Archivio | settembre, 2016

Sasa: qualcosa a Merano non è stato detto, casualmente?

28 Set

Sasa: qualcosa a Merano non è stato detto, casualmente? (approfondimento pubblicato su salto.bz)

Interessante l’intervento dei rappresentanti di Sasa al Consiglio Comunale di Merano (Stefano Pagani e Petra Piffer) il 15 settembre scorso, però su alcuni aspetti si è… glissato elegantemente. Potete già immaginare quali.
Abbiate pazienza per la lunghezza del pezzo, questa volta ho ritenuto opportuno citare testualmente il presidente di Sasa.
Pensare di affrontare questi temi in poche righe è praticamente impossibile, con buona pace di Twitter & compagnia.

Stadtgemeinde Meran – Comune di Merano Città di Bolzano – Stadt Bozen Comune di Laives – Stadtgemeinde Leifers Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano Florian Mussner Richard Theiner

L'intervento del presidente di Sasa, Stefano Pagani, con la direttrice Petra Piffer durante la seduta del Consiglio Comunale del 15 settembre scorso. Tanti dati positivi ma sulla scelta della trazione per i prossimi 48 bus che andranno a sostituirne altrettanti vetusti purtroppo non se n'è parlato. Fonte: www.comune.merano.bz.it

L’intervento del presidente di Sasa, Stefano Pagani, con la direttrice Petra Piffer durante la seduta del Consiglio Comunale del 15 settembre scorso. Tanti dati positivi ma sulla scelta della trazione per i prossimi 48 bus che andranno a sostituirne altrettanti vetusti purtroppo non se n’è parlato. Fonte: http://www.comune.merano.bz.it

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(3) Idrometano, l’occasione persa e colta altrove

25 Set
(3) Idrometano, l’occasione persa e colta altrove (intervento pubblicato su salto.bz)
La realtà è che in Alto Adige si perdono occasioni rispetto a quanto invece si è affermato pubblicamente solo pochi anni fa… e così qualcuno questo carburante alternativo lo utilizzerà altrove. Bravi! Piacerebbe sapere cosa ne pensano coloro che ne parlavano (a questo punto, a vanvera?) negli anni scorsi.
Ma sì, dai, tutti bus a gasolio e ci togliamo di mezzo ‘sta rottura di bus a metano e quel rompiballe che continua a scrivere.
Davvero un bel “Piano Clima 2050”.
 
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Un furgone a idrometano di A22 presentato nel maggio 2011. Che fine ha fatto?

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La Panda a idrometano del progetto Tis conclusosi nel 2012: tutto in un cassetto?

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Uno dei bus Solaris a metano che verranno alimentati a idrometano nell’ambito del progetto della regione Abruzzo.

La risposta al presidente di Sasa, Stefano Pagani, non pubblicata

23 Set

Sono trascorse ormai tre settimane dall’invio della sottostante lettera al giornale Alto Adige, ma evidentemente non s’è ritenuto (per carità, legittimamente visto che sono scelte redazionali) di pubblicarla.

I temi che il fulgido presidente di Sasa, Stefano Pagani, ha sollevato nella sua lettera pubblicata sia sul giornale Alto Adige, sia su salto.bz (evidentemente ha ritenuto di rispondermi così dopo i tanti miei articoli su quel portale) sono il paradigma dell’incapacità di confrontarsi con il sottoscritto, che ha ritenuto di non citare.

Praticamente mi ha criticato perché… ho criticato ma senza rispondere ad una sola delle tante domande che ho posto negli ultimi cinque anni.

Il sig. Pagani è presidente di una società partecipata da tre comuni (Bolzano, Merano e Laives), quindi totalmente pubblica, ma che quando viene messo di fronte ad argomenti concreti e, soprattutto, scomodi, non risponde. Da sempre. Non un bell’esempio per chi riveste una carica para-pubblica. La sua recente conferma effettuata durante la gestione commissariale del Comune di Bolzano rimane uno degli atti più discutibili adottati dal Commissario straordinario. Anche a questo mio articolo, zero reazioni. Un bel muro di gomma, in poche parole.

