Archivio | febbraio, 2014

Trentino, prolungamento “esperimento” e poi… smantellamento dell’impianto di rifornimento d’idrogeno di Panchia’: una colossale presa in giro!

27 Feb

La vicenda dei costosissimi minibus a idrogeno di Trentino Trasporti in Val di Fiemme, in cui è in corso un’indagine che, temo, finirà in una bolla di sapone, si è arricchita di un’altra puntata un paio di settimane fa ed ora è sceso il silenzio.

“Nuova puntata” in quanto il giornale “Trentino” ha riferito che la “sperimentazione” proseguirà “… per completare i lavori, «vista l’esigenza di concludere i contratti in essere per la manutenzione dei minibus e per l’esercizio dell’impianto, di poter smantellare il distributore provvisorio a Panchià e di poter al contempo terminare la sperimentazione in atto e completare così l’analisi tecnica relativamente all’efficacia di suddetta tecnologia innovativa»“.

Cerchiamo di riassumere. In Val di Fiemme, dove da anni si attende che vengano realizzati un paio di distributori di metano richiesti da chi vi ci abita e dai tanti turisti che vengono a trascorrerci le vacanze, si è invece realizzato l’impianto di rifornimento H2 di Panchià.

Della “provvisorietà” di questo impianto c’è però da strabuzzare gli occhi. Ora, prendendo i dati che sono espressi nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 1757 del 19.8.2011, si può leggere che: “di dare atto che il finanziamento degli interventi complementari relativi ai
“sistemi infrastrutturali di rifornimento e deposito”, programmati per
1.379.000,00 = (€ 6.000.000,00 – 4.621.000,00)”.

Con quella cifra, siamo chiari, si sarebbero potuti realizzare almeno QUATTRO distributori di metano per auto. Ma al di là di questa considerazione, che renderà furibondi coloro che vorrebbero risparmiare un bel po’ in termini di spesa di carburante rispetto a benzina e gasolio e dare pure una mano all’ambiente, ora si viene a sapere che la struttura era PROVVISORIA! Dalle foto che feci qualche tempo all’impianto non si direbbe. Ma nella delibera della Giunta Provinciale Trentina n. 162 del 7.2.2014 lo si legge!

Curioso che una decina di giorni prima s’era letto sul giornale “Trentino” che: “Dalle carte è emerso che l’affare è stato imposto da piazza Dante a Trentino Trasporti. La società aveva sollevato più di una perplessità, proprio per il costo eccessivo. Era stato fatto notare anche che gli autobus a idrogeno permettono di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero ma che risultati simili possono essere raggiunti con mezzi a biometano e con costi pari a un decimo.”

A questo punto, a parti i “balletti” di Trentino Trasporti nelle dichiarazioni, forse per non “urtare” la sensibilità di qualcuno,  si fa ben fatica a capire come ora si possa “digerire” una spesa di quasi 1,4 milioni di Euro per una struttura “provvisoria”. I contribuenti trentini, immagino, avranno buon diritto ad essere giusto un po’ incavolati.

Giusto per rinfrescare la memoria, ecco le foto da me scattate a marzo 2013. E’ davvero difficile parlare di “stazione provvisoria”!

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Panoramica della stazione di rifornimento H2. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La pensilina di ricovero dei mezzi. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

La colonnina di rifornimento di idrogeno. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

© Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

“La forza trainante per emissioni zero”: sembra oggi un po’ (tanto) una presa per i fondelli – © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell'idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

Il serbatoio dell’idrogeno della Linde. © Michele De Luca – Tutti i diritti riservati

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Nuovi bus SAD: la sola rifilata con i bus a gasolio (2) – Neue Sad-Busse: die Mogelpackung der Dieselbusse (2)

22 Feb

Lettera pubblicata il 21 febbraio 2014 su il “Corriere dell’Alto Adige”.

Leserbrief, der am 21. Februar 2014 in der Tageszeitung “Dolomiten” veröffentlicht wurde.

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus - Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (foto da/von www.provincia.bz.it/usp - Thomas Ohnewein)

Nuovi bus SAD a gasolio, qui alcuni Irisbus – Einige neue Dieselbusse der SAD, hier einige Irisbus (Foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp – Thomas Ohnewein)

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Alcuni nuovi Mercedes Citaro a gasolio della SAD – Einige neue Mercedes Citaro mit Dieselantrieb der SAD (Foto da/von http://www.provincia.bz.it/usp)

Nuovi bus SAD: la sola rifilata con i bus a gasolio – Neue Sad-Busse: die Mogelpackung der Dieselbusse

20 Feb

Ecco, gran pavese per i bus della SAD con il comunicato emesso dalla Provincia di Bolzano. Altro che bus verdi, un bel colore “green” per far credere di aver fatto il grande sforzo di aver rinnovato la flotta dei bus di SAD e Sasa. Invece, diciamola tutta, hanno scelto bus a gasolio perché hanno dovuto sostituire un gran numero di bus vetusti visto che negli anni scorsi si sono “scordati” di rinnovare progressivamente le flotte visto che si era privilegiato il finanziamento dei treni provinciali. Col risultato più semplice: prendere bus a gasolio.

