Tag Archives: trasparenza

Mobilità sostenibile: quando si pongono domande scomode che rimangono sempre senza risposte – Nachhaltige Mobilität: wenn man unbequeme Fragen stellt, die immer ohne Antwort bleiben

11 Feb

Intervento pubblicato su salto.bz

Beitrag auf salto.bz veröffentlicht

trasparenza_opacita

Quale vuole essere la direzione degli enti pubblici sulla mobilità ecologica e sostenibile?

 

Welcher ist der Weg bei der nachhaltigen und ökologischen Mobilität?

Nuovi autobus (di nuovo a gasolio!) per Sasa e Sad, ma gliene importa veramente a qualcuno? – Neue Busse (wieder Diesel!) für Sasa und Sad, aber interessiert das wirklich jemanden?

9 Ott

Qui un mio articolo pubblicato su salto.bz di altri nuovi bus (di nuovo a gasolio…!) in arrivo per Sasa e Sad mentre il mondo dei media fino ad oggi pare non essersene accorto.

In merito il “Corriere dell’Alto Adige” ha  pubblicato la seguente lettera.

CorriereAltoAdige_lettera_nuovi_bus_Sasa_04102015

Lettera – “Mobilità – I bus del futuro”, Corriere dell’Alto Adige, 4.10.2015

Reazioni: “as usual” nulla… il silenzio è la miglior formula per non scoprirsi davanti a domande (scomode?) per questo ennesimo episodio di miopia strategica della Provincia e delle società partecipate pubbliche... che sono dei Comuni e della Provincia, quindi dei cittadini. Trasparenza: zero.

E non mi si venga poi a parlare, per favore, di “green region” per l’Alto Adige!

Bus metano Sasa scritta Erdgasbus Sasa Beschriftung

Su alcuni bus a metano della Sasa risulta ancora la scritta “L’autobus a metano – Muoviamo il futuro”, peccato che si stiano comprando solo bus a gasolio! Auf einigen Erdgasbussen der Sasa steht noch die Beschriftung “Die NaturgasBusse – Zukunft in Bewegung”, aber leider wurden und werden nur Busse mit Dieselantrieb gekafut! (fonte/Quelle: http://www.sasabz.it)

Kürzlich habe ich auf salto.bz einen Artikel (auf Italienisch) veröffentlicht zum Thema der weiteren neuen Busse (wieder mit Dieselantrieb…!) während die Medienlandschaft dieses Thema bis heute nicht berücksichtigt hat.

Die “Dolomiten” hat am 6. Oktober 2015 meinen Leserbrief zum Thema veröffentlicht.

Dolomiten_Leserbriefe_Schon_wieder_mit_Diesel_06102015

Dolomiten – Leserbrief – “Neue Busse – Schon wieder mit Diesel”, 6.10.2015

Reaktionen: wie immer, keine. Die Stille scheint die Strategie zu sein, wenn ein Bürger konkrete (unbequeme?) Fragen stellt über strategische (Fehl-)Entscheidungen. Also zur nachhaltigen Mobilität von Land und der ÖPNV-Gesellschaften, die den Gemeinden bzw. dem Land gehören (also den Bürgern) kann man nur behaupten: Null-Strategie und Transparenz Null!

Aber bitte Südtirol nicht mehr als “Green region” bezeichnen!

Come giustificare i bus a idrogeno in salsa bolzanina: le arrampicate sugli specchi del direttore della STA

6 Apr

Fa certo tenerezza leggere le “convinzioni” del direttore della STA nell’intervista rilasciata a salto.bz nel novembre scorso.

Premesso che la STA era ed è coinvolta appieno, difficilmente vi si troveranno delle critiche visto che sono coloro che questa sola la stanno portando avanti. Ma vediamo un po’.

I dati sono assolutamente trasparenti. Sì certo, se la si racconta così pare tutto o.k., peccato che mesi, se non anni, nonostante tante richieste, le cifre sono rimaste top secret e ci si è dovuti arrabattare fra dati sparsi un po’ qua e là. Alla fine la cifra viene fuori: 13,5 milioni di Euro di cui (solo) un terzo coperto da contributi UE.