Qui sotto il testo della lettera non pubblicata.

* * *

Vorrei replicare al presidente di Sasa che, pur non citandomi, mi ha bacchettato nella sua lettera del 21 agosto per aver “pedissequamente criticato le scelte” di Sasa. Solo che non ha in sostanza mai risposto nel corso degli ultimi anni alle mie considerazioni, né c’è mai stato un confronto pubblico in merito. Pazienza, prendo atto di questo j’accuse piuttosto risentito ma puerile. Pagani non va oltre disperdendo il suo ragionamento su bus elettrici e decarbonizzazione di cui prendo atto, ma prendendo altresì atto che sono scelte non di Sasa ma della Provincia, come egli stesso ha confermato recentemente ai media.

L’elettrificazione è sì sulla bocca di molti, soprattutto politici dopo il dieselgate, ma mi sembra che proprio non si abbiano presenti i problemi e, soprattutto, quali alti costi queste soluzioni, fra l’altro tuttora sperimentali, comportino, forse solo per coprire l’acquisto all’ingrosso di decine di bus a gasolio?

Altrettanto discutibile l’affermazione che le scelte “necessitano coraggio e comportano l’assunzione di responsabilità per le decisioni prese”. A me non sembra poiché alle mie ripetute e fondate critiche rivolte all’acquisto dei bus a gasolio nel 2011/12, Pagani praticamente non ha mai risposto. Non solo, ciò che egli affermò allora pubblicamente, assieme all’ex direttore Rampelotto, a giustificazione della scelta dei bus a gasolio, è stato smentito da una recente pubblicazione dell’ente francese CATP che mette nero su bianco che le emissioni dei bus a metano da anni sono notevolmente inferiori rispetto a quelli a gasolio, anche per gli attuali bus Euro VI. Lo dissi allora, ma non fui creduto, anzi fui deriso a cui si aggiunge il tuttora perdurante disinteresse degli enti locali, della politica e delle organizzazioni ambientaliste. Ciò ora è scritto nero su bianco e sbugiarda non pochi. Perché non se ne discute?

Mi sembra che alla fin fine il tema sia quello del rinnovo della concessione che fa traballare la seggiola presidenziale di Sasa. Ci pensi su caro Pagani, se cinque anni fa aveste scelto bus a metano, avreste avuto una particolarità da poter giocare per un eventuale affidamento “in-house”, invece siete cascati in quello che potrei definire oggi un bel trappolone.

Trento e Verona, per non andare troppo lontano, la scelta pro metano l’hanno fatta. Sasa no e invece è addirittura sulla via della dismissione della flotta a metano, ma non lo si dice. Perché? Tra l’altro in barba al Piano Clima 2050. Questo è il problema, attualissimo poiché Sasa dovrebbe sostituire presto una cinquantina di bus vetusti, compresi alcuni a metano. Pagani finora si è distinto nel non affrontare il tema, forse perché si è già deciso di prenderli tutti diesel e non lo si vuole dire ai/alle cittadini/e? A me basta vedere cosa buttano fuori dallo scarico i bus gialli diesel di Sasa acquistati solo cinque anni fa.

Sul rinnovo della concessione, che mi sembra il fulcro del lungo intervento del presidente di Sasa, è un problema politico-amministrativo provincial-comunale su cui non mi addentro. Mi sembra invece inopportuno confondere i due piani, la scelta della trazione e il rinnovo della concessione. Il problema vero è quale grado di autonomia ha Sasa nelle scelte strategiche del rinnovo della flotta che, a mio avviso, appare inesistente. Su questo Pagani non ha detto nulla disperdendosi in ampollosi quanto vuoti ragionamenti. Non è una novità in questi ultimi sei anni, purtroppo.

