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Alto Adige: le ‘capriole’ sui carburanti alternativi

11 Ott

Rispondere “fischi per fiaschi” sui carburanti alternativi dimostrando di non avere una strategia complessiva. A questo punto è ormai chiaro che qualcosa proprio non va.

Intervento pubblicato su salto.bz

(da East Bay Clean Cities – Pixabay )

Due impianti di rifornimento di metano liquido, a sinistra quello di Padova Interporto con il serbatoio criogenico montato verticalmente e quello di Castel San Pietro Terme (Bo) con serbatoio montato in orizzontale. (da Interporto Padova e Ham Italia)

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Mobilita’ sostenibile in provincia di Bolzano: gli spunti dalla diretta di Rai Alto Adige e le domande che rimangono tuttora sul tappeto (2)

24 Giu

Riprendo il commento alla trasmissionePasspartù IL PUNTO: MOBILITA’ diretta da piazza Walther trasmessa sabato 6 giugno 2015 in diretta e replicata domenica 7 mattina. Rammento che il video lo si trova sul sito di Rai Alto Adige –> Mediateca –> 6 e 7 giugno 2015 (non c’è, infatti, un link diretto).

Al minuto 32’50” di parla di “conversione dell’Autobrennero all’idrogeno. Tutto bene, tutto ecologico, solo che sommessamente mi chiedo come mai dall’autunno 2007 non si siano ancora realizzato il programma di ben dodici distributori di metano, che ben si rivolge ad una platea di utenti molto più ampia di quella a idrogeno (10 auto in circolazione…). Solo tre sono in esercizio: i due ormai storici di Campogalliano Ovest ed Est, a cui si è aggiunto Nogaredo Est da dicembre 2013. E il resto? Sul perché sia slittato di anno in anno tale programma non si sa nulla, si presume per la questione del rinnovo della concessione alla A22, se non che il nuovo (e per ora ultimo) calendario vede il protrarsi del progetto fino al 2018, notizia che si è ricavata dalla risposta ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale. Ad oggi, questo calendario non si trova da nessuna parte sul sito web di Autobrennero, anzi pare essere del tutto sparito con il nuovo sito.

L'articolo della Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

L’articolo della Neue Südtiroler Tageszeitung che riporta il cronoprogramma aggiornatao dei nuovi distributori di metano (e gpl).

Non solo, ho i miei grossi dubbi se tali impianti sono agibili per i camion. Sì, perché ne cominciano a circolare. E taciamo pure del fatto che l’A22 non ha fatto, per quanto a mia conoscenza, nulla per il metano liquido (GNL) che darebbe un contributo notevole a ridurre l’inquinamento prodotto da camion, vera piaga della A22. Eppure bastava osservare gli sviluppi della materia sul web ma si sa che “non si vogliono avere camion che portano metano liquido su e giù per l’autostrada”, come mi fu riferito un paio d’anni fa. Camion questi che già funzionano a metano o con miscela metano-gasolio (DDF). Se, come afferma l’a.d. Walter Pardatscher “l’A22 ragiona in termini di energie alternative”, perché quanto ho appena scritto non si affronta? Poi si parla di colonnine elettriche in autostrada, ma per quante vetture circolanti? Insomma, sembra che A22 abbia solo lo sguardo volto verso un futuro a idrogeno ed elettrico, peraltro neanche tanto sicuro, ma le altre alternative, assai più concrete e attuali, paiono rimanere per strada. “Ci piace molto il ragionamento dell’idrogeno” e “cerchiamo di dare una spinta”. Posso capire, va bene, ma 5 milioni di € circa per gli edifici della centrale di Bolzano Sud, più altri 800mila € per il distributore H2… non è che ci si è troppo sbilanciati per una sola alternativa? E temo che questi mezzi siano stati sottratti alla realizzazione dei distributori di metano, purtroppo. O.K. che le auto H2 sono oggi “realtà”… però a che prezzi? E senza una rete di distribuzione. Ma questo aprirebbe una parentesi troppo ampia.

L'intervista all'a.d. di A22, Pardatscher.

L’intervista all’a.d. di A22, Walter Pardatscher.

