Archivio | ottobre, 2016

Sasa: tutti la vogliono “in-house”, ma in realtà cosa vuole veramente la Provincia?

29 Ott

Il cosiddetto “atto di indirizzo” del Consiglio Comunale di Bolzano del 25 ottobre, formalizzato nella delibera n. 98/2016, è l’atto formale con cui l’amministrazione comunale bolzanina intende “spingere” la Provincia a creare una società “in-house” per evitare la gara europea della concessione delle linee prevista per il 2017.

Ma la Provincia ne ha veramente intenzione? Oppure questo atto, come quelli dei comuni di Merano e Laives (se n’è parlato al recente vertice fra Bolzano e Laives), è solo un tentativo in extremis per evitare una decisione (forse) già delineata e (forse), di fatto, politicamente già presa? Finora, stando a quanto letto sulla stampa, non pare che la Provincia intenda farlo.

Quali i motivi? Ne trovo uno su cui da anni, ma per la questione della scelta della trazione (pro metano e contro gasolio), sto battendo: il rinnovo della flotta. Si sa che sono ben 48 bus a dover essere sostituiti (forse 4 di meno considerando i 4 bus elettrici per la nuova linea polo tecnologico-centro?).

Il taglio nel bilancio provinciale 2017

Ma c’è una recente notizia che, se la interpreto bene, dà da pensare. Nella bozza di bilancio provinciale per il 2017, presentata di recente, il settore mobilità ha un calo di risorse di ben 29 milioni. Ma non si sa che cosa sia stato tagliato. Di certo è che appare determinante il fatto che la Giunta Provinciale intenda in futuro rimborsare ai futuri nuovi/vecchi concessionari solo una quota di ammortamento per km. Quindi nessun finanziamento diretto per l’acquisto.

Il tutto lo spiega la delibera 289/2016 della Giunta Provinciale (riguardava il contributo per i bus del consorzio Libus):

A fine novembre 2018 scadono le concessioni esistenti per il servizio pubblico di linea. In futuro questi servizi saranno messi in gara e saranno compensati secondo un prezzo unitario determinato a chilometro. In tale prezzo unitario dovrebbero essere compresi i costi per l’acquisto di nuovi autobus. In questo modo, dall’anno 2019, gli offerenti dei servizi dovranno acquistare gli autobus attenendosi ai criteri di qualità previsti dal contratto di servizio senza che vengano erogati da parte della Provincia ulteriori contributi di investimento. Ciò sprona i gestori dei servizi a mantenere in condizioni migliori e più efficienti il proprio parco veicolare.

Ci saranno ancora acquisti di bus finanziati dalla Provincia?

Ma alla fine, in questo periodo ormai di transizione verso le gare, verranno acquistati questi bus? Se verrà fatto come con i bus Libus, quindi con un contributo calcolato solo per la durata residua dell’attuale concessione, Sasa (e quindi i Comuni di Bolzano, Merano e Lavies) non ha di certo i fondi necessari. Si continuerà con bus sempre più vecchi? Come uscirne? Bella domanda…

Anche se, mi sia permesso esprimere questa critica, mi chiedo perché dal 2012 in poi Sasa non abbia previsto il rinnovo della flotta, ma questo ce lo potrebbero dire solamente i vertici di Sasa… ma ne dubito…

Perché non un nuovo concessionario? Ma manca il confronto fra le due ipotesi e mancano i dati da confrontare

Provocatoriamente, un soggetto che non fosse Sasa gestirebbe in modo peggiore o migliore il servizio? Questo aspetto non è mai stato affrontato. Quindi appare ben difficile dire se sia meglio l’attuale società (Sasa) o un altro gestore (privato, pubblico, nazionale o estero che sia). Senza dati e informazioni il confronto oggi non è possibile. Come si possa essere quindi schierati per una o per l’altra ipotesi, questo non lo comprendo proprio.

