Tag Archives: Trento

Biometano trentino, la presa per il… gas

6 Mag

Ne scrivevo già 10 anni fa, non fui ascoltato e ora in Trentino, e più precisamente a Trento, gli autobus andranno a biometano… con i rifiuti organici altoatesini e a Bolzano avremo una caterva di autobus diesel. Bravi! (per modo di dire…)

Articolo pubblicato su salto.bz

L’impianto di produzione di biogas/biometano di Cadino (www.ufficiostampa.provincia.tn.it)

 

Economia circolare in Trentino… con l’aiutino della Provincia di Bolzano (www.ufficiostampa.provincia.tn.it)

 

La conferenza stampa del 6 maggio a Cadino (TN) (www.ufficiostampa.provincia.tn.it)

A Trento in arrivo altri 22 autobus a metano invece a Bolzano… solo gasolio?

28 Apr

A Trento in arrivo altri 22 autobus a metano invece a Bolzano… solo gasolio? (intervento pubblicato su metanoauto.com)

Uno degli otto Scania a metano comprati nel 2015 con la livrea di Trentino Trasporti. In Trentino metano sì, in Alto Adige no e perché mai?

Nomine CdA Sasa, quando trasparenza e merito sono solo vaghi concetti teorici

14 Apr

Nomine CdA Sasa, quando trasparenza e merito sono solo vaghi concetti teorici (articolo pubblicato sul salto.bz.)

Dopo il 2012/13, anche nel prossimo rinnovo della flotta Sasa non ci sarà spazio per bus a metano?

Dopo il 2012/13, anche nel prossimo rinnovo della flotta Sasa non ci sarà spazio per bus a metano?

Il vecchio (e nuovo?) presidente di Sasa, a cui il metano pare proprio non piacere.

Il vecchio (e nuovo?) presidente di Sasa, a cui il metano pare proprio non piacere.

Trentino: distributori di metano, se i privati non si muovono, si muovano enti pubblici e municipalizzate

29 Set

La mia lettera pubblicata sul giornale “L’Adige” il 31 agosto scorso riguardo alla persistente carenza di distributori di metano in provincia di Trento.

"Serve una spinta "pubblica" per i distributori di metano

“Serve una spinta “pubblica” per i distributori di metano (Lettera su “L’Adige”)

Indirettamente sono stato citato in questo articolo del “Trentino” del 17 settembre 2015 in merito ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale a Trento sull’assenza di un distributore di metano a Riva del Garda:

“… alcuni osservatori hanno proposto – sulla scorta di analoghe esperienze transfrontaliere – che sia “il pubblico” attraverso le società controllate (ad esempio Dolomiti Energia) a doversi adoperare per fornire un servizio che il bacino d’utenza e la corrispondente domanda fanno presupporre essere anche economicamente, e non solo eticamente o da un punto di vista ambientale, assolutamente sensato…”

Bello, da… cittadino informato (cioè rompiscatole) sono diventato “osservatore”. Un passo in avanti.

Bolzano e i bus Sasa antiquati: quale strategia per il futuro? Forse il silenzio per evitare dibattiti sulle scelte sbagliate degli anni scorsi?

31 Mar

Bus Sasa a Bolzano: qualcuno s’è accorto che quelli a metano in circolazione cominciano ad essere giusto un po’ vetusti?

Qui sotto la lettera pubblicata dal “Corriere dell’Alto Adige” il 25 marzo 2015, analoga lettera inviata al giornale “Alto Adige” invece ad oggi non è stata ancora pubblicata (e forse mai verrà pubblicata, ad essere ottimisti). Pazienza.

Dico che è semplicemente una VERGOGNA che NESSUNO si occupi della tematica del tpl (trasporto pubblico locale) a Bolzano. Siamo in campagna elettorale e NESSUNO ne parla, tanta fuffa, tante parole vuote per dare voce alle proprie (… solite…) ugole e null’altro.

Complimenti, così si gestisce un servizio pubblico che costa milioni di Euro e per il quale le prospettive e strategie future sono uguali a zero. Salvo che in “camera caritatis” Sasa-Provincia di Bolzano non si sia già deciso di comprare nuovamente “efficienti e non inquinanti” autobus a gasolio (le “arrampicate sugli specchi” per giustificare l’ultimo acquisto puzzolistico erano talmente evidenti ma nessuno se n’è accorto tranne che il sottoscritto).

Ecco, a questo punto c’è da chiedersi il grado di competenza e di visione di chi governa questi processi. La risposta, dopo ormai diversi anni, per me è chiara: di certo non roboante.