“… si tratta di un’occasione unica, vale a dire quella di posizionarci come polo tecnologico all’avanguardia nell’ambito della mobilità ecologica.” Sarebbe però da spiegare perché non si parla di metano, di biometano e perché poi si sono compranti “all’ingrosso” decine e decine di bus a gasolio. Polo d’avanguardia? Di che cosa? Come centro per fare test di autobus costruiti in Germania???

Guardi, capisco che ogni volta che vengono spesi dei soldi pubblici subito c’è qualcuno che storce il naso. Ho sentito addirittura lamentele sul fatto che gli autobus sarebbero troppo silenziosi! Io penso che investire in tecnologia e innovazione abbia delle ricadute sul lungo periodo. Non è questione di storcere il naso. Qui la questione è che bisogna agire di testa e con riguardo al portafoglio che è di tutti i contribuenti. Investire in tecnologie? Certo, facendo costruire una centrale di idrogeno sproporzionata per bus che ci sono e non ci sono e per auto che, annunciate da anni, non si vedono ancora oppure sono, come i bus, a livello di prototipi. E anche quelle annunciate costeranno circa 70/80 mila Euro.

E vogliamo dire che con 9 milioni di Euro, al netto del contributo UE, si potevano comprare una quarantina di autobus a metano che, come ho già indicato qualche tempo fa, hanno costi di carburante pari a meno della metà, come risultato dalla ricerca di Trentino Trasporti. Senza dimenticarci dei costi (assurdi) della centrale di idrogeno a Bolzano Sud: 15,6 milioni di Euro (di cui 10 dati dall’Autobrennero) più altri 800mila Euro di soldi dell’A22 che verranno sperperati per un inutile distributori stradale di idrogeno per auto H2… che non ci sono.

Nessuno parla poi del fatto che Sasa si è trovata in mezzo alle gambe questi bus, ha “riconvertito” alcuni controllori di biglietti in autisti e, di fatto, si è vista imporre questo progetto dalla Provincia, il che la dice lunga dell’autonomia della Sasa stessa. Ma si sa che nel tpl tutto avviene tutto alla luce… di candela, di certo mai la Sasa si lamenterà di essersi trovata fra i piedi questi cinque bus a idrogno mentre nel contempo manda sulle strade vecchi bus a gasolio Euro 0.

Caro dott. Dejaco, avete fatto della NON trasparenza il motto di questo progetto H2 facendo finta di nulla delle mie innumerevoli lettere ai giornali. Avete rifilato una sola colossale ai cittadini di Bolzano e ve ne vantate pure. Ma per favore!

Mi permetto un consiglio: la pagina sulla “trasparenza amministrativa” sul sito web della STA è a dir poco scarna. Se poi si legge pure che “Con la pubblicazione delle seguenti informazioni e dati, la STA assolve tutti gli obblighi dell'”amministrazione trasparente” ai sensi dell’art. 18 del decreto legge n. 83 del 22.06.2012.” Cioè si crea una sezione, si inseriscono pochissime informazioni e si è adempiuto agli obblighi di legge. Una seconda volta: ma per favore!

Strutture Trrasporto Alto Adige spa

Strutture Trasporto Alto Adige Spa

Bus a idrogeno: guasti a ripetizione con prototipi costati un occhio della testa… a “Pantalone”

31 Mar

Premesso che guasti ne possono capitare, però… L’articolo qui sotto del “Corriere dell’Alto Adige” del 20.3.2014 probabilmente vale più di qualsiasi considerazione. E pare che non siano i primi guasti di questi bus. che sono oggetto anche di un’interrogazione in Consiglio Provinciale ad oggi rimasta senza risposta.

E torna la domanda: pagare fiori di quattrini (1,1 milioni di Euro a bus!) con fondi pubblici (europei, ma soprattutto, provinciali) per fare le prove su strada per un costruttore privato?