Ma ecco la sola: il 23 agosto 2011 si parla di “160 bus a metano in arrivo. Chi scrive queste righe ha chiesto conferma per ben tre volte alla Sad, MAI avuto un riscontro, quindi si può partire dal presupposto che quel dato fosse stato fornito. Poi la ben nota serie di dati, smentiti poi in seguito, con cui si è certo di giustificare la scelta del gasolio, una volta appurata che quella era la scelte e non quella annunciata sul giornale e per “tirare la volata” ai fantasmagorici e costosissimi bus a idrogeno.

Al di là degli aspetti ambientali, catastrofale la conseguenza diretta visto che tali bus a gasolio non potranno usare né il biometano, né eventualmente le miscele metano-idrogeno (idrometano), la sola si concretizza ulteriormente nei costi del carburante. Una recente ricerca di Trentino Trasporti, vedasi sotto, dice chiaramente che un bus a gasolio costa oltre il doppio in carburante che un bus  metano. Altro non c’è proprio da dire se non riportare quello che è scritto in merito al trasporto pubblico locale nel piano clima “Energia-Alto Adige-2050”: ” Entro il 2025 nelle zone urbane saranno utilizzati unica-mente veicoli del TPL a zero emissioni (azionamento elettrico, a idrogeno, a metano) e anche nel trasporto extra urbano sarà rafforzato l’impiego di simili tecnologie, procedendo poi alla sostituzione totale della flotta di veicoli entro il 2050.”

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welche die günstigste ist.

I costi dei vari tipi di trazione testati da Trentino Trasporti, evidente quale è quello più economico. Die unterschiedliche Antriebe und deren Kosten in der Recherche von Trentino Trasporti. Eindeutig welcher der günstigste ist.

Ultima cosa: come immaginavo, il famoso “Metrobus” in salsa bolzanin-caldarese è un semplice bus a 18 metri, ovviamente diesel, che nulla ha a che fare con i Metrobus di Nantes e di Nancy che peraltro sono a metano.

Ecco il tanto Metrobus dell'Oltradge: neint'altro che un normale bus a gasolio di 18 metri con i colori del logo turistico Alto Adige - Südtirol. Und endlich der Metrobus, nichts anderes als ein gewoenlicher 18-Meter-Bus mit Dieselantrieb und Südtirol -Tourismuslogo. (Fonte: www.provincia.bz.it/usp)

Ecco il tanto decantato ed annunciato Metrobus dell’Oltradge: nient’altro che un normale bus a gasolio di 18 metri Mercedes Citaro con i colori del logo turistico Alto Adige – Südtirol. Und endlich der Metrobus, nichts anderes als ein gewöhnlicher 18-Meter-Bus Mercedes Citaro mit Dieselantrieb und mit Südtirol-Tourismuslogo. (Fonte: http://www.provincia.bz.it/usp)

Na ja, wie schön: immer noch Dieselbusse. Komplimente. Niemand erinnert sich aber, dass SAD-GD und Geschäftsführer Maccioni im August 2011 über den Ankauf von 160 Erdgasbussen gesprochen hat. Dies hat er nie dementiert trotz meiner Anfragen.

Und jetzt kam heraus, wie viel hätte man sparen können, wenn man Erdgasbusse gekauft hätte: siehe meinen Leserbrief in den Dolomiten vom 13. Februar: wo ich die Daten der Recherche von Trentino Trasporti veröffentlicht habe. Selbstverständlich hat niemand dagegen reagiert, wie immer “offizielle” Funkstille seitens der SAD und des Landes.

Man hat die ganze Wasserstoffbus-Angelegenheit hoch-gepumpt (über diese Geldverschwendung könnte man Bücher schreiben…) und diese (1,1 Mio. € pro Stück) sind des öfteren auch außer Betrieb. Super, man hat Prototypen gekauft (!) und die öffentliche Hand hat dafür bezahlt! Wirklich schlau. Aber was macht man nicht, um eine “Green region” zu sein!

Wie bei den 41 neuen Sasa-Bussen, auch bei der SAD hat man dann die einfachste Lösung für die neuen Busse gewählt. Natürlich werden dann die Steuerzähler die Dieselkosten tragen werden. Wie ich bereits mehrmals geschrieben habe: Null-Strategie, man wollte nur beim Ankauf kräftig sparen, aber die Dieselrechnung werden wohl die Steuerzahler zahlen müssen.

