Tag Archives: Trentino Trasporti

Biometano trentino, la presa per il… gas

6 Mag

Ne scrivevo già 10 anni fa, non fui ascoltato e ora in Trentino, e più precisamente a Trento, gli autobus andranno a biometano… con i rifiuti organici altoatesini e a Bolzano avremo una caterva di autobus diesel. Bravi! (per modo di dire…)

Articolo pubblicato su salto.bz

L’impianto di produzione di biogas/biometano di Cadino (www.ufficiostampa.provincia.tn.it)

 

Economia circolare in Trentino… con l’aiutino della Provincia di Bolzano (www.ufficiostampa.provincia.tn.it)

 

La conferenza stampa del 6 maggio a Cadino (TN) (www.ufficiostampa.provincia.tn.it)

La vicenda dei pulmini a idrogeno trentini, una storia infinita ai limiti del ridicolo: portarli a Bolzano, no?

10 Nov

Per gli ultimi, davvero incredibili e fantasmagorici, sviluppi della vicenda, rimando agli articoli del giornale “Trentino”

27.10.2015 I bus milionari a idrogeno parcheggiati tra le ruspe a Rovereto

27.10.2015 Un progetto costato 4,6 milioni di euro

28.10.2015 Usb: «Plotegher deve lasciare»

28.10.2015 Bus a idrogeno, molti mesi per ripartire

1.11.2015 «Più sicurezza? Vendete i bus a idrogeno»

Questa la mia lettera pubblicata sui giornali “Alto Adige” e “Trentino” il 4 novembre 2015:

Giornale "Alto Adige" - Lettere - 4.11.2015 - Vicenda incredibile - Pulmini a idrogeno "dimenticati"

Giornale “Alto Adige” – Lettere – 4.11.2015 – Vicenda incredibile – Pulmini a idrogeno “dimenticati”

 

Bolzano e i bus Sasa antiquati: quale strategia per il futuro? Forse il silenzio per evitare dibattiti sulle scelte sbagliate degli anni scorsi?

31 Mar

Bus Sasa a Bolzano: qualcuno s’è accorto che quelli a metano in circolazione cominciano ad essere giusto un po’ vetusti?

Qui sotto la lettera pubblicata dal “Corriere dell’Alto Adige” il 25 marzo 2015, analoga lettera inviata al giornale “Alto Adige” invece ad oggi non è stata ancora pubblicata (e forse mai verrà pubblicata, ad essere ottimisti). Pazienza.

Dico che è semplicemente una VERGOGNA che NESSUNO si occupi della tematica del tpl (trasporto pubblico locale) a Bolzano. Siamo in campagna elettorale e NESSUNO ne parla, tanta fuffa, tante parole vuote per dare voce alle proprie (… solite…) ugole e null’altro.

Complimenti, così si gestisce un servizio pubblico che costa milioni di Euro e per il quale le prospettive e strategie future sono uguali a zero. Salvo che in “camera caritatis” Sasa-Provincia di Bolzano non si sia già deciso di comprare nuovamente “efficienti e non inquinanti” autobus a gasolio (le “arrampicate sugli specchi” per giustificare l’ultimo acquisto puzzolistico erano talmente evidenti ma nessuno se n’è accorto tranne che il sottoscritto).

Ecco, a questo punto c’è da chiedersi il grado di competenza e di visione di chi governa questi processi. La risposta, dopo ormai diversi anni, per me è chiara: di certo non roboante.

"Corriere dell'Alto Adige" - Lettera - Trasporti, autobus da cambiare - 25 marzo 2015

“Corriere dell’Alto Adige” – Lettera – Trasporti, autobus da cambiare – 25 marzo 2015

Trentino: minibus a idrogeno, fra inchiesta e smantellamento del distributore, come volevasi dimostrare!

17 Gen

CVD, cioè come volevasi dimostrare. L’articolo del Trentino di oggi sui minibus a idrogeno (“Addio bus a idrogeno, un sogno pagato salato”) non abbisogna di tanti commenti se non che era facile che si arrivasse a tale conclusione, che forse conclusione ancora non è.

Certo che se adesso si dovessero spendere altri 500mila Euro per un distributore di idrogeno a Trento, magari a carico di A22, che nel frattempo sta facendo riposare dolci sonni al progetto dei distributori di metano (e gpl) deliberato nell’autunno 2007, non si sa se bisogna indignarsi, arrabbiarsi o cos’altro.