Intanto continuano a circolare su strada a Bolzano vecchi bus Euro 0, come giusto pandant agli ipermoderni bus a idrogeno. Giova ricordare che con i 5,5 milioni di Euro spesi per i cinque prototipi Citaro H2 si sarebbero potuti comprare circa 25 bus a metano che, se fatti funzionare con biometano, avrebbero ottenuto quasi lo stesso risultato in termini di emissioni di CO2. Occorre aggiungere altro?

Forse sì, che la testardaggine e, mettiamoci pure, l’ottusità di certe decisioni è palese. Ovviamente solo coloro che hanno preso queste decisioni, con una notevole dose di NON trasparenza (è assai utile ricordalo), continueranno a giustificare con fantasmagoriche arrampicate sugli specchi tale iniziativa. Ne riparleremo di certo a fine progetto quando questi autobus rimarranno sul groppone a Provincia, STA, IIT, Sasa e compagnia cantante. Che magari poi si inventeranno di comprarne altri per giustificare i 15,6 milioni di Euro spesi (= gettati al vento), 10 da parte di Autobrennero + altri 800 mila per un distributore INUTILE per auto H2 e 5,6 da parte della Provincia, per la centrale di idrogeno di Bolzano Sud.  Un inciso a futura memoria.

CorriereAltoAdige_Bolzano_guastobusidrogeno_20032014

“Autobus a idrogeno in panne – Intervengono i vigili urbani” – Corriere dell’Alto Adige, Bolzano, 20 marzo 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Uno dei Mercedes Benz Citaro a idrogeno che circoleranno a Bolzano (foto da chic-project.eu) ma tutti gli interrogativi rimangono sul tappeto.

Idrogeno: il silenzio sul progetto del distributore per auto da 800mila Euro a Bolzano Sud

18 Feb

Questo il testo di una lettera finora non pubblicata dai media locali a commento dell’articolo uscito sul giornale “Alto Adige” il 2 febbraio 2014, quindi ognuno si faccia pure una propria idea su questo progetto a cui la nuova Giunta Provinciale ha dato il proprio assenso con la criptica delibera n. 50 del 28 gennaio scorso:

“Leggendo l’articolo di domenica, 2 febbraio, sulla centrale e sul distributore di idrogeno di Bolzano Sud non c’è che da rimanere sbigottiti. Si snocciolano dati, previsioni, numeri che sono basati su di una realtà che, però, oggi non esiste e non si sa quando e, soprattutto, se si avvererà. “Rifornimenti di idrogeno con benefici per l’ecosistema” e poi “necessità di realizzare una rete capillare di distributori”. Bello, peccato che non ci sia un solo mezzo di serie prodotto, ci sono solo i costosi prototipi dei bus H2 del progetto Chic pagati con i soldi dei contribuenti locali ed europei. Di auto neanche a parlarne salvo qualche miniserie dai costi spropositati tanto che si danno in leasing e in perdita per chi le costruisce, di camion neanche a parlarne. Quindi cosa sono i “700mila litri di benzina risparmiati” di cui all’articolo? Poi la ciliegina del distributore, questa sì uno schiaffo. A me risulta che una colonnina che eroga idrogeno nell’impianto c’è già, quindi che necessità c’è di spendere ben 800mila € per un ulteriore impianto di erogazione che andrà a rifornire auto oggi inesistenti e per chissà quanto ancora? Parlare di 720 e poi di 1080 veicoli da rifornire adesso fa sinceramente arrabbiare. Perché il tutto è una colossale presa in giro per chi oggi invece realmente cerca di inquinare meno visto che chi viaggia a metano attende dal 2007 la realizzazione dei punti di rifornimento, e solo Nogaredo Est ha aperto a fine dicembre, peraltro andando a risparmiare qualche migliaio di Euro avendo preferito installare erogatori italiani non adatti al self-service! La cosa che fa davvero inviperire è che si siano già realizzati 8 dei 12 punti di allaccio ai metanodotti, ma la realizzazione dei distributori è ulteriormente slittata in là fino a fine 2016.
Che si stia facendo il passo assai più lungo della gamba lo dimostra la rete di 27 distributori di metano in Tirolo e da lì si capisce che razza di strategia strabica, se mai esiste poi, si sta seguendo in provincia di Bolzano. E di quali “dieci e poi 15 bus a idrogeno” si sta parlando? Si ha forse intenzione di comprarne altri a spese dei cittadini spendendo il doppio, se non il triplo o il quadruplo di quello che costano i bus tradizionali? Il dubbio è più che lecito vista la confusione che è stata fatta di recente sui costi di acquisto degli ultimi bus, che, è bene ricordarlo sono rigorosamente a gasolio ed acquistati sulla base di dati farlocchi mentre nel Nordeuropa si comprano bus a metano per farli funzionare a biometano. Il bello è poi che se mentre in Europa si stanno pian piano vedendo camion a metano e a metano liquido, sulla tratta dell’Autobrennero tale sviluppo è stato totalmente ignorato. Quindi strategia zero. Il che dà la misura del nonsenso dei soldi spesi dall’Autobrennero, che sono soldi pubblici e soldi degli utenti dell’autostrada, se mai lo si fosse dimenticato. E con 800 mila € per un distributore di idrogeno che servirà a nessuno, si potevano costruire almeno 3 dei 12 impianti di metano attesi da anni sull’autostrada. C’è realmente da chiedersi il perché di questo buttare, non investire, tutti questi soldi pubblici ma l’impressione è che si senta sempre e solamente una campana ignorando qualsiasi alternativa e ogni critica. Infatti, di risposte non ne arriva una, che sia una. Bella trasparenza, per davvero.”