Und wohlgemerkt alles im Gegensatz zur Strategie “Klimaplan Energie Südtirol 2050”). Vielleicht haben einige Landesstellen die Seite 40 gar nicht gelesen: “Fahrzeuge des ÖPNV in innerstädtischen Einsatzgebie-ten werden innerhalb 2025 zur Gänze auf emissionsarme Antriebssysteme (Strom, Wasserstoff, Methan) umge-stellt. Auch im Überlandverkehr werden verstärkt solche Technologien eingesetzt. Dort sollte die Fahrzeugpalette innerhalb 2050 vollständig umgestellt sein.”

Ecco un "vero" Metrobus, qui un Iveco Crealis a metano per il servizio Stanway a Nancy.  Hier ein Beispiel eines "wahren" Metrobus, einen Iveco Crealis mit Erdgasantrieb fuer den Stanway in Nancy. (da/von www.iveco.com)

Ecco un “vero” Metrobus, qui un Iveco Crealis a metano per il servizio Stanway a Nancy. Hier ein Beispiel eines “wahren” Metrobus, einen Iveco Crealis mit Erdgasantrieb für den Stanway in Nancy. (da/von http://www.iveco.com)

Idrogeno: il silenzio sul progetto del distributore per auto da 800mila Euro a Bolzano Sud

18 Feb

Questo il testo di una lettera finora non pubblicata dai media locali a commento dell’articolo uscito sul giornale “Alto Adige” il 2 febbraio 2014, quindi ognuno si faccia pure una propria idea su questo progetto a cui la nuova Giunta Provinciale ha dato il proprio assenso con la criptica delibera n. 50 del 28 gennaio scorso:

“Leggendo l’articolo di domenica, 2 febbraio, sulla centrale e sul distributore di idrogeno di Bolzano Sud non c’è che da rimanere sbigottiti. Si snocciolano dati, previsioni, numeri che sono basati su di una realtà che, però, oggi non esiste e non si sa quando e, soprattutto, se si avvererà. “Rifornimenti di idrogeno con benefici per l’ecosistema” e poi “necessità di realizzare una rete capillare di distributori”. Bello, peccato che non ci sia un solo mezzo di serie prodotto, ci sono solo i costosi prototipi dei bus H2 del progetto Chic pagati con i soldi dei contribuenti locali ed europei. Di auto neanche a parlarne salvo qualche miniserie dai costi spropositati tanto che si danno in leasing e in perdita per chi le costruisce, di camion neanche a parlarne. Quindi cosa sono i “700mila litri di benzina risparmiati” di cui all’articolo? Poi la ciliegina del distributore, questa sì uno schiaffo. A me risulta che una colonnina che eroga idrogeno nell’impianto c’è già, quindi che necessità c’è di spendere ben 800mila € per un ulteriore impianto di erogazione che andrà a rifornire auto oggi inesistenti e per chissà quanto ancora? Parlare di 720 e poi di 1080 veicoli da rifornire adesso fa sinceramente arrabbiare. Perché il tutto è una colossale presa in giro per chi oggi invece realmente cerca di inquinare meno visto che chi viaggia a metano attende dal 2007 la realizzazione dei punti di rifornimento, e solo Nogaredo Est ha aperto a fine dicembre, peraltro andando a risparmiare qualche migliaio di Euro avendo preferito installare erogatori italiani non adatti al self-service! La cosa che fa davvero inviperire è che si siano già realizzati 8 dei 12 punti di allaccio ai metanodotti, ma la realizzazione dei distributori è ulteriormente slittata in là fino a fine 2016.
Che si stia facendo il passo assai più lungo della gamba lo dimostra la rete di 27 distributori di metano in Tirolo e da lì si capisce che razza di strategia strabica, se mai esiste poi, si sta seguendo in provincia di Bolzano. E di quali “dieci e poi 15 bus a idrogeno” si sta parlando? Si ha forse intenzione di comprarne altri a spese dei cittadini spendendo il doppio, se non il triplo o il quadruplo di quello che costano i bus tradizionali? Il dubbio è più che lecito vista la confusione che è stata fatta di recente sui costi di acquisto degli ultimi bus, che, è bene ricordarlo sono rigorosamente a gasolio ed acquistati sulla base di dati farlocchi mentre nel Nordeuropa si comprano bus a metano per farli funzionare a biometano. Il bello è poi che se mentre in Europa si stanno pian piano vedendo camion a metano e a metano liquido, sulla tratta dell’Autobrennero tale sviluppo è stato totalmente ignorato. Quindi strategia zero. Il che dà la misura del nonsenso dei soldi spesi dall’Autobrennero, che sono soldi pubblici e soldi degli utenti dell’autostrada, se mai lo si fosse dimenticato. E con 800 mila € per un distributore di idrogeno che servirà a nessuno, si potevano costruire almeno 3 dei 12 impianti di metano attesi da anni sull’autostrada. C’è realmente da chiedersi il perché di questo buttare, non investire, tutti questi soldi pubblici ma l’impressione è che si senta sempre e solamente una campana ignorando qualsiasi alternativa e ogni critica. Infatti, di risposte non ne arriva una, che sia una. Bella trasparenza, per davvero.”