Sulle affermazioni al minuto 38’30” di Ezio Zermiani che “per Jean Todt entro il 2020 avremo 16 milioni di auto a idrogeno in Europa”, mi permetto proprio di dubitarlo. Se guardiamo alle roboanti affermazioni, a livello di ubriacatura mediatica, sulle prospettive di sviluppo del mercato delle auto elettriche negli anni passati (es. un Motor Show a Bologna in cui sembrava che nel giro di pochi anni le auto EV sarebbero state dappertutto…) e vediamo cosa ne è venuto fuori oggi, personalmente starei un po’ cauto a fare o riportare simili dichiarazioni ultra-ottimistiche Ne riparleremo fra cinque anni per vedere chi aveva indovinato in queste che non sono altro che previsioni.

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle "16 milioni di auto a idrogeno nel 2020".

Ezio Zermiani e la previsione di Jean Todt sulle “16 milioni di auto a idrogeno nel 2020”.

Interessante l’aspetto del carsharing. Forse l’informazione che è mancata era che le VW Up! a disposizione sono a metano. Sulle Up! elettriche, giusto un confronto di prezzi: quella metano costa da 13.750 €, quella elettrica da 27.150 € …  Ci meravigliamo poi della scarsa diffusione delle auto EV…

carsharing Rai Tre Alto Adige

L’intervista alla responsabile del carsharing, Cristina Larcher.

Dal minuto 46’15” si passa a parlare di mobilità elettrica con i rappresentanti di Aew e Sel, settore in cui le due società fusionande si sono affacciate solo di recente (ma che non hanno fatto nulla negli scorsi anni per il metano, come ho evidenziato poco tempo fa). A parte le caratteristiche delle offerte e dei punti attuali di ricarica, appare opportuno evidenziare la dichiarazione dell’ing. Massimo Minighini di Aew e che “la rete di ricarica va, deve andare di pari passo con l’aumento del parco veicoli elettrici” e che “non ha senso realizzare colonnine dappertutto che poi non vengono utilizzate”. Il conduttore ha evidenziato con la domanda “prima l’uovo o la gallina” tale paradosso a cui il rappresentante di Sel, Sergio Fedele, ha detto che serve una “rete minima” anche se c’è da chiedersi con quanti punti. E’ lo stesso dilemma per gli altri carburanti alternativi, come il metano o l’idrogeno: se c’è la rete i veicoli si comprano e viceversa. Semmai, nonostante il tamburo battente pro auto elettriche da anni, in provincia di Bolzano risultano solo 100 auto EV con una prospettiva di arrivare al 2020 a 1.000. A mio avviso un bel ridimensionamento rispetto a tante previsioni “sparate” negli anni passati, anche a livello locale.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell'intervista sulla mobilità elettrica.

I rappresentanti di Aew (ing. Minighini) e Sel (Fedele) nell’intervista sulla mobilità elettrica.

Emblematica la sottostante immagine: si tratta della Opel Ampera (alias Chevrolet Volt), auto Erev (auto elettrica con motore che ricarica la batteria una volta che questa sia vuota), con cui Aew e Sel fanno p.r. per la mobilità elettrica. Come già per altre due auto apparse in trasmissione (Th!nk e Renault Fluence Z.E.) pure la Ampera/Volt è entrata nel novero delle auto “cessate”, almeno in Europa visto che il nuovo modello verrà venduto solo in Nordamerica e… chissà mai perché…

La Opel "Ampera" di Aew e Sel, peccato che... ne sia cessata la produzione e che non verrà più' venduta in Europa.

La Opel “Ampera” con i loghi di Aew e Sel, solo che… ne è cessata la produzione e che non verrà più’ venduta in Europa.

La trasmissione poi è proseguita senza ulteriori episodi da commentare.

Ecco, piacerebbe che magari anche qualche “voce critica” o “voce informata” indipendente venisse pure ascoltata in tali occasioni. Beninteso, l’obiettivo di informare su temi importanti della mobilità per l’oggi e il domani è stato centrato. Forse soffermarsi anche con qualche dato che avesse fatto da contraltare a talune voci fin troppo entusiastiche, a mio avviso avrebbe anche concretizzato la trasmissione. Altrimenti si rischia col finire con il solito assunto che “siamo i più bravi” e che siamo “l’ombelico del mondo”, brutto vizio assai provincialotto.