A22 - La via dell'idrogeno

 

 

 

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL  ©, tutti i diritti riservati)

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)

Metrobus: a quando qualche risposta o mai?

3 Feb

Ecco la lettera che è stata pubblicata dal giornale “Alto Adige” il 31 gennaio 2014.

Ad oggi nessun riscontro, silenzio assoluto. Che dire, complimenti! Trasparenza: ZERO.

Aggiungo solo un aspetto: partiti politici ed associazioni ambientaliste sul tema risultano “non pervenuti”.

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? - Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? – Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?

Metrobus: scelta pro gasolio in contrasto con il piano clima 2050 della Provincia – Metrobus: Dieselwahl im Gegensatz zum Landes-Klimaplan 2050

24 Gen

Alcuni temi sul Metrobus in salsa provincial-bolzanina che ho esposto nella mia lettera al giornale pubblicata dal “Corriere dell’Alto Adige” del 24.1.2014:

– la scelta pro-diesel, contrariamente al Metrobus a metano di Nantes, su cui NESSUNO prende mai posizione;

– l’incredibile contraddizione di tale scelta soprattutto se si va a leggere il Piano Clima “Alto Adige-Energia-2050” a pag. 40 circa il trasporto pubblico locale (tpl);

trasparenza: quando e da chi sono stati acquistati questi bus? Fa sorridere come la non-trasparenza sia all’ordine del giorno del Metrobus dell’Oltradige: non si trova un’informazione che sia una!

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Einige Themen bezüglich des Überetscher Metrobusses, die ich in meinem Leserbrief in den “Dolomiten” vom 23.1.2014 zusammengefasst habe:

– die Wahl pro Dieselantrieb, im Gegensatz zum Erdgas-Metrobus in Nantes, worüber NIEMAND eine Stellung nimmt;

– der Super-Gegensatz dieser Entscheidung, insbesondere wenn man den Klimaplan “Südtirol-Energie-2050” auf Seite 40 liest bezüglich des ÖPNV;

Transparenz: wann und von wem wurden die Metrobusse angekauft? Die Nicht-Transparenz ist an der Tagesordnung bezüglich des Überetscher Metrobus: man findet einfach keine diesbezügliche Information!

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? - Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? – Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?