Posso solo dire che “l’avevo detto” tante volte su questo blog, addirittura a febbraio 2013 su metanoauto.comMagra consolazione, davvero.

I due minibus a idrogeno inutilizzati nell’autorimessa di Predazzo, fotografati dal “Trentino” a settembre 2014. (foto da trentinocorrierealpi.gelocal.it)

Una vicenda incredibile fra stazione di rifornimento abbandonata (ed ora smantellata) minibus abbandonati nel deposito di Predazzo, con un’inchiesta partita a gennaio 2014  che dovrebbe essere ancora in corso e da cui è venuta fuori la, per certi versi, sconcertante affermazione che tale acquisto fu “imposto” da parte della Provincia Autonoma di Trento.

E magari fra un po’ ci verrà comunicato che l’inchiesta non ha portato a rilievi di carattere penale, salvo interventi della magistratura contabile, e che quindi finirà a “tarallucci e vino”. I cittadini trentini, ne sono sicuro, “ringrazieranno sentitamente”.

Trentino: in arrivo nel 2015 altri 22 bus a metano, alla faccia delle scelte della Provincia di Bolzano!

26 Ago

Ecco, queste sono notizie che magari passano in secondo piano, ma a leggere il comunicato della Provincia Autonoma di Trento del 25.8.2014 un po’ di arrabbiatura viene, eccome se viene a leggere che, dopo otto nuovi autobus a metano acquistati quest’anno, nel 2015 ne arriveranno altri 22, sempre a metano, per la città di Trento.

A ben vedere, una “giravolta” di 180° da parte della Provincia Autonoma di Trento che negli ultimi anni aveva solo acquistato bus a gasolio e ibridi-gasolio, questi ultimi evidentemente non devono aver convinto per l’alto prezzo d’acquisto ed il costo chilometrico insoddisfacente come emerso dalla ricerca di Trentino Trasporti dell’autunno 2013, dati peraltro mai presentati ufficialmente se non al convegno per addetti ai lavori del progetto europeo “Biomaster” il 23 gennaio 2014.

Su questo blog ho criticato innumerevoli volte le recenti scelte che hanno portato all’acquisto di una quarantina di bus della Sasa esclusivamente a gasolio, giustificati con dati e numeri, letti in alcune risposte ad interrogazioni in consiglio provinciale a Bolzano, che sollevano più dubbi che certezze vista una certa disinvoltura e contraddittorietà dei contenuti.

Piacerebbe avere ora il commento del presidente della Sasa e del predecessore dell’attuale direttrice generale, che hanno sempre difeso a “spada tratta” la scelta del gasolio. Bravi, bis! Intanto il conto del gasolio lo pagheranno i cittadini nei prossimi anni, no? Con tanto di abbaglio sui bus a idrogeno ma è un’altra storia. Anche se ho sempre avuto l’impressione che abbiano fatto solo da “notai” a scelte prese altrove negli uffici di altre aziende di trasporto altoatesine e/o della Provincia di Bolzano.

Uno degli otto bus Scania a metano Euro VI che sono stati acquistati nel 2014 da Trentino Trasporti. Ora la decisione della Giunta Provinciale Trentina di acquistarne altri 22 nel 2015.

Uno degli otto bus Scania a metano Euro VI che sono stati acquistati nel 2014 da Trentino Trasporti per la città di Trento. Ora la decisione della Giunta Provinciale Trentina di acquistarne altri 22 nel 2015. In netta controtendenza rispetto alle scelte pro gasolio degli ultimi anni e pure di quanto fatto nel 2012-2013 dalla Provincia Autonoma di Bolzano per Sasa e Sad.

 

Bus a metano: in arrivo a Trento, Bolzano invece… – Erdgasbusse: neue in Trient, aber in Bozen…

28 Apr

Quanto annunciato dall’ ing. Giacomelli di Trentino Trasporti al convegno Biomaster il 26 gennaio 2014 a San Michele all’Adige si è ora concretizzato con un comunicato ufficiale di Scania Italia di qualche giorno fa confermando l’arrivo di nuovi bus a metano Euro VI.