"Corriere dell'Alto Adige" - Lettera - Trasporti, autobus da cambiare - 25 marzo 2015

“Corriere dell’Alto Adige” – Lettera – Trasporti, autobus da cambiare – 25 marzo 2015

Trentino: in arrivo nel 2015 altri 22 bus a metano, alla faccia delle scelte della Provincia di Bolzano!

26 Ago

Ecco, queste sono notizie che magari passano in secondo piano, ma a leggere il comunicato della Provincia Autonoma di Trento del 25.8.2014 un po’ di arrabbiatura viene, eccome se viene a leggere che, dopo otto nuovi autobus a metano acquistati quest’anno, nel 2015 ne arriveranno altri 22, sempre a metano, per la città di Trento.

A ben vedere, una “giravolta” di 180° da parte della Provincia Autonoma di Trento che negli ultimi anni aveva solo acquistato bus a gasolio e ibridi-gasolio, questi ultimi evidentemente non devono aver convinto per l’alto prezzo d’acquisto ed il costo chilometrico insoddisfacente come emerso dalla ricerca di Trentino Trasporti dell’autunno 2013, dati peraltro mai presentati ufficialmente se non al convegno per addetti ai lavori del progetto europeo “Biomaster” il 23 gennaio 2014.

Su questo blog ho criticato innumerevoli volte le recenti scelte che hanno portato all’acquisto di una quarantina di bus della Sasa esclusivamente a gasolio, giustificati con dati e numeri, letti in alcune risposte ad interrogazioni in consiglio provinciale a Bolzano, che sollevano più dubbi che certezze vista una certa disinvoltura e contraddittorietà dei contenuti.

Piacerebbe avere ora il commento del presidente della Sasa e del predecessore dell’attuale direttrice generale, che hanno sempre difeso a “spada tratta” la scelta del gasolio. Bravi, bis! Intanto il conto del gasolio lo pagheranno i cittadini nei prossimi anni, no? Con tanto di abbaglio sui bus a idrogeno ma è un’altra storia. Anche se ho sempre avuto l’impressione che abbiano fatto solo da “notai” a scelte prese altrove negli uffici di altre aziende di trasporto altoatesine e/o della Provincia di Bolzano.

Uno degli otto bus Scania a metano Euro VI che sono stati acquistati nel 2014 da Trentino Trasporti. Ora la decisione della Giunta Provinciale Trentina di acquistarne altri 22 nel 2015.

Uno degli otto bus Scania a metano Euro VI che sono stati acquistati nel 2014 da Trentino Trasporti per la città di Trento. Ora la decisione della Giunta Provinciale Trentina di acquistarne altri 22 nel 2015. In netta controtendenza rispetto alle scelte pro gasolio degli ultimi anni e pure di quanto fatto nel 2012-2013 dalla Provincia Autonoma di Bolzano per Sasa e Sad.

 

Trentino, prolungamento “esperimento” e poi… smantellamento dell’impianto di rifornimento d’idrogeno di Panchia’: una colossale presa in giro!

27 Feb

La vicenda dei costosissimi minibus a idrogeno di Trentino Trasporti in Val di Fiemme, in cui è in corso un’indagine che, temo, finirà in una bolla di sapone, si è arricchita di un’altra puntata un paio di settimane fa ed ora è sceso il silenzio.

“Nuova puntata” in quanto il giornale “Trentino” ha riferito che la “sperimentazione” proseguirà “… per completare i lavori, «vista l’esigenza di concludere i contratti in essere per la manutenzione dei minibus e per l’esercizio dell’impianto, di poter smantellare il distributore provvisorio a Panchià e di poter al contempo terminare la sperimentazione in atto e completare così l’analisi tecnica relativamente all’efficacia di suddetta tecnologia innovativa»“.

Cerchiamo di riassumere. In Val di Fiemme, dove da anni si attende che vengano realizzati un paio di distributori di metano richiesti da chi vi ci abita e dai tanti turisti che vengono a trascorrerci le vacanze, si è invece realizzato l’impianto di rifornimento H2 di Panchià.

Della “provvisorietà” di questo impianto c’è però da strabuzzare gli occhi. Ora, prendendo i dati che sono espressi nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 1757 del 19.8.2011, si può leggere che: “di dare atto che il finanziamento degli interventi complementari relativi ai
“sistemi infrastrutturali di rifornimento e deposito”, programmati per
1.379.000,00 = (€ 6.000.000,00 – 4.621.000,00)”.