 (2 – fine)

AEW, risposta pubblica, ma nulla sulle intenzioni future sulla rete di distributori di metano

7 Mag

Il 15 aprile 2015 il “Corriere dell’Alto Adige” (il “Dolomiten” il giorno dopo) aveva pubblicato una mia lettera, che riporto più in basso.

Due giorni dopo ha risposto il responsabile marketing e comunicazione dell’AEW, citando dati sulla flotta aziendale che dispone di vetture a metano. Ne prendo atto anche se questa informazione non c’è sul sito web di AEW, né delle sue società controllate. Al che ho scritto una contro-replica al “Corriere” che ad oggi, però, non l’ha pubblicata. A questo punto, a distanza di ormai due settimane d’attesa  per la pubblicazione,  la pubblico qui sotto.

Distributori di metano, quale impegno per il nascente gruppo Aew/Sel?

Ho letto la risposta del responsabile del servizio marketing e comunicazione di Aew pubblicata sabato scorso in risposta alla mia lettera del 14 aprile. Prendo atto che Aew ha un parco auto con il 25% di auto a metano, dato non risultante sul sito web dell’azienda e che quindi non mi era noto. Sulla mobilità elettrica ho ascoltato l’interessante relazione dell’ing. Bordonetti di AeReti al recente convegno di Klimamobility che ha fornito molte risposte ai molteplici dubbi sulla e-mobility, che in parte però permangono per via dei costi ancora oggi assai alti per un comune cittadino. L’unica domanda che è rimasta senza risposta e che rappresentava peraltro il punto centrale della mia lettera, era la constatazione che sia Aew, assieme alla fusionanda Sel/SelGas/SelGasNet, negli ultimi anni non si sono mosse in merito all’apertura di distributori di metano, soprattutto a confronto con quanto fatto dalla “collega” Tigas in Nordtirolo, né dalla risposta traspare se vi sono piani in proposito per il futuro. Altrettanto non è stato chiarito se dai vertici di dette società oppure dai propri azionisti, ossia gli enti locali, sia mai venuto l’input ad impegnarsi sulla g-mobility. Quindi, domanda secca, il nascente gruppo Aew-Sel si impegnerà finalmente in tal senso dopo tanti anni di immobilismo?

Corriere Alto Adige - Lettera AEW 18 aprile 2015

“Corriere dell’Alto Adige” – Lettera AEW 18 aprile 2015

Emissioni e carburanti in Alto Adige: reazioni zero, come sempre.

9 Dic

Anche il giornale “Alto Adige” ha ripreso ieri il mio intervento sul tema.

Come al solito, reazioni zero. D’altronde, come rispondere se non si hanno elementi per contraddire quanto ho scritto?

Certo è che sarebbe opportuno far partecipare pubblicamente i cittadini a queste discussioni. Dopo le non scelte (vedasi Sel, Ae e Asm sui distributori che non hanno imparato nulla dall’esempio di Tigas in Tirolo) e le scelte palesemente errate del passato (si vedano i temi della rete di distribuzione del metano e l’acquisto di bus diesel su cui è meglio stendere un velo non pietoso ma di piena polemica), il silenzio evidentemente è la migliore arma per smontare chi solleva i problemi.

D’altronde il silenzio della politica (tutta) e dei cittadini, che manco protestano per l’aria che respirano, sono indice del corto circuito a cui oggi si assiste nella vita pubblica. Fate vobis.

Di strategia complessiva, come ho sempre scritto, siamo di fronte al nulla.

Tanto blablabla sulla mobilità elettrica, quella a idrogeno è solo futuribile ed oggi non riversabile su quella odierna per gli attuali elevatissimi costi e la rete di distribuzione tuttora inesistente, ma di quella reale e applicabile oggi, zero.

"Mobilità verde - Distributori metano, siamo troppo indietro"

“Mobilità verde – Distributori metano, siamo troppo indietro”