A22 - La via dell'idrogeno

 

 

 

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL  ©, tutti i diritti riservati)

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)

Metrobus: warum Dieselbusse anstatt sparsame und umweltfreundliche Erdgasbusse?

16 Feb

Es ist wirklich bemerkenswert, dass beim Metrobus nur Stille schweigt. Insbesondere wenn man Daten veröffentlicht, die eindeutig unterstreichen, dass man mit Erdgasbussen besonders viel Geld sparen kann. Hier mein Leserbrief, der von den “Dolomiten” am 13. Februar 2014 veröffentlicht wurde. Dies ergab nämlich eine Recherche, die von Trentino Trasporti im Herbst 2013 in Trient durchgeführt hat.

Na ja, man hätte auch gleich die Sasa befragen können, ob Erdgasbusse sparsamer sind als Dieselbusse… oder?

Diese Daten, die wohlgemerkt nie in Trient öffentlich der Presse vorgestellt wurden sondern nur anlässlich des kürzlich stattgefundenen Treffens im Rahmen des Biomaster-EU-Projekts in San Michele all’Adige vorgetragen wurden, sind klar und eindeutig.

Na ja, es ist wahrscheinlich einfacher einen Dieselbus zu tanken als einen Erdgasbus… es zahlt ja immer der Steuerzahler, egal ob teuer oder günstig!

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? - Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?

Rendering des Metrobus: warum mit Dieselantrieb?

Centrale idrogeno a Bolzano Sud, ci mancava solo il distributore H2 per le auto! Cui prodest?

5 Feb

Ebbene sì, ci si stava “disintossicando” dalla centrale d’idrogeno di Bolzano Sud ed ecco saltare fuori una nuova “variante” del dissennato e costosissimo progetto (per le tasche dei cittadini) e che fa “uscire dal cappello” un nuovo “regalo”: un bel distributore di idrogeno per auto! Ne ha dato notizia il giornale “Alto Adige” domenica 2 febbraio 2014.

Ecco cosa si celava dietro la criptica delibera n. 50  del 28.1.2014 della nuova Giunta provinciale altoatesina. Invito a leggerla per capirci qualcosa. Nuovamente: dov’è la trasparenza in tutto questo?

Ma come? Non era già stato costruito? Basta vedere qui sotto. La foto della colonnina di idrogeno presso la centrale H2 di Bolzano Sud è stata scattata il 28 settembre 2013 in occasione dell’Enertour organizzato nell’ambito del Festival dell’Innovazione.

Ed intanto l’A22 arranca sul progetto dei distributori di metano in autostrada dimostrando una strategia che più strabica non può essere e trascurando del tutto il trasporto pesante su gomma a metano e a metano liquido. Sempre in ritardo, nonostante 8 distributori abbiano già il punto di allaccio pronto (evidentemente si è pronti a pagare gli allacci un anno dopo la realizzazione anche se gli impianti non saranno pronti…), credo sia sufficiente dire che con 800.000 Euro si sarebbero potuti costruire almeno 3 dei distributori di metano che si attendono ormai dal 2007.

In definitiva: cui prodest questo progetto H2? Cosa c’azzecca l’Autobrennero in tutto questo progetto? I pensieri cominciano a correre, forse fin troppo.

La colonnina per il rifornimento di idrogeno ala centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da 800.000 Euro? (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)

La colonnina per il rifornimento di idrogeno alla centrale H2 di Bolzano Sud. Cosa serve quindi un nuovo distributore per auto da ben 800.000 Euro? L’erogatore di idrogeno è in mano del direttore dell’IIT, Huber. (foto MDL ©, tutti i diritti riservati)

Metrobus: a quando qualche risposta o mai?

3 Feb

Ecco la lettera che è stata pubblicata dal giornale “Alto Adige” il 31 gennaio 2014.

Ad oggi nessun riscontro, silenzio assoluto. Che dire, complimenti! Trasparenza: ZERO.

Aggiungo solo un aspetto: partiti politici ed associazioni ambientaliste sul tema risultano “non pervenuti”.

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? - Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?

Il Metrobus in un rendering: sarà un Solaris a gasolio di 18 metri? – Rendering des Metrobus: wird es ein 18 Meter-Solaris mit Dieselantrieb?