Per il resto rimando alla mia recente analisi fatta su salto.bz: Sasa, «quo vadis»? Un’analisi

sasa-provincia-bolzano-merano-laives-domanda

Annunci

Sasa, «quo vadis»? Un’analisi

19 Ott

Rimane grande incertezza sul destino di Sasa, sulla possibile gara europea e sul rinnovo della flotta che rischia di finire in secondo piano. Ci mancavano solo gli e-bus: 3 milioni di Euro per 4 bus e il rinnovo del resto della flotta?

L’approfondimento su salto.bz.

Un Iveco City a metano, trazione odiata da Sasa e Provincia di Bolzano. ma il vero obiettivo sarà il "capolinea 2018" e l'eventuale gara europea.

Un Iveco City a metano, trazione letteralmente odiata da Sasa e Provincia di Bolzano. Ma il vero obiettivo sarà il “capolinea 2018” e l’eventuale gara europea.

Rinnovo flotta Sasa: 48 bus a gasolio (forse) in arrivo e a nessuno importa qualcosa?

9 Ott

Mi chiedo se sono l’unico ad interessarsi di questa questione. Forse sì, ma veramente non capisco perché nessuno ne parli, soprattutto a livello politico. Eppure si tratta di decisioni strategiche e in ballo ci sono oltre 10 milioni di Euro (pubblici) di spesa.

Mi spiego: già nel 2011/12 furono acquistati bus a gasolio (42), coperti dalla “foglia di fico” dei (5) bus a idrogeno e con affermazioni del presidente Pagani e dell’ex direttore Rampelotto secondo cui erano più puliti rispetto a quelli a metano in base a anche ad una presunte prove mai pubblicate. Peccato che la CATP in Francia abbia dimostrato, dati alla mano diffusi a giugno 2016, che quelle affermazioni erano non propriamente corrette.

Ora ci risiamo. 48 bus da sostituire, di nuovo dovrebbero essere tutti a gasolio stando alle informazioni raccolte negli ultimi 12 mesi, ma il presidente Pagani a Merano non l’ha detto, perché è brutto oggi parlare di bus a gasolio, forse meglio dire solo Euro 6? Il tutto, non fosse altro, in perfetto disaccordo con il “Piano Clima Alto Adige 2050” che prevederebbe per il 2025 solo autobus a trazione alternativa (idrogeno, elettrici e metano). Se si comprassero diesel, questi sarebbero in servizio almeno fino al 2028/29. se si considera che oggi si prevede una vita utile dei bus di almeno 12 anni, standard scelto dalla Giunta Provinciale di recente Come la mettiamo?

Oltretutto nessuno dice che se si compreranno di nuovo a gasolio (che notoriamente è disponibile in molti pozzi della nostra Provincia… alla faccia delle tante balle sulla autarchia energetica e sulla mobilità elettrica…), ciò significa nuovamente d’impedire di sfruttare in futuro il biometano e l’idrometano (e bisognerebbe capire perché presso la centrale H2 di Bolzano Sud non abbiamo realizzato un distributore di idrometano mentre lasciamo all’Abruzzo di fare questa scelta!).

L’impressione è sempre la solita: comprare bus al massimo risparmio, come avvenuto nel 2011/12 nell’indifferenza generale e magari per evitare di dover ammodernare l’impianto di rifornimento presso il deposito di Sasa, anche se altrove si pensa diversamente e si trovano soluzioni innovative.

Nei giorni scorsi sono state pubblicate mie lettere sul giornale Dolomiten (in risposta ad un’altra lettera) e sul Corriere dell’Alto Adige, che riporto qui sotto. Sull’Alto Adige fino ad oggi nulla, pazienza.

Nessuno ha nulla da dire in proposito? Eppure si stratta si scelte strategiche per il futuro. Oppure i decisori sono sempre solo propensi al blablabla…? Dobbiamo di nuovo perdere l’occasione di prendere una decisione alternativa e lungimirante per il futuro?

Corriere dell'Alto Adige - Lettera - "Il diesel domina", 6.10.2016

Dolomiten - Leserbriefe - Oeffentlicher Nahverkehr - "arum keine Erdgasbusse", 4. Oktober 2016

dolomiten_leserbriefe_elektro-busse_peter_gschnitzer_28092016