, è stato letteralmente snobbato per l’impiego nell’autotrazione, vedasi il demente caso dei bus a gasolio di cui ormai da quattro anni ho dedicato questo blog.

Parla dimetano e biometano un pseudo-"giornalista"... lasciamo perdere, per favore!

Parla di metano e biometano un pseudo-“giornalista” di una “rivista”… lasciamo perdere, per favore!

Al minuto 13’15 “siparietto” con il Sindaco di Bolzano, anche se è sembrato giusto poco spontaneo. Ecco, anche quest’auto (la Renault “Fluence Z.E.” elettrica, ho linkato la pagina in inglese visto che quella italiana è obsoleta) sarebbe stata da inserire fra le auto “storiche” perché pure questa è andata fuori produzione nel 2013 per scarso successo commerciale (costo, pesantezza, scarsa autonomia, pochi modelli venduti, ecc.) alla pari della citata Th!nk e risulta oggi prodotta solo in Corea del Sud.

La Renault Fluence Z.E. del primo cittadino di Bolzano, ormai da ascriversi alla categoria "youngtimers".

La Renault Fluence Z.E. del primo cittadino di Bolzano, ormai da ascriversi alla categoria “youngtimers”.

Dal minuto 15’30” circa si parla di idrogeno. “Energia autarchica” la definisce il conduttore… vabbeh, peccato che ci si sia del tutto “smarriti” sulle altre alternative. Il ritorno in piazza, dopo il video di H2AltoAdige, si parla di STA per il progetto idrogeno. Per la verità sarebbe da fare un po’ di chiarezza di chi fa cosa, ma forse è solo un dettaglio… Giusto per la cronaca, alla STA potrebbero anche investire nel proprio sito internet visto il ruolo che svolgono…  vedasi sotto che razza di sito minimalista e del tutto fuori da qualsiasi regola di comunicazione per un sito istituzionale.

Il sito web della STA Alto Adige. Nonostante il ruolo nel trasporto pubblico, una vera e propria misera comunicativa nel web made in Sudtirolo.

Il sito web della STA Alto Adige. Nonostante il ruolo nel trasporto pubblico, una vera e propria miseria comunicativa nel web 2.0 made in Sudtirolo.

Davanti al bus a idrogeno del progetto Chic.

Davanti al bus a idrogeno del progetto Chic.

Dopo la presentazione (un po’ lunghetta e a tratti semplicistica) del direttore della STA Dejaco, al minuto 19′ è arrivata la responsabile del progetto Chic in ambito di STA, Marlene Rinner, che evidentemente ha voluto rispondere alla mia lettera che era stata pubblicata proprio quel giorno sul Dolomiten (vedi post precedente). Spiacenti, ma parlare solo della riduzione della CO2 (190 t di CO2 dall’introduzione dei cinque bus), beh è un po’ fuorviante. Altro che “quando si parla mobilità alternativa si parla di risparmio di denaro” e “bisogna spostare l’idea dal risparmio economico a quello ambientale” come ha riferito il conduttore.

L'ing. Rinner, a sinistra, durante il suo intervento.

L’ing. Rinner, a sinistra, durante il suo intervento.

“Tanta gente si fissa sui costi di acquisto di questi autobus ma non tiene conto che con questa tecnologia facciamo qualcosa per l’ambiente, per la salute, abbattiamo le emissioni del CO2 e altre emissioni nocive, anche del particolato e questo contribuisce alla salute…” Eh no, cara ing. Rinner. Qui il problema va visto nel suo complesso. Come ho già evidenziato tante volte, il medesimo risultato e in scala assai più grande si sarebbe ottenuto comprando autobus a metano. Con i 5,5 milioni di Euro spesi per i 5 bus H2 si potevano comprare circa 23/24 autobus a metano con tutti i benefici che ne conseguivano in termini di quasi assenza di particolato, di NO2 (biossido di azoto) e pure di diminuzione di CO2 ( -10% che diventa -90% col biometano). Questo avrebbe potuto avvenire parallelamente all’acquisto dei bus H2 invece Provincia e Sasa hanno deciso di comprare al massimo risparmio e puntato al gasolio (solo all’acquisto, i conti del carburante e dell’additivo adblue vorrei vederli…) solo ed esclusivamente per ovviare alla tremenda vetustà dei mezzi Sasa visto che fra 2007 e 2013 grossi acquisti di bus non sono avvenuti. E nessuno ne ha mai spiegato le ragioni. Facendo delle incredibili capriole per cercare di giustificare tali acquisti, ma è tutto ben documentato su questo blog.  C’è inoltre un altro punto: il ragionamento non cambierà se e quando si acquisteranno altri 20 bus H2 entro il 2020. Che non copriranno MAI la flotta Sasa (e Sad). A prescindere che i contributi UE in futuro saranno ben inferiori (si parla di 200mila Euro per mezzo), quindi i bus H2 costeranno grosso modo circa il doppio rispetto ad un bus a metano (dato appreso alla fiera UITP di Milano l’8 giugno 2015), oggi non c’è nessuna indicazione  di cosa si vorrà fare del restante della flotta a differenza delle scelte programmate, ad esempio, in Trentino. Un silenzio assordante che fa pensare che si ripeta nuovamente il massiccio acquisto di altri (stramaledetti) bus a gasolio pensando di risparmiare. Ah sì? Andate a parlarne con l’ing Bottazzi della Tper di Bologna: dice esattamente le stesse cose che sto ripetendo da quattro anni a questa parte. Guardate Parigi: nel progetto bus2025 c’è spazio per bus ibridi (anche se con tale soluzione il gasolio rientra dalla finestra) e, udite udite, autobus a biometano. Di bus H2 manco l’ombra. Domanda: “chi è lo scemo adesso”? (è un modo di dire, beninteso, prima che qualcuno si ritenga in qualche modo offeso). Anche perché i soldi per comprare i bus sono pubblici, quindi di certo è relativa l’affermazione che non bisogna guardare ai costi dei bus. Lo si vada a dire ai cittadini che utilizzano ancora bus vecchi a Bolzano!

Dopo il video di spiegazione sui bus H2, dal minuto 24′ circa via al presidente di Sasa Pagani davanti al vecchio bus d’antan. Mi soffermo solo su di una frase sul “confort dei mezzi” e che “di recente sono stati rinnovati una quarantina di autobus”. Ecco, caro presidente Pagani, perché ha glissato sul fatto, dopo aver sentito le stra-lodi per i bus a idrogeno, che questi sono a gasolio? E che poi tanto silenziosi non sono? Giusto per curiosità!

Il presidente di Sasa Pagani, un'eleganza di... altre cinture.

Il presidente di Sasa Pagani, un’eleganza di… altre cinture.

 (1 – continua)