Cosa farà ora Sasa dopo l’ubriacatura di 42 bus a gasolio (assieme ai 5 a idrogeno comprati dalla STA)?

Dal sito web di Sasa ho ricavato la lista con i bus in servizio indica che sono in circolazione ormai dagli anni 2000-2001 ben 24 mezzi a metano (9 Irisbus CityClass CNG 491E.10.22 e 15 del modello 491E.12.22). E quindi probabilmente qualche domanda ce la si potrebbe porre.

Peraltro, a ben leggere la lista, ci sono nella flotta ben 24 mezzi a gasolio  acquistati fra il 1996 e 2000 prima dei citati bus a metano. Viene veramente da arrabbiarsi a pensare ai 9 milioni netti che la Provincia ha, per me, buttato dalla finestra per il progetto dei bus a idrogeno visto che con quella somma potevano essere acquistati 35/40 bus a metano oppure meno ed allargando la capacità di rifornimento di metano della stazione interna al deposito Sasa. Ma tutti stanno zitti ed evidentemente va bene così, no? Cosa ci stia a fare il presidente, il direttore e il Consiglio di Amministrazione è una bella domanda.

Ecco il perché della mia risposta pubblicata dal “Corriere dell’Alto Adige” il 27.4.2014.

Dopo il madornale errore fatto coi 42 bus a gasolio, Sasa (e Provincia) sono pronti a fare di nuovo lo stesso, incredibile errore in futuro? Speriamo proprio di no!

* * * * * * * * * *

Wie vom Ing. Giacomelli von Trentino Trasporti anlässlich des Biomaster-Meetings am 26. Januar 2014 in San Michele all’Adige angekündigt,  hat nun eine offizielle Pressemitteilung von Scania Italien vor ein paar Tagen die Ankunft von neuen Euro VI-Erdgasbussen in Tirent öffentlich gemacht.

Was wird Sasa nach den Ankauf von 42 Dieselbussen (plus jene 5 mit Wasserstoffantrieb, die von der STA gekauft wurden) tun?

Auf der Website von Sasa gibt es die Liste mit den zur Zeit fahrenden Bussen, wovon man erfährt, dass zurzeit 24 Erdgasbusse aus den Jahren 2000-2001 (9 Irisbus Cityclass CNG 491E.10.22 491 E.12.22 und 15 des Modells 491E.12.22). Und somit kann man sich schon einige Fragen stellen.

Doch bei genauerem Lesen der Liste, gibt es in der Flotte 24 Dieselbusse, die zwischen 1996 und 2000, also vor den oben genannten Erdgasbusse, gekauft wurden. Man kann nur wütend werden wenn man auf die 9 Millionen Euro Netto denkt, die das Land – meiner Meinung nach – aus dem Fenster für das Wasserstoff- Bus-Projekt herausgeworfen hat. Mit diesem Geld hätte man 35/40 Erdgasbusse kaufen könne oder eine geringere Anzahl hätte man die Kapazität der Erdgasbetankungsanlasge im Busdepot der Sasa erhöhen sollen. Aber alle sind still und scheinbar ist das alles O.K., oder? Vorsitzender, Generaldirektor/in und Verwaltungsrat der Sasa: wofür sind sie eigentlich da?

Die Antwort auf den Sasa-Vorsitzenden, die im “Corriere dell’Alto Adige” vom 27. April 2014 veröffentlicht wurde, stellt diese Fragen. Nachdem ungeheuerlichen Fehler mit dem Ankauf von 42 Dieselbussen, sind Sasa (und das Land) bereit, wieder diesen groben Fehler zu wiederholen? Hoffentlich nicht!

Uno dei nuovi Scania Cityclass Euro VI a metano che verranno forniti a Trentino Trasporti – Einer der neuen Scania Cityclass Euro VI mit Erdgasantrieb, der an Trentino Trasporti geliefert wird.

Trentino: minibus a idrogeno, poche notizie, spreco pazzesco

14 Apr

Dell’indagine annunciata poco tempo fa sui fantasmagorici minibus a idrogeno e relativa stazione di rifornimento di Panchià non s’è saputo più nulla. Di recente il tema è stato ripreso a margine di una denuncia del Comitato Antispreco di Cavalese.

Personalmente sono stato citato dal giornale Trentino un mesetto fa ma di reazioni, come al solito, manco una.