L'intervista al presidente di Sasa, Stefano Pagani, al telegiornale di TCA (1.8.2016)

Il presidente di Sasa, Stefano Pagani (dal telegiornale di TCA del 1.8.2016).

(2) Auto elettriche, fra annunci e la dura realtà

19 Set

(2) Auto elettriche, fra annunci e la dura realtà (articolo inserito su salto.bz)

 La Nissan Leaf e la Tesla S, fra i modelli più venduti... in Norvegia dove la mobilità elettrica è sostenuta da sostanziosi contributi pubblici, come avviene negli Stati Uniti o nei Paesi Basi. Senza di questi, le EV stentano a diffondersi e rimangono, anche per talune criticità irrisolte, a livelli di diffusione molto modesti, anche in provincia di Bolzano. (Foto da commons.wikimedia.org by Norsk Elbilforening)

La Nissan Leaf e la Tesla S, fra i modelli più venduti… in Norvegia dove la mobilità elettrica è sostenuta da sostanziosi contributi pubblici, come avviene negli Stati Uniti o nei Paesi Bassi. Senza di questi, le EV stentano a diffondersi e rimangono, anche per talune criticità irrisolte, a livelli di diffusione molto modesti, anche in provincia di Bolzano.
(Foto da commons.wikimedia.org by Norsk Elbilforening)

(1) Bus elettrici, fra aspettative e realtà

13 Set
(1) Bus elettrici, fra aspettative e realtà (intervento pubblicato su salto.bz)
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Un e-bus di 8,9 metri della Solaris uguale a quello che è stato portato a passo Sella qualche giorno fa e che dovrebbe essere una delle soluzioni alternative per trasportare i turisti sui passi. Ma non s’è detto nulla sui costi e che questi li sostiene sempre… Pantalone. (da http://www.solarisbus.com )

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Uno dei quattro autobus elettrici della BVG a Berlino: fra annunci entusiastici alla presentazione alla realtà fatta di molti fermi e guasti. (foto da http://www.bvg.de)

Il nuovo polo tecnolgico dovrebbe essere collegato con cinque e-bus, ma è un progetto ragionevole? (foto da www.noi.bz.it)

Il nuovo polo tecnologico dovrebbe essere collegato con cinque e-bus, ma è un progetto ragionevole? (foto da http://www.noi.bz.it)

Nel 2016 bisogna ancora fare la sauna prendendo un autobus a Bolzano?

10 Set

Ieri pomeriggio ho preso il 112 (il bus era uno di quelli a metano vetusti come quello della foto) dal capolinea della stazione con orario 17.20, anche se è arrivato in ritardo ma questo non era il problema (il traffico a Bolzano lo conosciamo…), che invece era la circostanza che l’aria condizionata NON era accesa. L’ho intuito da tutti i finestrini spalancati.

Ora, o l’impianto A/C era rotto, e allora poteva anche essere affisso un avviso, altrimenti siamo alle solite: gli autisti che decidono di accendere ad personam l’impianto.

Inutile dire che ieri pomeriggio era caldo (30° temp. esterna), per tacere di quando poi sono saliti in massa (per gran parte senza fare il biglietto, ma è un’altra storia) a Oltrisarco. Sauna garantita.

Mi astengo dal scrivere lettere ai giornali, visto che il presidente di Sasa Stefano Pagani poi fornisce sempre le stesse laconiche risposte come avvenuto un paio di anni fa.

Che invece qualche problema interno di organizzazione in Sasa ci sia, su questo mi pare davvero evidente.

Sia chiaro, non voglio “gettare la croce” addosso agli autisti, ma questa dell’aria condizionata spenta o dei finestrini aperti con l’A/C accesa, si ripete da anni e quindi sono cose che andrebbero chiarite all’interno della Sasa stessa.

Alto Adige Corriere dell’Alto Adige

Un Iveco City Class a metano uguale al bus preso nel poeriggio del 9 settembre 2016 al capolinea della stazione. (fonte: http://www.sasabz.it)