Con quella cifra, siamo chiari, si sarebbero potuti realizzare almeno QUATTRO distributori di metano per auto. Ma al di là di questa considerazione, che renderà furibondi coloro che vorrebbero risparmiare un bel po’ in termini di spesa di carburante rispetto a benzina e gasolio e dare pure una mano all’ambiente, ora si viene a sapere che la struttura era PROVVISORIA! Dalle foto che feci qualche tempo all’impianto non si direbbe. Ma nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 162 del 7.2.2014 lo si legge!

Curioso che una decina di giorni prima s’era letto sul giornale “Trentino” che: “Dalle carte è emerso che l’affare è stato imposto da piazza Dante a Trentino Trasporti. La società aveva sollevato più di una perplessità, proprio per il costo eccessivo. Era stato fatto notare anche che gli autobus a idrogeno permettono di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero ma che risultati simili possono essere raggiunti con mezzi a biometano e con costi pari a un decimo.”

A questo punto, a parti i “balletti” di Trentino Trasporti nelle dichiarazioni, forse per non “urtare” la sensibilità di qualcuno,  si fa ben fatica a capire come ora si possa “digerire” una spesa di quasi 1,4 milioni di Euro per una struttura “provvisoria”. I contribuenti trentini, immagino, avranno buon diritto ad essere giusto un po’ incavolati.

Giusto per rinfrescare la memoria, ecco le foto da me scattate a marzo 2013. E’ davvero difficile parlare di “stazione provvisoria”!

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

© Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

“La forza trainante per emissioni zero”: sembra oggi un po’ (tanto) una presa per i fondelli – © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell'idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell’idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Minibus a idrogeno in Trentino: partita indagine per possibile spreco pubblico

27 Gen

Giusto per la cronaca: La Finanza indaga sui bus a idrogeno – Sono costati un milione e mezzo l’uno alla Provincia. Ipotizzato lo spreco di denaro pubblico. Acquisiti i documenti.

Si vedrà se queste indagini porteranno a rilevare qualche irregolarità o meno.

Per opportuna memoria storica un rimando al post di questo blog del 19 aprile 2013.

Uno dei due minibus a idrogeno di Trentino Trasporti (foto da http://trentinocorrierealpi.gelocal.it)

Trentino, quo vadis con le energie alternative? Tutto H2 e… null’altro?

12 Ago

Il 6 agosto 2013 il giornale L’Adige ha pubblicato la mia lettera che ha preso spunto dalla risposta all’interrogazione al Consiglio Provinciale di Trento sui bus a idrogeno. Si legga anche il mio post del 24 luglio.

Risposte: finora nessuna, ma non è proprio una novità, purtroppo.

Intanto ecco la pagina web di Trentino Trasporti sui due fantasmagorici minibus a idrogeno. Indovinate cosa manca? Logico, l’indicazione dei COSTI!

Uno dei costosissimi minibus a idrogeno, costo: 1,5 milioni di Euro!

 

 

Convegno sull’idrogeno del 10 maggio a Trento: parole, parole parole! Nessuna risposta agli sprechi della Val di Fiemme e della centrale di idrogeno di Bolzano Sud!

24 Lug

Come volevasi dimostrare, il convegno del 10 maggio tenutosi a Trento su “Idrogeno fra futuro e presente” altro non è stato che una risposta indiretta alle “osservazioni” fatte dal sottoscritto sul tema degli ultra costosi minibus a idrogeno e la (assurda) stazione di rifornimento di Panchià (assurda perché invece di realizzare – finalmente – qualche distributore di metano atteso da anni in val di Fiemme, si sono letteralmente buttati dalla finestra 1,5 milioni di Euro… su un terreno privato). Nessuna novità soprattutto dalle relazioni del presidente dell’IIT Huber e dell’A22 Costa, tante parole, tante prospettive…

Se qualcuno vuole farsi un’idea di ciò che è stato detto, qui si trovano le relazioni (file zip). Cosa ci faccia pure un filmato istituzionale-pubbliciatario della Linde, lascio a chi legge di riflettere, forse perché ha realizzato il distributore H2 di Panchià?

Scarso il rilievo dato dai giornali locali trentini. L’Adige vi ha dedicato il giorno successivo spazio in termini istituzionali senza approfondire (forse i politici locali farebbero bene a leggere alcuni commenti inseriti…). Nulla il “Trentino”, non pervenuto il “Corriere del Trentino”.