Rimane l’amarezza di dover constatare come certe scelte sono state prese per motivi ufficiali di “ricerca”, il che fa sinceramente, ancora oggi, sorridere. I mondiali di sci nordico della Val di Fiemme sono stati solo un pretesto per acquistare bus ibridi-gasolio e per i due minibus a idrogeno. Di scelte più con i piedi per terra come bus e minibus a metano, manco l’ombra. Il tutto con la provincia di Trento coinvolta nel progetto europeo Biomaster che sostiene l’utilizzo del biometano. Più contraddittorio di così, anzi un bel cortocircuito.

C’è stata anche un’interrogazione al Consiglio Provinciale di Trento il 29.1.2014. La risposta dell’assessore Gilmozzi del 5.3.2014 lascia, per davvero, il tempo che trova. D’altronde, che tipo di risposta ci si poteva aspettare da chi ha finanziato tale progetto: “L’organizzazione di un capillare e puntuale servizio all’utenza, in termini di frequenza delle corse e di completezza del servizio, coniugato al perseguimento degli obiettivi di politica ambientale fondati sulla mobilità sostenibile e sull’impiego di risorse rinnovabili, conferma la validità e la vantaggiosità della scelta operata.” 

Ci manca solo la pernacchia finale, quindi ce la aggiungo idealmente io. Tanto i 4,5 milioni di Euro fra distributore (1,4) e minibus (3,1) li paga Pantalone… no?

Uno dei mibus a idrogeno su di una strada in montagna (da www.ttspa.it)

Uno dei minibus a idrogeno su di una strada in montagna (foto da http://www.ttspa.it)

Nuovi bus tutti a gasolio: l’affannosa ricerca di motivi per giustificarne la scelta – Dieselbusse: der anstrengende Versuch sich zu rechtfertigen

14 Mar

Stiamo arrivando ai “nodi al pettine”. In una intervista rilasciata al giornale “Tageszeitung” il 27 febbraio 2014, la segretaria particolare dell’attuale assessore provinciale ai trasporti Mussner, Irene Mahlknecht, alla domanda sul perché non si sono scelti bus a metano per la SAD, ha risposto che “per l’ambito extraurbano sono stati scelti autobus diesel in quanto sulle strade di montagna questi sono più performanti”.

Ecco, peccato che alla domanda similare da me posta ai vari costruttori di autobus (a cui hanno risposto ad oggi Solaris, Mercedes, Volvo, Scania e BredaMenarini) giusto poco tempo fa, hanno dato risposte esattamente contrarie a quando dichiarato dalla segretaria particolare. Ed è bastata una semplice mail per chiarire questo aspetto.

Ci sarebbe da chiedersi chi ha preso questa decisione “a monte”? C’è stata una valutazione dei pro e contro fra gasolio e metano? Chissà, ma l’impressione è che si siano semplicisticamente prese decisioni senza nemmeno porsi il tema, perlomeno per quelle tratte che sono a fondo valle o con pendenze moderate. Si poteva anche fare una sperimentazione chiedendo ai vari costruttori di mettere a disposizione dei bus a metano. Lo si è fatto? No. Tanto il costo più che doppio del gasolio, come ha dimostrato inequivocabilmente la recente ricerca di Trentino Trasporti, lo paga “Pantalone”, vero?

Questo il senso della lettera che oggi è stata pubblicata dalla “Tageszeitung”. Come sempre, repliche non ce ne saranno, bontà Loro, ovviamente.

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Die “Tageszeitung” hatte am 27. Februar 2014 eine Frage der persönlichen Referentin von Landesrat Mussner, Irene Mahlknecht, gestellt bezüglich des Ankaufes von Dieselbussen anstelle von Erdgasbussen. Wie üblich wurde dies begründet indem die ersten als leistungsfähiger als die zweiten sein sollen. Na ja, schade nur, dass eine einfache E-Mail genügt hätte, um dies zu widersprechen. Ich habe kürzlich diese Frage den Busherstellern gestellt und die Antwort war eindeutig, und Zwar, dass heute Erdgasbusse mit Steigungen keine Probleme haben.

Heute hat die “Tageszeitung” meine Bemerkungen als Leserbrief veröffentlicht. Reaktionen darüber wird es – wie üblich – keine geben. Auch weil die Dieselrechnung, die über das Doppelte als bei Erdgasbussen beträgt,  wird ja mit öffentlichen Geldern bezahlt.