Sempre sul tema idrogeno in Trentino, il 18 aprile il consigliere prov.le Mauro Delladio presentava un’interrogazione dal titolo “Bus a idrogeno: un fallimento annunciato! costi faraonici e mezzi fermi”, a cui il 21 maggio rispondeva il presidente f.f. della Giunta Provinciale Trentina Pacher. Ognuno può farsi un’idea di questa risposta che non pone di certo al centro alcuna riflessione per aver buttato i soldi dalla finestra, ma tant’è visto che non c’era d’aspettarsi altro. Fra l’altro una risposta ufficiale che giustifica il non indicare il proprietario del terreno di Panchià in base alla vecchia legge sulla Privacy (675/1996) che è stata abrogata “solo”, si fa per dire, 10 anni fa (!) essendo stata sostituita dal D.Lgs. 196/2003, non può che far pensare.

Il 17 luglio ho inviato ai tre giornali trentini la sottostante lettera. Zero pubblicazioni. Legittimo che i giornali decidano cosa pubblicare, ma, chissà, forse che con l’avvicinamento delle elezioni provinciali non sia il “caso” di insistere oltre sull’argomento?

La recente risposta ad un’interrogazione in consiglio provinciale sui minibus a idrogeno non ha certo dato risposta sull’utilità di aver speso la fantasmagorica cifra di 3,1 milioni di Euro per due minibus, oltre a 1,5 milioni di Euro per la realizzazione della stazione di rifornimento a Panchià, più 30.200 Euro di affitto per due anni. Tralascio di soffermarmi nuovamente sullo spendere 4,5 milioni di Euro che sarebbero potuti essere investiti in minibus e bus a metano e non certo per solo due mezzi. Ecco il punto, affitto per solo due anni? E dopo? Curioso poi, se non fosse quasi tragico, che si citi la normativa privacy della L. 675/96 per non dire chi è il proprietario del terreno, legge che però è stata abrogata ben dieci anni fa dal D.Lgs. 196/2003. Che questi due minibus siano tuttora operativi non cambia la circostanza che chi ha preso la decisione di finanziare il tutto non abbia avuto le idee propriamente chiare su quali siano le esigenze del trasporto pubblico. In Trentino si continuano a comprare autobus a gasolio o ibridi a gasolio quando l’alternativa c’è e sono i bus a metano. Ma ho l’impressione che il Trentino, alla pari dell’Alto Adige, sia entrato nel circolo vizioso di voler farsi bello con l’idrogeno per avere una bella patacca “green” da esibire, ma poi cerca di risparmiare il massimo nell’acquisto di bus nuovi scegliendo quelli a gasolio, se non quelli ibridi a gasolio, sulla cui efficienza le opinioni sono assai discordanti. Fra l’altro anche il convegno sull’idrogeno a Trento del 10 maggio altro non è stato che una fiera di belle intenzioni futuribili e con prospettive del tutto incerte che non ha di certo contribuito a fornire chiarezza, tutt’altro. L’alternativa c’era e c’è a tutt’oggi e sono i bus a metano. Un po’ più cari all’acquisto, non certo le cifre folli dei mezzi a idrogeno, ma, consumi e costi di carburante alla mano, il maggiore esborso viene ammortizzato velocemente in 3-4 anni per il costo assai minore del metano rispetto al gasolio. Se anche nei paesi nordici, che avevano puntato in passato tutto sull’idrogeno come la Danimarca, stanno puntando a questi bus per farli funzionare col biometano ottenendo risparmi di emissioni di CO2 vicini a quelli di un bus a idrogeno, un motivo ci sarà, o no? La sbornia totale per l’idrogeno e la scelta verso il partito del “no-metano” fa sì che si sia poi totalmente persa la prospettiva di avere una rete di rifornimento di metano degna di questo nome per i cittadini che volessero scegliere tali mezzi per motivi ecologici e, soprattutto, di portafoglio, Nella Val di Fiemme idrogenizzata manca totalmente qualsiasi possibilità di rifornirsi di metano e gli impianti previsti a Castello-Molina e a Ziano di Fiemme sono rimasti sulla carta, come finora quello di San Michele all’Adige finito in un gorgo burocratico, quello di Arco pare essersi perso nell’Ora del Garda, idem per quello di Zuclo alla pari di quello di Pergine, quello previsto a Levico poi s’è deciso di non farlo. Nell’attesa che si realizzino gli impianti a Trento Nord e quelli, promessi da tempo, nelle aree autostradali di Nogaredo. Credo che il tutto si possa riassumere in poche parole: zero strategia nella mobilità ecologica sia pubblica che privata.

convegno-futuro-idrogeno-trento-2013

Convegno “Idrogeno, tra presente e futuro”