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus - Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (foto da/von www.provincia.bz.it/usp - Thomas Ohnewein)

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus – Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp – Thomas Ohnewein)

Trentino, prolungamento “esperimento” e poi… smantellamento dell’impianto di rifornimento d’idrogeno di Panchia’: una colossale presa in giro!

27 Feb

La vicenda dei costosissimi minibus a idrogeno di Trentino Trasporti in Val di Fiemme, in cui è in corso un’indagine che, temo, finirà in una bolla di sapone, si è arricchita di un’altra puntata un paio di settimane fa ed ora è sceso il silenzio.

“Nuova puntata” in quanto il giornale “Trentino” ha riferito che la “sperimentazione” proseguirà “… per completare i lavori, «vista l’esigenza di concludere i contratti in essere per la manutenzione dei minibus e per l’esercizio dell’impianto, di poter smantellare il distributore provvisorio a Panchià e di poter al contempo terminare la sperimentazione in atto e completare così l’analisi tecnica relativamente all’efficacia di suddetta tecnologia innovativa»“.

Cerchiamo di riassumere. In Val di Fiemme, dove da anni si attende che vengano realizzati un paio di distributori di metano richiesti da chi vi ci abita e dai tanti turisti che vengono a trascorrerci le vacanze, si è invece realizzato l’impianto di rifornimento H2 di Panchià.

Della “provvisorietà” di questo impianto c’è però da strabuzzare gli occhi. Ora, prendendo i dati che sono espressi nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 1757 del 19.8.2011, si può leggere che: “di dare atto che il finanziamento degli interventi complementari relativi ai
“sistemi infrastrutturali di rifornimento e deposito”, programmati per
1.379.000,00 = (€ 6.000.000,00 – 4.621.000,00)”.

Con quella cifra, siamo chiari, si sarebbero potuti realizzare almeno QUATTRO distributori di metano per auto. Ma al di là di questa considerazione, che renderà furibondi coloro che vorrebbero risparmiare un bel po’ in termini di spesa di carburante rispetto a benzina e gasolio e dare pure una mano all’ambiente, ora si viene a sapere che la struttura era PROVVISORIA! Dalle foto che feci qualche tempo all’impianto non si direbbe. Ma nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 162 del 7.2.2014 lo si legge!

Curioso che una decina di giorni prima s’era letto sul giornale “Trentino” che: “Dalle carte è emerso che l’affare è stato imposto da piazza Dante a Trentino Trasporti. La società aveva sollevato più di una perplessità, proprio per il costo eccessivo. Era stato fatto notare anche che gli autobus a idrogeno permettono di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero ma che risultati simili possono essere raggiunti con mezzi a biometano e con costi pari a un decimo.”

A questo punto, a parti i “balletti” di Trentino Trasporti nelle dichiarazioni, forse per non “urtare” la sensibilità di qualcuno,  si fa ben fatica a capire come ora si possa “digerire” una spesa di quasi 1,4 milioni di Euro per una struttura “provvisoria”. I contribuenti trentini, immagino, avranno buon diritto ad essere giusto un po’ incavolati.

Giusto per rinfrescare la memoria, ecco le foto da me scattate a marzo 2013. E’ davvero difficile parlare di “stazione provvisoria”!

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

© Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

“La forza trainante per emissioni zero”: sembra oggi un po’ (tanto) una presa per i fondelli – © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell'idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell’idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Nuovi bus SAD: la sola rifilata con i bus a gasolio (2) – Neue Sad-Busse: die Mogelpackung der Dieselbusse (2)

22 Feb

Lettera pubblicata il 21 febbraio 2014 su il “Corriere dell’Alto Adige”.

Leserbrief, der am 21. Februar 2014 in der Tageszeitung “Dolomiten” veröffentlicht wurde.

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus - Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (foto da/von www.provincia.bz.it/usp - Thomas Ohnewein)

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus – Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (Foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp – Thomas Ohnewein)

nuovi_bus_SAD_neue_Busse_Mercedes_Citaro

Alcuni nuovi Mercedes Citaro a gasolio della SAD – Einige neue Mercedes Citaro mit Dieselantrieb der SAD (Foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp)